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mercoledì, gennaio 22, 2014

giardinaggio domestico

 
 

Sono in pochi a non saperlo, ma negli ultimi anni non c'è aiuola in città che non sia coltivata, è diventato normale, vedere i pomodori pendere dal balcone del vicino del piano di sopra. Intere aree di verde pubblico sono coltivate da volenterosi cittadini, l'attività dei quali prende il nome di agri-civismo. Così viene definito, il neologismo, dalla Treccani.

Agri-Civismo Neologismi (2008)
agri-civismo s. m. Impegno civico a tutela delle aree verdi urbane. ◆ Il «Bioregionalismo» - l’idea che l’urbanistica debba seguire la logica dei fattori naturali - preconizzato dal biologo Patrick Geddes, può servire da modello di riferimento urbanistico, così come l’«agri-civismo» - la possibilità di preservare le aree verdi delle città facendole «appartenere» all’abitato, quindi responsabilizzandone la salvaguardia - può generare un nuovo impegno civico.
 
Ma non è di orti diffusi, o collettivi che volevo parlare. Ma dei vostri orti in balcone o in vaso, di quei micro orti in casa che vivono in simbiosi con noi, tanto che per curarli usiamo attrezzi nati per altri usi. In un monolocale dove ho vissuto ci abbiamo portato dentro almeno due sacchi da 20 chili di terra, ne abbiamo riempito contenitori e insalatiere della cucina. Ci sono una serie di utensili per il giardinaggio domestico quali: coltelli e cucchiai che spariscono dal cassetto delle posate, piatti che diventano sottovasi, bottiglie di plastica che diventano innaffiatoi, portauovo di cartone che si prestano da semenzaio. Per non parlare dei semi in dispensa, io quest'anno ho seminato le lenticchie che avrei dovuto mangiare a capodanno! Questa primavera userò invece i semi di lino che ho in dispensa per il pane. Ma ho letto che tengono lontana la dorifora dalle patate, quindi il lino mi aiuterà nell'orto.
Il sito “Fatti per Coltivare” descrive il progetto di Simone Simonelli e Stefano Citi. Gli stessi, così descrivono il loro progetto:

Noi vogliamo aprire una finestra su questo mondo. Vogliamo creare un bacino di informazione aperto a tutti. Per usare la terminologia informatica, un sistema open source, cioè di partecipazione diretta dell’utilizzatore. Un luogo che raccolga un vasto assortimento di tecniche, metodi ed istruzioni sul come costruire ed utilizzare certi utensili specifici per il giardinaggio domestico. Siamo interessati a conoscere i vostri utensili da giardino, gli oggetti ai quali siete più affezionati, autoprodotti, costruiti o ereditati da vostro padre, quel vecchio cucchiaio che usa la nonna per i gerani, quella bottiglia di plastica forata che fa da perfetto annaffiatoio.

Se parliamo di utensili ereditati, a me son capitate le pistole di legno d'ulivo per fare le postarelle per seminare, ma vanno bene anche per il trapianto delle piantine.

Voi avete degli oggetti di casa che prestate alla voglia di giardinaggio?

sabato, gennaio 18, 2014

come possiamo usare le bacche di mirto?

Vorrei trovare un'idea travolgente che abbia la stessa forza delle plastiche di Burri. Oppure coltivare degli ortaggi così buoni, che chi li mangia diventa buonissimo. Trovare un modo di coltivazione che rivoluzioni l'agricoltura mondiale. Mentre penso a come svoltare la mia carriera di bracciante agricola, mi capitano per le mani tre chili di bacche di mirto.

fresche e profumate bacche di mirto

Ci vorrebbe un idea rivoluzionaria, trasformare queste bacche in qualcosa che la gente non ha mai visto, in un qualcosa al quale non si possa rinunciare. Una cosa bella da vedere, e buona da gustare. Una cosa che faccia conoscere, la Sardegna, al mondo intero. Che se ci sono un tedesco, uno spagnolo e un milanese e tu dici mirto, il milanese pensa subito alla Sardegna, ma anche il tedesco eh! 
Oppure mi affido alla tradizione vecchia di un secolo e faccio il liquore di Mirto, ma lo chiamo M'orto, o Mirt'orto? Perchè la campagna c'entra sempre.
Crescerà anche spontaneamente, l'arbusto, ma ci vuol sempre qualcuno che lo raccolga, il frutto. Esiste un attrezzo per facilitare la raccolta del mirto, alcuni utilizzavano un modo un po' barbaro per raccoglierlo. Tagliavano i rami, gli lasciavano seccare per due giorni, poi bastava scuoterli per far cadere le bacche nelle ceste. Ma io no, io li raccolgo con questo attrezzo.


Pettina le foglie, ma cadono solo le bacche. Dopo averle raccolte le portiamo a casa e le laviamo per bene. Ma non starò mica qua a scrivere la ricetta per filo e per segno! Il mirto, in Sardegna, si fa in casa, per uso familiare e amicale. La ricetta è scarna, tradizionale e scarna, meglio se fotocopiata dal quaderno della nonna.
  • 700 g. di bacche di mirto
  • 1 L. di alcool
  • 1 L. e mezzo di acqua
  • 600 g. di zucchero (se ne possono usare anche 500 g. dipende dai gusti)
Mettete a macerare le bacche di mirto nell'alcool per 40 giorni. Mettetevi un promemoria, oppure scrivetelo nel calendario. Passato questo tempo fate bollire l'acqua, scioglieteci dentro lo zucchero, fatela raffreddare. Filtrare l'alcool e aggiungetelo all'acqua zuccherata, ormai fredda. Conservate al riparo da sguardi ingordi, per almeno dieci giorni. Ora potete berlo!

bacche di mirto macerano nell'alcool

Ho estratto i semi da alcune bacche e gli ho seminati in semenzaio, vi faccio sapere se crescono. Ma se vi dico mirto a cosa pensate?



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