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venerdì, febbraio 09, 2018

10 pomodori incredibili da coltivare

Ecco un elenco di 10 varietà di pomodoro che incontrano i gusti di tutta la famiglia, dal costoluto per insalata, al perino giallo, passando per il San Marzano.

Quante volte ci siamo detti: "Ah se Colombo fosse morto in mezzo al mare, insieme a tutto l'equipaggio delle tre caravelle!" Forse sarebbero passati altri milleecinquecento anni prima della scoperta delle Americhe.
Le cose sarebbero andate diversamente, gli indiani sarebbero ancora vivi, le popolazione del centro e sud america pure, Trump sarebbe nato e cresciuto in Germania!
Andata cone è andata, dal 1700 coltiviamo pomodori in Europa, ma può anche essere che tu non li abbia mai coltivati e hai deciso di farlo quest'anno.

10 pomodori

Costoluto di parma

Il costoluto di Parma anche detto Riccio di Parma o anche Riccio Grosso o Rosso Grosso, fa la sua prima apparizione nei primi anni del secolo scorso, quando nel podere dei fratelli Cerdelli si mischiarono alcune varietà di pomodoro con la Nizzarda, prima varietà coltivata nel parmense. Negli anni successivi, il costoluto, divenne la varietà più diffusa nel centro-nord per la conserva.
Il costoluto di Parma è una varietà medio-precoce, una pianta vigorosa e alta, molto produttiva. I frutti si presentano in gruppi di due o tre appena schiacciati ai poli, belli rossi e grossi adornati da costolatura irregolare, pochi semi e molta polpa. La coltivazione di questa varietà era molto diffusa nelle province di Parma, Piacenza fino agli anni '60/'70 quando l'avvento delle macchine agricole e l'industrializzazione dell'agricoltura le ha fatto preferire varietà differenti. Negli ultimi anni si sta riscoprendo la coltivazione di questa varietà rimasta nel cuore e nel palato di orticoltori locali.

Costoluto genovese

Il costoluto genovese è una varietà dal frutto grande possono pesare anche 150 grammi e più, presenta coste irregolari, è adatto a insalate e salse, coltivato tipicamente nella riviera ligure. Si tratta di una varietà precoce (75 gg.), si trapianta con l'arrivo della bella stagione, la pianta è rigogliosa quindi ha bisogno di scacchiatura (tagliare ricacci ascellari) si consiglia di cimare dopo sei palchi floreali, per evitare che cresca in modo indeterminato, caratteristica di questa varietà.

Canestrino di Lucca

Il Canestrino di Lucca è una vecchia varietà che negli ultimi anni sta vivendo una riscoperta da parte dei coltivatori grandi e piccoli grazie alla sempre crescente attenzione, da parte dei consumatori, verso varietà locali e autoctone di pomodoro, è coltivato maggiormente nelle province di Lucca e Pisa. Il pomodoro Canestrino si coltiva bene anche in vaso, questi devono avere un diametro di 18-24 cm. Il terriccio è così composto: substrato a base di torba, fibra di cocco, pomice, perlite o miscugli di questi materiali. Il Canestrino si presenta con la forma a cestino, una polpa soda e non acquosa, pomodoro zuccherino, presenta una marcata collettatura verde e una pronunciata costolatura, ogni pianta produce 4,5 kg.

Il chilo della Garfagnana

Come il nome lascia presagire i frutti di questa varietà possono arrivare al chilo, sono anche detti bistecche perchè si taglia a fette e la polpa è soda e con pochi semi. Sono originari della zona tra il nord della Toscana e l'Emilia, detta appunto Garfagnana Il chilo della garfagnana, oltre ad essere enorme, è costoluto con una colorazione tra il rosa e il rosso quando arriva a maturazione, la buccia compatta. Resiste bene a irregolarità irrigue, non necessita frequenti innaffiature, si può coltivare in zone pedemontane o al Nord della penisola italiana, non per questo però va trascurato, anzi meglio concimiamo migliore sarà il nostro raccolto. Non è precoce ma nemmeno tardiva, la produzione migliore si ottiene tra Luglio e Agosto. Riuscire a metter via dei semi, per l'anno seguente, non è facile, ma non impossibile.

Il principe borghese

Il principe borghese è un pomodoro a grappolo da appendere e conservare in un posto fresco per tutto l'inverno, la resa a pianta è di circa 4-5 kg. Questa varietà arriva a maturazione dopo 90-120 giorni dal trapianto che si effettua ad Aprile, predilige zone soleggiate al riparo da venti. I frutti possiamo definirli a forma di goccia al contrario con in cima una puntina di colore rosso intenso. Prima del trapianto è bene concimare con sostanza organica, il terreno deve essere fertile, fresco e ben drenato, se compriamo varietà indeterminata abbiamo bisogno di tutori a cui legare la pianta, per quelle determinate no. Con questo pomodoro possiamo fare ottime salse o colorate insalate.

semina di principe borghese

Il cuore di bue

Il cuore di bue è un pomodoro dalla tipica forma a cuore e di grandi dimensioni (200-300 gr.), adatto a piccole produzioni di autoconsumo, diffuso in orti di famiglia è un prodotto di nicchia. Non è uniforme nel ciclo produttivo questo lo rende poco adatto alla commercializzazione di massa assieme ad altri difetti come, la buccia fine che lo rende fragile nel trasporto, una volta raccolto dura poco. I frutti sono di colore rosa-rosato, quelli più grandi presentano costolatura più visibile, hanno molta polpa e pochi semi. La pianta cresce in modo indeterminato quindi ha bisogno di tutori e di venir cimata, il ciclo è tardivo. La selezione più conosciuta è il cuore di bue ligure anche conosciuto come pomodoro di Albenga, i frutti sono più piccoli ma più regolari.

Il datterino e il ciliegino

Il datterino e il ciliegino sono varietà che producono frutti a grappolo, il primo a forma di dattero o oliva, i secondi anche detti cherry sono rotondi.
Queste varietà si adattano bene a una coltivazione in vaso, se parliamo di campo, si adattano a ogni tipo di terreno, neutri acidi o alcalini, dando risultati diversi. Le varietà possono essere determinate e indeterminate, in questo caso bisogna sostenerle con tutori e cimarle dopo il sesto palco di fiori.
Rispetto ai pomodori da mensa o ai costoluti la concimazione, l'irrigazione e l'allevamento sono diverse, ma come tutti gli altri sviluppano meglio in climi caldi. I trapianti sono da farsi nel mese di Aprile, la semina in ambiente protetto a Febbraio-Marzo, arriva a maturazione a fine Giugno-Luglio. Entrambi i frutti di queste varietà sono buoni da consumarsi in insalata o in salsa.

Il camone

Il pomodoro camone, originario del sud Sardegna, dove venne introdotto intorno agli anni '80 per resistere ad attacchi fungini, ha forma sferica regolare di piccola pezzatura, è caratterizzato dalla sua croccantezza, se ne apprezza di più il gusto, acidulo, mangiandolo crudo. Il colore va dal verde della zona chiamata spalla al rosso-arancio, dopo la raccolta può durare fino a 15-20 gg. I semi non sono facilmente reperibili, quelli in commercio si chiamano Kamonium, i frutti prodotti sono abbastanza simili al pomodoro camone che si trova in commercio. Ma secondo esperienze di vari orticoltori per hobby, il camone ottenuto nell'orto di casa non è come quello del sud Sardegna che è coltivato in serra e irrigato con acqua salina proveniente da pozzi naturali.

Il san marzano

Il san marzano è la varietà italiana coltivata soprattutto in Campania, tra Nocera, Sarno e San Marzano, ma conosciuta in tutto il mondo, i frutti sono di forma allungata irregolare, buccia fine e dal colore rosso vivo. Anche in questo caso la pianta va tenuta dritta coi sostegni, ma se si vuole la si può lasciare allungare a terra, ma rischiamo di perdere frutti per marcescenza. La pianta è vigorosa, procuce molte femminelle che vanno tolte per far si che la pianta si concentri sui frutti. Trapiantata in Aprile i frutti arrivano a maturazione a Luglio-Agosto, i san marzano maturi sono di un bel rosso vivo. Come tutte le varietà di pomodoro anche questa richiede concimazione, per avere frutti al massimo. Rimane la varietà migliore per salse, conserve e concetrato.

Il yellow submarine/perino giallo

Il perino giallo, simile a un sommergibile, per questo il nome yellow submarine, ha una forma a pera ed è di colore giallo anche quando arriva a maturazione. Molto produttivo e resistente produce frutti a grappoli, il sapore è dolce e poco acico, cresce in modo indeterminato, ricordiamoci di legare la pianta a un sostegno. Riesce un po' ovunque, possiamo seminarlo in semenzaio a Febbraio-Marzo e trapiantarlo da Aprile a Giugno, cresce anche in balcone.

Il pomodoro nero

Per far si che il nostro orto, o balcone, siano colorati dopo il pomodoro giallo possiamo seminare anche quello nero. Possiamo scegliere tra la varietà black cherry, nero di Crimea e sunblack . Sono pomodori dal gusto intenso e dalla forte presenza di licopene, un pigmento antiossidante presente in varia misura in tutte le varietà di pomodoro. Il nero di Crimea ha bacche di grandezza media un po' schiacciate dal peso si 100-150 gr. i black cherry invece sono i classici a grappolo, sferici e piccoli. Si coltivano come gli altri pomodori, anche questi si possono trapiantare in vaso se non abbiamo un orto, dobbiamo cimare se sono a crescita indeterminata, concimare e sfeminellare.

Queste sono i miei 10 pomodori incredibili da coltivare, qualsiasi varietà tu scelga, buon raccolto!
Per approfondire: come ottenere i pomodori più buoni

venerdì, gennaio 22, 2016

parliamo di semi?

Ogni giorno un contadino si sveglia e sa che dovrà seminare una particolare cultivar di qualsiasi specie se non vorrà morire di fame.
Da quel momento osserva con attenzione l'evoluzione della pianta e capisce quali sono le piante che non si ammalano o che si ammalano poco rispetto ad altre. Capisce quali sono le più resistenti alle variazioni climatiche o che sanno resistere ad attacchi di insetti.
Seleziona quindi, i frutti migliori, i più saporiti, i più colorati, i più maturi e ne recupera i semi per la successiva stagione o ne recupera le barbatelle o gli innesti. Parliamo di semi?
Grazie a un bus perso, che ci doveva portare da Santa Rosa a Fort Bragg, ho conosciuto Jason, ho cenato con lui e la sua famiglia e dopo aver scoperto che anche lui coltiva, ha voluto scambiare alcuni dei suoi semi con me.
a seme donato...
Purtroppo non gli ho potuto dare i miei in cambio, perchè negli Stati Uniti, venendo dall'Europa, non si possono introdurre semi di nessun tipo, solo chiedendo previo permesso all'autorità competente.

La banca dei semi

Ieri mentre andavo verso il nuovo alloggio ho visto una cosa magnifica, la Banca dei semi di Petaluma! La banca dei semi di Petaluma è il risultato del lavoro di selezione di Jere Gettle appassionato di orticoltura da sempre, pare che il suo primo orto l'abbia coltivato a tre anni!
Nessun catalogo può essere emozionante come trovarsi davanti a più di mille bustine di semi.
Il sogno per ogni orticoltore, circa 1800 varietà di verdure, fiori ed erbe aromatiche, diversi scaffali di bustine di semi, sacchi di fagioli, secchi di fave.

Banca dei semi a Petaluma (CA)

qualche seme!

Il regno della biodiversità, ci sono almeno 100 diverse varietà di pomodoro, per non parlare delle varietà di melanzane. Avrei voluto comprare tutte le bustine di semi, una per tipo, ma non mi sono voluta rovinare definitavemente.
Come scegliere, quindi, le giuste varietà per noi? Non esiste un unico criterio quando si vogliono comprare le varietà orticole per la propria area, ma ci sono alcuni criteri che possono aiutarvi a fare la scelta giusta.
I giorni di maturazione, cioè quanti giorni ci vogliono a che il frutto arrivi a maturazione. Informatevi su quando si verificano i periodi di gelo dalle vostre parti, all'inizio e alla fine della stagione, se non ci sono 90 giorni tra una gelata e l'altra non coltivate piante che richiedano 90 giorni per maturare i propri frutti. A meno che non abbiate intenzione di coprire le piante con teli o tunnel.

Il clima di origine, scegliete le varietà originarie di climi simili al vostro. Per esempio se vivete in un posto col clima freddo e rigido, simile alla steppa russa, coltivate varietà originarie della Polonia o dell'Ucraina. Potrebbero esserci delle eccezioni ma questo è un buon punto di partenza.

Sperimentate e annotate tutto. Ogni anno segnatevi le varietà coltivate e i loro risultati, non abbiate paura di sperimentare altre varietà fino a trovare quelle che più vi piacciono e scrivete in un quaderno quali sono quelle che "funzionano" meglio nel vostro orto. Senza informazioni ogni anno sarà come iniziare da capo e si dovrà lavorare il doppio.

alcuni semi che ho comprato
Come procede la vostra sperimentazione? Fate mai lo scambio di semi? Mettete in salvo i vostri semi?


domenica, luglio 27, 2014

Come costruire delle bombe di semi

image by Sara Dent
Se stai cercando una nuova via per propagare i fiori nella tua città, la migliore è creare delle bombe di semi. Conosciute anche come palle di semi, aiutano i semi a trasformarsi in piante sane e riducono l'uso di fertilizzanti nel terreno. Questo sistema è indicato per i terreni poveri, oppure per ricreare vegetazione in un terreno dove la flora è stata distrutta. Segui le istruzioni per confezionare le tue bombe di semi.

Ci vuole un motivo 

Bombarda le aiuole della tua città, se ti sembrano trascurate. Lungo la strada che ti porta da casa all'ufficio ti sarà capitato di vedere terreni devastati da cantieri abbandonati, o aiuole con fiori sofferenti, o ancora usate come pattumiere!
Imparare a fare le palle di semi è una bella attività anche per i bambini, divertente, facile da fare, e può essere facilmente adattata alle esigenze ambientali della comunità nella quale si vive. La ricetta delle bombe di semi può essere modificato semplicemente cambiando i semi. Vuoi piantare fiori selvatici lungo una strada rurale? Modifica i semi in sementi per uccelli, e avrai gli ingredienti per un giardino di cibo per uccelli. Trasforma un terreno abbandonato in città, in un paese delle meraviglie di erbe aromatiche, oppure in un campo di zinnie. Lasciate correre la vostra fantasia, non ponetevi dei limiti.

Perché proprio delle sfere?

Nelle zone aride, la forma della palla dà effettivamente abbastanza ombra per conservare l'umidità. I semi cominciano a germogliare e la palla si rompe. Il piccolo mucchio di briciole prevede l'inizio dello sviluppo per l'apparato radicale, ed è ancora abbastanza pesante per ancorare i semi emergenti a terra.
Le piccole foglie delle nuove piante forniscono ombra al suolo, per conservare l'umidità. Le piante poi maturare produrranno le proprie sementi e offriranno riparo ai semi di seconda generazione che cadranno a terra. Si verificherà semina e ricrescita continua fino al raggiungimento della completa copertura vegetale. Le palle di semi danno alla natura la spinta in più di cui ha bisogno per fare le cose per bene

Fase uno: Comprare i semi

Perché le tue, siano bombe di successo, assicurati di comprare semi di qualità, che crescono anche su terreni poveri. In altre parole, occorrono semi di piante che non vogliono troppa attenzione, o che non siano semi di infestanti. Se siete stanchi dei soliti semi, rivolgetevi a un vivaio a voi vicino, e fatevi consigliare. 

Fase due: bagnare i semi

Prima di andare a dormire, metti i semi in ammollo. Il mattino dopo controlla se ci sono dei semi a galla, buttali via perché sono "difettosi" e non cresceranno come dovrebbero.

Fase tre: preparare le bombe

Ci sono vari metodi per preparare le palle, il seguente viene indicato come il più efficace. Si trova in rete una vera e propria ricetta.
Ricetta per bombe di semi

  • 2 parti di terriccio
  • 5 parti di argilla (la si trova anche dove vendono articoli per ceramisti)
  • 1-2 parti di acqua
  • 1-2 parti di semi a vostra scelta

Una vasca dove mescolare gli ingredienti. Una scatola dove fare asciugare e conservare le bombe di semi.

Procedimento:
Mescolare accuratamente il terriccio con l'argilla e aggiungere man mano l'acqua. State attenti ai grumi. L'impasto deve essere malleabile come la creta. Aggiungere i semi. Impastare bene i semi, aggiungere acqua se necessario. Prendete piccoli quantitativi di impasto e iniziate a fare delle sfere grandi quanto una palla da golf. Le palline devono stare insieme facilmente, se sono friabili aggiungete acqua. Mettetele ad asciugare per 24/48 ore in un posto asciutto, in una scatola di cartone, non in un sacchetto di plastica.
Trascorsi i due giorni non vi resta che lanciare le vostre "bombe". Abbandonatele dove volete, non seppellitele e non bagnatele. Voi avete fatto il vostro, ora tocca alla natura.

Il mese propizio per lanciare le bombe è settembre.
C'è chi ha fatto della fabbricazione di bombe di semi una professione: kabloom.


Have a nice garden!

giovedì, aprile 03, 2014

Come preparare il terreno per la semina

Quest'anno hai deciso di coltivare il terreno nel retro di casa, ma tutte quelle erbe spontanee di spaventano e non sai da dove iniziare? Ricordiamoci che possiamo cominciare la nostra avventura in modo graduale, ecco come preparare il terreno per la semina.

Il suolo é un organismo vivente. La vita nel suolo é intensa, le  radici delle nostre piante creano numerose interazioni con gli altri organismi che popolano il terreno. Per questo il coltivatore biologico, se vuole ottenere buoni raccolti, deve salvaguardare la salute del terreno. Le operazioni di pulizia e preparazione del terreno per la semina si eseguono in autunno o in inverno, in un periodo secco ma non di gelo, in modo che sia pronto per le semine primaverili.

orto diviso in aiuole
Se il luogo è incolto per prima cosa lo ripuliamo da eventuali rifiuti e dal pietrisco che va accumulato da una parete perchè può servire per i sentieri. In campagna non si butta via niente e possiamo preparare il terreno con tutto quello che ci ha lasciato l'inverno, sfalci di erba, scarti della siepe fatti a pezzi piccoli non più di 2 cm, foglie secche, cumuli di erba. 
Per tagliare l'erba alta usiamo un falcetto, oppure un tagliaerba a motore.
Con una vanga e una zappa rivoltiamo un po' la superficie cercando, contemporaneamente, di interrare i residui di erba, foglie e rametti che costituiranno la base di substrato utile per il mantenimento dell'umidità, per il drenaggio dell'acqua e come elemento nutriente per eventuali insetti utili e lombrichi.

Successivamente divideremo l'appezzamento in rettangoli per definire le nostre aiuole, queste devono essere non più larghe di un metro e non più lunghe di sei. Tutte le misure più piccole di queste vanno bene.
La zona destinata alla coltivazione deve essere aperta e luminosa, distante da muri, alberi o recinzioni che impedirebbero al sole di raggiungerla. Dopo il sole, dobbiamo preoccuparci dell'acqua altro elemento vitale per la coltivazione delle piante, oltre che alla germinazione dei semi. Verifichiamo se c'è una fonte d'acqua vicina, in caso contrario forniamo l'orto di impianto idrico, attrezziamoci di bidoni o vasche per la raccolta dell'acqua piovana.

Per le future preparazioni del terreno, possiamo predisporre una compostiera in un angolo del nostro giardino, per recuperare gli scarti vegetali della coltivazione. La compostiera va tenuta costantemente umida, e areata, ogni tre mesi possiamo rivoltare il suo contenuto, e dopo sei mesi ottenere un prezioso humus, col quale fertilizzare il terreno.
Queste sono linee guida generali, chiaro poi che le esigenze cambiano a seconda della grandezza dell'orto, del nostro tempo a disposizione, delle verdure che vogliamo seminare e del clima in cui viviamo.

mercoledì, marzo 19, 2014

la primavera sfratta l'inverno

SECONDA META' DI MARZO?!!
La pagina bianca mi inibisce, nella pagina verde, invece, puoi sempre seminare qualcosa.
La primavera ha sfrattato l'inverno al grido di: "mezza stagione a chi?" Giunge il momento, per i giardinieri, di preparare aiuole, giardini, terrazzi o vasi. Questo include tutto, dal piantare nuovi semi alla cura del già presente e resistente nel giardino. Che dite, vi sentite già oppressi dal lavoro? Non sapete da dove iniziare? Niente paura, possiamo compilare una lista, per tenere tutto sotto controllo. Così da poter vedere cosa dobbiamo fare per ottenere il giardino dei nostri sogni.

giardino dei sogni, in miniatura è meglio!


1 . C'è vita nel vaso?

Di quello piantato in precedenza è rimasto qualcosa? Ci sono delle piante sopravvissute all'inverno, o ci sono dei rami secchi dentro quei vasi? Facciamo un inventario di quello che c'è e di quello che vorremmo. In caso di vegetali, togliamo definitivamente le colture invernali, che andremo a sostituire con quelle primaverili.

2 . Ci vorrebbe un bel letto.

Controlliamo lo stato delle aiuole. Procuriamo del letame maturo, oppure del compost organico maturo, per rivitalizzare la terra delle nostre aiuole.

3 . Liberiamoci dei rami secchi

Se non l'avete già fatto, ora è il momento giusto per liberarsi dai rami secchi. Facciamolo prima della fioritura, per non aggiungere stress alla pianta.

4 . Eseguire la manutenzione di base.

Possiamo dedicare alla manutenzione, circa un'ora al giorno. Le giornate si allungano, è piacevole stare all'aria aperta, possiamo liberarci dalle erbe infestanti, ripulire dai vasi rotti, dipingere le statue da giardino, sistemare le passerelle, qualche bordura d'aiuola. Sono quei lavori quotidiani, che richiedono poco impegno, se fatti tutti i giorni!

5 . Uno o più semenzai.

Possiamo, intanto, seminare in un ambiente a temperatura controllata, in un semenzaio. Quando le temperature saranno più miti, avremmo piantine pronte per il trapianto. Per far germinare i semi usiamo dei vasetti piccoli e un terriccio leggero, teniamoli in casa se possiamo, o su un davanzale soleggiato. Alcuni semi resistenti, possiamo farli germinare nel cotone inumidito.

6 . Largo alle verdure

Possiamo già piantare alcune verdure: patate, carote, insalate, cipolle e spinaci. In questa fase lunare va bene piantare tutte le verdure a radice, quelle che crescono sottoterra.

domenica, gennaio 19, 2014

vocazione contadina

Riscoprire la vocazione contadina.
Il boom economico ha portato via i nostri genitori, o i nostri nonni, dai campi, la nostra generazione (penso ai 30-40 enni) ci sta tornando. Chi può coltiva nel giardino di casa, altri il balcone, chi proprio non ha spazio coltiva le aiuole in città, ci si appropria di spazi pubblici. Questi sono gli orti urbani. Nascono spontaneamente, qualche volta per mano di anziani abitanti di quartieri periferici, ma sempre più spesso anche da giovani.


Ma la realtà degli orti urbani è una materia complessa, che merita di venir raccontata. Lo fanno Filippo Perfido e Michele Comi gestendo il progetto orto e mezzo, una tv, un sito, un programma televisivo su la effe, un tumblr. Tra qualche tempo anche un libro, che racconta la realtà degli orti urbani in giro per l'Italia, con una ricostruzione storica degli orti, della loro origine. Nel sito raccontano di persone che hanno deciso di coltivare un orto urbano, pubblicano tutorial su pratiche colturali, intervistano anziani proprietari di orti urbani. Organizzano incontri, fanno didattica. Con lo stesso intento didattico c'è Growtheplanet, che si occupa di orti, cibo e benessere. Una community dove si può caricare virtualmente il proprio orto, fare amicizia, scambiarsi idee e consigli, dei contadini 2.0 a tutti gli effetti. Una community inclusiva che tende ad ampliarsi con scambi di ricette, news e consigli su come stare meglio. 
Un altro progetto interessante è Miraorti. Nasce con l'intento di riqualificare un territorio dal basso, con la regolamentazione degli orti urbani spontanei, creati in zona Mirafiori. Una progettazione di orti che si inserisce in un'idea più ampia di gestione di verde pubblico e parchi. Degli orti più condivisi, viitabili, con vocazione didattica.

Crediamo in bio.
Spesso negli orti urbani si seminano piante biologiche, con metodi di coltivazione naturali, vocati al biologico. Questo fa sì che si inneschi una produzione di semi amatoriale a salvaguardia della biodiversità, a favore di una diffusione di semi senza marchi di fabbrica o brevetti.
Che dire, la trasmissione LineaVerde in tv ha sempre avuto il suo pubblico. La tv però ha il solito difetto che non si condivide, ma si subisce. Nei blog e nei social media la condivisione è immediata e spontanea, se non hai capito una cosa, puoi sempre fartela rispiegare. Quindi ben venga la conoscenza condivisa, anche quella agricola. Più persone consapevoli fanno una società progredita.



venerdì, gennaio 03, 2014

scaglioni di fave

Oggi è stata ancora una giornata di semina. Ho seminato le fave. Tutto quello che faccio all'orto, lo faccio seguendo le indicazioni del libro "Il mio orto biologico". L'unica cosa che devo modificare sono i tempi di semina, perchè il mio terreno è al sud, e alcune cose si possono seminare anche in inverno. Per sempio le fave che si seminano a scaglioni. 
Ho iniziato a dicembre, mi son fermata per le feste (mie non delle fave), e a gennaio si riprende. Per avere fave fino ad aprile. 

Snocciolare argomenti sulle fave una sera a cena.
Mia cugina è fabica, sviene a contatto con un campo di fave, o con delle fave al mercato. Questo è quello che so su questa malattia. Diffusa solo nei paesi mediterranei, ma non ho certo le competenze per un post sul favismo. C'è un movimento pittorico con lo stesso nome, ma è scritto fauves ma si dice anche fauvismo. Se non rimorchiate con questi argomenti, non so cosa suggerirvi.

Aspettative.
Che smetta di farmi male la schiena, per soli due colpi di zappa. Che nascano e crescano belle rigogliose. Ho seminato un chilo di fave, spero di raccoglierne dai 25 ai 30 chili. Mmmmh fave fresche e pecorino! E fave con lardo? Ne vogliamo parlare? Forse la prossima volta. 


 

giovedì, dicembre 19, 2013

Continuano i lavori nell'orto


Dicembre: lavori nell'orto
In alcune zone d'Italia, nei mesi invernali non si lavora l'orto, ci si limita a preparare il terreno per le semine primaverili. In Sardegna si può già seminare e raccogliere verdure. Io ho seminato le fave. 
Gli agrumi maturano coglierò l'occasione per preparare delle marmellate. Le patate crescono e tra due settimane saranno da rincalzare.

Gli agli vanno avanti si potranno raccogliere a giugno, i piselli crescono e in primavera si raccoglieranno i primi bacelli, gli spinaci si fanno largo tra le erbe comuni, le cime di rapa crescono.
Mi sono occupata della pacciamatura del bancale sinergico. Per pacciamare si usa la paglia, o altro materiale biodegradabile, si può usare anche il cartone. La pacciamatura imita lo strato di foglie o compost che si forma spontaneamente in natura. Non so se siete mai stati in un bosco, nel bosco la terra non è mai nuda, e le piante stanno benissimo.
La pacciamatura ha diversi compiti:
  • protegge il suolo dal compattamento e dal dilavamento causato da pioggia e vento
  • riduce la perdita di umidità
  • facilita la proliferazione di lombrichi e microorganismi
  • protegge dal gelo le piante
  • controlla la diffusione di erbe spontanee.

Le quattro stagioni della pacciamatura
La copertura che applichiamo al bancale dura per sempre, o quasi, siamo noi a doverla rigenerare. In primavera la diradiamo per fare posto alle piante creando gli alloggi. In estate, quando le temperature sono molto alte intensifichiamo la pacciamatura con un bel strato generoso in modo da proteggere le piante dall'evaporazione e dalla siccità.
In autunno il processo di degradazione accelera e la pacciamatura si integra al terreno creando un compost di superficie. Anche le verdure lasciate nel bancale contribuiscono a creare pacciamatura dopo essersi degradate.
In inverno ripristiniamo la paglia se ci sembra carente.

Se la giornata è ventosa dobbiamo bagnare la paglia se non vogliamo che la porti via il vento.

Nutro delle speranze, potrei anche riuscire a non avere fame la prossima primavera!

lunedì, dicembre 16, 2013

aiuola sinergica

A-I-U-O-L-A se avete difficoltà, come me, a mettere in fila le vocali potete chimarle bancali. Così si chiamano in agricoltura sinergica le aiuole create con la terra, sulle quali mettere a dimora le nostre piante.

bancale prima della paglia
Oggi dovevo solo posizionare il tubo per l'irrigazione a goccia nel bancale e per avere compagnia ho messo a pascolare le galline. Si prospettava una tranquilla mattina di lavoro all'orto, il sole sardo di dicembre, il cielo azzurro, il silenzio della campagna, io e le galline felici, razzolanti e sicure. Le galline sono animali innocui chiusi nel loro recinto, ma libere sono molto difficili da gestire, soprattutto se rincorse da un cane.
In un attimo il delirio, il cane strisciante che si fionda sui pennuti e questi che corrono per tutte le direzioni e io che non so a chi dare la precedenza.
Riesco ad allontare il cane e a spingere le galline dentro il pollaio, tranne una che spicca il volo e si pianta, letteralmente, sull'ulivo. Sembra morta, non si muove e forse non respira. Chi sale sull'albero a tirare giù una gallina morta?
La campagna ti insegna che ci sono che vanno fatte quando vanno fatte, non esiste rimandare a domani. Allora salgo sul tetto della casetta sotto l'ulivo con una scopa cerco di rimuovere il corpo della gallina, che vola via di nuovo. Non era morta! Dopo un nuovo inseguimento, manco fossimo nelle strade di San Francisco, riesco a chiudere la gallina nel pollaio.
Ancora oggi, ogni volta che mi avvicino al pollaio quella gallina non si accosta alla porta come le altre, ma corre dalla parte opposta.

Appena sistemata la paglia sul bancale potrò piantarci le piantine, per la settimana prossima ho in programma di seminare le fave.
Per ora dall'orto è tutto.



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