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venerdì, marzo 28, 2014

ci facciamo belli?

Sono sempre di più le persone che si riscoprono amanti del giardinaggio, se il nostro amico novello giardiniere, viene a farci visita, un tour nel giardino di casa è d'obbligo. Ci facciamo belli?

La primavera ci costringe a uscire di casa, sentiamo il richiamo della foresta. Siamo liberi di correre su prati fioriti, arrampicarci sugli alberi, scavare delle buche, mangiare erbe spontanee, rotolarci nel fango, lanciare sassolini nei laghetti. Se tutto questo non bastasse, possiamo anche limitarci a dare una ripulita al giardino, oppure a costruirci da noi quegli abbellimenti che tanto vorremmo.

giardino con erba che avanza

In rete si trovano molti esempi e suggerimenti su come costruire cose che avremmo sempre voluto nel nostro giardino. Mi sono permessa di raccogliere alcuni tutorial e suggerimenti.

1. prima o poi, vorrai anche sederti! 


Anche Dio, il settimo giorno si è riposato, probabilmente su una panchina fatta da lui stesso. Il re del fai da te! Noi ci riposiamo prima di iniziare a lavorare. Comunque sia, ecco un tutorial per costruire una panca attorno al nostro albero preferito. Ma non è la panca definitiva, diciamo che possiamo realizzare una panca tutta nostra, da noi pensata e disegnata. Per esempio, possiamo fare una cosa semplice utilizzando i legni delle potature. Se abbiamo potato alberi importanti, dai rami dal diametro di 15 cm. possiamo ricavare i piedi della nostra panchina, dai rami più fini, legandoli tra di loro facciamo la seduta. Vi consiglio di portarvi un cuscino da casa. ;)


2. va dove ti porta il sentiero


I sentieri sono pratici, ti portano da una parte all'altra del giardino. Perché allora non costruirselo da se? Ci sono tanti modi per farne uno, magari in stile con il vostro giardino. Mattone, ghiaia, cemento, pallets, ciottoli, tappi di bottiglia ...Possiamo fare dei mosaici fantasiosi, o poggiare delle pietre come se si trattasse di un sentiero un po' casuale. Io ho usato delle vecchie piastrelle, ma la mia gatta si rifiuta di passarci sopra, chissà perché!

3. un bel laghetto non lo vogliamo costruire?


Per realizzare uno specchio d'acqua, nel nostro giardino, possiamo usare diversi metodi. Una vecchia vasca da bagno, per esempio. Oppure procuriamoci una vasca in materiale resistente e impermeabile, tipo di plastica, della grandezza che desideriamo. Tenendo conto della grandezza del nostro giardino. Ora decidiamo se la vogliamo interrare o lasciarla fuori. Mettiamo dei sassi sul fondo, del terriccio comunque. Riempiamola d'acqua costruiamo attorno un paesaggio naturale, compriamo delle piante acquatiche, mettiamola dove più ci piace. 
Se abbiamo dei vecchi copertoni d'auto, o meglio di camion, possiamo usarli per realizzare un laghetto. Tagliamo una parte del pneumatico in modo da lasciare un grande foro da una parte e uno piccolo dall'altra. Scaviamo una buca grande quanto il copertone mettiamolo dentro, rivestiamo con un telo di plastica molto impermeabile e grosso, sistemiamo dei sassi sul fondo. Decoriamo i bordi con pietre particolari o mattoni, o con un manto erboso, riempiamo d'acqua e mettiamoci dentro piante acquatiche e pesci che si mangino le larve delle zanzare.


4. non può piovere per sempre


Come la vita ci insegna, non può piovere per sempre, anche se questo periodo di merda sembra non finire mai! Quando le piogge scarseggiano, l'acqua deve scorrere dal rubinetto, e sarà anche bene comune, ma finisce che la paghiamo noi. Allora perché non organizzare delle vasche per raccogliere l'acqua piovana! Possiamo mettere dei secchi sotto le grondaie, e delle metà botti sparse per il giardino, potrebbero farci risparmiare non poco. Io, nella sola giornata di ieri ne ho raccolto cinquanta litri, ne avrei potuto raccogliere di più, se solo avessi avuto una botte.

5. ogni cosa al suo posto

<< Hai visto i miei guanti? >>
<< Hai visto le forbici da potare? >>
Conoscete qualcuno che vi fa queste domande? Io sì, mia zia, che ha accesso al giardino (per ora), non è ordinata e lascia attrezzi ovunque, oltre che bulbi. Se anche voi avete lo stesso problema, potete organizzare un pallet porta gli attrezzi, senza che state tanto a levigarlo. Lo appendete a un parete, gli mettete delle viti per appendere gli attrezzi e voilà, niente sarà più lasciato in giro.

Cosa non può assolutamente mancare nel vostro giardino? I nani sono un po superati, sono diventati di nicchia. Ne riparleremo.


martedì, marzo 11, 2014

oggi abbraccia un contadino

Come tutti i giorni, anche oggi ti sveglierai e dovrai mettere qualcosa sotto i denti. Che sia una zuppa a pranzo, un'insalata di finocchi e agrumi a cena o una frutta a merenda, per tutto questo c'è un contadino da ringraziare perchè ha seminato, curato e raccolto.


Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
Sì, ma che alberi? 
alberi infiniti...

Capita di cantarla a piante e fiori, loro sono molto contenti!
I semi germogliano, le piante crescono, il tempo fa i capricci rispettando il detto sul mese di Marzo (mese pazzerello esci col sole ma prendi l'ombrello). Le piantine di pomodoro: Yellow Submarine, San Marzano e Ciliegino, hanno compiuto il loro primo mese, a fine Aprile le trasferisco in campo. Sapranno cavarsela? Troveranno del cibo? E l'acqua? Vorrei che restassero così piccine, per sempre! Queste e altre sono le domande che si pone un contadino.

Il pomodoro Yellow Submarine ha un mese!


I semi d'anguria e quelli dei peperoni, sono germogliati con la tecnica del cotone bagnato, anche mio nonno faceva così. La settimana scorsa ho raccolto la prima cassetta di patate, sono ancora piccoline, ma buonissime al forno. Raccogliere patate all'orto è faticoso ma solo così son sicura di mangiare un prodotto buono e sicuro.

Perchè è importante l'agricoltura su piccola scala?

La famiglia e l'agricoltura su piccola scala sono indissolubilmente legate alla sicurezza alimentare mondiale. L'agricoltura familiare salvaguarda i prodotti alimentari tradizionali, contribuendo nel contempo a un'alimentazione equilibrata e salvaguardando l'agro-biodiversità mondiale e l'uso sostenibile delle risorse naturali.
L'agricoltura familiare rappresenta un'opportunità per stimolare le economie locali, soprattutto se combinate con politiche specifiche volte alla protezione sociale e al benessere delle comunità.
Dalle mie parti, la verdura prodotta localmente si vende nella porta di casa, i market e i negozi di frutta e verdura, invece, vendono prodotti provenienti dal resto del mondo. Non perché ci sia richiesta, da parte dei clienti, di verdura esotica ma perché la pagano meno.
Allora ecco mandarini e mandaranci dalla Spagna, sedano rapa dall'Olanda, pere dal Perù, limoni dall'Argentina.
I limoni locali vorrebbero pagarli trenta centesimi al chilo, nonostante i costi di trasporto siano irrisori, e a carico del produttore. Dalle mie parti non hanno capito come deve funzionare l'economia a livello locale. In pochi, al banco frutta e verdura, notano se stanno comprando pere del Portogallo o del Perù, o di un'azienda sarda.
I giovani sono anche disposti a lavorare di nuovo la terra, a creare aziende agricole, ma è bene pretendere il giusto prezzo per i propri prodotti.

Ed ora ecco a voi l'anguria:

Seme di Anguria Sugar baby germogliato
Questo è un germoglio che dovrà diventare pianta, e che grazie alle cure del contadino produrrà dei frutti che qualcuno mangerà.
Per questo bisogna sempre ringraziare il contadino!


lunedì, febbraio 03, 2014

invasioni barbariche




Vi capita mai di non entrare in camera di vostro figlio per qualche giorno? Oppure di non pulire la macchina per qualche tempo? Vi è mai capitato di assistere alla discesa degli studenti da un pullman dopo ore di viaggio? Se li vedeste direste che sono arrivati i barbari! Eccoli, disordinati, distratti, urlanti, sbraccianti.

Tutto questo è successo oggi all'orto.

Dopo diversi giorni di pioggia e freddo, sono riuscita a mettere il naso fuori casa.

Cosa ho trovato in campo? I barbari!

Un'unica distesa verde, si distinguono solo cime di rapa e patate perché sono le più alte. Quasi gli spinaci non si vedono più, le biete sono sommerse da erbe barbare, così pure i finocchi. Dove sono i bei ciuffi di spinaci, che pochi giorni fa splendevano solitari nel campo. Dove, le biete, fiere di vincere la loro sfida, e crescere fuori stagione. Che fine hanno fatto i le teste dei finocchi? Non si distinguono dalle altre erbe, che evidentemente fanno di tutto per assomigliare ai finocchi. Malnate! Sarà vero che le erbe barbare crescono più in fretta di quelle che semini, ma così direi che c'è stato un bel recupero.

Quindi, armata di zappetta e rastrello, sono saltata da un'aiuola all'altra, per liberare i miei poveri ortaggi, soccombenti ai barbari. Colta da fame ho raccolto e mangiato le prime cime di rapa! Agli spinaci voglio concedere ancora una settimana. Per i finocchi invece ci vorranno i mesi, ancora. Ma ho seminato un po' tardi rispetto agli altri agricoltori. Purtroppo, mi sono ritrovata l'orto per le mani nel mese di ottobre, spero di riuscire a recuperare per l'estate. Daje!

Nuove ma vecchie amicizie.
Sono anche passata a trovare le galline. Una in particolare mi riconosce, infatti corre da una parte all'altra, cerca di volare via, canta. Purtroppo l'ultima volta che le avevo fatte uscire, era caduta vittima di una cagnetta, dalla quale ero riuscita a salvarla. Dopo qualche spavento, mi si era piantata tra i rametti di un olivo, dopo essere riuscita a districarla dai rametti, si era messa a correre infilandosi come una freccia in un buco. Dovrebbe odiare il cane non me, evidentemente non aveva capito, chi inseguiva cosa.



  
Io lo so che si vorrebbero libere, per mangiarsi tutti i vermi dell'orto. Ma i vermi rendono il terreno fertile, vogliamo mica fare il gioco "chi è più utile nell'orto?" "chi è nato prima, l'uovo o la gallina?" 

Vi lascio con queste massime, speriamo che durante la notte, non crescano troppo le erbe barbare!

grazie

domenica, dicembre 15, 2013

novella Scarlett O'Hara

Hai ma avuto fame? Hai fatto molti debiti e non avuto onore in cambio? Sei uno sconfitto dal mercato? Io sì, ho visto la fine, la catastrofe inevitabile, ma non ho costituito una banda armata, ho fatto come Scarlett O'Hara.

Scarlett O'Hara giura che mai più soffrirà la fame
Scarlett O'Hara mangia e vomita un tubero giurando davanti a Dio che mai più soffrirà la fame, anche a costo di dover mentire, rubare o uccidere. Quando le cose vanno male si torna a casa, nel posto che meglio conosciamo, tra le persone che ci amano incondizionatamente. Se la casa è circondata da ettari ed ettari di terra, il ritorno è scontato. Almeno così dovrebbe essere. Salvo ricordarti il perchè te ne eri andato.  

I sardi se ne vanno.
Dicevo del rientro a casa. I sardi sono abituati a viaggiare, spesso per lavoro più che per piacere. Noi non viaggiamo, spesso partiamo e non torniamo. Ho creduto alle storie che ci hanno raccontato per anni, in famiglia, a scuola e in altri luoghi: la storia che in Sardegna non c'è niente, non c'è lavoro e non ci sono prospettive di vita.
Ho creduto che in Sardegna non ci fossero scuole per me, ho preferito credere che fossero tutti omofobi, invece che parlare a ognuno della mia omosessualità.
Ci hanno ripetuto per anni che in Sardegna non c'era niente, che nei nostri paesi non c'è niente, e invece non è vero niente, ci siamo noi, assieme agli altri che non se ne sono andati.
Per fortuna poi si leggono altre storie che fanno ritrovare la via di casa.

Qualche volta ritornano.
Noi siamo una risorsa per le nostre comunità e per il nostro territorio, quest'ultimo abbandonato a se stesso, cade vittima di misteriose cementificazioni abusive.
Io ho deciso di prendermi cura del mio orto, di condividere il mio destino con la comunità nella quale ho scelto di vivere. Mi piacerebbe che prendesse piede questo modo di sentirsi parte di una comunità, cercare di creare economia di prossimità. Una comunità che condivide un territorio e che è consapevole del fatto che questo territorio va tutelato e salvaguardato per il bene comune.

Non lasciamo che siano altri a scrivere la nostra storia.


sabato, novembre 23, 2013

Il piano bi

Nel 2012 qualcuno parlava dei Maya, qualcunaltro parlava dell'anno nuovo come di un anno di cambiamenti. Grandi stravolgimenti. Forse mi sono lasciata trascinare da queste dicerie volendo cambiare completamente la mia vita e quella della mia compagna.

Nella primavera 2013 abbiamo chiuso il pastificio (Piano, non spingete), venduto la macchina di Iride, affittato/non affittato la casa di Iride, venduto tutto quello che non poteva venire con noi. Compresa l'attrezzatura del laboratorio, a una stronza. Il piano era lasciare al più presto l'Italia, considerato dai più un Paese di merda.
Dove abbiamo pensato di far progredire le nostre esistenze? In Islanda, a Reykjavik. Per dettagli sull'avventura, vi rimando al blog a Reykjavik con lo scotch. Diverse cose abbiamo capito e imparato in Islanda, che vivere senza verdure è brutto, ma brutto brutto. Quando le uniche verdure a chilometro zero sono il peperone, il pomodoro, il cetriolo, e i funghi champignon, vuoi solo una cosa: tornare a casa. Potrei iniziare ora un discorso su come il valore delle cose è direttamente proporzionale alla loro mancanza. Ma non lo farò.
Un'altra cosa di cui ci siamo rese conto è che il vento può uccidere, ma se sopravvivi può sempre farlo il freddo.

le oche selvatiche hanno il loro sistema
Il piano Bi.
Questa non è la storia di una vittoria, non è il tutorial su come fare soldi nel più breve tempo possibile. Al contrario è il blog di continui fallimenti, di perdite affettive e no.
Quando penso a persone che hanno perso e poi vinto e poi perso, nella loro vita, non posso non pensare a Scarlett O'Hara, la protagonista di Gone with the wind.
Cosa fa Scarlett O'Hara ad un certo punto di Gone with the wind, dopo averne già passato non poche? Torna a casa con ancora in corso la guerra, così abbiamo voluto fare noi. Abbiamo messo in pratica il piano B. Andare in Sardegna a fare l'orto, ed eccoci qua. Con in mano "Il mio orto biologico" siamo pronte a mangiare solo quello che riusciremmo a coltivare.

questi i nostri due ettari scarsi
La prima visita al terreno ci fa temere da subito che per l'inverno non mangeremo molto. Il posto è incolto da anni, noi siamo solo due, non sappiamo niente di agricoltura!
Siamo per fortuna in due, per fortuna esistono i libri su quali informarsi, e poi c'è il web, che pullula di agricoltori, anche Michelle Obama ha l'orto alla casa bianca.
Dopo il primo sopralluogo, su consiglio di anziani contadini tra i quali mia mamma, decidiamo di fare trattorare per liberarci più in fretta dell'erba.
L'avevo detto che era una storia di disastri, di cose fatte senza prestare la minima attenzione al proprio bagaglio d'esperienze.
Si può scegliere di cambiare vita ogni volta che lo si vuole, ma bisogna conoscere le proprie forze e i propri limiti.
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