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domenica, luglio 27, 2014

Come costruire delle bombe di semi

image by Sara Dent
Se stai cercando una nuova via per propagare i fiori nella tua città, la migliore è creare delle bombe di semi. Conosciute anche come palle di semi, aiutano i semi a trasformarsi in piante sane e riducono l'uso di fertilizzanti nel terreno. Questo sistema è indicato per i terreni poveri, oppure per ricreare vegetazione in un terreno dove la flora è stata distrutta. Segui le istruzioni per confezionare le tue bombe di semi.

Ci vuole un motivo 

Bombarda le aiuole della tua città, se ti sembrano trascurate. Lungo la strada che ti porta da casa all'ufficio ti sarà capitato di vedere terreni devastati da cantieri abbandonati, o aiuole con fiori sofferenti, o ancora usate come pattumiere!
Imparare a fare le palle di semi è una bella attività anche per i bambini, divertente, facile da fare, e può essere facilmente adattata alle esigenze ambientali della comunità nella quale si vive. La ricetta delle bombe di semi può essere modificato semplicemente cambiando i semi. Vuoi piantare fiori selvatici lungo una strada rurale? Modifica i semi in sementi per uccelli, e avrai gli ingredienti per un giardino di cibo per uccelli. Trasforma un terreno abbandonato in città, in un paese delle meraviglie di erbe aromatiche, oppure in un campo di zinnie. Lasciate correre la vostra fantasia, non ponetevi dei limiti.

Perché proprio delle sfere?

Nelle zone aride, la forma della palla dà effettivamente abbastanza ombra per conservare l'umidità. I semi cominciano a germogliare e la palla si rompe. Il piccolo mucchio di briciole prevede l'inizio dello sviluppo per l'apparato radicale, ed è ancora abbastanza pesante per ancorare i semi emergenti a terra.
Le piccole foglie delle nuove piante forniscono ombra al suolo, per conservare l'umidità. Le piante poi maturare produrranno le proprie sementi e offriranno riparo ai semi di seconda generazione che cadranno a terra. Si verificherà semina e ricrescita continua fino al raggiungimento della completa copertura vegetale. Le palle di semi danno alla natura la spinta in più di cui ha bisogno per fare le cose per bene

Fase uno: Comprare i semi

Perché le tue, siano bombe di successo, assicurati di comprare semi di qualità, che crescono anche su terreni poveri. In altre parole, occorrono semi di piante che non vogliono troppa attenzione, o che non siano semi di infestanti. Se siete stanchi dei soliti semi, rivolgetevi a un vivaio a voi vicino, e fatevi consigliare. 

Fase due: bagnare i semi

Prima di andare a dormire, metti i semi in ammollo. Il mattino dopo controlla se ci sono dei semi a galla, buttali via perché sono "difettosi" e non cresceranno come dovrebbero.

Fase tre: preparare le bombe

Ci sono vari metodi per preparare le palle, il seguente viene indicato come il più efficace. Si trova in rete una vera e propria ricetta.
Ricetta per bombe di semi

  • 2 parti di terriccio
  • 5 parti di argilla (la si trova anche dove vendono articoli per ceramisti)
  • 1-2 parti di acqua
  • 1-2 parti di semi a vostra scelta

Una vasca dove mescolare gli ingredienti. Una scatola dove fare asciugare e conservare le bombe di semi.

Procedimento:
Mescolare accuratamente il terriccio con l'argilla e aggiungere man mano l'acqua. State attenti ai grumi. L'impasto deve essere malleabile come la creta. Aggiungere i semi. Impastare bene i semi, aggiungere acqua se necessario. Prendete piccoli quantitativi di impasto e iniziate a fare delle sfere grandi quanto una palla da golf. Le palline devono stare insieme facilmente, se sono friabili aggiungete acqua. Mettetele ad asciugare per 24/48 ore in un posto asciutto, in una scatola di cartone, non in un sacchetto di plastica.
Trascorsi i due giorni non vi resta che lanciare le vostre "bombe". Abbandonatele dove volete, non seppellitele e non bagnatele. Voi avete fatto il vostro, ora tocca alla natura.

Il mese propizio per lanciare le bombe è settembre.
C'è chi ha fatto della fabbricazione di bombe di semi una professione: kabloom.


Have a nice garden!

giovedì, giugno 05, 2014

coltivazione pomodori: sfeminellare

Capita di dimenticarsi di fare qualcosa. Mi sono dimenticata di comprare il latte. Mi sono dimenticata di telefonare a mamma il giorno della Festa della Mamma. Oppure mi sono dimenticata di andare a prendere i bambini a scuola. Così mi sono dimenticata di sfeminellare, o scacchiare. Con un piccolo gesto possiamo avere pomodori più grandi e più buoni.

sfeminellare prima che sia tardi!

Quando è tardi per sfeminellare? 

Quando la piantina di pomodoro ha iniziato a produrre frutti. Ma non è mai troppo tardi per farlo, prima lo si fa più agevole è il lavoro. Quando i cacchi, o femminelle, sono piccole si può fare con le dita, senza l'ausilio di forbici. La pianta di pomodoro, se lasciata allo stato brado, può produrre molti rami secondari. Esistono, infatti, cultivar a crescita indeterminata e quelle a crescita determinata, le seconde sono quelle utilizzate in agricoltura industriale, per produzioni intensive. La pianta cresce mantenendo il portamento eretto e segue lo sviluppo del fusto centrale, i cacchi secondari hanno una crescita limitata, si possono togliere in qualsiasi momento.
Nelle cultivar a crescita indeterminata dobbiamo controllare la crescita delle femminelle settimanalmente e toglierle.

Perché farlo.

Ecco alcuni dei motivi per cui è saggio scacchiare:

  • per evitare che la pianta cresca all'infinito;
  • per dare più luce alla pianta stessa;
  • per far si che il nutrimento arrivi ai frutti e ottenere pomodori più grandi e buoni.

Io ho dimenticato di farlo e, dopo due settimane dal trapianto, mi sono ritrovata con piante di pomodoro simili ad arbusti.
Armata di guanti ho staccato i cacchi e ho legato le piante alle canne per farlo assumere un portamento eretto..


Dalle mie parti, est Sardegna, il pomodoro si lega così: si fanno le punte all'estremità delle canne, si conficcano nel terreno vicino alla pianta e si incrociano con una canna posta di fronte. Fatto questo si prendono delle canne molto lunghe e si mettono sopra la X formata dalle canne laterali. Sembra complicato ma è più facile a farsi che a dirsi.
Se siete curiosi, esistono altri modi di legare i pomodori, più o meno facili da realizzare.



Ecco, ora i pomodori sono legati e indipendenti, basterà ricordarsi di innaffiarli almeno una volta alla settimana, forse due se farà molto caldo, e ovviamente di sfeminellare.



martedì, marzo 25, 2014

5 semine facili

5 semine facili ma che danno grandi soddisfazioni. Ecco 5 varietà che non richiedono molte cure ma che ci danno grandi soddisfazioni e buoni frutti.


Come possiamo vedere, il tempo è ancora incerto, la terra non è abbastanza calda per consentirci di piantare o seminare tutte le verdure primaverili. Il pericolo di gelate non è ancora passato, e Marzo può farci brutti scherzi.
Ma a seconda delle condizioni climatiche in cui viviamo, ci sono delle verdure che possiamo seminare a terra, magari coprendole con un tunnel basso, oppure in vasi da portare in un luogo riparato per la notte.

Utilizzare un tunnel basso ci consente di riscaldare il terreno e di proteggere la piantine da gelate tardive.
Piantare in vasi ci consente appunto di portarli dentro la notte, mettiamoci un promemoria per ricordarci! Oppure è il momento per seminare qualcosa nei vasi in balcone, o terrazza o nei davanzali delle finestre.

Io vivo nell'est della Sardegna, a pochi chilometri dal mare, il clima è mite e ho potuto seminare molte verdure, senza dover utilizzare il tunnel, stiamo mangiando spinaci dal mese di febbraio. Presto mangeremo anche le fave che ho seminato a dicembre, mentre i piselli stanno dando i loro frutti da un mese. Quando si coltiva, si è sempre molto impazienti di mangiare i frutti del proprio lavoro.

gli spinaci freschi hanno molte sostanze nutrienti, tra cui ferro, vitamina A e vitamina K. 
Ma stavamo parlando di quelle verdure che possiamo seminare adesso, cresceranno presto e ci daranno molta soddisfazione.

1. spinaci


Gli spinaci germogliano e crescono rapidamente, specie se protetti dal gelo. Possiamo mangiarli in vari modi, anche crudi in insalata. Ci sono un sacco di varietà di spinaci, possiamo comprarne diverse varietà per vedere quale meglio si adatta al nostro clima, o al nostro palato! Possiamo raccogliere le prime foglie a tre settimane dalla semina, è adatto anche per una coltivazione in vaso, quindi in terrazza o in balcone. Io li ho seminati a novembre e li coperti con paglia per farli svernare, hanno resistito molto bene.

2. bietola


La bietola è un ottimo ortaggio primaverile, si coltiva facilmente dal seme. Germoglia e cresce rapidamente se il clima gli è favorevole. Seguiamo le istruzioni scritte sulle confezioni, per quanto riguarda le distanze tra una pianta e l'altra. Anche di bietole esistono diverse varietà, se abbiamo poco spazio scegliamo la bieta da taglio. Alcune varietà di bietola possono essere raccolte 25 giorni dopo la semina. Le mie hanno attraversato l'inverno portandone addosso i segni, si stanno riprendendo adesso.
le insalate!


3 . lattuga


Alcune varietà di insalata non sono velocissime, ma una volta iniziata la crescita ci riforniranno d'insalata dalla primavera fino all'estate. Possiamo usare sementi chiamate mix misticanza, per avere più varietà, se le seminiamo molto vicine sarà anche più facile raccogliere le foglie ogni volta che vogliamo un'insalata fresca. In un paio di settimane possiamo avere già le prime foglie, possiamo piantare a intervalli di qualche giorno in modo da avere la produzione scaglionata. Io ho seminato la lattuga Regina dei ghiacci, a parte il bisogno d'acqua, non mi ha dato molto problemi l'ho trapiantata nell'aiuola e ora cresce felice. Ho seminato anche la cicoria palla rossa, vorrei provare anche con della valerianella, che garantisce una produzione a venti giorni dalla semina. Le varietà che ho provato hanno germinato rapidamente e una volta diradate in vasi singoli, sono cresciute rapidamente.


4. ravanelli


I ravanelli sono una delle verdure più veloci, in tre settimane si ha già il raccolto. Dalle mie parti si seminano a Novembre e si mangiano per Natale. Tutti noi conosciamo quelle rosse, ma ne esistono altre varietà, dal bianco al rosa, più o meno piccanti. I ravanelli sono anche l'ortaggio giusto per iniziare i bambini alla coltivazione, perché i semi sono grandi e, appunto, crescono rapidamente, si sfilano dal terreno una volta pronte. Sono adatte anche alla coltivazione in vaso.

5. piselli


I piselli sono un'altra verdura da piantare in primavera, non in Sardegna però, io li ho piantati a Novembre per averli a Febbraio. Anche perché in primavera le temperatura sono troppo alte per avere dei buoni frutti, sopra i 21° C, i semi induriscono. Mangiarli appena raccolti è una delle cose che mi piaceva fare da bambina, e mi piace ancora oggi. I piselli maturano in 50-65 giorni, esiste la varietà rampicante e quella nana, la rampicante ha bisogno di sostegni per svilupparsi in verticale, la varietà nana no. Si possono seminare anche in vaso, in balcone o in terrazza. Per ottenere i migliori tassi di germinazione, i semi di pisello dovrebbero essere messi a bagno in acqua per una notte prima della semina.

Per concludere potete comunque seminare tutte le aromatiche, dal basilico alla maggiorana, e perché no anche la borragine. Via libera anche per le talee da salvia e rosmarino, sempre utili in cucina.

Enjoy your gardening!




mercoledì, marzo 19, 2014

la primavera sfratta l'inverno

SECONDA META' DI MARZO?!!
La pagina bianca mi inibisce, nella pagina verde, invece, puoi sempre seminare qualcosa.
La primavera ha sfrattato l'inverno al grido di: "mezza stagione a chi?" Giunge il momento, per i giardinieri, di preparare aiuole, giardini, terrazzi o vasi. Questo include tutto, dal piantare nuovi semi alla cura del già presente e resistente nel giardino. Che dite, vi sentite già oppressi dal lavoro? Non sapete da dove iniziare? Niente paura, possiamo compilare una lista, per tenere tutto sotto controllo. Così da poter vedere cosa dobbiamo fare per ottenere il giardino dei nostri sogni.

giardino dei sogni, in miniatura è meglio!


1 . C'è vita nel vaso?

Di quello piantato in precedenza è rimasto qualcosa? Ci sono delle piante sopravvissute all'inverno, o ci sono dei rami secchi dentro quei vasi? Facciamo un inventario di quello che c'è e di quello che vorremmo. In caso di vegetali, togliamo definitivamente le colture invernali, che andremo a sostituire con quelle primaverili.

2 . Ci vorrebbe un bel letto.

Controlliamo lo stato delle aiuole. Procuriamo del letame maturo, oppure del compost organico maturo, per rivitalizzare la terra delle nostre aiuole.

3 . Liberiamoci dei rami secchi

Se non l'avete già fatto, ora è il momento giusto per liberarsi dai rami secchi. Facciamolo prima della fioritura, per non aggiungere stress alla pianta.

4 . Eseguire la manutenzione di base.

Possiamo dedicare alla manutenzione, circa un'ora al giorno. Le giornate si allungano, è piacevole stare all'aria aperta, possiamo liberarci dalle erbe infestanti, ripulire dai vasi rotti, dipingere le statue da giardino, sistemare le passerelle, qualche bordura d'aiuola. Sono quei lavori quotidiani, che richiedono poco impegno, se fatti tutti i giorni!

5 . Uno o più semenzai.

Possiamo, intanto, seminare in un ambiente a temperatura controllata, in un semenzaio. Quando le temperature saranno più miti, avremmo piantine pronte per il trapianto. Per far germinare i semi usiamo dei vasetti piccoli e un terriccio leggero, teniamoli in casa se possiamo, o su un davanzale soleggiato. Alcuni semi resistenti, possiamo farli germinare nel cotone inumidito.

6 . Largo alle verdure

Possiamo già piantare alcune verdure: patate, carote, insalate, cipolle e spinaci. In questa fase lunare va bene piantare tutte le verdure a radice, quelle che crescono sottoterra.

lunedì, marzo 17, 2014

10 canzoni che parlano di altro, ma anche di piante e giardinaggio

Ci saranno dieci canzoni che hanno come argomento l'agricoltura, il giardinaggio, o anche solo un mercato ortofrutticolo? Un testo di una canzone che ci restituisca un emozione provata all'ombra di quel cipresso, o annusando quella rosa regalataci. Una musica che ci ricordi il gusto di quel particolare frutto, o che ci faccia pensare al colore di quel pomodoro, non un altro, proprio quello. La playlist del giardiniere, mi è venuta in mente cantando Il cielo in una stanza ai miei pomodori. Immaginandomi in una stanza le cui pareti fossero alberi infiniti? No di certo, ma piantine di pomodoro.
Perché, se non mancano libri ambientati in giardino, boschi, foreste o immersi nella natura in generale, dovranno pur esserci delle canzoni inneggianti la "cosa" verde

Galline pronte a scatenarsi!

1. Salirò, Daniele Silvestri

Se volete fuggire da un amore che non ricambiate più, è meglio avere a portata di mano un cespuglio di rose, per arrampicarvisi su, su, su e ancora più su.
Daniele Silvestri, Salirò.
E salirò salirò
Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo
Lontano.

2. Montagne Verdi, Marcella Bella

Un'idea di campagna un po' infantile e nostalgica, quella di Marcella Bella in Montagne verdi, con per amico un coniglio dal muso nero. Grazie a Marcella la vendita di conigli, come animali da compagnia, crebbe in modo esponenziale. I nostri genitori dovettero rinunciare al loro piatto preferito, mica si poteva mangiare coniglio avendone uno che dormiva in salotto. Dopo questo pezzo, fu chiaro a tutti che i bambini venivano rapiti dai treni, non dagli zingari.
Mi ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina,
con l'amico mio più sincero, un coniglio dal muso nero,
poi un giorno mi prese il treno, l'erba, il prato e quello che era mio,
scomparivano piano, piano e piangendo parlai con Dio.



3. Il Giardiniere, Niccolò Fabi

Il giardiniere come colui che cura le piante, che le sa valorizzare, che le fa risplendere, che cerca di non fargli mancare niente. Da questo punto di vista c'è chi si prende le proprie responsabilità, scegliendo di essere il giardiniere in un rapporto di coppia. Come non pensare alle storie finite perchè non siamo stati abbastanza giardinieri o perchè il nostro giardino non è stato curato. Quindi innaffia e e prenditi cura del giardino, anche del tuo per non aspettare che lo facciano gli altri.
Tu sei il giardino e io sono il giardiniere
tu sei la gioia e io sono il gioielliere
tu sei la stalla e io sono lo stalliere
tu sei la sedia...
Penso che dovrò annaffiare
i frutti dentro di te
Penso che dovrò coltivarti un po' di più


4. Strawberry fields forever, The Beatles


Il prossimo pezzo potrebbe essere il sogno di ogni agricoltore, pensare a un frutto che piace a tutti, e moltiplicarne i campi all'infinito. Una distesa infinita di campi di fragole! Oppure il peggior incubo di un agricoltore biologico, una coltivazione intensiva e infinita di fragole, AAAAAAAAAAHHHHH!!
The Beatles, Strawberry fields forever
Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry fields forever.
Strawberry fields forever.


5. Il Ragazzo della Via Gluck, Celentano

Della serie "una volta qua era tutta campagna", Celentano con Il Ragazzo della via Gluck. Un giovane che era vecchio prima di esserlo davvero, qualcuno potrebbe insinuare un anziano rompicoglioni. Ma ha anticipato il sogno moderno di tutti i milanesi, andare a vivere in una cascina.
Là dove c'era l'erba ora c'è 
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.


6. The New Timer, Bruce Springsteen

Basta scherzare ora. C'è un album ispirato al romanzo Furore di John Steinbeck, che affronta il tema della migrazione interna degli Stati Uniti negli anni della grande depressione, si tratta dell'album The gost of Tom Jod di Bruce Springsteen. Canta le disavventure dei migranti, di chi è costretto ad accettare ogni tipo di lavoro, pur di cambiare la propria condizione di ultimo della terra. Le canzoni sono quasi tutte ambientate lungo il confine col Messico, oppure nei campi della California, come questa, che allude a raccolta di pesche o barbabietole. Il brano in questione è 
The New Timer Bruce Springsteen,   
I hoed sugar beets outside of Firebaugh
I picked the peaches from the Marysville trees
They bunked us in a barn just like animals
Me and a hundred others just like me

We split up come the springtime
I never seen Frank again
'Cept one rainy night he blew by me on a grainer
Shouted my name and disappeared in the rain and wind



7. Piero tra la campagna e il cielo, Omar Pedrini 

Omar Pedrini ama la vita contadina e i cibi genuini, e io non lo sapevo. Nell'ultimo disco dedica ben due canzoni alla natura. Una è Piero tra la campagna e il cielo, l'altra è Nonna Quercia Folk Band, la prima dedicata a una persona che sceglie la vita contadina per passione, un individuo concluso e solido nella sua vita. La seconda è dedicata ad una quercia, si tratta di un albero monumentale che è stato salvato dall'abbattimento.
I primi versi ritraggono una scena assolutamente bucolica:
Piero
tra la campagna e il cielo
risuona il tuo pensiero
felice davvero
tua moglie sul sentiero
un figlio appeso al seno
di miele di fieno
ma ora tornerò là
la grande città
che non ha tempo e
non chiede mai come và

8. Desert Rose, Sting

Avrà le rose, nella sua villa tra i colli Toscani, Sting? Avrà fatto pace con la tanto bramata rosa? Sarà riuscito a realizzare il suo personale giardino dell'Eden? Probabilmente sì, fatto sta che un giorno cantava:
Sting, Desert Rose
Sweet desert rose
Each of her veils, a secret promise
This desert flower
No sweet perfume ever tortured me more than this
Sweet desert rose
This memory of Eden haunts us all
This desert flower, this rare perfume
Is the sweet intoxication of the fall 
 


9. Lo scrutatore non votante, Samuele Bersani 

Lo Scrutatore non Votante è un giardiniere che nessuno vorrebbe per vicino. Oppure sì ed avere la certezza che la sua erba, non sarà mai più verde della nostra.
Infatti:
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica


10. L'ultima giornata di sole, Cristina Donà


In questo brano l'autrice si fa fascio di grano ma anche prato fiorito, non vuole che l'estate passi portandosi via il calore di un innamoramento estivo. Potrebbe anche riferirsi all'alternarsi delle stagioni e a come tutto cambia, ed è questo il bello dell'orto e della vita.
portami ancora più in alto
ho un'anima a forma di prato
sorprendentemente fiorito
non aspetto e non voglio sprecare
l'ultima giornata di sole
l'ultima giornata di sole

torna la pioggia a cambiare le cose

Voi cosa cantate, in compagnia delle vostre piante? Lo sapete che ci sono centinaia di studi a dimostrare che le piante crescono meglio se ascoltano musica?

lunedì, febbraio 24, 2014

la presenza della coccinella in campo

Sappiamo tutti quanto sia importante ricevere la visita di una coccinella in campo. Secondo alcune scuole di pensiero, un orto migliora quando ci sono tante coccinelle, ci sono dei contadini che le comprano, per poi liberarle in campo. Le coccinelle, assieme ad altri insetti utili, proteggono le nostre colture dai parassiti.
coccinella all'arrembaggio!
La scomparsa di fiori, erbe e arbusti dai campi ha danneggiato notevolmente anche il regno animale. Il mondo colorato delle farfalle e degli insetti è cambiato. Per questo è importante ripristinare "strutture ecologiche", come siepi, arbusti, muretti a secco, piante spontanee come l'ortica, in prossimità del campo coltivato. L’ortica che attira una miriade di insetti, viene definita anche, banca di insetti utili.
Nelle siepi, si crea l'habitat ideale per ospitare insetti utili a sconfiggere i parassiti delle nostre piante da frutto, e dei nostri ortaggi. Alcuni di quelli utili sono: coccinelle, crisope, ragni, uccelli, ricci, pipistrelli, rettili, rane e rospi. Possiamo costruire nidi per ricci e pipistrelli, questi ultimi sono delle vere macchine divora insetti. Se nella siepe sono presenti piante pollinifere e nettarifere, queste richiameranno insetti impollinatori, la cui presenza favorisce la messa a frutto degli ortaggi.
Una volta che il nostro orto sarà ripopolato di fauna utile, bisognerà ridurre l’utilizzo di insetticidi, che colpiscono tutti gli insetti indistintamente. In caso di presenza di parassiti si interviene nelle zone colpite. Si possono prevenire gli attacchi di parassiti, con l’uso di macerati di erbe ad azione insetticida.
I macerati sono utili per un altro motivo, irrobustiscono le piante grazie al contenuto in minerali e in sostanze di origine vegetale, rinforzando la capacità di autodifesa delle piante.

ALCUNI PRODOTTI PER CONTRASTARE I PARASSITI ANIMALI

Macerato d’ortica. Si può utilizzare la pianta intera, senza radici di Urtica dioica e di Urtica urens. Per 10 litri d’acqua, un chilo di ortica fresca, o 100 grammi di quella secca.
Preparazione. Le piante vanno immerse in acqua, in un recipiente e mescolate 1-2 volte al giorno. Il macerato emana un odore sgradevole e intenso.
Impiego e indicazioni. Il macerato è pronto dopo 12 ore per essere usato come insetticida, va distribuito dopo filtrazione. Se vogliamo usarlo come fertilizzante, lasciamo le ortiche a macerare per una settimana, prima di utilizzarlo lo filtriamo e diluiamo. Un litro di macerato per dieci litri d’acqua.
Controindicazioni. Non va usato su cavoli e crucifere.

Urtica urens
Macerato polivalente.
Per dieci litri d’acqua usiamo le foglie di due piante di ortica, 30 spicchi d’aglio, 3 manciate di rosmarino, 3 manciate di lavanda.
Preparazione. Come per il macerato d’ortica.
Impiego e indicazioni: il macerato è pronto dopo una settimana, si filtra e si diluisce (1 litro per 10 litri d’acqua). Svolge un’azione repellente nei confronti degli insetti e ha un’azione corroborante e fertilizzante.
Controindicazioni: non va usato sulle aromatiche e in prossimità della raccolta.

Alcool a 90°
Dosi: 15-20 grammi per un litro d’acqua.
Indicazioni: è efficace per il controllo degli afidi se si colpiscono direttamente gli insetti durante le ore di maggiore insolazione. Ripetere per 3 volte ogni 2-3 giorni.
L’alcool si può sostituire con la grappa, ma raddoppiando le dosi.

Altre indicazioni utili sulla difesa dai parassiti, sul libro “Il mio orto biologico” di Enrico Accorsi e Francesco Beldì.

E voi come vi difendete dai parassiti? Allevate colonie di coccinelle? In questo blog potete scorrere una fantastica galleria di hotel per insetti!

martedì, febbraio 18, 2014

Quali varietà seminare?

Il cibo che troviamo in vendita nei supermercati non è più sostenibile, l'enorme massa di cibo esposta si ottiene con grandi sacrifici e consumi d'acqua e altre risorse preziose.
Per questo è importante sceglire di coltivare in proprio le verdure che consumiamo.
Ecco la mia risposta a quali varietà seminare.
Questo è il micro-orto di casa, dove coltivo poche cose che possono servire in casa. Le aiuole sono fatte con legni e tavole recuperati. Ho seminato una fila di bulbilli di aglio rosso, una delle prime cose che ho piantato, i bulbilli si interrano a ottobre. Ho alcuni finocchi, che hanno fatto dei giorni di semenzaio e poi gli ho trapiantati a terra. Ho seminato una fila di piselli, ho seminato le cime di rapa mi sono rimaste tre piantine, da dieci che erano. Ho poi piantato una cipolla e, a destra in alto nella foto, potete notare una massa verde indefinita, si tratta di lenticchie.

micro-orto 

Il vaso bianco, è un piede di un lavandino, girato al contrario, una sorta di "fontana" di Duchamp.
Ci cresce dentro la salvia, e degli immortali bulbi di mia zia, interrati in ogni angolo di terra del nostro giardino. Fioriscono in primavera, muoiono in autunno, e poi rinascono, un continuo. Nel mentre, nei semenzai, ho pronte le piantine che daranno il cambio alle altre, che forse mi mangerò.

Semenzai.

A febbraio si inizia a progettare l'orto, tra le decisioni da prendere c'è, quali varietà utilizzare e far crescere nel balcone di casa, o nel nostro micro-orto in giardino. Le varietà (o cultivar) si possono paragonare alle razze di una specie animale: sono piante della stessa specie con caratteristiche differenti che sono trasmesse di generazione in generazione. In commercio si trovano due varietà: le "standard" e gli "ibridi", indicati con "F1". La differenza tra queste due varietà, risiede nel fatto che dai semi delle varietà standard si ottengono individui simili alla pianta madre, mentre dai semi ottenuti dagli ibridi, quando sono fertili, si sviluppano piante che hanno perso le caratteristiche agronomiche della pianta madre. Quindi non sono semi riutilizzabili.

cartelle di uova riciclate

Meglio scegliere varietà diffuse nella zona in cui coltiviamo, e sementi biologiche per una scelta democratica. Potremmo riprodurre sementi, e piante produttive uguali alla pianta madre. La riproduzione degli ibridi è riservata alle multinazionali.
Io, per ora, ho messo pomodori san marzano, pomodoro ciliegino, pomodoro yellow sub-marine. Melanzane, peperoni d'Asti, basilico viola e verde e il prezzemolo.

semenzaio da balcone

Poi, riciclando le cartelle delle uova, ho seminato la lattuga regina dei ghiacci e la cicoria palla rossa. Queste ultime andranno trasferite e diradate per farle crescere, appena sarà pronta l'aiuola. Il prezzemolo cresce nella cassetta di legno, dove l'ho seminato. Le confezioni delle uova sono utili in fase di germinazione. Questo inverno anomalo, ci ha regalato delle giornate con temperature primaverili, e le giovani piantine hanno goduto del tepore dei raggi solari e di abbondante luce.

I vantaggi di un'auto-produzione di ortaggi sono diversi, meno inquinamento. La certezza di godere di un cibo di buona qualità, coltivato e raccolto senza nuocere a nessun essere, umano o animale. Sono innumerevoli gli studi, secondo i quali, passare del tempo all'aria aperta, seminando e coltivando verdure, ci fa bene. Coltivare fa bene, più che andare in palestra!

E voi coltivate?


lunedì, febbraio 10, 2014

non è meglio rinunciare?

Inizierò da un tweet, per poi divagare allegramente.
Diciamo subito che, nella vita, niente è facile. Nessuno ti regala niente, e tante altre cose retoriche. Devi lottare duro per ottenere dei successi, per riuscire nella vita. Corri e allenati duro per realizzare i tuoi sogni.

Questo, vale per tutti? Conoscete delle persone che ce la fanno senza sacrificio? Conoscete delle persone, per le quali tutte le porte si aprono al loro passaggio?

Ho riflettuto sull'idea di voler fare la contadina. Ho letto e riletto il progetto di crowdfunding pubblicato su produzioni dal basso, dal titolo evocativo "Mai più soffrirò la fame". Mi sono domandata, "che chance ho di riuscire a coltivare la terra, e di produrne degli ortaggi?" Ha senso farlo?
Non ho dormito, girandomi e rigirandomi nel piumone. Chiedendomi, cosa avrei detto alla mia famiglia per giustificare l'insuccesso. Non sarebbe meglio lasciare perdere, posso comunque fare la cameriera a Londra, oppure in Germania, oppure posso sperare mi assumano per la stagione estiva.
La notte per me, è fonte d'angoscia, sarà il buio, ma quando non riesco a dormire, sono solita pensare a tragedie infinite. Penso, ma ci sono agricoltori più bravi di te, che hanno già dei clienti, riescono sempre a vendere i loro prodotti. Altri agricoltori hanno attrezzature più costose delle tue, grandi trattori. Io, per ora, faccio quasi tutto a mano, penso di vendere verdure in bicicletta!
Poi tu, vuoi coltivare ortaggi biologici! Chi vuoi che te li compri, se costano di più! Nessuno crede più in bio, cos'è questa ideologia?!


L'alba, prima o poi, arriva.

Poi, finalmente, è arrivato il giorno. Ho rivolto degli insulti al famoso regista, mi sono sentita molto meglio.
Potrei andare a fare la cameriera, magari per altri tre anni. Ma perché? Non è quello che voglio fare, non cambierà la mia vita, lavorare in un qualsiasi bar londinese, nemmeno quella degli altri. Non mi rende una persona migliore, non rende questo mondo migliore.
Coltivare la terra, invece, mi da la possibilità di recuperare un fondo agrario abbandonato, per farne un fondo fertile e produttivo. La vendita di prodotti ortofrutticoli, coltivati con tecniche sostenibili, infonde consapevolezza nel consumatore, mostrandogli la differenza qualitativa del prodotto. In piccole comunità, le aziende locali riescono a stabilire rapporti diretti coi consumatori, creando scambi economici solidali.
Allora io, una chance me la voglio dare adesso. Non rinuncerò a favore di nessun posto fisso. Perché, in questo Paese, la scelta deve essere appannaggio di pochi noti? Sarà difficile, ma lo voglio fare, e mai più soffrirò la fame!

martedì, febbraio 04, 2014

nostalgia del ghiaccio

Meno del 5% della popolazione dell'Islanda è impegnata in agricoltura. L'allevamento del bestiame, soprattutto pecore e la produzione di latticini sono le principali occupazioni .Circa un quinto della terra è arabile, la maggior parte utilizzati per il pascolo . Le serre sono comuni , soprattutto nella parte meridionale del paese . La produzione di carne e latticini è principalmente per il consumo interno . Le colture principali sono fieno , patate e altri ortaggi a radice . Coltivazione di altre colture , come l'orzo e avena , è aumentata rapidamente negli ultimi 10 anni. Sono stata in Islanda, l'anno scorso, a Reykjavik, per qualche mese. Certo, non c'è abbondanza di verdure, ma credo che andando a un passo dal Polo, non sia quella l'aspettativa. Ho mangiato tanti pomodori, funghi champignon, peperoni e cetrioli, insalate di vari tipi e patate. Mi sembra un elenco di tutto rispetto. Ortaggi e fiori vengono coltivati ​​principalmente in serre riscaldate con acqua geotermica e vapore. Una delle prime cose che il ragazzo, che ci faceva da cicerone, ci ha raccontato, è stata che l'Islanda, nel secondo dopoguerra, è stato il primo paese europeo esportatore di banane.


Ma nei market, non ho mai visto banane prodotte in Islanda. Le serre e le aziende agricole sono diffuse soprattutto nel sud del paese, che ha il clima più "temperato" rispetto al resto dell'isola. L'Islanda è praticamente autosufficiente in alimenti freschi e prodotti caseari , ma importa la maggior parte degli altri prodotti alimentari. 

L'ingeneroso confronto con la Sardegna

La Sar­de­gna è una terra fer­ti­le e con un clima vo­ca­to al­l’a­gri­col­tu­ra e al­l’al­le­va­men­to, ep­pu­re a se­con­da delle sta­gio­ni im­por­ta ogni anno dal 70 al­l’85% del cibo che si man­gia­ e l’a­gri­col­tu­ra rap­pre­sen­ta poco più del 4% del no­stro pro­dot­to in­ter­no lordo. Per in­cen­ti­var­la si in­ve­ste ap­pe­na lo 0,15% dei fondi re­gio­na­li e non si fa ab­ba­stan­za per dif­fon­de­re una cul­tu­ra ali­men­ta­re orien­ta­ta alla qua­li­tà lo­ca­le. Per que­sto nella spesa media dei sardi ci sono po­chis­si­mi pro­dot­ti sardi e nelle mense di ospe­da­li, scuo­le e fab­bri­che la quota di cibo fatto in Sar­de­gna è an­co­ra scar­sa. 

Queste poche righe, che bene descrivono la situazione sarda, sono prese dal sito di sardegna possibile. Hanno capito più cose loro in sei mesi, che i governi regionali che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, ma anche dal dopoguerra a oggi direi. Deve mettersi a riposo, una intera generazione che ci ha portato a questo punto, se volevano fare dell'agricoltura un'industria del cibo, non ne sono stati capaci, si accomodino alla porta. 
L'agricoltura del futuro sarà, di nuovo, quella fatte dalle famiglie, dai giovani agronomi e dagli appassionati contadini 2.0.

Avvertenza: in questo post è presente una dichiarazione di voto, a favore di Michela Murgia presidente.
#SAR2014 #sardegnapossibile #votoutilegiàdato



lunedì, febbraio 03, 2014

invasioni barbariche




Vi capita mai di non entrare in camera di vostro figlio per qualche giorno? Oppure di non pulire la macchina per qualche tempo? Vi è mai capitato di assistere alla discesa degli studenti da un pullman dopo ore di viaggio? Se li vedeste direste che sono arrivati i barbari! Eccoli, disordinati, distratti, urlanti, sbraccianti.

Tutto questo è successo oggi all'orto.

Dopo diversi giorni di pioggia e freddo, sono riuscita a mettere il naso fuori casa.

Cosa ho trovato in campo? I barbari!

Un'unica distesa verde, si distinguono solo cime di rapa e patate perché sono le più alte. Quasi gli spinaci non si vedono più, le biete sono sommerse da erbe barbare, così pure i finocchi. Dove sono i bei ciuffi di spinaci, che pochi giorni fa splendevano solitari nel campo. Dove, le biete, fiere di vincere la loro sfida, e crescere fuori stagione. Che fine hanno fatto i le teste dei finocchi? Non si distinguono dalle altre erbe, che evidentemente fanno di tutto per assomigliare ai finocchi. Malnate! Sarà vero che le erbe barbare crescono più in fretta di quelle che semini, ma così direi che c'è stato un bel recupero.

Quindi, armata di zappetta e rastrello, sono saltata da un'aiuola all'altra, per liberare i miei poveri ortaggi, soccombenti ai barbari. Colta da fame ho raccolto e mangiato le prime cime di rapa! Agli spinaci voglio concedere ancora una settimana. Per i finocchi invece ci vorranno i mesi, ancora. Ma ho seminato un po' tardi rispetto agli altri agricoltori. Purtroppo, mi sono ritrovata l'orto per le mani nel mese di ottobre, spero di riuscire a recuperare per l'estate. Daje!

Nuove ma vecchie amicizie.
Sono anche passata a trovare le galline. Una in particolare mi riconosce, infatti corre da una parte all'altra, cerca di volare via, canta. Purtroppo l'ultima volta che le avevo fatte uscire, era caduta vittima di una cagnetta, dalla quale ero riuscita a salvarla. Dopo qualche spavento, mi si era piantata tra i rametti di un olivo, dopo essere riuscita a districarla dai rametti, si era messa a correre infilandosi come una freccia in un buco. Dovrebbe odiare il cane non me, evidentemente non aveva capito, chi inseguiva cosa.



  
Io lo so che si vorrebbero libere, per mangiarsi tutti i vermi dell'orto. Ma i vermi rendono il terreno fertile, vogliamo mica fare il gioco "chi è più utile nell'orto?" "chi è nato prima, l'uovo o la gallina?" 

Vi lascio con queste massime, speriamo che durante la notte, non crescano troppo le erbe barbare!

grazie

venerdì, gennaio 31, 2014

giardinorto

Mentre continua il maltempo, chiusa in casa, penso a come sfruttare la veranda e il giardino di casa. Sono arrivata alla conclusione che farò un giardinorto. Perché avere solo i fiori in casa, e non anche piante di ortaggi? 
Ho individuato un'aiuola che ha tutta l'aria di essere stata trascurata negli ultimi anni. Prendo in mano paletta e secchiello e giochiamo con la terra.

Preparazione aiuola
Nell'aiuola c'è dentro un po' di tutto. Gerani, gli unici che riconosco in mezzo a varie erbe, simpatiche, ma poco curate. 
Ho intenzione di svuotarla e riempirla di nuova terra per poi seminarci degli ortaggi, deciderò poi quali. 
Quindi inizio a svuotarla, sposto i gerani in un vaso per poterli poi spostare nel balcone o in zone più soleggiate della veranda,  per il resto si tratta di infestanti, o bulbi dei quali mia zia ha riempito il giardino di casa, grazie alla Bakker! 
Togliendo la terra la metto comunque in un secchio perché posso sempre mischiarla ad altro terriccio. Per fare in modo che questa terra ritorni produttiva uso l'humus della compostiera. Setaccio la terra della compostiera, verifico che abbia un buon profumo di bosco e che non vi siano pezzetti di plastica, o altri materiali  non degradabili. Controllo che ci siano, abbondanti, i vermi della terra. Anche grazie alla loro attività, la terra può dirsi fertile. Sul fondo dell'aiuola dispongo dei sassolini di fiume, alla terra aggiungo anche della sabbia.

Intanto nel semenzaio
Mentre nella terra, i miei belli (ovvero quei simpatici vermoni rosso-marrone) fanno il loro fondamentale lavoro, nel semenzaio hanno fatto la loro comparsa i germogli dei pomodori.


Immagino che Dio abbia provato una soddisfazione maggiore con l'uomo, io mi accontento dei semi di pomodoro, anche se fanno tutto loro, io al massimo innaffio.
Ora devo solo aspettare che le piantine raggiungano un'altezza di dieci quindici centimetri, per fare poi il trapianto nell'aiuola. Ho anche pensato che metterò dei tutori verso il basso, perché l'aiuola si trova a un metro d'altezza. 
Nella stessa aiuola ci metterò il basilico, perché il pomodoro cresce più saporito quando ha vicino la sua erba aromatica preferita. 
Il trasferimento delle piantine, potrebbe avvenire già a fine Marzo. 
Veder spuntare e crescere le piante è sempre meraviglioso, sono un po' romantica o forse è il pre-mestruo. Magari con poche gocce risolvo!

lunedì, gennaio 27, 2014

non si butta via niente

In agricoltura biologica, i modi per nutrire il terreno sono due, con il letame oppure con il compost. Nel mercato si trovano sia l'uno che l'altro, ma vuoi mettere la soddisfazione di farti il compost in casa? Perciò da oggi non si butta via niente

Le piante hanno bisogno di azoto, fosforo e potassio, glielo si può fornire tramite la chimica, così come noi prendiamo le medicine quando siamo carenti di qualcosa, oppure glieli forniamo naturalmente.
Una delle prime cose che ho letto nel libro "Il mio orto biologico" è stato il capitolo che parla del compostaggio, e di come restituire al terreno, gli elementi di cui si nutrono le nostre colture. Sembra facile, in tre mesi potrai già avere i primi risultati. Allora cerchiamo la compostiera più adatta, qua un articolo completo di diverse compostiere reperibili sul mercato. Ma passeggiando nel web, ho trovato la compostiera definitiva, questa:


Con tanto di tutorial per potersela costruire. Nessuna compostiera vi piacerà più!
Al momento di iniziare a compostare ci chiediamo delle cose.
Cibo cotto si o no? Anche se verdura? Frutta si sempre? E i semi? Ho visto spuntare una pianta dalla mia compostiera, è possibile?
Il processo di compostaggio si svolge in due fasi:

  • bio-ossidazione: è caratterizzata da intensi processi di decomposizione delle componenti organiche più degradabili, induce un innalzamento termico tale da consentire l'igienizzazione della massa;
  • maturazione: questa fase, caratterizzata da ulteriori processi di trasformazione della sostanza organica e dalla formazione di sostanze umiche, permette la stabilizzazione e la maturazione del compost.

Il compost viene definito ammendante perché migliora le caratteristiche fisiche del terreno. Viene fatta un ulteriore distinzione a seconda delle materie usate per ottenerlo. Se è fatto solo di verde, oppure se è fatto da rifiuti organici degli RSU.

Se il compost non è maturo puzza, basta farlo arieggiare rivoltandolo fino a quando non perde l'odore sgradevole. Cosa possiamo compostare? Gli scarti non cotti della cucina, ovvero quello che rimane quando puliamo frutta e verdura. Niente croste di formaggio o avanzi di cibo che possano fare gola a piccoli roditori. La carta e il cartone se non hanno adesivi o altre plastiche. I fondi del caffè, e le bustine di te. I resti delle potature solo se ridotti in piccoli pezzi, se troppo grossi è meglio di no. Lo sfalcio dei prati sì. Sì anche per aghi di pino e foglie secche.
Nei mesi invernali la decomposizione rallenta, riprende velocità in primavera. Dobbiamo anche verificare il grado di umidità, prendiamo una manciata di compost, lo premiamo tra le mani e vediamo se si disfa o se perde acqua. Se ne perde troppa aggiungiamo materia secca, se è secco lo innaffiamo.

Per approffondire: Yes, we compost!
Voi avete dei trucchi per compostare? Lo fate da tanto?

lunedì, gennaio 20, 2014

collezione orto: primavera-estate 2014

Vediamo, ora, cosa indosserà il nostro orto nella stagione primavera-estate 2014

La prossima primavera-estate, il mio orto vuole essere femminile, romantico e glamour.

Ruolo chiave della collezione è senza dubbio la ricerca dei semi biologici, delle piante più adatte al tipo di terreno, tenendo conto delle consociazioni e successioni delle colture. I colori come protagonisti indiscussi di una stagione vitale come la primavera-estate. Ma non solo ortaggi nel nostro orto. Il must è il campo fiorito, se sono fiori di campo ancora meglio. Un campo che sia frivolo davanti, ma rigoroso dietro. Una materia prima dalla quale possiamo ottenere dell'ottimo foraggio, o arricchire una splendita compostiera.


La palette di colori va, dall'acceso rosso pomodoro al verde smeraldo dell'anguria, passando per le sfumature caraibiche dei peperoni, e infine tuffarsi nel viola melanzana.
Il pomodoro, un ortaggio forte e vitale, un colore da sempre simbolo di passionalità, ma che non rinuncia all’eleganza pur avendo una vita frenetica. Cosa indosserà, ancora il nostro orto? Le righe. Chi l'ha detto che le righe sono solo Black&White! Un'alternanza inusuale stimola la nostra creatività, accresce la nostra personalità, ci sfida ad accettare abbinamenti improbabili. L'orto è arte e in questo caso è superlativa. L'anguria striata dona all'orto freschezza e magrezza. Il frutto, e noi con lui, acquistiamo dinamismo, grazie alle linee verticali.
anguria lunga striata
Al ritmo di mambo, i peperoni sfoggiano con ironia la loro stoffa, quasi si trattasse di chiffon o raso pesante, dando un tocco divertente all'orto. La melanzana, quando la forma riesce a dare un significato semantico ad un concetto, che non potrebbe esprimersi altrimenti. Un colore, una forma, una texture che non può certo mancare nell'orto primavera-estate.
Come gran finale, celebrazione della famiglia delle cucurbitacee: le zucchine ammantate di mistero, ma non troppo, si decorano il capo con vistosi fiori giallo oro, le zucche ornamentali, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà.

Tutto questo e altro potrete ammirarlo nel mio orto quest'estate. Vi aspetto in Sardegna!

Nel gran finale, celebrazione degli abiti bianchi, con spose d’avanguardia, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà. - See more at: http://www.vogue.it/sfilate/commenti-quotidiani-alle-sfilate/2011/09/live-on-vogue-day-4#sthash.gPHwIDe1.dpuf

domenica, gennaio 19, 2014

vocazione contadina

Riscoprire la vocazione contadina.
Il boom economico ha portato via i nostri genitori, o i nostri nonni, dai campi, la nostra generazione (penso ai 30-40 enni) ci sta tornando. Chi può coltiva nel giardino di casa, altri il balcone, chi proprio non ha spazio coltiva le aiuole in città, ci si appropria di spazi pubblici. Questi sono gli orti urbani. Nascono spontaneamente, qualche volta per mano di anziani abitanti di quartieri periferici, ma sempre più spesso anche da giovani.


Ma la realtà degli orti urbani è una materia complessa, che merita di venir raccontata. Lo fanno Filippo Perfido e Michele Comi gestendo il progetto orto e mezzo, una tv, un sito, un programma televisivo su la effe, un tumblr. Tra qualche tempo anche un libro, che racconta la realtà degli orti urbani in giro per l'Italia, con una ricostruzione storica degli orti, della loro origine. Nel sito raccontano di persone che hanno deciso di coltivare un orto urbano, pubblicano tutorial su pratiche colturali, intervistano anziani proprietari di orti urbani. Organizzano incontri, fanno didattica. Con lo stesso intento didattico c'è Growtheplanet, che si occupa di orti, cibo e benessere. Una community dove si può caricare virtualmente il proprio orto, fare amicizia, scambiarsi idee e consigli, dei contadini 2.0 a tutti gli effetti. Una community inclusiva che tende ad ampliarsi con scambi di ricette, news e consigli su come stare meglio. 
Un altro progetto interessante è Miraorti. Nasce con l'intento di riqualificare un territorio dal basso, con la regolamentazione degli orti urbani spontanei, creati in zona Mirafiori. Una progettazione di orti che si inserisce in un'idea più ampia di gestione di verde pubblico e parchi. Degli orti più condivisi, viitabili, con vocazione didattica.

Crediamo in bio.
Spesso negli orti urbani si seminano piante biologiche, con metodi di coltivazione naturali, vocati al biologico. Questo fa sì che si inneschi una produzione di semi amatoriale a salvaguardia della biodiversità, a favore di una diffusione di semi senza marchi di fabbrica o brevetti.
Che dire, la trasmissione LineaVerde in tv ha sempre avuto il suo pubblico. La tv però ha il solito difetto che non si condivide, ma si subisce. Nei blog e nei social media la condivisione è immediata e spontanea, se non hai capito una cosa, puoi sempre fartela rispiegare. Quindi ben venga la conoscenza condivisa, anche quella agricola. Più persone consapevoli fanno una società progredita.



lunedì, gennaio 13, 2014

filiera corta

Alzi la mano chi ha già sentito parlare di filiera e anche di filiera corta.


In tanti. Ma chi sono quelli che riescono a fare la spesa a km0? Ci piace davvero avere un rapporto quasi esclusivo con il contadino? Forse è un idea un po' romantica? Ci sentiamo meglio se le arance che mangiamo, non sono raccolte da ragazzi malpagati e sfruttati? Io sì, francamente. Odio le zone adibite alla frutta e verdura dei grandi supermarket. Oggi ancora di più perchè tra tanta merce proveniente da coltivazioni intensive, c'è il finto biologico. Frutta e verdura che non avrà traccia di pesticidi, ma viene comunque da campi dove si coltiva sempre e solo la stessa cosa. Oltre al fatto che le aziende agricole che la forniscono sono ostaggio del pagamento del grande market. Il futuro si spera sia fatto da piccole aziende agricole biologiche che riescano a vendere i propri prodotti direttamente al consumatore.
Alzi la mano chi è stufo di sentir parlare di filiera corta e della sua importanza. 


Noooooooo, scherzate! Non ho ancora finito! Scegliere di fare la spesa seguendo il principio della filiera corta, non è una moda, ma una buona pratica diffusa, che speriamo si diffonda ancora di più. 
I G.A.S. ovvero i gruppi d'acquisto solidali, hanno contribuito alla sua diffusione, anche se non mancano voci critiche nei confronti di alcuni di essi. Anche la mia esperienza, coi G.A.S., non sempre è stata positiva. Per esempio, alcuni di essi non sempre si dimostrano solidali coi progetti degli imprenditori agricoli, ma ricercano solo il prezzo basso, o lo sconto. Ma si spera siano casi isolati, non pratiche consuete. A me piace avere dei rapporti diretti, con le persone alle quali vendo dei prodotti alimentari. Si capiscono meglio gusti, ci si scambia consigli, è più spontanea la condivisione di storie e problemi. 
Ecco, ora ho finito. Voi ci parlate con il vostro coltivatore diretto? 

domenica, gennaio 12, 2014

campagna family farming

Il 2014 sarà l'anno delle family farming, ovvero delle famiglie che coltivano vegetali, allevano animali, o pescano. Spesso, si tratta di famiglie dei Paesi in via di sviluppo, che si rivolgono alla terra per la sopravvivenza loro e della loro comunità. Si tratta di piccola agricoltura familiare, gli appezzamenti sono inferiori ai due ettari. Ma la loro diffusione è tuttaltro che irrilevante, visto che, secondo dati FAO, contribuiscono per i due terzi alla produzione alimentare mondiale.
Dal sito family farming campaign:
L'Anno Internazionale della Family farming 2014 è un'iniziativa promossa dal Forum Mondiale rurale e sostenuta da oltre 360 ​​società civili e delle organizzazioni degli agricoltori. Questa celebrazione in tutto il mondo, dichiarata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mira a diventare uno strumento per stimolare politiche attive per lo sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli basati su famiglie contadine, le unità comunali, gruppi indigeni, cooperative e famiglie di pescatori.


Tutto questo lavoro è stato fatto nell'ottica di combattere efficacemente la povertà e la fame, e la ricerca di uno sviluppo rurale basato sul rispetto dell'ambiente e la biodiversità.

Family Farming.

Il 43% della popolazione mondiale attiva è impiegata in agricoltura. La percentuale è aumentata al 53% nei paesi in via di sviluppo. Nell'Africa sub-sahariana, l'80% delle aziende sono di proprietà e vi lavora la famiglia. A livello mondiale 1,5 miliardi di case vivono di agricoltura.

Ma l'Agricoltura della famiglia è molto più di un modello di economia agricola: è la base della produzione sostenibile di alimenti, della gestione dell'ambiente e della sua biodiversità, una fontana di importanti dimensioni culturali di ogni popolo, un pilastro fondamentale nell'integrale sviluppo delle nazioni.

Le family farming devono affrontare una serie di sfide: la difficoltà di accesso alle risorse e materie prime, l'invecchiamento della popolazione e la mancanza di ricambio generazionale (abbandono della terra da parte dei ragazzi), la mancanza di commercializzazione, formazione e servizi finanziari , la volatilità dei prezzi, poca o nessuna partecipazione ai processi decisionali, ecc... Tutto questo riflette la mancanza di riconoscimento del ruolo strategico che svolge.
Il dato parla da solo: nei paesi in via di sviluppo tre su quattro persone povere, vive in aree rurali, e dipendono dall'agricoltura per la propria sussistenza. Le donne possiedono meno del 2% della terra e ricevono meno del 5% dell'assistenza tecnica fornita agli agricoltori.
La crisi alimentare, che abbiamo vissuto in questi ultimi anni, ha portato un cambiamento di tendenza, provocando un certo interesse internazionale nei riguardi delle Family farming. C'è un'occasione unica per rilanciare le family farming nel mondo.


Obiettivi.

  • Promuovere politiche a favore dello sviluppo sostenibile delle family farming attraverso l'adozione di misure e strategie concrete e operative, rendendo stanziamenti di bilancio.
  • Rinforzare la legittimità delle associazioni agricole, per rappresentare gli interessi della famiglia agricola ed essere ascoltati, e, cointeressato con la realizzazione di politiche agricole. 
  • Aumentare la sensibilizzazione della società civile e di tutti gli agenti sociali del ruolo della famiglia agricola.
  • Ottenere il riconoscimento del ruolo delle donne nelle family farming, e dei loro diritti specifici. 
  • Sostenere e difendere un'economia internazionale di prodotti alimentari sulla base di regole che favoriscono lo sviluppo e la sicurezza alimentare in tutti i paesi. 
  • Promuovere la ricerca associata con lo sviluppo rurale sostenibile dando risorse umane e finanziarie.
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