martedì, febbraio 18, 2014

Quali varietà seminare?

Il cibo che troviamo in vendita nei supermercati non è più sostenibile, l'enorme massa di cibo esposta si ottiene con grandi sacrifici e consumi d'acqua e altre risorse preziose.
Per questo è importante sceglire di coltivare in proprio le verdure che consumiamo.
Ecco la mia risposta a quali varietà seminare.
Questo è il micro-orto di casa, dove coltivo poche cose che possono servire in casa. Le aiuole sono fatte con legni e tavole recuperati. Ho seminato una fila di bulbilli di aglio rosso, una delle prime cose che ho piantato, i bulbilli si interrano a ottobre. Ho alcuni finocchi, che hanno fatto dei giorni di semenzaio e poi gli ho trapiantati a terra. Ho seminato una fila di piselli, ho seminato le cime di rapa mi sono rimaste tre piantine, da dieci che erano. Ho poi piantato una cipolla e, a destra in alto nella foto, potete notare una massa verde indefinita, si tratta di lenticchie.

micro-orto 

Il vaso bianco, è un piede di un lavandino, girato al contrario, una sorta di "fontana" di Duchamp.
Ci cresce dentro la salvia, e degli immortali bulbi di mia zia, interrati in ogni angolo di terra del nostro giardino. Fioriscono in primavera, muoiono in autunno, e poi rinascono, un continuo. Nel mentre, nei semenzai, ho pronte le piantine che daranno il cambio alle altre, che forse mi mangerò.

Semenzai.

A febbraio si inizia a progettare l'orto, tra le decisioni da prendere c'è, quali varietà utilizzare e far crescere nel balcone di casa, o nel nostro micro-orto in giardino. Le varietà (o cultivar) si possono paragonare alle razze di una specie animale: sono piante della stessa specie con caratteristiche differenti che sono trasmesse di generazione in generazione. In commercio si trovano due varietà: le "standard" e gli "ibridi", indicati con "F1". La differenza tra queste due varietà, risiede nel fatto che dai semi delle varietà standard si ottengono individui simili alla pianta madre, mentre dai semi ottenuti dagli ibridi, quando sono fertili, si sviluppano piante che hanno perso le caratteristiche agronomiche della pianta madre. Quindi non sono semi riutilizzabili.

cartelle di uova riciclate

Meglio scegliere varietà diffuse nella zona in cui coltiviamo, e sementi biologiche per una scelta democratica. Potremmo riprodurre sementi, e piante produttive uguali alla pianta madre. La riproduzione degli ibridi è riservata alle multinazionali.
Io, per ora, ho messo pomodori san marzano, pomodoro ciliegino, pomodoro yellow sub-marine. Melanzane, peperoni d'Asti, basilico viola e verde e il prezzemolo.

semenzaio da balcone

Poi, riciclando le cartelle delle uova, ho seminato la lattuga regina dei ghiacci e la cicoria palla rossa. Queste ultime andranno trasferite e diradate per farle crescere, appena sarà pronta l'aiuola. Il prezzemolo cresce nella cassetta di legno, dove l'ho seminato. Le confezioni delle uova sono utili in fase di germinazione. Questo inverno anomalo, ci ha regalato delle giornate con temperature primaverili, e le giovani piantine hanno goduto del tepore dei raggi solari e di abbondante luce.

I vantaggi di un'auto-produzione di ortaggi sono diversi, meno inquinamento. La certezza di godere di un cibo di buona qualità, coltivato e raccolto senza nuocere a nessun essere, umano o animale. Sono innumerevoli gli studi, secondo i quali, passare del tempo all'aria aperta, seminando e coltivando verdure, ci fa bene. Coltivare fa bene, più che andare in palestra!

E voi coltivate?


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