Visualizzazione post con etichetta blu scuro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blu scuro. Mostra tutti i post

lunedì, gennaio 20, 2014

collezione orto: primavera-estate 2014

Vediamo, ora, cosa indosserà il nostro orto nella stagione primavera-estate 2014

La prossima primavera-estate, il mio orto vuole essere femminile, romantico e glamour.

Ruolo chiave della collezione è senza dubbio la ricerca dei semi biologici, delle piante più adatte al tipo di terreno, tenendo conto delle consociazioni e successioni delle colture. I colori come protagonisti indiscussi di una stagione vitale come la primavera-estate. Ma non solo ortaggi nel nostro orto. Il must è il campo fiorito, se sono fiori di campo ancora meglio. Un campo che sia frivolo davanti, ma rigoroso dietro. Una materia prima dalla quale possiamo ottenere dell'ottimo foraggio, o arricchire una splendita compostiera.


La palette di colori va, dall'acceso rosso pomodoro al verde smeraldo dell'anguria, passando per le sfumature caraibiche dei peperoni, e infine tuffarsi nel viola melanzana.
Il pomodoro, un ortaggio forte e vitale, un colore da sempre simbolo di passionalità, ma che non rinuncia all’eleganza pur avendo una vita frenetica. Cosa indosserà, ancora il nostro orto? Le righe. Chi l'ha detto che le righe sono solo Black&White! Un'alternanza inusuale stimola la nostra creatività, accresce la nostra personalità, ci sfida ad accettare abbinamenti improbabili. L'orto è arte e in questo caso è superlativa. L'anguria striata dona all'orto freschezza e magrezza. Il frutto, e noi con lui, acquistiamo dinamismo, grazie alle linee verticali.
anguria lunga striata
Al ritmo di mambo, i peperoni sfoggiano con ironia la loro stoffa, quasi si trattasse di chiffon o raso pesante, dando un tocco divertente all'orto. La melanzana, quando la forma riesce a dare un significato semantico ad un concetto, che non potrebbe esprimersi altrimenti. Un colore, una forma, una texture che non può certo mancare nell'orto primavera-estate.
Come gran finale, celebrazione della famiglia delle cucurbitacee: le zucchine ammantate di mistero, ma non troppo, si decorano il capo con vistosi fiori giallo oro, le zucche ornamentali, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà.

Tutto questo e altro potrete ammirarlo nel mio orto quest'estate. Vi aspetto in Sardegna!

Nel gran finale, celebrazione degli abiti bianchi, con spose d’avanguardia, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà. - See more at: http://www.vogue.it/sfilate/commenti-quotidiani-alle-sfilate/2011/09/live-on-vogue-day-4#sthash.gPHwIDe1.dpuf

sabato, gennaio 18, 2014

come possiamo usare le bacche di mirto?

Vorrei trovare un'idea travolgente che abbia la stessa forza delle plastiche di Burri. Oppure coltivare degli ortaggi così buoni, che chi li mangia diventa buonissimo. Trovare un modo di coltivazione che rivoluzioni l'agricoltura mondiale. Mentre penso a come svoltare la mia carriera di bracciante agricola, mi capitano per le mani tre chili di bacche di mirto.

fresche e profumate bacche di mirto

Ci vorrebbe un idea rivoluzionaria, trasformare queste bacche in qualcosa che la gente non ha mai visto, in un qualcosa al quale non si possa rinunciare. Una cosa bella da vedere, e buona da gustare. Una cosa che faccia conoscere, la Sardegna, al mondo intero. Che se ci sono un tedesco, uno spagnolo e un milanese e tu dici mirto, il milanese pensa subito alla Sardegna, ma anche il tedesco eh! 
Oppure mi affido alla tradizione vecchia di un secolo e faccio il liquore di Mirto, ma lo chiamo M'orto, o Mirt'orto? Perchè la campagna c'entra sempre.
Crescerà anche spontaneamente, l'arbusto, ma ci vuol sempre qualcuno che lo raccolga, il frutto. Esiste un attrezzo per facilitare la raccolta del mirto, alcuni utilizzavano un modo un po' barbaro per raccoglierlo. Tagliavano i rami, gli lasciavano seccare per due giorni, poi bastava scuoterli per far cadere le bacche nelle ceste. Ma io no, io li raccolgo con questo attrezzo.


Pettina le foglie, ma cadono solo le bacche. Dopo averle raccolte le portiamo a casa e le laviamo per bene. Ma non starò mica qua a scrivere la ricetta per filo e per segno! Il mirto, in Sardegna, si fa in casa, per uso familiare e amicale. La ricetta è scarna, tradizionale e scarna, meglio se fotocopiata dal quaderno della nonna.
  • 700 g. di bacche di mirto
  • 1 L. di alcool
  • 1 L. e mezzo di acqua
  • 600 g. di zucchero (se ne possono usare anche 500 g. dipende dai gusti)
Mettete a macerare le bacche di mirto nell'alcool per 40 giorni. Mettetevi un promemoria, oppure scrivetelo nel calendario. Passato questo tempo fate bollire l'acqua, scioglieteci dentro lo zucchero, fatela raffreddare. Filtrare l'alcool e aggiungetelo all'acqua zuccherata, ormai fredda. Conservate al riparo da sguardi ingordi, per almeno dieci giorni. Ora potete berlo!

bacche di mirto macerano nell'alcool

Ho estratto i semi da alcune bacche e gli ho seminati in semenzaio, vi faccio sapere se crescono. Ma se vi dico mirto a cosa pensate?



Share with love!



Privacy Policy