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lunedì, marzo 03, 2014

Trucchi per far germogliare i semi: in cotone umido o semenzaio?

Alcune indicazioni su come far germogliare anche i semi più ostinati.

La natura ha i propri metodi e processi di rivitalizzazione dei semi. In tempi antichi (una volta qua era tutta campagna!) si preparavano i semi con escrementi animali e secrezioni in determinate diluizioni e miscugli. Il cosiddetto bagno di colaticcio e calcio, usato contro malattie fungine e danneggiamenti da uccelli nelle semine. Questo trattamento si è conservato fino a oggi, in alcune aziende: colaticcio di maiale mischiato a calce in cui vengono immersi i semi per un certo periodo prima della semina.


Lo scrittore agricolo romano Petrus Crescentius consiglia succo di abrotano. In antiche istruzioni per la coltivazione del lino è scritto: "far riposare il seme il terzo anno, per due anni ininterrottamente, mischiato con aglio e canfora, per ricevere nuove forze"  e ancora.
"Dopo la trebbiatura meno di cento libbre di semi, asciugati accuratamente, vanno mischiati con un'oncia di canfora, 3-4 once di aglio, due manciate di fiori di sambuco, due manciate di tanaceto e conservati in una botte in un solaio né troppo asciutto né troppo umido". Anche in questo caso, dopo averli fatti riposare, si setacciano e sono pronti per la semina.

Pare che con l'utilizzo di sostanze fortemente odorose si ha una resistenza maggiore ai parassiti. Quindi è fondamentale l'utilizzo di piante medicinali selvatiche, la pianta officinale è un valore insostituibile per lo sviluppo vegetale delle piante, dice il saggio Franz Lippert.
Per questo la coltivazione industriale e mono-colturale ha bisogno di sostegni chimici e fertilizzanti, perché non cresce nient'altro vicino ai loro tristi campi monocolturali.
Le bordure di erbe selvatiche e di piante officinali, come di aromatiche, sono fondamentali nell'orto, non sono solo ornamentali, ma partecipano al processo produttivo. Ne giovano gli insetti utili, per esempio, e di conseguenza le nostre piante.
Un altro modo per trattare i semi, prima della semina, comporta l'uso di preparati biodinamici, dei quali è comprovata l'azione vitale nei bagni di sementi e talee. Per esempio il preparato 500 va bene per inumidire (per 24-48 ore) i semi di carota prima della semina, che nel caso delle carote può farsi direttamente in campo, o in un vaso profondo. C'è anche chi fa fare il bagno nella camomilla, la quale non gli fa dormire, bensì ne stimola la germinazione. Chi l'avrebbe mai detto!

Il metodo scottex

Per alcuni è una reminiscenza scolastica, per altri un tentativo fatto per coltivare la cannabis. Sia come sia. Alcuni semi possiamo seminarli direttamente in semenzaio, come i pomodori, per altri invece è utile un passaggio nello scottex oppure nel cotone, per esempio: peperoni, melanzane e peperoncini. Io metto anche i semi dell'anguria. Cosa serve per il metodo scottex?

semi d'anguria germogliati

Occorre una piccola scatoletta di plastica, per esempio quella dei cotton-fioc, se sono finiti. Si ritagliano tre fogli di carta assorbente (tipo scottex), della grandezza della base della nostra scatola. Adagiamo i fogli sul fondo della scatola, inumidiamoli bene, mettiamo dentro dai quattro ai cinque semi, copriamo con un altro foglio di carta. Chiudiamo la scatola e mettiamola in un posto caldo, va bene una temperatura di 25°C. Controlliamo tutti i giorni che la carta rimanga umida, appena i nostri semi germogliano, gli spostiamo nel semenzaio. Al posto della carta si può usare il cotone.

Voi che tecnica preferite? Semenzaio subito o scottex/cotone?

lunedì, febbraio 24, 2014

la presenza della coccinella in campo

Sappiamo tutti quanto sia importante ricevere la visita di una coccinella in campo. Secondo alcune scuole di pensiero, un orto migliora quando ci sono tante coccinelle, ci sono dei contadini che le comprano, per poi liberarle in campo. Le coccinelle, assieme ad altri insetti utili, proteggono le nostre colture dai parassiti.
coccinella all'arrembaggio!
La scomparsa di fiori, erbe e arbusti dai campi ha danneggiato notevolmente anche il regno animale. Il mondo colorato delle farfalle e degli insetti è cambiato. Per questo è importante ripristinare "strutture ecologiche", come siepi, arbusti, muretti a secco, piante spontanee come l'ortica, in prossimità del campo coltivato. L’ortica che attira una miriade di insetti, viene definita anche, banca di insetti utili.
Nelle siepi, si crea l'habitat ideale per ospitare insetti utili a sconfiggere i parassiti delle nostre piante da frutto, e dei nostri ortaggi. Alcuni di quelli utili sono: coccinelle, crisope, ragni, uccelli, ricci, pipistrelli, rettili, rane e rospi. Possiamo costruire nidi per ricci e pipistrelli, questi ultimi sono delle vere macchine divora insetti. Se nella siepe sono presenti piante pollinifere e nettarifere, queste richiameranno insetti impollinatori, la cui presenza favorisce la messa a frutto degli ortaggi.
Una volta che il nostro orto sarà ripopolato di fauna utile, bisognerà ridurre l’utilizzo di insetticidi, che colpiscono tutti gli insetti indistintamente. In caso di presenza di parassiti si interviene nelle zone colpite. Si possono prevenire gli attacchi di parassiti, con l’uso di macerati di erbe ad azione insetticida.
I macerati sono utili per un altro motivo, irrobustiscono le piante grazie al contenuto in minerali e in sostanze di origine vegetale, rinforzando la capacità di autodifesa delle piante.

ALCUNI PRODOTTI PER CONTRASTARE I PARASSITI ANIMALI

Macerato d’ortica. Si può utilizzare la pianta intera, senza radici di Urtica dioica e di Urtica urens. Per 10 litri d’acqua, un chilo di ortica fresca, o 100 grammi di quella secca.
Preparazione. Le piante vanno immerse in acqua, in un recipiente e mescolate 1-2 volte al giorno. Il macerato emana un odore sgradevole e intenso.
Impiego e indicazioni. Il macerato è pronto dopo 12 ore per essere usato come insetticida, va distribuito dopo filtrazione. Se vogliamo usarlo come fertilizzante, lasciamo le ortiche a macerare per una settimana, prima di utilizzarlo lo filtriamo e diluiamo. Un litro di macerato per dieci litri d’acqua.
Controindicazioni. Non va usato su cavoli e crucifere.

Urtica urens
Macerato polivalente.
Per dieci litri d’acqua usiamo le foglie di due piante di ortica, 30 spicchi d’aglio, 3 manciate di rosmarino, 3 manciate di lavanda.
Preparazione. Come per il macerato d’ortica.
Impiego e indicazioni: il macerato è pronto dopo una settimana, si filtra e si diluisce (1 litro per 10 litri d’acqua). Svolge un’azione repellente nei confronti degli insetti e ha un’azione corroborante e fertilizzante.
Controindicazioni: non va usato sulle aromatiche e in prossimità della raccolta.

Alcool a 90°
Dosi: 15-20 grammi per un litro d’acqua.
Indicazioni: è efficace per il controllo degli afidi se si colpiscono direttamente gli insetti durante le ore di maggiore insolazione. Ripetere per 3 volte ogni 2-3 giorni.
L’alcool si può sostituire con la grappa, ma raddoppiando le dosi.

Altre indicazioni utili sulla difesa dai parassiti, sul libro “Il mio orto biologico” di Enrico Accorsi e Francesco Beldì.

E voi come vi difendete dai parassiti? Allevate colonie di coccinelle? In questo blog potete scorrere una fantastica galleria di hotel per insetti!
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