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giovedì, febbraio 22, 2018

Come la pianta comunica la malattia?

Molte delle malattie che colpiscono le nostre piante possono essere combattute, ma è importante riconoscere i sintomi. Come la pianta comunica la malattia?

Il successo della coltivazione delle nostre piante, e del nostro raccolto, è dato in parte anche dal modo con cui teniamo sotto controllo le avversità e le malattie a cui le piante possono andare incontro e che possono annullare le più attente cure colturali.
afidi e larva di lepidottero (a destra)

Sintomi

In ogni fase della loro crescita le piante sono soggette a stress, di natura ambientale, troppo sole o troppo poco, acqua e terra (eccesso o carenza di alcune sostanze). Il fatto che le piante non parlino è un grosso problema per capire cosa le affligge per questo è importante osservarle bene. Vigilare sullo stato di salute delle foglie e del fusto è fondamentale per cogliere i primi sintomi.
Controlliamo sempre se mantengono il loro verde uniforme, se si arricciano oppure se presentano macchie, di qualsiasi colore esse siano.
Chiediamoci  quali foglie sono arrotolate, le vecchie, le nuove o tutte? Si arrotolano verso l'alto o verso il basso? La pianta presenta altri sintomi di stress in altre parti, come il fusto o i frutti?

Nomi principali alcune malattie

Le principali e le caratteristiche di alcune malattie delle piante sono:

  • mal bianco (oidio) malattia crittogamica, vegetazione pulverulenta biancastra
  • ruggine masserelline, polvere tra il giallo e il marrone
  • fumaggine (occhio di pavone) strato di materiale nero sulle foglie
  • marciume i tessuti perdono la loro consistenza normale
  • il mosaico perdita o modificazione di colore delle foglie
  • clorosi perdita irreversibile del pigmento degli organi verdi
  • mine gallerie che gli insetti scavano nello spessore delle foglie

L'azione degli insetti fitofagi

Fra gli agenti dannosi di natura animale primeggiano gli insetti, che appartengono all categoria dei fitofagi, termine che significa letteralmente "mangiatori di piante". Aggrediscono la pianta sia in ogni loro stadio di sviluppo, dal larvale allo stato adulto di insetto completo, crescono proprio nutrendosi grazie alla pianta che aggrediscono. Gli ordini più comuni sono:

  1. lepidotteri sono farfalle da adulti ma fameliche larve, tra questi abbiamo i minatori, i rodilegni e le nottue che mangiano durante le ore notturne
  2. coleotteri alcuni raggiungono notevoli dimensioni, hanno ali, rivestimenti rigidi e scavano gallerie negli organi legnosi
  3. emitteri i più conosciuti afidi riuniti in colonie e molto numerose, le cocciniglie e le cimici
  4. ditteri da adulte sono mosche con due ali, da piccole sono larve che si insinuano nella polpa delle ciliegie, o delle olive
  5. imenotteri vespe e formiche
  6. ortotteri questa è facile, son le cavallette, divoratrici di molti tipi di vegetali

Una distinzione fondamentale tra questi insetti riguarda il modo in cui si nutrono per intraprendere la giusta lotta contro di essi. Alcuni sono dotati di apparato boccale masticatore (larve di lepidotteri, larve di coleotteri, di ortotteri ecc.) con il quale lacerano i tessuti vegetali, altri hanno un apparato succhiatore e penetrano all'interno delle cellule risucchiando la linfa (afidi e cocciniglie), altri hanno un apparato lambente-succhiatore come gli adulti di farfalle o gli adulti di mosche. Quindi per combattere gli afidi dobbiamo usare un materiale a contatto, che agisca direttamente sul corpo dei fitofagi. Altri animali dannosi son le lumache e le limacee forti divoratrici di tessuti teneri sui quali poi si insediano agenti patogeni.

I visitatori non dannosi

Non tutti gli insetti visitatori dell'orto sono dannosi e quindi da cacciare via, alcuni sono utili e ci aiutano nella lotto contro i "divoratori". I più comuni sono le graziose coccinelle, simbolo della primavera al pari della rondine, sono divoratrici di afidi. Poi abbiamo la crisope, il coleottero Rodolia cardinalis, e la formica rossa. Fra gli uccelli il picchio, le rondini e gli altri volatili carnivori, come i pipistrelli. Da tenere nell'orto abbiamo ancora il rospo, il porcospino e la lucertola, per non parlare del lombrico che arieggia il terreno e lo fertilizza.

coccinella pronta a mangiare colonie di afidi

Un caso: fisiologico arrotolarsi delle foglie verso l'alto.

Foglie arricciate verso l'alto, foglie appassite, ingiallite, o che cadono. Le foglie di pomodoro si arricciano verso l'alto per diversi motivi: stress ambientale, infezione virale o danneggiamento da erbicida. Le cause sono: ecessiva umidità e azoto, calore, siccità, forti potature, danni alle radici o uno schok da trapianto. Inizialmente i sintomi sono evidenti nelle foglie della parte bassa del fusto, per propagarsi poi alle altre. Le foglie si presentano arrotolate, della consistenza del cuoio ma di un bel colore verde uniforme e salutare.
Questa condizione può verificarsi in qualsiasi momento della crescita, usualmente si verifica quando dalla primavera si passa all'estate. La buona notizia è che questo non influisce sulla produzione di frutti e sulla crescita della pianta. Un problema fisiologico, non una vera malattia quindi.
Quando il problema è fisiologico più che rimediare possiamo prevenire. Controllare lo stato di salute delle giovani piantine prima del trapianto, mantenere un giusto grado di umidità del terreno. Evitare di fertilizzare troppo, non danneggiare le radici e non praticare drastiche potature può essere la strada giusta per prevenire l'arricciamento delle foglie.
Eliminare la causa di stress è molto importante per la nostra pianta. Una pianta stressata è soggetta ad ammalarsi a cadere vittima di malattie fungine (peronospera, septoriosi, cladosporiosi)

Rimedi

Prima di ricorrere a antiparassitari esistono una serie di accorgimenti per limitare o escludere l'attività di agenti patogeni.

  • Arieggiamento si tratta di spaziare tra loro le piante in modo da lasciare libero accesso alla luce e all'aria limitando la permanenza di umidità tramite la quale si sviluppano malattie come la ruggine, il mal bianco le peronospera. Si limita anche la presenza degli insetti.
  • modalità di semina scegliere con cura il tempo di semina, basta infatti che le piante superino il periodo del primo sviluppo quando i patogeni non sono attivi, o sono poco aggressivi
  • lavorazione del terreno è utile per allontanare i germi della precedente coltivazione e per creare condizioni sfavorevoli alla proliferazione o sviluppo di insetti dannosi. Sistemare poi il terreno per agevolare lo sgrondo delle acque
  • irrigazione deve essere equilibrata per far avere alla pianta il giusto ritmo di sviluppo e mantenere integro l'attività dell'apparato difensivo di cui la pianta è naturalmente dotata
  • rotazione colturale tecnica vantaggiosa negli orti, impedisce il proliferare, nel terreno, di patogeni specifici per determinati vegetali. No patate sempre nello stesso posto.
  • rispetto degli organismi utili è il concetto cui si ispira la lotta biologica ai fitofagi, si tende allo sfruttamento positivo dei rapporti antagonistici esistenti in natura tra i diversi organismi.

Siamo vigili nel nostro orto, cogliamo ogni segnale delle nostre piante per poter agire tempestivamente e direttamente contro gli elementi patogeni.

giovedì, febbraio 15, 2018

coltivare per risparmiare? sì può fare

Il lavoro all'orto richiede tempo e costanza, il nostro tempo e la nostra costanza a voler coltivare gli ortaggi che mangeremo.

Tutta questa fatica conviene, ci fa risparmiare dei soldi sulla spesa? Sì, il risultato è cibo sano e qualche soldo in più nel portafoglio!

cavolo verza

Costo irrisorio dei semi

Le bustine di semi sono davvero economiche, costano dai 50 cent. di un semi convenzionale ai 2 euro di un seme biologico. In ogni bustina ci possono anche essere più di cinquanta semi, che si traduce in rispettive piantine. Ci si può affidare anche allo scambio di semi, in rete si trovano molte associazioni che per tutelare la biodiversità preservano e scambiano semi.
Se, per esempio, consideriamo i pomodori da sugo, ogni pianta nei mesi di luglio e agosto ci darà 2 kg. di frutti a settimana circa, a giugno la produzione è più bassa, ma con due o tre piante abbiamo i pomodori per tutta l'estate. 
L'importante è non strafare, è facile farsi prendere dall'entusiasmo e voler coltivare di tutto e di più, ma dobbiamo dare la priorità a quelle colture che ci danno molti frutti con meno lavoro, oppure quelle colture che durano nel tempo, come zucche, patate e fagiolini. Dopo il primo anno di lavori all'orto avrete imparato anche voi a conservare i semi dai vostri frutti.

Acqua sì, ma piovana

L'acqua a costo zero è l'acqua piovana, per usarla ci attrezziamo di vecchie botti di legno oppure di moderni depositi d'acqua di plastica ai quali collegheremo una gomma, oppure possiamo servirci di secchio o innaffiatoio se il nostro orto non è molto grande. Bisogna cercare di innaffiare il meno possibile quindi è buona pratica usare la pacciamatura con paglia o foglie secche. Innaffiate al mattino presto per evitare che l'acqua evapori in fretta, oppure innaffiando la sera che ristagni e favorisca il diffondersi di muffe e funghi.

raccolto di pomodri

Usa la natura per concimare

Un concime economico è senza dubbio il compost fatto da noi. Quando facciamo il grande passo verso la coltivazione fai da te dedichiamo una zona dell'orto al compostaggio. Alcuni Comuni offrono sconti e attrezzature per chi vuole compostare in proprio. Se abbiamo dei piccoi allevamenti nelle vicinanze possiamo chiedere del concime maturo, non a prezzi esagerati. Coltiviamo i legumi che fissano l'azoto nel terreno, e verrà poi usato da altre piante. Servendoci delle consociazioni possiamo ottenere buoni raccolti senza usare antiparassitari.
Per approfondire: come compostare a casa

L'ingrediente segreto

In molte ricette l'ingrediente segreto spesso è: due foglie di basilico, oppure un rametto di rosmarino, una foglia di salvia, o il prezzemolo tritato. Le erbe aromatiche sono un ingrediente fondamentale delle nostre ricette.
Quante volte ci capita di comprare il basilico, il rosmarino o il prezzemolo? Le aromatiche sono quelle più costose se comprate al supermercato e sono anche le piante che crescono senza bisogno di tante cure pure in balcone. Perciò diamoci dentro e compiamo questo piccolo passo verso la coltivazione per fare un grande passo verso il risparmio.

La qualità non ha prezzo

Che prezzo vogliamo dare alle verdure prodotte da noi e sicuramente più saporite di quelle del super mercato? Vogliamo conteggiare anche il divertimento e il benessere fisico per le ore passate all'aria aperta, in compagnia delle nostre piante? Tutte queste cose sono di certo un guadagno per noi, oltre che un risparmio economico. Non dimenticamoci che l'orto può anche essere una scusa per socializzare.

venerdì, febbraio 09, 2018

10 pomodori incredibili da coltivare

Ecco un elenco di 10 varietà di pomodoro che incontrano i gusti di tutta la famiglia, dal costoluto per insalata, al perino giallo, passando per il San Marzano.

Quante volte ci siamo detti: "Ah se Colombo fosse morto in mezzo al mare, insieme a tutto l'equipaggio delle tre caravelle!" Forse sarebbero passati altri milleecinquecento anni prima della scoperta delle Americhe.
Le cose sarebbero andate diversamente, gli indiani sarebbero ancora vivi, le popolazione del centro e sud america pure, Trump sarebbe nato e cresciuto in Germania!
Andata cone è andata, dal 1700 coltiviamo pomodori in Europa, ma può anche essere che tu non li abbia mai coltivati e hai deciso di farlo quest'anno.

10 pomodori

Costoluto di parma

Il costoluto di Parma anche detto Riccio di Parma o anche Riccio Grosso o Rosso Grosso, fa la sua prima apparizione nei primi anni del secolo scorso, quando nel podere dei fratelli Cerdelli si mischiarono alcune varietà di pomodoro con la Nizzarda, prima varietà coltivata nel parmense. Negli anni successivi, il costoluto, divenne la varietà più diffusa nel centro-nord per la conserva.
Il costoluto di Parma è una varietà medio-precoce, una pianta vigorosa e alta, molto produttiva. I frutti si presentano in gruppi di due o tre appena schiacciati ai poli, belli rossi e grossi adornati da costolatura irregolare, pochi semi e molta polpa. La coltivazione di questa varietà era molto diffusa nelle province di Parma, Piacenza fino agli anni '60/'70 quando l'avvento delle macchine agricole e l'industrializzazione dell'agricoltura le ha fatto preferire varietà differenti. Negli ultimi anni si sta riscoprendo la coltivazione di questa varietà rimasta nel cuore e nel palato di orticoltori locali.

Costoluto genovese

Il costoluto genovese è una varietà dal frutto grande possono pesare anche 150 grammi e più, presenta coste irregolari, è adatto a insalate e salse, coltivato tipicamente nella riviera ligure. Si tratta di una varietà precoce (75 gg.), si trapianta con l'arrivo della bella stagione, la pianta è rigogliosa quindi ha bisogno di scacchiatura (tagliare ricacci ascellari) si consiglia di cimare dopo sei palchi floreali, per evitare che cresca in modo indeterminato, caratteristica di questa varietà.

Canestrino di Lucca

Il Canestrino di Lucca è una vecchia varietà che negli ultimi anni sta vivendo una riscoperta da parte dei coltivatori grandi e piccoli grazie alla sempre crescente attenzione, da parte dei consumatori, verso varietà locali e autoctone di pomodoro, è coltivato maggiormente nelle province di Lucca e Pisa. Il pomodoro Canestrino si coltiva bene anche in vaso, questi devono avere un diametro di 18-24 cm. Il terriccio è così composto: substrato a base di torba, fibra di cocco, pomice, perlite o miscugli di questi materiali. Il Canestrino si presenta con la forma a cestino, una polpa soda e non acquosa, pomodoro zuccherino, presenta una marcata collettatura verde e una pronunciata costolatura, ogni pianta produce 4,5 kg.

Il chilo della Garfagnana

Come il nome lascia presagire i frutti di questa varietà possono arrivare al chilo, sono anche detti bistecche perchè si taglia a fette e la polpa è soda e con pochi semi. Sono originari della zona tra il nord della Toscana e l'Emilia, detta appunto Garfagnana Il chilo della garfagnana, oltre ad essere enorme, è costoluto con una colorazione tra il rosa e il rosso quando arriva a maturazione, la buccia compatta. Resiste bene a irregolarità irrigue, non necessita frequenti innaffiature, si può coltivare in zone pedemontane o al Nord della penisola italiana, non per questo però va trascurato, anzi meglio concimiamo migliore sarà il nostro raccolto. Non è precoce ma nemmeno tardiva, la produzione migliore si ottiene tra Luglio e Agosto. Riuscire a metter via dei semi, per l'anno seguente, non è facile, ma non impossibile.

Il principe borghese

Il principe borghese è un pomodoro a grappolo da appendere e conservare in un posto fresco per tutto l'inverno, la resa a pianta è di circa 4-5 kg. Questa varietà arriva a maturazione dopo 90-120 giorni dal trapianto che si effettua ad Aprile, predilige zone soleggiate al riparo da venti. I frutti possiamo definirli a forma di goccia al contrario con in cima una puntina di colore rosso intenso. Prima del trapianto è bene concimare con sostanza organica, il terreno deve essere fertile, fresco e ben drenato, se compriamo varietà indeterminata abbiamo bisogno di tutori a cui legare la pianta, per quelle determinate no. Con questo pomodoro possiamo fare ottime salse o colorate insalate.

semina di principe borghese

Il cuore di bue

Il cuore di bue è un pomodoro dalla tipica forma a cuore e di grandi dimensioni (200-300 gr.), adatto a piccole produzioni di autoconsumo, diffuso in orti di famiglia è un prodotto di nicchia. Non è uniforme nel ciclo produttivo questo lo rende poco adatto alla commercializzazione di massa assieme ad altri difetti come, la buccia fine che lo rende fragile nel trasporto, una volta raccolto dura poco. I frutti sono di colore rosa-rosato, quelli più grandi presentano costolatura più visibile, hanno molta polpa e pochi semi. La pianta cresce in modo indeterminato quindi ha bisogno di tutori e di venir cimata, il ciclo è tardivo. La selezione più conosciuta è il cuore di bue ligure anche conosciuto come pomodoro di Albenga, i frutti sono più piccoli ma più regolari.

Il datterino e il ciliegino

Il datterino e il ciliegino sono varietà che producono frutti a grappolo, il primo a forma di dattero o oliva, i secondi anche detti cherry sono rotondi.
Queste varietà si adattano bene a una coltivazione in vaso, se parliamo di campo, si adattano a ogni tipo di terreno, neutri acidi o alcalini, dando risultati diversi. Le varietà possono essere determinate e indeterminate, in questo caso bisogna sostenerle con tutori e cimarle dopo il sesto palco di fiori.
Rispetto ai pomodori da mensa o ai costoluti la concimazione, l'irrigazione e l'allevamento sono diverse, ma come tutti gli altri sviluppano meglio in climi caldi. I trapianti sono da farsi nel mese di Aprile, la semina in ambiente protetto a Febbraio-Marzo, arriva a maturazione a fine Giugno-Luglio. Entrambi i frutti di queste varietà sono buoni da consumarsi in insalata o in salsa.

Il camone

Il pomodoro camone, originario del sud Sardegna, dove venne introdotto intorno agli anni '80 per resistere ad attacchi fungini, ha forma sferica regolare di piccola pezzatura, è caratterizzato dalla sua croccantezza, se ne apprezza di più il gusto, acidulo, mangiandolo crudo. Il colore va dal verde della zona chiamata spalla al rosso-arancio, dopo la raccolta può durare fino a 15-20 gg. I semi non sono facilmente reperibili, quelli in commercio si chiamano Kamonium, i frutti prodotti sono abbastanza simili al pomodoro camone che si trova in commercio. Ma secondo esperienze di vari orticoltori per hobby, il camone ottenuto nell'orto di casa non è come quello del sud Sardegna che è coltivato in serra e irrigato con acqua salina proveniente da pozzi naturali.

Il san marzano

Il san marzano è la varietà italiana coltivata soprattutto in Campania, tra Nocera, Sarno e San Marzano, ma conosciuta in tutto il mondo, i frutti sono di forma allungata irregolare, buccia fine e dal colore rosso vivo. Anche in questo caso la pianta va tenuta dritta coi sostegni, ma se si vuole la si può lasciare allungare a terra, ma rischiamo di perdere frutti per marcescenza. La pianta è vigorosa, procuce molte femminelle che vanno tolte per far si che la pianta si concentri sui frutti. Trapiantata in Aprile i frutti arrivano a maturazione a Luglio-Agosto, i san marzano maturi sono di un bel rosso vivo. Come tutte le varietà di pomodoro anche questa richiede concimazione, per avere frutti al massimo. Rimane la varietà migliore per salse, conserve e concetrato.

Il yellow submarine/perino giallo

Il perino giallo, simile a un sommergibile, per questo il nome yellow submarine, ha una forma a pera ed è di colore giallo anche quando arriva a maturazione. Molto produttivo e resistente produce frutti a grappoli, il sapore è dolce e poco acico, cresce in modo indeterminato, ricordiamoci di legare la pianta a un sostegno. Riesce un po' ovunque, possiamo seminarlo in semenzaio a Febbraio-Marzo e trapiantarlo da Aprile a Giugno, cresce anche in balcone.

Il pomodoro nero

Per far si che il nostro orto, o balcone, siano colorati dopo il pomodoro giallo possiamo seminare anche quello nero. Possiamo scegliere tra la varietà black cherry, nero di Crimea e sunblack . Sono pomodori dal gusto intenso e dalla forte presenza di licopene, un pigmento antiossidante presente in varia misura in tutte le varietà di pomodoro. Il nero di Crimea ha bacche di grandezza media un po' schiacciate dal peso si 100-150 gr. i black cherry invece sono i classici a grappolo, sferici e piccoli. Si coltivano come gli altri pomodori, anche questi si possono trapiantare in vaso se non abbiamo un orto, dobbiamo cimare se sono a crescita indeterminata, concimare e sfeminellare.

Queste sono i miei 10 pomodori incredibili da coltivare, qualsiasi varietà tu scelga, buon raccolto!
Per approfondire: come ottenere i pomodori più buoni

giovedì, febbraio 01, 2018

come portare l'orto in balcone

Se vuoi sapere come fare l'orto in balcone, leggi le righe seguenti e troverai alcuni suggerimenti utili.

C'è chi pensa che i lavori all'orto si svolgono da Aprile ad Ottobre, niente di più sbagliato. Il mese più intenso per un contadino è Gennaio, il mese in cui si inizia a lavorare sognando. Se anche tu, come me, sogni di avere un orto dai confini infiniti dove coltivare ortaggi, ma a disposizione hai solo il balcone di casa, questo post fa per te.
Non pensare che le dimensioni siano tutto, puoi coltivare le tue verdure nei vasi sul balcone, o in due o tre bidoni in veranda, io lo faccio tutti gli anni, con cinque piante puoi avere i pomodori da insalata per una famiglia di quattro persone.


il prezzemolo è sempre utile

Come portare l'orto in balcone.

Prima di tutto informati sulla portata del tuo balcone, il peso massimo che può ospitare perchè non vogliamo che al piano di sotto si ritrovino con un orto che non hanno voluto, se siamo al piano terra non c'è nessun problema. Prendi nota delle caratteristiche climatiche della tua zona, il risultato sarà migliore se semini nel periodo giusto dell'anno, per ogni pianta scrivi di quali elementi nutritivi ha bisogno per crescere bene. Per il resto serve il sole, per almeno sei ore al giorno, e acqua.

Verifica l'esposizione del tuo balcone, se il tuo balcone è esposto a Nord le piante prenderanno meno sole e avranno bisogno di un terriccio altamente drenante per evitare ristagni, a Sud le tue piante avranno tutto il sole di cui hanno bisogno ma dovrai stare attento a tenerle sempre ben irrigate.
Per non farti scoraggiare da piccoli errori è un buon inizio dedicarsi a poche piante, o provare con alcune facili colture, come le insalate o i pomodori.

1. lista delle piante ovvero dei semi
Mettiti comodo e fai una lista delle verdure che sei o siete soliti consumare d'estate, quelle che ti piacciono di più, nella scelta ricordati che devono adattarsi a crescere in vaso. Le zucche e le zucchine hanno bisogno di tanto spazio e tanta terra, in balcone non crescono bene. Ma ce ne sono tante altre che invece crescono anche in vaso: pomodori, peperoni e peperoncini, insalate, fagioli e piselli, le melanzane, le carote, senza dimenticare le aromatiche solo per citarne alcune, non dimenticare gli spinaci.
Compila una lista delle piante che vuoi e quante ne vuoi, decidi tu se vuoi partire dai semi e avere il semenzaio, oppure compra le piantine pronte al trapianto, compra semi di buona qualità, biologici possibilmente.
Può essere utile leggere: Come costruire un semenzaio

2. i contenitori
Forma, dimensione e materiale sono le tre caratteristiche da valutare quando si acquista un vaso. Potete anche lavorare di fantasia e scoprire dei vasi in oggetti di uso quotidiano, un vecchio bidone, uno stivale di gomma, un lavabo inutilizzato. La loro misura deve essere adeguata allo sviluppo delle piante che pensiamo di coltivare.
 Abbiamo bisogno di vasi, vaschette tutti alti da 30 centimetri fino a 50 e oltre, con il sottovaso. Devono essere bucate sul fondo per consentire il drenaggio dell'acqua in eccesso, ma il foro deve essere protetto da sassi o cocci per evitare che venga ostruito dalle radici.


la mia vasca in veranda

3. il terriccio.
Vuoi ancora sapere come fare l'orto in balcone? Il terriccio è fondamentale per la crescita delle piante. In commercio puoi trovare diversi prodotti in vendita, dal terriccio universale a quello specifico che va bene solo per alcune piante. Puoi comprare un terriccio universale al quale aggiungerai: due parti di torba, due di sabbia e una parte di terriccio concimato, bisogna pensare a una pacciamatura finale per limitare l'evaporazione. Al terriccio così preparato bisogna aggiungere del concime, se conosci qualcuno che fa il compost, o del concime naturale puoi usare anche questi.

4. l'invasatura
Ora che abbiamo acquistato i nostri vasi e le nostre piantine siamo pronti per il trapianto. Non sei obbligato a comprare le piantine, puoi scegliere di partire dal seme e crearti il tuo semenzaio.
Torniamo ai vasi, per un miglior deflusso dell'acqua sistema, sul fondo dei vasi, dei cocci o dell'argilla espansa. Poi riempili per tre quarti con il terriccio preparato o acquistato. Le piantine pronte al trapianto vanno inumidite, quando abbiamo stabilito la posizione migliore per loro e la distanza dalle altre, vanno estratte con la loro zolla di terra e messe nel contenitore stabilito. Ora si aggiunge dell'altro terriccio e si rassoda con una leggera pressione, fra il bordo del vaso e la terra lasciamo un margine di due cm. per evitare fuori uscite d'acqua. Innaffiamo subito dopo il trapianto.

Ora non ci resta che curare le nostre giovani piante sperando ci diano tanti buoni frutti! Io adoro coltivare, per tanti motivi, è rilassante mettere le mani nella terra, mangio verdure fresche e altmente nutritive e riesco pure a risparmiare. Tutti vorrebbero mangiare cibi più freschi e salutari, ora è arrivato anche il tuo turno, ogni giorno imparerai qualcosa di nuovo sulla coltivazione.
Se il balcone non dovesse più bastarti puoi coinvolgere i tuoi vicini di casa e decidere di coltivare il tetto.

puoi vedere anche: 50 metri quadri posson bastare


lunedì, febbraio 08, 2016

10 passi per la sostenibilità alimentare

Carciofi, carciofi, carciofiii!  Carciofi da mangiare crudi!
Cinque euro la cassa! Carciofi belli!!
Carciofi belli una cassa 5 euro!
La voce microfonata entra nelle case con le finestre aperte e comunica l'imperdibile occasione! Se sei in altre faccende affaccendata le verdure te le porta il contadino fino alla porta di casa, anche senza la app!
Scegliere di fare la spesa presso coltivatori locali di prodotti biologici è uno dei passi da fare verso la sostenibilità alimentare.

In quanti facciamo la spesa il fine settimana? Lasciamo al week-end il provviggionamento dei viveri che ci serviranno per il resto della settimana, tutto nei soli due giorni che sarebbero di riposo. Ma la spesa, si sa, può essere anche divertimento, soprattutto se la facciamo presso i mercati biologici con frutta e verdura fresca di qualità.
Gennaio finalmente è finito e possiamo ricominciare a spendere! Se ci siamo nutriti con pane e acqua per tutto il mese è arrivato il momento di soddisfare il nostro palato. In molte città si svolgono i mercati biologici, i contadini allestiscono bancarelle e gazebo coi loro prodotti.
Nove ore di fuso orario separano la Sardegna dalla California, ma i mercati dei fruttaroli ci sono anche  a San Francisco, il sabato, c'è ne uno di produttori agricoli e non solo, panettieri, casari e pescatori, non manca nemmeno la pasta fresca. Il mercato è organizzato e gestito dal CUESA (Centro per l'educazione urbana all'agricoltura sostenibile). La loro missione, si legge nel sito, è promuovere il cibo sostenibile attraverso le operazione svolte presso il Ferry Plaza Farmers Market e il loro programmi educativi.

Farmers market - Ferry Plaza

immancabili broccoli - Ferry Plaza
cavolo romanesco


O Regina Reginella quanti passi devo fare per raggiungere il tuo regno?
Ne bastano dieci per raggiungere il regno della sovranità alimentare.
1. Compra prodotti freschi e di stagione. Privilegia materie prime come farina, verdure, uova ecc. Più cose prepari da te, più basso sarà il tuo impatto sull'ambiente.
2. Serviti il meno possibile dalla Grande Distribuzione, perché sfruttano i produttori, inoltre i prodotti non sono freschi e hanno molti chilometri sulle spalle. Così eviterai di riempirti la casa di imballi inutili.
3. Non farti ingannare dai prodotti in offerta e fuori stagione, non sono sani e sono ambientalmente insostenibili. 
4. Non comprare merci delle multinazionali che ingrassano chi specula sull'agricoltura.
5. Se non espressamente indicato dal tuo Comune, l'acqua del rubinetto è buona, bevi quella. Zero chilometri, zero plastica, zero speculazioni.
6. Privilegia la filiera corta, serviti di prodotti freschi direttamente dal contadino. Prediligi prodotti biologici e alla spina.
7. Cerca di costruire un rapporto di fiducia coi produttori, organizza gruppi d'acquisto coi tuoi vicini di casa, o coi tuoi colleghi d'ufficio.
8. Se consumi prodotti provenienti da paesi diversi dal tuo, come zucchero, caffè, te, scegli quelli del commercio equo e solidale. 
9. Informati e ricordati che mangi tre volte al giorno e fare la spesa è una scelta politica.
10. Coltiva tu stesso il tuo cibo!

Non è difficile coltivare da se almeno qualche insalata oppure le spezie, bastano un vaso, della terra e qualche seme, il resto lo fanno la luce e l'acqua.
Hai gia costruito il tuo semenzaio?


sabato, gennaio 16, 2016

7 strumenti che non devono mancare nel tuo orto

I 7 strumenti indispensabili per lavorare la terra. Abbiamo deciso di coltivare verdure in un aiuola nel cortile di casa ma non sappiamo da dove iniziare? Ecco un elenco degli strumenti che non devono mancare nel tuo orto.

A proposito di strumenti, chi non piace la musica! Vi ricordate con nostalgia le serate in saletta prove a suonare uno strumento? Avete voglia di riprendere in mano la chitarra, il basso o forse la batteria? Se suonavate lo xilofono va bene anche quello, l'importante è suonare! Soprattutto perchè la musica piace anche alle piante e agli animali, se avete un pollaio potete usare una radio per spaventare le volpi. Dovete tenere una radio a pile appesa nel pollaio sintonizata sulla vostra stazione preferita e assicurarvi che trasmetta 24 ore su 24, nessuna volpe o altro animale selvatico si avvicinerà sentendo delle voci, le galline invece balleranno tutta la notte, mettendo fine, una volta per tutta, al detto "vai a dormire con le galline".

Oltre alla radio, nel nostro orto non devono mai mancare alcuni attrezzi utili per compiere le nostre azioni quotidiane. Ecco un breve elenco di alcuni strumenti basilari da avere:

  • vanga per rivoltare la terra. La vanga veniva usata per rivoltare la terra, operazione che veniva ripetuta più volte l'anno, ma da quando si è scoperto che la fertilità risiede nei primi dieci centimetri di terra si è smesso di praticare la vangatura. Si può usare la vanga per incorporare letame o compost alla terra;
  • rastrello per appianare il terreno, raccogliere foglie o erba sfalciata, togliere sassolini;
  • forca per impiccarsi se il raccolto va male, scherzo perbacco, Dio non voglia! Anche detto forcone serve a spostare cumuli di fieno o altri sfalci d'erba secca;
  • zappa per smuovere la terra per togliere erba indesiderate, tracciare solchi, rincalzare piante, dissoterrare tuberi (patate) o anche solo per appoggiarsi al manico e ammirare il nostro orto compiaciuti;
  • cesoia o buone forbici per potare o tagliare piccioli di frutti maturi;
  • innaffiatoio a doccetta per innaffiare, compriamolo pensando al fatto che lo dobbiamo anche sollevare quando é pieno d'acqua. Se il nostro orto é grande possiamo attrezzarci con un tubo di gomma, o con altri sistemi d'irragazione, come quello a goccia per esempio;
  • uno spruzzino per spruzzare d'acqua i semenzai e tenere la terra sempre umida fino al germogliare dei semi.
Ogni attrezzo dovrà essere proporzionato alle nostre dimensioni, nel senso di altezza e peso, ma anche alle dimensioni dell'orto. Gli attrezzi diventano piccoli se avete da coltivare vasi in terrazzo e più grandi se avete da coltivare il cortile dietro casa, se poi volete esagerare compratevi un trattore, oppure dedicatevi a metodi di coltivazione che non prevedano l'uso di attrezzi, se non minimo, come il sinergico.
Solitamente, gli attrezzi da giardino hanno i manici di legno vanno perciò immersi nell'acqua per qualche ora in modo che il legno si gonfi e trattenga il pezzo in metallo. Non lasciamoceli tutto il giorno perchè il legno potrebbe marcire e addio zappa! Prima di comprare un tipo di zappa o vanga informiamoci dai nostri vicini di terreno su quali siano le più usate, perchè ne esistono di diversi tipi a seconda del tipo di terreno. Vanga a punta per terreni compatti, per esempio.
Attrezzi accessori sono: guanti, marsupio (anche se fuori moda), filo per tirare linee dritte, canapa o raffia per legare le piante ai tutori.

L'argomento attrezzatura da giardino non può certo esaurirsi qua, esistono molti tipi di vanga, zappa, rastrello eccetera, non ci resta che fare un giro nei negozi di giardinaggio e trovare il nostro, sempre se non l'avete già trovato!


giovedì, ottobre 23, 2014

come iniziare a coltivare il proprio cibo

Coltivare verdure è considerato dai più, un passatempo da anziani o da pensionati, ma negli ultimi anni si sta rivelando uno sbocco lavorativo per molti e un modo per risparmiare sulla spesa alimentare per tanti.  

Coltivare significa mangiare verdure fresche ogni giorno, ricche di sostanze nutritive, quindi più sane e più buone. E si sa, "chi magna bene nu more mai!"
In quanto coltivatrice di cassette di legno in veranda, e di un metro quadro di terra fuori casa, posso vantare una certa autonomia alimentare. Quando si prova l'emozione di raccogliere il proprio cibo, non si può più tornare indietro.

alcune varietà che coltivo

Primi passi nell'orto

Con pochi strumenti è possibile crearsi un orto in balcone, oppure coinvolgendo i nostri vicini di casa, è possibile coltivare aree verdi condominiali o creare orti urbani nei pressi della nostre abitazioni. Trascorrere del tempo all'aria aperta non può che farci bene, pianificare le semine, per avere il raccolto a tempo debito, ci aiuta a pianificare anche le nostre vite!

Procuriamoci vasi di tutte le forme e di diversi materiali, se riusciamo a riciclare è meglio, tutto può diventare un vaso. I vasetti dello yogurt vanno bene per organizzare il semenzaio, oppure le cartelle delle uova, ricordiamoci di bucare il fondo. Il secondo ingrediente (un po' il principale) della coltivazione è la terra, possiamo acquistarla nei negozi di giardinaggio, in quelli per il bricolage, e in alcuni supermercati, oppure in consorzio, dove acquisteremo anche la perlite per alleggerire il terriccio. Se non hai un semenzaio da balcone puoi seguire il mio tutorial per fartene uno!

Lista dei semi

Ora che hai gli strumenti fondamentali, non ti resta che scegliere i semi delle cultivar che preferisci. Io compro sempre semi biologici perché preferisco questo metodo di coltivazione.
In questo periodo (anche se avrei dovuto farlo ad agosto) ho scelto di seminare: radicchi, cicoria a palla rossa, lattuga regina dei ghiacci, finocchi e broccoli. In campo posso ancora seminare: piselli, patate, fave, ravanelli, aglio, cipolla e scalogno.

semenzaio
Assicurati che la terra, nei vasetti, sia sempre umida, i semi per germogliare hanno bisogno di umidità e di buio. Puoi mettere un foglio di pellicola per evitare che l'acqua evapori rapidamente. Dopo qualche giorno spunteranno le prime piantine, le foglie finte.
Da questo momento in poi, hanno bisogno di calore e luce, puoi metterle sul davanzale della finestra, se soleggiata, oppure puoi usare una lampadina e una scatola di cartone, tenendole sotto la luce accesa. Tecnicamente si tratta di una light-box per piantine, si trovano anche in commercio, ma come prima esperienza si può provare a farne una artigianale. Questo momento è molto importante, devi assolutamente evitare che le piantine filino, altrimenti si indeboliscono e non crescono bene.

Non preoccuparti è più facile di quel che sembri. Ecco le mie piantine, l'indivia riccia ha due foglie vere, la si può vedere in alto a sinistra nell'immagine.

light-box casereccio

Ricapitolando

Ecco cosa serve per iniziare una piccola coltivazione in balcone:

  • vasi
  • terriccio
  • semi
  • acqua
  • un po' di tempo libero


Creare un piccolo orto sul balcone non è difficile, assicurati di avere lo spazio sufficiente prima di intraprendere questa avventura. Maggiore cura metterai nella fase iniziale più probabilità avrai di riuscita, e di ottenere verdure che il tuo vicino non potrà che invidiarti, un motivo in più per coinvolgere anche altri.
Puoi registrarti sul sito Grow the Planet  per condividere idee ed esperienze con altri coltivatori e vedere crescere le tue verdure anche virtualmente.
Ti accorgerai che il cibo coltivato da te ha tutto un altro sapore!

giovedì, giugno 19, 2014

Yes, we compost!

Il compostaggio è un ottimo metodo per concimare la terra del nostro giardino e per riciclare alcuni scarti, può sembrare complicato, ma esiste un metodo che ce lo rende più semplice. 

Nel compost creiamo un habitat confortevole a microrganismi e batteri che accelerano il processo di decomposizione, vivono nel cumulo, mangiano si riproducono e muoiono, questo serve a creare un ricco concime per il nostro orto.

lombrico
Il compostaggio è un modo responsabile per tenere i rifiuti fuori dalle discariche, come gli avanzi di cibo e scarti della pulizia delle verdure, per un totale di circa il 20-30 % di ciò che scartiamo.
Per ottenere un buon concime dobbiamo seguire tre regole di base:
  •  i Marroni comprende materiali naturali come rami, ramoscelli e foglie morte 
  • i Verdi include erba tagliata , fondi di caffè , frutta e scarti vegetali
  •  l’Umidità è la giusta quantità di acqua che aiuta il processo di decomposizione
Un cumulo di compost deve sempre avere un uguale rapporto di marroni e verdi. I marroni forniscono necessario carbonio e i verdi forniscono l'azoto. L'acqua aiuta a rompere la materia organica. Il compostaggio a casa è semplice e non richiede molti materiali . Tutto quello di cui abbiamo bisogno sono un forcone per una adeguata miscelazione del cumulo di compost, e un tubo per l’acqua.

setacciare il compost
Ecco alcune indicazioni su come organizzare la compostiera:

1 . Scegli un'area asciutta, ombreggiata, vicino ad una fonte di acqua per la vostra compostiera o pila, non è necessario usare un contenitore, lo si può fare direttamente a terra. Scegli una zona poco frequentata ma accessibile. Se preferisci usare un bidone, non stare a comprarlo, puoi riciclare un secchio che non usi più, taglia però il fondo e pratica alcuni fori lungo le pareti. Ecco fatta la compostiera.

2 . Aggiungere materiali marrone e verde, assicurandosi che tutti i grandi pezzi vengano tagliati o triturati in piccole dimensioni. Usa tutti gli scarti della cucina che non sono stati cucinati o processati. I gusci delle uova, fondi di caffè, scarti di frutta e verdura.

3 . Mantenere l'umidità quando vengono aggiunti materiali secchi. Se ti sembra secco aggiungi pure dell'acqua.

4 . Una volta stabilito il tuo mucchio, mescola rifiuti verdi e l'erba, e seppellisci ogni frutta e scarti vegetali a circa 10 centimetri sotto la pila .

5 . Non è necessario, ma è consigliabile mantenere un telo sopra la pila per aiutare a mantenerla umida.

Quando il materiale nella parte inferiore del cumulo di compost è di un colore scuro, è pronto per l'uso. Questo, in genere, può richiedere dai due ai quattro mesi, ma se lo lasciate per più tempo non scade. Siate diligenti e controllate il cumulo per verificare che non ci siano roditori o cattivi odori. Il compostaggio è essenziale per il terreno , ricco di sostanze benefiche per il vostro giardino, che aumenta la sua capacità di trattenere l'acqua, e rinvigorisce piante e fiori con una moltitudine di sostanze nutrienti naturali e favorisce una crescita sana.
Ecco come si fa il compostaggio, vedrete gli effetti benefici che avrà sulle vostre piante e fiori, e per la vostra terra in generale.



lunedì, giugno 16, 2014

la cascina e il suo vento

Sono in viaggio. Non vedrò maturare i pomodori, ne crescere le melanzane e le angurie. Purtroppo, devo momentaneamente accantonare l'idea di riportare in vita l'orto di mio nonno. Coltiverò ancora? Chissà. Se resto in Lombardia, coltiverò in balcone, se vado in Islanda coltiverò per forza dentro casa, e solo aromatiche.
Siamo a casa di Matteo e Claudia, in arte Inganni Cremosi, che ci portano con loro alla Cascina del Vento dove terranno un laboratorio di creme idratanti.

gallina curiosa
Il tempo è incerto, le previsioni non ci aiutono per niente, visto che prevedono: pioggia, sole, schiarite contemporaneamente (manco fossimo in Islanda), perciò telefoniamo prima di metterci in viaggio.
Io e Iride, chiamate le sherpa, ci mettiamo in spalla gli zaini e aiutiamo a caricare l'auto. Siamo quattro adulti e un novenne attrezzato di spada e accetta di legno, in una opel corsa, con il bagagliaio carico degli attrezzi per produrre creme, più una teglia di insalata di riso e una torta salata.
Durante il tragitto sperimentiamo tutte le possibilità atmosferiche gufate dalle previsioni.
Arriviamo con la testa piena di curve e di verde dell'ultimo tratto di strada, ci accolgono due cani, poi si fanno avanti Fabio e Raffaella e poi il resto della famiglia, per le galline dobbiamo aspettare.
Fabio e Raffaella vivono insieme e hanno due figli, un maschio e una femmina, sono una family farming, si impegnano nel preservare e mantenere fertile quattro ettari di terra nell'Alessandrino, coltivando con metodi biologici e biodinamici. Producono miele, vino, uova, ortaggi e delle ottime fragole. Nella loro cascina possono anche ospitare delle persone, hanno infatti delle camere da letto e ti servono la colazione all'aperto, se non piove. Partecipano al "progetto di conservazione della gallina Ancona che è stato avviato nel 2005 in collaborazione con l’Associazione Civiltà Contadina, realtà a diffusione nazionale che si occupa di salvaguardia della biodiversità rurale, al fine di riportare nelle aie questa bella gallina a rischio di abbandono".

galline Ancona
Alzi la mano chi è che non sogna una vita in campagna! C'è chi dice che la vera ricchezza, nella vita, è prodursi del buon cibo.
Facciamo un giro della fattoria, vediamo: le arnie, l'aiuola delle aromatiche, i pesci rossi, gli alberi di ciliegie, finalmente le galline in tutte le loro fasi di crescita, per finire un bell'orto sinergico, nel pomeriggio faremo un giro anche alla vigna.
Fabio coltiva col metodo sinergico anche la vite, perciò tra i filari può capitare di vedere le fave, o altri vegetali, non è pettinata come le altre vigne, per questo è molto più bella!
Mangiamo tutti insieme, "barattando" quello che abbiamo portato con il pranzo preparato da Raffaella, più il loro buon vino.
Il pomeriggio passerà veloce e lieto tra maghi pasticcioni, merende con pane e salame e brevi monologhi di esperti apicoltori.

laboratorio Inganni Cremosi

una breve spiegazione su moria delle api e fitofarmaci

Si va via dicendo: "che bello sarebbe vivere in campagna e prodursi da se quello di cui si ha bisogno!"



giovedì, giugno 05, 2014

coltivazione pomodori: sfeminellare

Capita di dimenticarsi di fare qualcosa. Mi sono dimenticata di comprare il latte. Mi sono dimenticata di telefonare a mamma il giorno della Festa della Mamma. Oppure mi sono dimenticata di andare a prendere i bambini a scuola. Così mi sono dimenticata di sfeminellare, o scacchiare. Con un piccolo gesto possiamo avere pomodori più grandi e più buoni.

sfeminellare prima che sia tardi!

Quando è tardi per sfeminellare? 

Quando la piantina di pomodoro ha iniziato a produrre frutti. Ma non è mai troppo tardi per farlo, prima lo si fa più agevole è il lavoro. Quando i cacchi, o femminelle, sono piccole si può fare con le dita, senza l'ausilio di forbici. La pianta di pomodoro, se lasciata allo stato brado, può produrre molti rami secondari. Esistono, infatti, cultivar a crescita indeterminata e quelle a crescita determinata, le seconde sono quelle utilizzate in agricoltura industriale, per produzioni intensive. La pianta cresce mantenendo il portamento eretto e segue lo sviluppo del fusto centrale, i cacchi secondari hanno una crescita limitata, si possono togliere in qualsiasi momento.
Nelle cultivar a crescita indeterminata dobbiamo controllare la crescita delle femminelle settimanalmente e toglierle.

Perché farlo.

Ecco alcuni dei motivi per cui è saggio scacchiare:

  • per evitare che la pianta cresca all'infinito;
  • per dare più luce alla pianta stessa;
  • per far si che il nutrimento arrivi ai frutti e ottenere pomodori più grandi e buoni.

Io ho dimenticato di farlo e, dopo due settimane dal trapianto, mi sono ritrovata con piante di pomodoro simili ad arbusti.
Armata di guanti ho staccato i cacchi e ho legato le piante alle canne per farlo assumere un portamento eretto..


Dalle mie parti, est Sardegna, il pomodoro si lega così: si fanno le punte all'estremità delle canne, si conficcano nel terreno vicino alla pianta e si incrociano con una canna posta di fronte. Fatto questo si prendono delle canne molto lunghe e si mettono sopra la X formata dalle canne laterali. Sembra complicato ma è più facile a farsi che a dirsi.
Se siete curiosi, esistono altri modi di legare i pomodori, più o meno facili da realizzare.



Ecco, ora i pomodori sono legati e indipendenti, basterà ricordarsi di innaffiarli almeno una volta alla settimana, forse due se farà molto caldo, e ovviamente di sfeminellare.



lunedì, maggio 12, 2014

e venne il giorno della marmellata di limoni

Sono gialli, vivono sugli alberi e popolano le aree del mediterraneo meridionale. Spremuti producono un succo acidulo adatto per le marinature o per condire l'insalata. La sua buccia, se grattugiata, la si usa per insaporire torte e biscotti. Sarà forse il limone?
Limoni, il frutto giallo per eccellenza.
Vieni a scoprire i limoni di Sardegna, non solo quelli della costiera Amalfitana.

sono forse i limoni?
Esiste forse un frutto che non si presti a diventare una marmellata? Secondo me no, e comunque, nel dubbio, smarmella!

Ecco la ricetta, presa da il pasto nudo (ma con meno zucchero):

  • 1 chilo di limoni BIO e freschi
  • 450 grammi di zucchero grezzo di canna
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1 bacca di cardamomo


Ora che abbiamo tutto, siamo pronti a "marmellare". Tagliate a fettine sottili i limoni, dopo avere eliminato le due estremità. Una volta tagliati, metteteli in una ciotola e sommergeteli d'acqua, fateli riposare dalle 24 alle 36 ore, se fa caldo cambiategli l'acqua un paio di volte. Trascorso questo tempo, buttate via l'acqua, aggiungete lo zucchero, la vaniglia e il cardamomo. Poi, via in pentola a finire l'opera. Fate cuocere a fuoco medio per 30-40 minuti. Il limone produce naturalmente la pectina, quindi non ha bisogno di fruttapec o altri accorgimenti per "marmellare".
Invasa la marmellata ancora calda, in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati in acqua bollente per dieci minuti. Capovolgete i barattoli e aspettate che di raffreddino.
Se la fate la sera, per la colazione del mattino è ottima!





Qualche tempo fa ho preparato la marmellata d'arance e la gelatina di mandarini. E tu, che marmellate prepari?

lunedì, maggio 05, 2014

perché mangiare gli spinaci

Perchè gli spinaci fanno bene e si devono mangiare, sei motivi che vi spingeranno a coltivarli. Spinaci: spingitori di agricoltori!

Volete bene alla persona che vi sta accanto? Quello in treno, quello in metro o quello davanti, in fila alle poste? No, dicevo quell'altro, quello con cui dividete la vita, il letto e il bagno. La vostra metà, la luce dei vostri occhi, il vostro ossigeno, esagero ma è primavera dopotutto! Insomma, agli spinaci gli dovete volere bene come alla persona che amate.

I  <3 spinaci
I motivi per amarli sono tanti, io ve ne dico sei.

1 . Anti-cancro e antiossidanti, ma anche anti-infiammatori.
Nel corso del tempo, i ricercatori hanno scoperto che gli spinaci contengono più di una dozzina di composti flavonoidi, e tutti agiscono come agenti anti-infiammatori e anti-cancro. Infatti , un recente studio dimostra che gli spinaci sono l'unico vegetale con risultati provati, quando si tratta di proteggere significativamente il corpo dal cancro alla prostata.

2 . Alcalizza il Corpo
Sfortunatamente, quando si consuma troppo acido, possono verificarsi tutta una serie di problemi, da basse quantità di energia all'aumento di obesità. Tuttavia, all'interno degli spinaci, ci sono un sacco di minerali che lavorano per equilibrare la dieta altamente acida.

3 . Nutre gli occhi
Gli spinaci hanno un sacco di carotenoidi, che son noti per proteggere gli occhi contro le malattie come la cataratta e la degenerazione maculare. Non sentirete più dire "mangia le carote", ma gli spinaci, per vederci meglio.

4 . Rafforza le ossa
Tutto ciò che serve è una tazza di spinaci freschi per raddoppiare l'assunzione di vitamina K, di cui il nostro corpo ha bisogno ogni giorno. Questo, mescolato con tutto il calcio e il magnesio presente negli spinaci, contribuirà a mantenere le ossa sane e forti .

5 . Fonte di acidi grassi Omega 3
Poiché gli acidi grassi omega 3 non sono prodotti naturalmente dal corpo, è necessario assumerli tramite la nostra dieta. C'è chi mangia il pesce secco o le aringhe, per recuperare gli acidi grassi, ma vuoi mettere un bel piatto di spinaci?

6 . Ricco di vitamine
Quando si mangiano gli spinaci, si stanno ingerendo un sacco di importanti vitamine come la A, K, E e D, così come numerose tracce di minerali. Contiamo su queste vitamine per tutta una serie di ragioni, per avere una pelle sana e una vista d'aquile, fino a rafforzare e stimolare il nostro sistema immunitario . Ora , invece di dover consumare un sacco di diverse verdure per ottenere queste vitamine, tutto è qui in uno,  una specie di tutto incluso.

Un altro motivo potrebbe essere la praticità nel coltivarli, ci stanno anche in balcone o in terrazzo, potete mangiarli anche una foglia alla volta. Voi avete un motivo per mangiare spinaci? Mito di Braccio di Ferro a parte!



venerdì, maggio 02, 2014

la spirale delle spezie

Le erbe aromatiche, in cucina, sono quelle che si usano per insaporire i nostri piatti. L'idea di ricorrere al nostro vaso, all'occorrenza, piace a tutti. Raccogliere due foglie di basilico dal balcone sul davanzale, è molto più economico del basilico acquistato al super mercato, e anche più fresco. Ecco, se c'è una cosa a cui non posso rinunciare in cucina, sono i vasetti di aromatiche, e la schiumarola, per i fritti, si intende!
Perciò l'aiuola della veranda, da oggi, ospita una spirale per erbe aromatiche.

spirale delle erbe aromatiche

Cos'è una spirale delle spezie?!
Ahi ahi ahi! Non conoscete la spirale delle aromatiche?
Ecco qua un link per costruirvene una in giardino. Sono diversi i modi di fare una spirale, potete farla in muratura, in blocchetti di cemento, i mattoncini rossi, con dei tronchi di legno, con tutte quello che volete basta che sia una spirale. Ma se non avete il giardino potete farne una in miniatura in qualche aiuola, certo non vi ci potrà stare tutto il repertorio delle spezie, ma almeno le più utilizzate sì.
Io l'ho fatta in un'aiuola larga mezzo metro riciclando delle vecchie tegole. In cima ho seminato il rosmarino, a seguire ho seminato l'origano (non è ancora nato), poi la salvia, di seguito ho seminato timo e coriandolo, seguito dalla violetta. Quest'ultima un po' mortificata a dire il vero, se dovesse soffrire le cambierò posto.

basilico e crescione

Nell'ultimo gradino ho trapiantato il basilico, quello verde e quello viola, la menta e per concludere, la piantina coi fiori bianchi, il crescione, ben lieta di averne fatto la conoscenza questa primavera. La menta tende a diffondersi parecchio, quindi l'ho arginata con pezzi di tegola.
Ecco la spirale da un'altra angolazione.

la menta

la salvia appena trapiantata
E voi, dove avete messo le vostre aromatiche?

mercoledì, aprile 16, 2014

come coltivare senza il giardino

Il giardinaggio può essere un hobby gratificante per voi la vostra famiglia, i vostri vicini e alcuni amici. Oltre ad essere gratificante per la mente e l'anima, è fisicamente salutare.

Essere in grado di far crescere il proprio cibo significa che si ha il controllo completo su ciò che si sta mettendo nello stomaco e in quello della vostra famiglia. Perciò compriamo semi biologici, usiamo concime naturale, compost o letame, salvaguardiamo la fertilità delle nostre terre.

piccole insalate crescono
La maggior parte dei prodotti che trovate nel supermercato, hanno fatto chilometri prima di arrivare nella vostra tavola. Lo sapevate che frutta e verdura fresca, perdono molte delle loro sostanze nutritive durante questo lungo viaggio? Per non parlare di tutte le risorse che ci vogliono, per farlo arrivare, questo cibo.
Coltivare in proprio alcuni ortaggi, ci consente di mangiare cibi ricchi di nutrienti e fa bene anche all'ambiente.

Se ognuno di noi adottasse delle pratiche sostenibili di giardinaggio, sarebbe incredibile! Questo, non solo ci porterebbe più vicino a diventare autosufficienti, ma ridurrebbe le emissioni provenienti dai grandi camion e aerei che trasportano questi prodotti. Vediamo cinque progetti di giardino per chi non ha il giardino!


1. Coltivare in casa

Grande notizia, se avete una finestra, è fatta! Alcune varietà di pomodori possono essere coltivate in casa anche in inverno, semplicemente le piantiamo in un vaso appeso davanti alla finestra che riceve molta luce solare. È inoltre possibile avviare un mini giardino di erbe aromatiche davanti alla vostra finestra o piantando erbe in piccoli contenitori. È inoltre possibile attaccare vasi di vetro a pezzi di compensato e fissarli alla parete per cominciare a coltivare erbe nei vasi, basta assicurarsi che la parete prenda molta luce solare.

riciclare vasi di vetro (fonte: greenme.it)


2 . Pallets o  giardini verticali

I pallets sono un ottimo sistema per organizzare un giardino verticale, anche un modo per riciclarli, se ve ne avanza uno. Oppure, se avete un armadio porta scarpe da buttare via, potete riciclarlo per coltivare le vostre insalate, o i pomodori.

3. Usa vasi e contenitori 

Ci sono molti diversi tipi di verdure che possono essere coltivate in un contenitore su un balcone, veranda, o in un piccolo cortile. Alcune di queste verdure sono: broccoli, carote, cetrioli, melanzane, pomodori, spinaci,  peperoni, insalate e anche patate. Per conoscere le tecniche di impianto corrette e le dimensioni dei contenitori da utilizzare per ogni tipo di verdura, clicca qui.

4 . Utilizzare davanzali e ringhiere

Davanzali e ringhiere dei balconi possono essere ottimi posti per mettere fioriere,  non prendono molto spazio e ricevono molta luce solare. Regalate delle verdure al vicino del piano di sotto per non avere rogne, oppure coinvolgete tutto il condominio. Un giardino verticale sulla parete del condominio non sarebbe male, no!

5 . Avviare o trovare un giardino da condividere. 

Potete coltivare il cortile condominiale, se la convivenza è pacifica e riuscite a parlare con gli altri condomini. Oppure potete cercare degli spazi pubblici abbandonati e occuparli con altri appassionati di giardinaggio. Potrete così scambiarvi le verdure, barattarle o venderle con le verdure dei vicini d'orto. In molte città italiane si parla di orti urbani, di recupero di spazi da dedicare alla coltivazione. 

In questo periodo, avere un orto in casa, controllare il cibo, la sua crescita, è estremamente importante. E' un modo di prendere la situazione nelle proprie mani e cominciare ad essere un po' meno dipendenti dai negozi di alimentari. Non dimenticate che, nella nostra società , sempre più auto-prodursi il cibo, è diventato il più radicale degli atti. E' veramente l'unica protesta efficace, che può e vuole rovesciare il potere costituito. Con il processo di lavoro direttamente in armonia con la natura,  facciamo la cosa più essenziale per cambiare il mondo, cambiamo noi stessi.

Allora guerrilla gardening!

martedì, aprile 15, 2014

e vai col valzer dei trapianti!

Quando le piantine raggiungono un'altezza di 10-15 cm. sono pronte per il trapianto a terra, oppure in vaso. Ecco come fare i trapianti: ballando il valzer

Come Renato Pozzetto in "Il ragazzo di campagna" sono stata una settimana in città, per fare cose come: recuperare il credito presso una stronza (Relux s.r.l. di Brignano Gera d'Adda) che mi ha ritirato l'attrezzatura e si rifiuta di pagarmi, farsi dire dalla Procura di Bergamo che la denuncia contro la stronza è stata archiviata.
Una volta tornata in campagna ho strappato i finocchi dalla terra.

finocchi appena raccolti

Stronze a parte, siamo in piena primavera e la terra inizia a scaldarsi. Che ci piaccia o no, le piantine crescono e nel semenzaio ci stanno strette, se potessero, all'orto, ci andrebbero da sole. Perciò oggi ci siamo dedicate al trapianto dei pomodori. Ne ho seminate diverse varietà, il San Marzano, il Ciliegino, Yellow Submarine e nero di Crimea, tutte sementi biologiche (Arcoiris). Vorrei riuscire a far crescere un centinaio di piantine, questo primo trapianto riguarda una quarantina di piante.

piantine pronte per il trapianto
Abbiamo caricato il trattore in macchina, perché se lo lasci in campagna te lo rubano, la piaga dei furti persiste in Sardegna, ma forse un po' ovunque. Come ci sta un motozappa nella panda? Male, sporge, ed è molto pesante da caricare, ma ci siamo riuscite! 
Abbiamo ammorbidito la terra e interrato del letame maturo, con la zappa abbiamo fatto i solchi per le piantine. Ad un certo punto è partita la sigla di Beautiful e non abbiamo capito più niente, ci siamo trasformate in Brooke Logan e Ridge Forrester e fatto delle foto fashion.

Ecco le piantine di pomodoro alloggiate in pieno campo, come vicini di casa hanno le fave e le insalate.
Ho coccolato e accudito queste piantine da quando erano seme, solo la porta della veranda ci separava, hanno dormito vicino a me, la mattina uscivo e le avevo davanti agli occhi, è difficile separarsene quando crescono. Ma sono molto curiosa di vederle produrre dei pomodori.

trapianto avvenuto
E voi a che punto siete coi trapianti? Siete pronti a seminare angurie, meloni, fagioli e fagiolini?


giovedì, aprile 03, 2014

Come preparare il terreno per la semina

Quest'anno hai deciso di coltivare il terreno nel retro di casa, ma tutte quelle erbe spontanee di spaventano e non sai da dove iniziare? Ricordiamoci che possiamo cominciare la nostra avventura in modo graduale, ecco come preparare il terreno per la semina.

Il suolo é un organismo vivente. La vita nel suolo é intensa, le  radici delle nostre piante creano numerose interazioni con gli altri organismi che popolano il terreno. Per questo il coltivatore biologico, se vuole ottenere buoni raccolti, deve salvaguardare la salute del terreno. Le operazioni di pulizia e preparazione del terreno per la semina si eseguono in autunno o in inverno, in un periodo secco ma non di gelo, in modo che sia pronto per le semine primaverili.

orto diviso in aiuole
Se il luogo è incolto per prima cosa lo ripuliamo da eventuali rifiuti e dal pietrisco che va accumulato da una parete perchè può servire per i sentieri. In campagna non si butta via niente e possiamo preparare il terreno con tutto quello che ci ha lasciato l'inverno, sfalci di erba, scarti della siepe fatti a pezzi piccoli non più di 2 cm, foglie secche, cumuli di erba. 
Per tagliare l'erba alta usiamo un falcetto, oppure un tagliaerba a motore.
Con una vanga e una zappa rivoltiamo un po' la superficie cercando, contemporaneamente, di interrare i residui di erba, foglie e rametti che costituiranno la base di substrato utile per il mantenimento dell'umidità, per il drenaggio dell'acqua e come elemento nutriente per eventuali insetti utili e lombrichi.

Successivamente divideremo l'appezzamento in rettangoli per definire le nostre aiuole, queste devono essere non più larghe di un metro e non più lunghe di sei. Tutte le misure più piccole di queste vanno bene.
La zona destinata alla coltivazione deve essere aperta e luminosa, distante da muri, alberi o recinzioni che impedirebbero al sole di raggiungerla. Dopo il sole, dobbiamo preoccuparci dell'acqua altro elemento vitale per la coltivazione delle piante, oltre che alla germinazione dei semi. Verifichiamo se c'è una fonte d'acqua vicina, in caso contrario forniamo l'orto di impianto idrico, attrezziamoci di bidoni o vasche per la raccolta dell'acqua piovana.

Per le future preparazioni del terreno, possiamo predisporre una compostiera in un angolo del nostro giardino, per recuperare gli scarti vegetali della coltivazione. La compostiera va tenuta costantemente umida, e areata, ogni tre mesi possiamo rivoltare il suo contenuto, e dopo sei mesi ottenere un prezioso humus, col quale fertilizzare il terreno.
Queste sono linee guida generali, chiaro poi che le esigenze cambiano a seconda della grandezza dell'orto, del nostro tempo a disposizione, delle verdure che vogliamo seminare e del clima in cui viviamo.
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