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giovedì, marzo 01, 2018

8 motivi per fare del giardinaggio il tuo nuovo hobby

Puoi non crederci ma ci sono 8 buoni motivi che ti convinveranno a tingere di verde il tuo pollice.


Il giardinaggio e in particolare l'orticultura possono avere un enorme impatto sul tuo benessere fisico e mentale, sono stati fatti molti studi a riguardo tanto che si parla di ortoterapia. Ecco 8 motivi per fare del giardinaggio il tuo nuovo hobby. Ci sono studi scientifici che hanno rivelato come il giardinaggio aumenta la nostra produttività e abbassa i livelli di ansia. Sia che curi le aromatiche dentro casa, o delle piante in terrazzo.

coltivando il tuo cibo riduci gli sprechi e sei felice!

1. Ti senti felice

Uno studio dell'Università di Bristol ha scoperto la presenza di un batterio nel terreno che ha su l'uomo lo stesso effetto della serotonina. Più ci rotoliamo nel fango più siamo felici!

2. Si bruciano più calorie

Meglio che andare in palestra, lavorare con le piante ci fa consumare molte più calorie perchè il lavoro è poco faticoso e siamo portati a farlo per più tempo. Consumiamo più di 400 calorie soprattutto se falciamo un prato, rastrelliamo o scaviamo buche.

3. Sentiamo di avere uno scopo, un fine

Coltivare vuol dire prenderci cura di piante e terra, con lo scopo di ottenere dei frutti da mangiare o dei fiori di cui godere. Questa cura verso qualcosa ci porta un benessere mentale, ci obbliga ad uscire di casa e in alcuni casi ci toglie dalla solitudine. Per esempio con lo scambio di semi possiamo conoscere altri pollici verdi, o qualche vicino di casa che come noi vuol farsi i propri pomodori. Tutto questo fa bene alla nostra salute mentale.

4. Mangi cibo sano e nutriente

Con qualche vaso in balcone di pomodori, zucchine e peperoni o altre verdure a tua scelta, puoi avere un menù giornaliero con cibi sani e freschi. Se coinvolgi i tuoi bambini in questo hobby anche loro saranno più felici di mangiare frutta e verdura, e si sa quanto è difficile convincere i bambini a mangiare verdure.

5. Benefici per gli anziani

L'orto è antidolorifico, allena la mente, riduce lo stress e l'ansia, allontana dagli psicofarmaci, rallenta l'evolversi di malattie degenerative quali la demenza e l'Alzheimer. Per alcuni seminare e far crescere una pianta allontana la mente dai soliti pensieri alleviandoli da dolore e depressione.

6. Più Vitamina D per tutti

Le piante senza sole non potrebbero vivere e nemmeno noi, per questo è importante passare del tempo all'aria aperta. Trascorrere del tempo all'aria aperta, esposti alla luce solare diretta sviluppiamo Vitamina D, con quel che ne consegue: buonumore, salute ossea, ci preserva da malattie respiratorie, rinforza il sistema immunitario.

7. Sviluppa coesione sociale

In alcuni centri e città sono ormai diffusi gli orti urbani, si tratta di orti condivisi da abitanti di un quartiere o piccoli appezzamenti presi in affitto da singoli. Questa partecipazione comune a prendersi cura di qualcosa e produrre del cibo per tutti crea coesione sociale, senso di appartenenza a una comunità e solidarietà tra citadini.

8. Risparmio

Con la coltivazione delle nostre verdure risparmiamo sulla spesa e mangiamo verdure sane delle quali abbiamo curato ogni singolo passaggio. Ma non è un risparmio solo per noi, lo è anche per l'ambiente e se si diffondesse l'ortoterapia sarebbe un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale.

Questi sono ottimi motivi per considerare il giardinaggio il tuo prossimo hobby! Non perdere tempo allora, la prossima estate mangia i frutti del tuo raccolto e sfoggia un fisico allenato grazie al lavoro all'orto!
Sei d'accordo? Vuoi aggiungere qualche altro beneficio?




giovedì, febbraio 22, 2018

Come la pianta comunica la malattia?

Molte delle malattie che colpiscono le nostre piante possono essere combattute, ma è importante riconoscere i sintomi. Come la pianta comunica la malattia?

Il successo della coltivazione delle nostre piante, e del nostro raccolto, è dato in parte anche dal modo con cui teniamo sotto controllo le avversità e le malattie a cui le piante possono andare incontro e che possono annullare le più attente cure colturali.
afidi e larva di lepidottero (a destra)

Sintomi

In ogni fase della loro crescita le piante sono soggette a stress, di natura ambientale, troppo sole o troppo poco, acqua e terra (eccesso o carenza di alcune sostanze). Il fatto che le piante non parlino è un grosso problema per capire cosa le affligge per questo è importante osservarle bene. Vigilare sullo stato di salute delle foglie e del fusto è fondamentale per cogliere i primi sintomi.
Controlliamo sempre se mantengono il loro verde uniforme, se si arricciano oppure se presentano macchie, di qualsiasi colore esse siano.
Chiediamoci  quali foglie sono arrotolate, le vecchie, le nuove o tutte? Si arrotolano verso l'alto o verso il basso? La pianta presenta altri sintomi di stress in altre parti, come il fusto o i frutti?

Nomi principali alcune malattie

Le principali e le caratteristiche di alcune malattie delle piante sono:

  • mal bianco (oidio) malattia crittogamica, vegetazione pulverulenta biancastra
  • ruggine masserelline, polvere tra il giallo e il marrone
  • fumaggine (occhio di pavone) strato di materiale nero sulle foglie
  • marciume i tessuti perdono la loro consistenza normale
  • il mosaico perdita o modificazione di colore delle foglie
  • clorosi perdita irreversibile del pigmento degli organi verdi
  • mine gallerie che gli insetti scavano nello spessore delle foglie

L'azione degli insetti fitofagi

Fra gli agenti dannosi di natura animale primeggiano gli insetti, che appartengono all categoria dei fitofagi, termine che significa letteralmente "mangiatori di piante". Aggrediscono la pianta sia in ogni loro stadio di sviluppo, dal larvale allo stato adulto di insetto completo, crescono proprio nutrendosi grazie alla pianta che aggrediscono. Gli ordini più comuni sono:

  1. lepidotteri sono farfalle da adulti ma fameliche larve, tra questi abbiamo i minatori, i rodilegni e le nottue che mangiano durante le ore notturne
  2. coleotteri alcuni raggiungono notevoli dimensioni, hanno ali, rivestimenti rigidi e scavano gallerie negli organi legnosi
  3. emitteri i più conosciuti afidi riuniti in colonie e molto numerose, le cocciniglie e le cimici
  4. ditteri da adulte sono mosche con due ali, da piccole sono larve che si insinuano nella polpa delle ciliegie, o delle olive
  5. imenotteri vespe e formiche
  6. ortotteri questa è facile, son le cavallette, divoratrici di molti tipi di vegetali

Una distinzione fondamentale tra questi insetti riguarda il modo in cui si nutrono per intraprendere la giusta lotta contro di essi. Alcuni sono dotati di apparato boccale masticatore (larve di lepidotteri, larve di coleotteri, di ortotteri ecc.) con il quale lacerano i tessuti vegetali, altri hanno un apparato succhiatore e penetrano all'interno delle cellule risucchiando la linfa (afidi e cocciniglie), altri hanno un apparato lambente-succhiatore come gli adulti di farfalle o gli adulti di mosche. Quindi per combattere gli afidi dobbiamo usare un materiale a contatto, che agisca direttamente sul corpo dei fitofagi. Altri animali dannosi son le lumache e le limacee forti divoratrici di tessuti teneri sui quali poi si insediano agenti patogeni.

I visitatori non dannosi

Non tutti gli insetti visitatori dell'orto sono dannosi e quindi da cacciare via, alcuni sono utili e ci aiutano nella lotto contro i "divoratori". I più comuni sono le graziose coccinelle, simbolo della primavera al pari della rondine, sono divoratrici di afidi. Poi abbiamo la crisope, il coleottero Rodolia cardinalis, e la formica rossa. Fra gli uccelli il picchio, le rondini e gli altri volatili carnivori, come i pipistrelli. Da tenere nell'orto abbiamo ancora il rospo, il porcospino e la lucertola, per non parlare del lombrico che arieggia il terreno e lo fertilizza.

coccinella pronta a mangiare colonie di afidi

Un caso: fisiologico arrotolarsi delle foglie verso l'alto.

Foglie arricciate verso l'alto, foglie appassite, ingiallite, o che cadono. Le foglie di pomodoro si arricciano verso l'alto per diversi motivi: stress ambientale, infezione virale o danneggiamento da erbicida. Le cause sono: ecessiva umidità e azoto, calore, siccità, forti potature, danni alle radici o uno schok da trapianto. Inizialmente i sintomi sono evidenti nelle foglie della parte bassa del fusto, per propagarsi poi alle altre. Le foglie si presentano arrotolate, della consistenza del cuoio ma di un bel colore verde uniforme e salutare.
Questa condizione può verificarsi in qualsiasi momento della crescita, usualmente si verifica quando dalla primavera si passa all'estate. La buona notizia è che questo non influisce sulla produzione di frutti e sulla crescita della pianta. Un problema fisiologico, non una vera malattia quindi.
Quando il problema è fisiologico più che rimediare possiamo prevenire. Controllare lo stato di salute delle giovani piantine prima del trapianto, mantenere un giusto grado di umidità del terreno. Evitare di fertilizzare troppo, non danneggiare le radici e non praticare drastiche potature può essere la strada giusta per prevenire l'arricciamento delle foglie.
Eliminare la causa di stress è molto importante per la nostra pianta. Una pianta stressata è soggetta ad ammalarsi a cadere vittima di malattie fungine (peronospera, septoriosi, cladosporiosi)

Rimedi

Prima di ricorrere a antiparassitari esistono una serie di accorgimenti per limitare o escludere l'attività di agenti patogeni.

  • Arieggiamento si tratta di spaziare tra loro le piante in modo da lasciare libero accesso alla luce e all'aria limitando la permanenza di umidità tramite la quale si sviluppano malattie come la ruggine, il mal bianco le peronospera. Si limita anche la presenza degli insetti.
  • modalità di semina scegliere con cura il tempo di semina, basta infatti che le piante superino il periodo del primo sviluppo quando i patogeni non sono attivi, o sono poco aggressivi
  • lavorazione del terreno è utile per allontanare i germi della precedente coltivazione e per creare condizioni sfavorevoli alla proliferazione o sviluppo di insetti dannosi. Sistemare poi il terreno per agevolare lo sgrondo delle acque
  • irrigazione deve essere equilibrata per far avere alla pianta il giusto ritmo di sviluppo e mantenere integro l'attività dell'apparato difensivo di cui la pianta è naturalmente dotata
  • rotazione colturale tecnica vantaggiosa negli orti, impedisce il proliferare, nel terreno, di patogeni specifici per determinati vegetali. No patate sempre nello stesso posto.
  • rispetto degli organismi utili è il concetto cui si ispira la lotta biologica ai fitofagi, si tende allo sfruttamento positivo dei rapporti antagonistici esistenti in natura tra i diversi organismi.

Siamo vigili nel nostro orto, cogliamo ogni segnale delle nostre piante per poter agire tempestivamente e direttamente contro gli elementi patogeni.

giovedì, febbraio 15, 2018

coltivare per risparmiare? sì può fare

Il lavoro all'orto richiede tempo e costanza, il nostro tempo e la nostra costanza a voler coltivare gli ortaggi che mangeremo.

Tutta questa fatica conviene, ci fa risparmiare dei soldi sulla spesa? Sì, il risultato è cibo sano e qualche soldo in più nel portafoglio!

cavolo verza

Costo irrisorio dei semi

Le bustine di semi sono davvero economiche, costano dai 50 cent. di un semi convenzionale ai 2 euro di un seme biologico. In ogni bustina ci possono anche essere più di cinquanta semi, che si traduce in rispettive piantine. Ci si può affidare anche allo scambio di semi, in rete si trovano molte associazioni che per tutelare la biodiversità preservano e scambiano semi.
Se, per esempio, consideriamo i pomodori da sugo, ogni pianta nei mesi di luglio e agosto ci darà 2 kg. di frutti a settimana circa, a giugno la produzione è più bassa, ma con due o tre piante abbiamo i pomodori per tutta l'estate. 
L'importante è non strafare, è facile farsi prendere dall'entusiasmo e voler coltivare di tutto e di più, ma dobbiamo dare la priorità a quelle colture che ci danno molti frutti con meno lavoro, oppure quelle colture che durano nel tempo, come zucche, patate e fagiolini. Dopo il primo anno di lavori all'orto avrete imparato anche voi a conservare i semi dai vostri frutti.

Acqua sì, ma piovana

L'acqua a costo zero è l'acqua piovana, per usarla ci attrezziamo di vecchie botti di legno oppure di moderni depositi d'acqua di plastica ai quali collegheremo una gomma, oppure possiamo servirci di secchio o innaffiatoio se il nostro orto non è molto grande. Bisogna cercare di innaffiare il meno possibile quindi è buona pratica usare la pacciamatura con paglia o foglie secche. Innaffiate al mattino presto per evitare che l'acqua evapori in fretta, oppure innaffiando la sera che ristagni e favorisca il diffondersi di muffe e funghi.

raccolto di pomodri

Usa la natura per concimare

Un concime economico è senza dubbio il compost fatto da noi. Quando facciamo il grande passo verso la coltivazione fai da te dedichiamo una zona dell'orto al compostaggio. Alcuni Comuni offrono sconti e attrezzature per chi vuole compostare in proprio. Se abbiamo dei piccoi allevamenti nelle vicinanze possiamo chiedere del concime maturo, non a prezzi esagerati. Coltiviamo i legumi che fissano l'azoto nel terreno, e verrà poi usato da altre piante. Servendoci delle consociazioni possiamo ottenere buoni raccolti senza usare antiparassitari.
Per approfondire: come compostare a casa

L'ingrediente segreto

In molte ricette l'ingrediente segreto spesso è: due foglie di basilico, oppure un rametto di rosmarino, una foglia di salvia, o il prezzemolo tritato. Le erbe aromatiche sono un ingrediente fondamentale delle nostre ricette.
Quante volte ci capita di comprare il basilico, il rosmarino o il prezzemolo? Le aromatiche sono quelle più costose se comprate al supermercato e sono anche le piante che crescono senza bisogno di tante cure pure in balcone. Perciò diamoci dentro e compiamo questo piccolo passo verso la coltivazione per fare un grande passo verso il risparmio.

La qualità non ha prezzo

Che prezzo vogliamo dare alle verdure prodotte da noi e sicuramente più saporite di quelle del super mercato? Vogliamo conteggiare anche il divertimento e il benessere fisico per le ore passate all'aria aperta, in compagnia delle nostre piante? Tutte queste cose sono di certo un guadagno per noi, oltre che un risparmio economico. Non dimenticamoci che l'orto può anche essere una scusa per socializzare.

lunedì, febbraio 08, 2016

10 passi per la sostenibilità alimentare

Carciofi, carciofi, carciofiii!  Carciofi da mangiare crudi!
Cinque euro la cassa! Carciofi belli!!
Carciofi belli una cassa 5 euro!
La voce microfonata entra nelle case con le finestre aperte e comunica l'imperdibile occasione! Se sei in altre faccende affaccendata le verdure te le porta il contadino fino alla porta di casa, anche senza la app!
Scegliere di fare la spesa presso coltivatori locali di prodotti biologici è uno dei passi da fare verso la sostenibilità alimentare.

In quanti facciamo la spesa il fine settimana? Lasciamo al week-end il provviggionamento dei viveri che ci serviranno per il resto della settimana, tutto nei soli due giorni che sarebbero di riposo. Ma la spesa, si sa, può essere anche divertimento, soprattutto se la facciamo presso i mercati biologici con frutta e verdura fresca di qualità.
Gennaio finalmente è finito e possiamo ricominciare a spendere! Se ci siamo nutriti con pane e acqua per tutto il mese è arrivato il momento di soddisfare il nostro palato. In molte città si svolgono i mercati biologici, i contadini allestiscono bancarelle e gazebo coi loro prodotti.
Nove ore di fuso orario separano la Sardegna dalla California, ma i mercati dei fruttaroli ci sono anche  a San Francisco, il sabato, c'è ne uno di produttori agricoli e non solo, panettieri, casari e pescatori, non manca nemmeno la pasta fresca. Il mercato è organizzato e gestito dal CUESA (Centro per l'educazione urbana all'agricoltura sostenibile). La loro missione, si legge nel sito, è promuovere il cibo sostenibile attraverso le operazione svolte presso il Ferry Plaza Farmers Market e il loro programmi educativi.

Farmers market - Ferry Plaza

immancabili broccoli - Ferry Plaza
cavolo romanesco


O Regina Reginella quanti passi devo fare per raggiungere il tuo regno?
Ne bastano dieci per raggiungere il regno della sovranità alimentare.
1. Compra prodotti freschi e di stagione. Privilegia materie prime come farina, verdure, uova ecc. Più cose prepari da te, più basso sarà il tuo impatto sull'ambiente.
2. Serviti il meno possibile dalla Grande Distribuzione, perché sfruttano i produttori, inoltre i prodotti non sono freschi e hanno molti chilometri sulle spalle. Così eviterai di riempirti la casa di imballi inutili.
3. Non farti ingannare dai prodotti in offerta e fuori stagione, non sono sani e sono ambientalmente insostenibili. 
4. Non comprare merci delle multinazionali che ingrassano chi specula sull'agricoltura.
5. Se non espressamente indicato dal tuo Comune, l'acqua del rubinetto è buona, bevi quella. Zero chilometri, zero plastica, zero speculazioni.
6. Privilegia la filiera corta, serviti di prodotti freschi direttamente dal contadino. Prediligi prodotti biologici e alla spina.
7. Cerca di costruire un rapporto di fiducia coi produttori, organizza gruppi d'acquisto coi tuoi vicini di casa, o coi tuoi colleghi d'ufficio.
8. Se consumi prodotti provenienti da paesi diversi dal tuo, come zucchero, caffè, te, scegli quelli del commercio equo e solidale. 
9. Informati e ricordati che mangi tre volte al giorno e fare la spesa è una scelta politica.
10. Coltiva tu stesso il tuo cibo!

Non è difficile coltivare da se almeno qualche insalata oppure le spezie, bastano un vaso, della terra e qualche seme, il resto lo fanno la luce e l'acqua.
Hai gia costruito il tuo semenzaio?


martedì, febbraio 02, 2016

considera le patate

Un periodo volevo vivere di un unico pasto al giorno, al massimo due, non volevo affezionarmi al cibo perché poi ne avrei sentito la mancanza, allora mangiavo solo toast. Ma oggi posso finalmente dire con fierezza, che amo il cibo e che mi pento di tutte le inutili diete che ho fatto. Mi pento di aver avuto fame e ho giurato a me stessa che farò in modo di non avere mai più fame. Così alla domanda "cosa mangio oggi?" qualcuno rispose: considera le patate. Sono tante le cose che si possono mangiare, ed è davvero un peccato mangiare sempre le stesse cose, così come infiniti sono i piatti che si posso preparare con un unico ingrediente. Considera le patate e nessuno avrà fame per quest'anno!
solo un occhio attento riconosce le patate migliori!

3 ricette veloci

Se cerchi "ricette patate", con un qualsiasi motore di ricerca, troverai circa tre milioni di risultati! Anche per questo le patate non devono mancare nell'orto: sono buone, versatili, economiche, salvano la vita o almeno la cena. Ecco tre ricette facili e veloci: gnocchi di patate, patate in padella come al forno e patate fritte (sempre gradite).
Per realizzare gli gnocchi è importante avere lo schiacciapatate. Laviamo e mettiamo in pentola a pressione le patate per venti minuti dal fischio della stessa. Tagliamo a metà ogni patata e schiacciamola, la buccia rimarrà all'interno dello schiacciapatate, e la polpa cadrà sulla nostra spianatoia o sul banco da lavoro. Per settecento grammi di patate usiamo trecento grammi di farina, mischiamo il tutto e il nostro impasto è bello e pronto. Prendiamo poi dei pezzi di impasto da trasformare in rotoli dai quali taglieremo gli gnocchi. Facciamo bollire per pochi minuti e poi condiamo a piacere.
patate pronte da schiacciare!
Preparare le patate fritte è molto più semplice, le peliamo e le tagliamo, le asciughiamo, scaldiamo l'olio e via che si frigge!
Il segreto per le patate perfette in padella consiste nel farle bollire quattro minuti in acqua bollente, poi le scoliamo le irroriamo con due cucchiai d'olio EVO, un pizzico di una spezia che ci piace, ora sono pronte per una padella rovente. Cerchiamo di fargli fare una crosticina bronzea su ogni lato, così saranno croccanti fuori e morbide dentro.

Le patate possono regalare grandi soddisfazioni all'ortolano, perchè richiedono poca attenzione e possono offrire abbondante prodotto. Ricordiamoci di preparare un letto di semina ricco di materia organica, crescono meglio in terreni freschi e ben drenati. Per tenere lontani i parassiti non seminiamo le patate sempre nello stesso posto, e seminiamo il tagete attorno ai filari di patate.
Le piante di patate vanno rincalzate man mano che crescono, la rincalzatura di terra attorno al fusto stimola la produzione di nuovi tuberi. Quando la pianta comincia a seccare siamo pronti per il raccolto! Vediamo nel dettaglio le varie fasi di coltivazione della patata.

Coltivazione della patata

Le patate si pongono in cassette perchè germoglino ed esser così pronte alla semina. Si dividono in precoci, semiprecosi e tardive.
  • precoci: semina a metà Febbraio, raccolto a fine Maggio metà Giugno
  • semi-precoci: piantate a fine Marzo e raccolte tra Luglio e Agosto
  • tardive: impiegano più tempo a maturare si seminano in Aprile e si raccolgono a fine Settembre

Per ottenere 200 kg. di patate occorre un appezzamento di 5X10 metri, se il nostro spazio è limitato è meglio coltivare le precoci. Le patate hanno diverse forma, colore e consistenza possono essere tonde, ovali o a forma di rene, il colore è bianco, giallo o viola, la polpa può essere farinosa o cerosa. Prediligono terreni sciolti, leggeri e facilmente lavorabili. Devono essere coltivate in piena luce, perchè l'ombra favorisce lo sviluppo fogliare a discapito dei tuberi. Prima della semina aggiungiamo letame maturo, a meno che non si sia già concimato in precedenza.

Preparazione dei tuberi

Acquistiamo le patate da semina a fine Gennaio e mettiamole in cassette, quelle grandi come uova sono della grandezza perfetta, le più grandi andranno tagliate in due nel momento della semina. I tuberi hanno gli "occhi" da cui nascono i getti, poniamo quindi i tuberi con gli occhi verso l'alto. Le cassette vanno tenute al riparo dal gelo, in un posto ben aerato a una temperatura di 5°-6° gradi C.
Deve esserci poca luce in modo che i germogli diventino verdi, evitiamo gli ambienti umidi. Appena i germogli raggiungono la lunghezza di circa un centrimento siamo pronti per la semina.

le patate dal mio orto

Coltivazione patate precoci

In zone climatiche calde (Isole e Centro Italia) si possono piantare le patate precoci a fine Febbraio inizio Marzo per avere il raccolto a Maggio-Giugno, le così dette patate "novelle". Nelle zone a clima freddo meglio aspettare Aprile.
Con zappa o trattore facciamo dei solchi profondi 10-15 cm e distanti 60 cm. l'uno dall'altro. Scegliamo i tuberi migliori e li poniamo coi germogli rivolti verso l'alto a una distanza di 30 centimetri dal tubero precedente. Copriamo con la terra senza calpestare e con il rastrello creiamo un colmo tra i filari. Per proteggere dal gelo i germogli appena spuntati pacciamiamo con paglia o foglie secche o, ancora, fogli di giornale che terremo fermi con dei sassi.

Rincalzatura del terreno 

Quando le piante sono alte 25 cm. facciamo la prima rincalzatura, rompiamo la terra tra i filari con una zappa, cospargiamo la superficie di concime, seguendo le dosi consigliate dal produttore, e sempre con la zappa solleviamo il terreno frantumaro e fertilizzato tra i filari creando un colmo lungo la linea delle piante.
Lo scopo è aumentare lo spessore che ricopre le radici in modo che si possano allargare e si formino i tuberi. Facciamo una seconda rincalzatura quando la pianta raggiunge l'altezza di 30 cm. Il colmo deve essere piatto in cima e coi finachi ripidi.

patate rincalzate

Raccolta

Tra Maggio e Giugno le patate novelle sono pronte per la raccolta, con le dita spostiamo un po' di terra dal colmo e se sono grandi quanto un uovo sono da raccogliere. Ogno volta che raccogliamo le patate rimettiamo la terra apposto per non disturbare la crescita delle altre. A fine Giugno la maggior parte del raccolto è giunto a maturazione, tagliamo la pianta con le cesoie e con l'aiuto di un forcone ribaltiamo la pianta nella zona libera tra i filari.
Raccogliamo le patate frugando con le mani tra la terra, le patate che non consumiamo le mettiamo ad asciugare per evitare che marciscano.

Se non avete a disposizione un appezzamento di terra negli ultimi anni si è diffusa la coltivazione delle patate in cassone, o i sacchi. In breve, prendete un sacco di iuta con del terriccio di una profondità di circa 30 cm. interrate 4 o 5 patate germogliate e coprite, man mano che la pianta cresce aggiugete terra e tirate su i lembi del sacco. Per la raccolta non dovete fare altro che rompere il sacco! Voi che tipo di patate coltivate e dove?



venerdì, gennaio 22, 2016

parliamo di semi?

Ogni giorno un contadino si sveglia e sa che dovrà seminare una particolare cultivar di qualsiasi specie se non vorrà morire di fame.
Da quel momento osserva con attenzione l'evoluzione della pianta e capisce quali sono le piante che non si ammalano o che si ammalano poco rispetto ad altre. Capisce quali sono le più resistenti alle variazioni climatiche o che sanno resistere ad attacchi di insetti.
Seleziona quindi, i frutti migliori, i più saporiti, i più colorati, i più maturi e ne recupera i semi per la successiva stagione o ne recupera le barbatelle o gli innesti. Parliamo di semi?
Grazie a un bus perso, che ci doveva portare da Santa Rosa a Fort Bragg, ho conosciuto Jason, ho cenato con lui e la sua famiglia e dopo aver scoperto che anche lui coltiva, ha voluto scambiare alcuni dei suoi semi con me.
a seme donato...
Purtroppo non gli ho potuto dare i miei in cambio, perchè negli Stati Uniti, venendo dall'Europa, non si possono introdurre semi di nessun tipo, solo chiedendo previo permesso all'autorità competente.

La banca dei semi

Ieri mentre andavo verso il nuovo alloggio ho visto una cosa magnifica, la Banca dei semi di Petaluma! La banca dei semi di Petaluma è il risultato del lavoro di selezione di Jere Gettle appassionato di orticoltura da sempre, pare che il suo primo orto l'abbia coltivato a tre anni!
Nessun catalogo può essere emozionante come trovarsi davanti a più di mille bustine di semi.
Il sogno per ogni orticoltore, circa 1800 varietà di verdure, fiori ed erbe aromatiche, diversi scaffali di bustine di semi, sacchi di fagioli, secchi di fave.

Banca dei semi a Petaluma (CA)

qualche seme!

Il regno della biodiversità, ci sono almeno 100 diverse varietà di pomodoro, per non parlare delle varietà di melanzane. Avrei voluto comprare tutte le bustine di semi, una per tipo, ma non mi sono voluta rovinare definitavemente.
Come scegliere, quindi, le giuste varietà per noi? Non esiste un unico criterio quando si vogliono comprare le varietà orticole per la propria area, ma ci sono alcuni criteri che possono aiutarvi a fare la scelta giusta.
I giorni di maturazione, cioè quanti giorni ci vogliono a che il frutto arrivi a maturazione. Informatevi su quando si verificano i periodi di gelo dalle vostre parti, all'inizio e alla fine della stagione, se non ci sono 90 giorni tra una gelata e l'altra non coltivate piante che richiedano 90 giorni per maturare i propri frutti. A meno che non abbiate intenzione di coprire le piante con teli o tunnel.

Il clima di origine, scegliete le varietà originarie di climi simili al vostro. Per esempio se vivete in un posto col clima freddo e rigido, simile alla steppa russa, coltivate varietà originarie della Polonia o dell'Ucraina. Potrebbero esserci delle eccezioni ma questo è un buon punto di partenza.

Sperimentate e annotate tutto. Ogni anno segnatevi le varietà coltivate e i loro risultati, non abbiate paura di sperimentare altre varietà fino a trovare quelle che più vi piacciono e scrivete in un quaderno quali sono quelle che "funzionano" meglio nel vostro orto. Senza informazioni ogni anno sarà come iniziare da capo e si dovrà lavorare il doppio.

alcuni semi che ho comprato
Come procede la vostra sperimentazione? Fate mai lo scambio di semi? Mettete in salvo i vostri semi?


sabato, gennaio 16, 2016

7 strumenti che non devono mancare nel tuo orto

I 7 strumenti indispensabili per lavorare la terra. Abbiamo deciso di coltivare verdure in un aiuola nel cortile di casa ma non sappiamo da dove iniziare? Ecco un elenco degli strumenti che non devono mancare nel tuo orto.

A proposito di strumenti, chi non piace la musica! Vi ricordate con nostalgia le serate in saletta prove a suonare uno strumento? Avete voglia di riprendere in mano la chitarra, il basso o forse la batteria? Se suonavate lo xilofono va bene anche quello, l'importante è suonare! Soprattutto perchè la musica piace anche alle piante e agli animali, se avete un pollaio potete usare una radio per spaventare le volpi. Dovete tenere una radio a pile appesa nel pollaio sintonizata sulla vostra stazione preferita e assicurarvi che trasmetta 24 ore su 24, nessuna volpe o altro animale selvatico si avvicinerà sentendo delle voci, le galline invece balleranno tutta la notte, mettendo fine, una volta per tutta, al detto "vai a dormire con le galline".

Oltre alla radio, nel nostro orto non devono mai mancare alcuni attrezzi utili per compiere le nostre azioni quotidiane. Ecco un breve elenco di alcuni strumenti basilari da avere:

  • vanga per rivoltare la terra. La vanga veniva usata per rivoltare la terra, operazione che veniva ripetuta più volte l'anno, ma da quando si è scoperto che la fertilità risiede nei primi dieci centimetri di terra si è smesso di praticare la vangatura. Si può usare la vanga per incorporare letame o compost alla terra;
  • rastrello per appianare il terreno, raccogliere foglie o erba sfalciata, togliere sassolini;
  • forca per impiccarsi se il raccolto va male, scherzo perbacco, Dio non voglia! Anche detto forcone serve a spostare cumuli di fieno o altri sfalci d'erba secca;
  • zappa per smuovere la terra per togliere erba indesiderate, tracciare solchi, rincalzare piante, dissoterrare tuberi (patate) o anche solo per appoggiarsi al manico e ammirare il nostro orto compiaciuti;
  • cesoia o buone forbici per potare o tagliare piccioli di frutti maturi;
  • innaffiatoio a doccetta per innaffiare, compriamolo pensando al fatto che lo dobbiamo anche sollevare quando é pieno d'acqua. Se il nostro orto é grande possiamo attrezzarci con un tubo di gomma, o con altri sistemi d'irragazione, come quello a goccia per esempio;
  • uno spruzzino per spruzzare d'acqua i semenzai e tenere la terra sempre umida fino al germogliare dei semi.
Ogni attrezzo dovrà essere proporzionato alle nostre dimensioni, nel senso di altezza e peso, ma anche alle dimensioni dell'orto. Gli attrezzi diventano piccoli se avete da coltivare vasi in terrazzo e più grandi se avete da coltivare il cortile dietro casa, se poi volete esagerare compratevi un trattore, oppure dedicatevi a metodi di coltivazione che non prevedano l'uso di attrezzi, se non minimo, come il sinergico.
Solitamente, gli attrezzi da giardino hanno i manici di legno vanno perciò immersi nell'acqua per qualche ora in modo che il legno si gonfi e trattenga il pezzo in metallo. Non lasciamoceli tutto il giorno perchè il legno potrebbe marcire e addio zappa! Prima di comprare un tipo di zappa o vanga informiamoci dai nostri vicini di terreno su quali siano le più usate, perchè ne esistono di diversi tipi a seconda del tipo di terreno. Vanga a punta per terreni compatti, per esempio.
Attrezzi accessori sono: guanti, marsupio (anche se fuori moda), filo per tirare linee dritte, canapa o raffia per legare le piante ai tutori.

L'argomento attrezzatura da giardino non può certo esaurirsi qua, esistono molti tipi di vanga, zappa, rastrello eccetera, non ci resta che fare un giro nei negozi di giardinaggio e trovare il nostro, sempre se non l'avete già trovato!


venerdì, gennaio 08, 2016

50 metri quadrati posson bastare

La pianificazione deve rispondere a delle domande: "cosa mangiamo in famiglia?" "Quante piante di pomodoro devo mettere per soddisfare il fabbisogno di quattro persone?" "50 metri quadratati possono bastare?" Assicuriamoci di non sprecare terra coltivando verdure che nessuno mangerà. Ora siamo pronti ad iniziare!

"In principio Dio creò il cielo e la terra."
E passò i seguenti sette giorni a dare ordine alla cosa, se avesse usato un buon software per programmare il giardino dell'Eden avrebbe finito in un giorno! Per non parlare del disastro che si è comunque verificato, il serpente la mela eccetera eccetera.
In agricoltura, come in molti altri campi, prendersi il tempo per decidere cosa fare, dove e quando è la chiave per riuscire bene, è questo il momento preferito dagli ortolani, non il momento del raccolto, ma quello della programmazione.
E poi, diciamocelo, cosa vogliamo fare in questo lungo mese d'inverno se non stare in casa al caldo, vicino al camino col gatto sulle ginocchia, a disegnare prospetti del nostro orto, leggere la Bibbia?!
esempio di pianificazione di un orto

Se amate il disegno a mano potete attrezzarvi con fogli di carta millimetrata o fogli a quadretti, matite e righello. Prendete le misure del vostro appezzamento o della vostra terrazza, disegnate un grande rettangolo sul foglio, quello è il vostro orto e potete dare sfogo alla fantasia mettendoci dentro tutto quello che volete!
Ricordatevi che le parcelle, o aiule, devono essere minimo due metri per uno e che il camminamento tra un'aiula e l'altra deve essere di almeno trenta centimetri, sessanta se volete passarci con la carriola. La direzione deve essere da nord a sud in modo che le piante prendano la maggior quantità di luce possibile, mettiamo barriere frangi vento a Nord, qualche siepe per esempio, ricordiamoci di organizzare lo spazio per il compost.
Per chi non ha paura della tecnologia ci sono diversi software coi quali possiamo fare e disfare il nostro orto, alcuni non vanno neanche installati sul nostro computer. Io ho provato a pianificare con Growveg che potete scaricare come applicazione per smartphone e tablet, non è difficile da usare ed è intuitivo. Per ogni ortaggio c'è una scheda illustrativa con elencate le caretteristiche della pianta, una volta pianificato il nostro orto il software ci suggerisce il calendario della semina, trapianto e raccolta.
grafico sviluppo piante

In base alle verdure messe nel garden planner possiamo vedere una scheda con indicate, per ogni tipo di pianta, lo spazio necessario alla sua crescita e il periodo dell'anno in cui è meglio trapiantare ognuna. Non è magnifico!  Ancora, le piante sono quindi codificate in base alla famiglia botanica a cui appartengono, e Growveg tiene traccia di quello che hai coltivato la stagione precedente e dove. Quando pianificherai la stagione successiva il Planner vi avviserà se state violando le pratiche di rotazione standard. L'utilizzo di Growveg è gratuito per i primi sette giorni, lo si può utilizzare registrandosi tramite mail, se lo si vuole usare per più tempo si deve pagare un abbonamento di 29 dollari per un anno intero.
Un altro programma che non richiede installazione lo trovate a questo indirizzo. Consente di disegnare il vostro orto di qualunque forma esso sia, mettere la pavimentazione, le aiuole con fiori o verdure, alberi, compostiere e recenzioni. Insomma ce ne per tutti i gusti, alla fine potete stampare ogni vostro lavoro.
Questi due sono i software più utilizzati ma sono sicura che voi avete il vostro sistema preferito, se volete condividerlo sono tutta orecchie!
Ora non resta che mettersi al lavoro perchè a fine mese qualcuno inizerà a far germinare i propri semi, ed è giusto sapere in anticipo dove troveranno dimora le nostre piante.


giovedì, dicembre 31, 2015

il lato oscuro del pomodoro

L'anno scorso ci siamo lasciati con il buon proposito di coltivare pomodori, ma anche di coltivare qualsiasi cosa soddisfasse il nostro fabbisogno.
La cosa che ha funzionato meglio è stata il lasciarci! Ahimè! Ma c'è un buon motivo, non sono stata via per capriccio, sono stata via contro la mia volontà.
Poi, chi di voi può giurare che sia davvero passato un anno, seriamente! Avete le prove che il 2015 l'abbiamo sfogliato tutto, cioè 365 giorni? O vi fidate di Repubblica!
Comunque solo un lutto, una malattia o un rapimento possono giustificare un'assenza cosi lunga.
Ebbene, ci crediate o no, sono stata rapita! Una forza misteriosa mi ha occupata tutto questo tempo, la fascinazione per la parte più oscura, che tutti noi abbiamo. Certe volte coltiviamo il nostro lato ombroso facendo crescere i semi dei sentimenti oscuri come rabbia, odio, paura e aggressività. Ricorda: la paura è il cammino verso il lato oscuro, la paura porta alla rabbia, la rabbia all'odio e l'odio alla sofferenza, dice Yoda. Ma non siamo gli unici ad averci e a sfruttare il lato oscuro  Anche le verdure hanno il loro, io infatti sono stata rapita dal lato oscuro del pomodoro.
Lasciate che vi racconti.
Hverir, Iceland 

Attratta da una forza chiamata lavoro, mi sono imbarcata su un volo di sola andata, destinazione Islanda. Dopo quattro voli e un giorno di viaggio sono atterrata a Husavik a quaranta chilometri dal circolo polare artico, con in tasca i miei semi di pomodoro, va bene non proprio in tasca! Alloggiamento definitivo a Reykjahlíð sul lago Myvàtn a pochi chilometri da Hverir, dove. si dice, è stato girato il video dell'allunaggio. Ah no quello è stato fatto in uno studio!
Sono dovuti passare tre mesi prima di riuscire a vedere questa terra verde, mesi in cui ha continuato a nevicare e cresceva la paura di non potere seminare gli amati pomodori. Mesi durante i quali ho avuto modo di incontrare la coinquilina, che qua chiamerò Roberto, con l'ossessione per la lavatrice, le sigarette e per il pronome possessivo "mine", detto indicando qualsiasi cosa nella casa, anche dei vasi che avevo pensato di usare per i miei semi. Così la paura si è trasformata in rabbia, verso il clima rigido e verso Roberto. Ho odiato molto quella donna, perchè non mi lasciava mai libera la lavatrice, nemmeno il giorno prima che partissi, così come non sopportavo di doverla sentire urlare al telefono. Così ho iniziato a pregare i semi, li stringevo nel mio pugno pregandoli di fare qualcosa, mentre coltivavo la via dell'odio. Ecco cosa è successo dal giorno dopo. Il sole ha preso a splendere in cielo per ore e ore, fino a ventitrè ore di luce al giorno. Qualche giorno dopo, Roberto mi ha bussato alla porta e mi ha chiesto di seguirla con uno dei vasetti che le avevo preso. Me lo ha preso e ha tirato fuori dal suo armadio un semenzaio, l'ha riempito di terra (sua) e me l'ha dato, dicendomi di tenerlo. Wow! Il potere del pomodoro!
pomodori appena germogliati che guardano il lago

Finalmente ero riuscita a seminare i miei amati pomodori, rigorosamente indoor. Ecco alcune foto che li ritraggono in tutto il loro splendore. L'unica cosa che non sono riuscita a fare è vederli fruttificare, le piante sono morte prima, per il freddo che è tornato prima del previsto e per troppo odio usato per farle crescere.
qua erano spuntati dei timidi fiori

pomodori baciati dal sole

Questo è tutto quello che ho fatto nel 2015? Coltivato odio? No, per fortuna no! Sono riuscita a fare un ottimo pesto con il pesto viola coltivato in camera, un vasetto di marmellata di rabarbaro grazie all'orto di una nuova amica trovata in Islanda.
raccolta del basilico viola

Senza dimenticare i cinque chili di peperoncini rossi ordinati una sera che avevamo bevuto troppo!
mille usi dei peperoncini!

Anche l'anno appena trascorso, se avessi dovuto mangiare solo le cose coltivate da me, sarei morta di fame. Il proposito per il nuovo hanno è ancora: I'll never be hungry, again!





mercoledì, dicembre 31, 2014

discorso di fine anno


Buonasera connazionali vicini e lontani,
cosa dire di quest'anno appena trascorso? ha già detto tutto Levante "che vita di merda", ma andiamo avanti e ripercorriamo questo bel 2013 2014! Oppure no, prendiamo coscienza che un altro anno sta per iniziare e, come sempre, facciamoci prendere dalla smania di voler cambiare vita in modo radicale, di trovare grandi risoluzioni ai nostri disagi e una tela bianca, nuova nuova, sulla quale creare il nostro prossimo capolavoro: il 2015!

Fosse così facile! Visti da qua, dodici mesi sembrano interminabili. Per l'anno a venire non voglio cambiare la mia vita in modo radicale, non mi importa di trovare grandi idee, di buoni propositi poi, non ne voglio più sentire parlare. Quest'anno farò un elenco di 100 cose che voglio fare o vedere o realizzare. Per esempio film che voglio vedere, ristoranti da provare, semi che voglio piantare, luoghi che voglio visitare, persone a cui voglio scrivere una lettera, piatti che voglio imparare a cucinare e cose che voglio imparare a fare. Tutto qua, cento cose, non una di più.
Così il Capodanno prossimo avrò un elenco di cose effettivamente fatte ed esperienze godute. La lista mi motiverà ad affrontare il nuovo anno e potrò cancellare le cose man mano che le avrò fatte, realizzando di aver fatto davvero qualcosa.

Per tutto il resto, i pomodori mi seppelliranno!




mercoledì, ottobre 01, 2014

cosa e come conserviamo per l'inverno: il pomodoro

Quante volte hai sentito la storia della formica e della cicala, altrettante volte ti è stato chiesto se bevi, mangi e ti diverti come se non ci fosse un domani, oppure se metti via ogni briciola di pane per costruire il tuo futuro.
l'aperitivo della cicala!
A chi non piace fare la vita da cicala, almeno per quanto riguarda la parte del divertimento.
Vorresti poter mangiare pomodori a dicembre, condire la pasta con le zucchine a Gennaio, e servire melanzane grigliate la vigilia di Natale? Tutto questo senza muovere un dito? Stai fresco! Per quanto il clima stia cambiando, l'autunno è autunno e l'inverno è freddo, per fortuna!
Se scegli di mangiare prodotti locali, e di non tradire la stagionalità dei prodotti, diciamo che ti devi organizzare. Così, se a fine della stagione estiva, ci ritroviamo con un sacco di pomodori da sistemare, chili di melanzane che ci escono dalle orecchie, e all'ennesima cassetta di zucchine, i tuoi parenti urlano "BASTA!" Allora è tempo di preparare le scorte per l'inverno.

Allora conserviamo il pomodoro!

Il primo passo per dare il via alla fase "conservazione" è procurarsi molti vasetti di vetro col tappo, lavarli e sterilizzarli in acqua bollente, tappi compresi.
Ecco una ricetta semplice per sistemare i pomodori verdi, invece che friggerli a una fermata del treno.
Un altro modo di portarci i pomodori dentro l'inverno, è farli seccare col sale stesi al sole, per poi utilizzarli in brodi, impasti di pane e focacce, o per degli aperitivi.
La preparazione è semplice. Scegliamo i pomodori più rossi, laviamoli con cura, asciughiamoli e tagliamoli a metà. Ora li disponiamo su di una rete rigida, li cospargiamo di sale e facciamo in modo che prendano il sole per tutta la giornata, finché non avranno perso tutti i liquidi. La notte ricoveriamoli dentro casa. Una volta seccati possiamo metterli a strati dentro dei vasi di vetro puliti alternandoli a foglie di basilico o alloro, poi li riponiamo in un luogo buio e asciutto. Se preferite potete chiuderli in sacchetti e congelarli.

pomodori cosparsi di sale

Se avete qualche amico che vuole partecipare alla raccolta delle provviste potete fare la passata.
Raccogliete i pomodori più rossi che avete, oppure compratene una cassetta dal vostro verduraio, ma che siano biologici mi raccomando. Laviamo la verdura e mettiamo a bollire dell'acqua, immergiamoci i pomodori quando questa bolle. Aspettiamo una decina di minuti, il tempo che ci mette la pelle a separarsi dal resto. Scoliamoli e peliamoli, ora passiamoli nel passaverdure a manovella, versiamo la polpa che ne abbiamo ricavato in vasi di vetro o bottiglie inserendo alcune foglie di basilico. Facciamo bollire i vasetti riempiti col pomodoro, dopo questa operazione conserviamoli in un posto buio e asciutto.

Prossimamente vedremo alcune ricette per conservare le melanzane e le zucchine da mangiare durante il rigido inverno.
Voi vi fate le scorte di verdure? Conoscete altri sistemi? Lasciate la vostra ricetta nei commenti.

lunedì, agosto 04, 2014

vegetables corner

Lontana dal sole della Sardegna e dall'orto, ho deciso di non disperare e avviare una coltivazione casalinga, un orto né in balcone, neppure in terrazzo, ma in un angolo della camera: vegetables corner. 


ed ecco i primi nati
Ricordo ancora i miei primi giorni all'orto e la sensazione di sconfitta quando le cose da fare erano più di quelle fatte: mi sembrava di essere troppo piccola e l'orto troppo grande.
Come faceva mio nonno a tenerlo curato, praticamente da solo?!
Ormai sono in Islanda, a Reykjavík, da quasi un mese. Mi capita di ripensare ai due ettari di terra, al sole, al mare, alle verdure fresche, alla vita all'aria aperta, come mi mancano!
Addio primizie, non vedrò i miei pomodori diventare rossi, ne le angurie crescere, nei supermercati si trovano quasi esclusivamente verdure importate, soprattutto dall'Olanda, che è famosa per altro, non certo per le verdure!

Solo perché vivo in un appartamento in città, con poco spazio a disposizione, perché rinunciare a coltivare? Gli orti urbani sono molto popolari in Italia, qua ho visto tante erbe aromatiche dentro casa e una bellissima spirale delle spezie in una piazzetta vicino casa, in Bergstaðastræti, ho riconosciuto l'erba cipollina e la menta, le altre non so cosa siano, comprerò un libro di erbe islandesi.

spirale delle spezie a Reykjavik
Anche in spazi molto piccoli e con limitata luce solare, si può creare un giardino ricco di verdure, erbe aromatiche e frutti. Con qualche accorgimento e i giusti strumenti, posso trasformare il davanzale della finestra o il balcone di casa, in un "orto" di cui essere orgogliosa. 
Prima di partire con la semina, ci sono alcune cose da considerare.
Primo: per quante ore, casa tua, è baciata dal sole? Secondariamente, quante stanze della tua casa puoi dedicare all'orto? Hai lo spazio per vasi grandi o devi usare quelli piccoli? Rispondere a queste domande può aiutarti a capire quali piante puoi coltivare in casa, quali potrebbero crescere con buoni risultati. Se lo spazio a disposizione è ridotto, scegliere quali piante coltivare è fondamentale. Una fila di barattoli sul davanzale della finestra è un ottima soluzione per coltivare singole piante.

Le sacche porta scarpe, o le scarpiere, sono un'ottima soluzione per un orto verticale. Non lasciate che lo spazio vi limiti, ci sono diverse piante che si possono coltivare dentro casa.

fonte: Pinterest
Io proverò a far crescere delle insalate, una piantina di pomodori e le sempre amate aromatiche: basilico e prezzemolo. Inoltre ho quattro piantine di zucchine, temo che dovrò regalarne qualcuna perché sono un po' troppe per un angolo di una camera. Sono passata da un orto sovradimensionato a uno minuscolo, forse il terzo sarà della misura giusta, intanto mi godo le mie piantine e il mo angolo verde.

cedesi zucchini



mercoledì, luglio 30, 2014

il senso dei sardi per il formaggio

La produzione del formaggio è una delle attività che più mi affascina, perché sono sufficienti tre ingredienti: latte, caglio e sale, per produrre una varietà incredibile di formaggi. In una regione come la Sardegna che vive di allevamenti ovini e di produzione di formaggi esistono molti tipi di formaggi e per ognuno di questi molti modi per chiamarli. Un po' come per i groenlandesi non esiste un solo tipo di ghiaccio e la neve ha sempre un nome diverso.

come fare il casu axedu sardo


In Sardegna si produce e si mangia un formaggio freschissimo, si consuma 48 ore dopo averlo fatto, viene chiamato, quasi sempre, casu axedu, ma non solo, infatti ha circa altri venti nomi! Sono: casu axedu, casu ascedu, casàdu, casagedu, frue, fruhe, frughe, frua merca, fiscidu, frua, ischidu, préta, piéta viscidu, bìschidu, cagiadda, casu agéru, casu e fitta, latte cazàdu, latti callàu, merca, vischidàle.

casu axedu
In alcuni casi la differenza di nome è dovuta alla diversa pronuncia a seconda dell'area geografica di produzione (casu axedu, casu ascedu), in altri dipende dal tipo di latte usato (frue, fruhe, frughe indica l'uso di latte caprino), un ulteriore differenza è data dal tipo di stagionatura (casu e fitta, merca).
Il casu axedu ha la consistenza di un budino, viene conservato e venduto nell'acqua di governo, ed ha un sapore leggermente acido (axedu), simile allo yogurt. Viene prodotto con latte crudo ovino o caprino, quello fatto con il caprino si chiama fruhe. I mesi di maggiore di produzione vanno da dicembre a luglio, il colore è bianco ed è senza crosta, si mangia tutto!

La ricetta è molto semplice e di facile realizzazione.

Ingredienti.

  • 1 litro di latte crudo (ovino o caprino)
  • 2/3 gocce di caglio
  • 1 tazzina da caffè di siero (potete recuperarlo da una mozzarella in busta)


Filtrate il latte. Portatelo a una temperatura di circa 36°-37° C. Spostatelo dalla fiamma,  aggiungete il caglio e il siero, mescolate con un cucchiaio di legno. Versare il tutto in due o tre stampi di plastica per alimenti, o se preferite, in un unico stampo. Fate riposare per circa tre ore, dovreste notare che il latte si è cagliato compattandosi, tagliate con una lama affilata in quadrati o rettangoli. Fate riposare per 24 ore, perché si deve inacidire acquisendo il suo caratteristico sapore, adesso potete metterlo in frigorifero per consumarlo fresco.
Potete servirlo come aperitivo, o come secondo piatto accompagnato a delle insalate. Oppure potete servirlo come dessert con il miele, trascurando la fase dell'inacidimento.
Seguono alcune foto delle fasi di lavorazione.

intiepidire il latte

versare in vaschette dopo aver aggiunto caglio e siero

tagliare dopo averlo fatto cagliare (circa 4 ore)

ancora 24 ore per farlo inacidire
Il casu axedu dura circa 10 giorni in frigorifero, ma se decidete di non consumarlo tutto fresco, si può conservare per più tempo facendolo asciugare per 36/48 ore su un tagliere di legno inclinato, dopodiché si esegue la salatura (cospargete di sale tutti i lati). La versione secca e salata si chiama casevita o casu e fitta e si usa per condire zuppe o minestroni.

Enjoy your meal!

lunedì, maggio 12, 2014

e venne il giorno della marmellata di limoni

Sono gialli, vivono sugli alberi e popolano le aree del mediterraneo meridionale. Spremuti producono un succo acidulo adatto per le marinature o per condire l'insalata. La sua buccia, se grattugiata, la si usa per insaporire torte e biscotti. Sarà forse il limone?
Limoni, il frutto giallo per eccellenza.
Vieni a scoprire i limoni di Sardegna, non solo quelli della costiera Amalfitana.

sono forse i limoni?
Esiste forse un frutto che non si presti a diventare una marmellata? Secondo me no, e comunque, nel dubbio, smarmella!

Ecco la ricetta, presa da il pasto nudo (ma con meno zucchero):

  • 1 chilo di limoni BIO e freschi
  • 450 grammi di zucchero grezzo di canna
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1 bacca di cardamomo


Ora che abbiamo tutto, siamo pronti a "marmellare". Tagliate a fettine sottili i limoni, dopo avere eliminato le due estremità. Una volta tagliati, metteteli in una ciotola e sommergeteli d'acqua, fateli riposare dalle 24 alle 36 ore, se fa caldo cambiategli l'acqua un paio di volte. Trascorso questo tempo, buttate via l'acqua, aggiungete lo zucchero, la vaniglia e il cardamomo. Poi, via in pentola a finire l'opera. Fate cuocere a fuoco medio per 30-40 minuti. Il limone produce naturalmente la pectina, quindi non ha bisogno di fruttapec o altri accorgimenti per "marmellare".
Invasa la marmellata ancora calda, in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati in acqua bollente per dieci minuti. Capovolgete i barattoli e aspettate che di raffreddino.
Se la fate la sera, per la colazione del mattino è ottima!





Qualche tempo fa ho preparato la marmellata d'arance e la gelatina di mandarini. E tu, che marmellate prepari?

lunedì, maggio 05, 2014

perché mangiare gli spinaci

Perchè gli spinaci fanno bene e si devono mangiare, sei motivi che vi spingeranno a coltivarli. Spinaci: spingitori di agricoltori!

Volete bene alla persona che vi sta accanto? Quello in treno, quello in metro o quello davanti, in fila alle poste? No, dicevo quell'altro, quello con cui dividete la vita, il letto e il bagno. La vostra metà, la luce dei vostri occhi, il vostro ossigeno, esagero ma è primavera dopotutto! Insomma, agli spinaci gli dovete volere bene come alla persona che amate.

I  <3 spinaci
I motivi per amarli sono tanti, io ve ne dico sei.

1 . Anti-cancro e antiossidanti, ma anche anti-infiammatori.
Nel corso del tempo, i ricercatori hanno scoperto che gli spinaci contengono più di una dozzina di composti flavonoidi, e tutti agiscono come agenti anti-infiammatori e anti-cancro. Infatti , un recente studio dimostra che gli spinaci sono l'unico vegetale con risultati provati, quando si tratta di proteggere significativamente il corpo dal cancro alla prostata.

2 . Alcalizza il Corpo
Sfortunatamente, quando si consuma troppo acido, possono verificarsi tutta una serie di problemi, da basse quantità di energia all'aumento di obesità. Tuttavia, all'interno degli spinaci, ci sono un sacco di minerali che lavorano per equilibrare la dieta altamente acida.

3 . Nutre gli occhi
Gli spinaci hanno un sacco di carotenoidi, che son noti per proteggere gli occhi contro le malattie come la cataratta e la degenerazione maculare. Non sentirete più dire "mangia le carote", ma gli spinaci, per vederci meglio.

4 . Rafforza le ossa
Tutto ciò che serve è una tazza di spinaci freschi per raddoppiare l'assunzione di vitamina K, di cui il nostro corpo ha bisogno ogni giorno. Questo, mescolato con tutto il calcio e il magnesio presente negli spinaci, contribuirà a mantenere le ossa sane e forti .

5 . Fonte di acidi grassi Omega 3
Poiché gli acidi grassi omega 3 non sono prodotti naturalmente dal corpo, è necessario assumerli tramite la nostra dieta. C'è chi mangia il pesce secco o le aringhe, per recuperare gli acidi grassi, ma vuoi mettere un bel piatto di spinaci?

6 . Ricco di vitamine
Quando si mangiano gli spinaci, si stanno ingerendo un sacco di importanti vitamine come la A, K, E e D, così come numerose tracce di minerali. Contiamo su queste vitamine per tutta una serie di ragioni, per avere una pelle sana e una vista d'aquile, fino a rafforzare e stimolare il nostro sistema immunitario . Ora , invece di dover consumare un sacco di diverse verdure per ottenere queste vitamine, tutto è qui in uno,  una specie di tutto incluso.

Un altro motivo potrebbe essere la praticità nel coltivarli, ci stanno anche in balcone o in terrazzo, potete mangiarli anche una foglia alla volta. Voi avete un motivo per mangiare spinaci? Mito di Braccio di Ferro a parte!



martedì, aprile 22, 2014

come ottenere i pomodori più buoni di sempre

Ieri ho letto l'articolo "New strategies for great-tasting tomatoes" di Lynn Byczynski. Il titolo è esplicativo, ci informa di nuovi studi fatti per ottenere dei pomodori dal sapore straordinario. Sempre più agricoltori si spingono a studiare nuove tecniche per ottenere frutti migliori e portare sui banchi dei mercati gli amati pomodori.
Se in effetti dicono che i pomodori sono i più facili da coltivare, tutti noi vogliamo ottenere dei frutti più buoni e più rossi di quelli del vicino. 

piantine di pomodoro
Nell'articolo vengono illustrate tre tecniche ancora oggi in sperimentazione, ma che hanno dato i primi risultati. Si tratta di: agricoltura a secco, sale e sapore, la non-rotazione colturale.

Agricoltura a secco.

Il sistema è stato sperimentato in California, si innaffiano le piantine regolarmente dopo il trapianto, poi dopo la fioritura di smette del tutto di irrigarle oppure gliela si riduce drasticamente. Alcuni dicono che questi pomodori hanno un sapore straordinario. C'è però un alone di mistero e misticismo sulla pratica di agricoltura all'asciutto, non viene spiegato precisamente come si fa. Così Aziz Baameur, University of California Extension Advisor, ci ha voluto vedere chiaro e ha fatto delle prove. Ha utilizzato la varietà Early Girl, resistente a colture scarsamente irrigate, ne ha coltivato un'aiuola in modo classico e le altre con quantitativi d'acqua minori. I risultati hanno dimostrato che i frutti prodotti con meno acqua erano più ricchi di: zuccheri, solidi solubili, e licopene. La resa commerciale, però, risulta minore nelle piante coltivate in carenza idrica. Vengono riportate diverse esperienze di agricoltori di varie zone. Per un sapore migliore, comunque, un leggero stress idrico durante lo sviluppo del frutto (da 60 a 80 per cento del fabbisogno stimato ) è talvolta raccomandato. 
Questo sistema però non va bene per tutti i tipi di coltivazione, per i pomodori in serra è sconsigliato. Dice Dave Chapman di Long Wind Farm , un coltivatore di pomodori biologici in serra nel Vermont . "Tuttavia, fermare l'irrigazione per una coltura non è una strategia molto buona. Al fine di continuare a fissare la frutta in crescita, le piante richiedono acqua. In una coltura in serra, il livello di produzione è molto elevato, è un'agricoltura molto intensiva . Se io tolgo l'acqua, la prima cosa che soffre è l' allegagione".
In conclusione, troppa acqua fa male sempre, con poca abbiamo speranza di ottenere buoni frutti, tranne che in serra.

Sale e sapore.

Ricercatori israeliani hanno provato a usare l'acqua salmastra per irrigare i pomodori, hanno scoperto che si può e che sono più saporiti. Alla Rutgers University nel New Jersey , il Dr. Joseph Heckman, si è fatto portare un barile di acqua dall'Oceano e ha deciso di usarla per innaffiare i pomodori. Ha utilizzato 1,5 litri per pianta, durante il periodo della fioritura, dopo un assaggio alla cieca, gli studenti gli hanno trovati più saporiti i quelli non sottoposti al trattamento. Heckman ha dei suggerimenti per i coltivatori che vogliono sperimentare sui propri pomodori: "Applicare 23 grammi di SEA -90 , un prodotto commerciale che contiene sale per lo più del mare. E' abbastanza materiale, per il trattamento di 4 metri quadrati di area o suolo, necessaria per far crescere una pianta di pomodoro. Applicare il trattamento miscelando il prodotto SEA -90 nel terreno al momento della piantagione o fioritura precoce." Una scoperta incidentale è stata che i trattamenti col sale fanno maturare prima i pomodori.
Per ulteriori informazioni sugli esperimenti col sale:

Rotazione delle colture (no grazie).

Il primo consiglio che si apprende quando si inizia a coltivare è: mai solanacee nello stesso posto prima dei quattro anni. Ma ci sono agricoltori che coltivano e hanno coltivato i loro pomodori nello stesso posto per anche otto anni, come Eliot Coleman autore del libro The New Organic Grower. Dice anche che, niente è più soffocante in agricoltura, che il rispetto delle regole.

piantine appena trapiantate

Uno specialista in orticoltura commerciale riporta la sua esperienza, e suggerisce di controllare se si verificano danni fogliari e altre malattie nella pianta, e di aggiungere sostanza organica al terreno a ogni trapianto. Dice: "credo che ci sia un punto in cui la qualità del suolo diminuisce e diventa difficile alimentare la crescita di piante come i pomodori. Dalle mie esperienze in Missouri , sembrava di essere sei o sette coltivazioni consecutive di pomodori."

Queste sono solo tre pratiche per ottenere dei buoni pomodori. Tu ne conosci qualcuna? Custodisci qualche segreto per ottenere buoni pomodori?

qualcos'altro sul pomodoro.

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