Visualizzazione post con etichetta farmer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta farmer. Mostra tutti i post

lunedì, febbraio 17, 2014

un orto per quattro

In 300 mq di orto, un orticoltore esperto può produrre ortaggi per una famiglia di quattro persone, compresa la parte destinata alla conservazione. A un orticoltore servono, di media, 2 ore di lavoro a metro quadrato coltivato, all'anno. Le due ore, sono un dato medio, questo significa che il nostro orto, in alcuni periodi dell'anno, per esempio da maggio ad agosto, avrà bisogno della nostra presenza per più di due ore. Poi, certo, se è il nostro unico lavoro, non avremo problemi a dividerci le giornate tra casa e orto.

Dividere l'orto in aiuole

Per avere un orto ordinato, è utile dividere il terreno in aiuole, lasciando i sentieri minori e il sentiero maggiore, larghi abbastanza per passarci con la carriola o con altri mezzi.
Una volta prese le misure del perimetro, lo riproduciamo in carta e tracciamo le nostre aiuole. Partiamo da quella centrale, in modo da avere sentieri, all'inizio e alla fine, larghi uguali. Le aiuole devono essere larghe dai 60 ai 120 centimetri e lunghe non più di sei metri. Possiamo anche scegliere di farle rialzate o proteggerne il perimetro con tavole o altri materiali.

Rivestiamo i sentieri con la paglia o altri materiali, cartone per esempio, se vogliamo tenere sotto controllo le erbe spontanee. Nell'orto è sempre utile avere spezie fresche, riserviamo un po' di spazio alla spirale delle spezie, nella quale seminerete, basilico, rosmarino, menta, salvia, peperoncino, timo e origano.
Per suoli sabbiosi, l'orientamento delle aiuole è est-ovest, per quelli argillosi nord-sud. Una volta disegnate su carta, tracceremo le nostre aiuole da coltivare su terra. Servono quattro paletti, o quattro canne, e della cordella metrica. Iniziamo da quella centrale, piantiamo il primo paletto, vi leghiamo la cordella e mettiamo gli altri paletti alla distanza che abbiamo deciso, così via per tutte le altre.
Per fare del nostro orto un posto bello, nel quale trascorriamo piacevolmente del tempo, possiamo abbellirlo secondo il nostro gusto e le nostre disponibilità, oltre alle opportunità che ci offre l'ambiente circostante. Sarebbe utile realizzare una siepe, a nord, bordure per i fiori. Se abbiamo a disposizione dello spazio, possiamo fare un pergolato dove riposarci e godere della vista del nostro lavoro.

Un orto autosufficiente

Anche un orto di 80 mq può offrire un buon assortimento di verdure a una famiglia di quattro persone, escludendo le patate, per le quali occorre più spazio. Nel libro "Il mio orto biologico" (dal quale ho riassunto tutte queste informazioni) c'è uno schema tipo, con una trentina di ortaggi da dividere in primo e secondo raccolto, con le quantità degli ortaggi e i metri quadrati richiesti. Si tratta di un esempio e le colture si possono cambiare a seconda dei gusti e delle abitudini alimentari della famiglia
PRIMO RACCOLTO:
Aglio 2 mq n°50 bulbilli
Cipolla 6 mq n°160 piante
Sedano 1 mq n°10 piante
Fagiolo 5 mq semina
Fagiolino 4 mq semina
Pisello 9 mq semina
Pomodoro 4 mq n°12 piante
Peperone 4 mq n°12 piante
Melanzane 4 mq n°8 piante
Bietole 4 mq n°36 piante
Cavolo cappuccio 2 mq n°6 piante
Cetriolo 2 mq n°4 piante
Zucchino 5 mq n°5 piante
Lattuga da taglio 4 mq semina
Carote 5 mq semina
Lattuga 5 mq n°55 piante
prezzemolo 1 mq n°16 piante
basilico 1 mq n°16 piante  

SECONDO RACCOLTO
radicchio 6 mq n°66 piante
scarola 3 mq n°24 piante
valerianella 4 mq semina
spinacio 9 mq semina
zucchino 3 mq n°3 piante
cavolo cappuccio 4 mq n°12 piante
cavolfiore o broccolo 4 mq n°12 piante
finocchio 4 mq n°32 piante
sedano 1 mq n°10 piante
porro 2 mq n°40 piante
lattuga da taglio 3 mq semina
cavolo verza 6 mq n°18 piante
fagiolino 6 mq semina

sabato, febbraio 01, 2014

contadini 2.0

un contadino prima di twitter

una contadina con profilo twitter
Gli agricoltori si avvicinano a twitter e ai social media. Mica si può pensare sempre a cosa seminare, dove e quando. In tanti hanno idee preconcette sugli agricoltori, alcuni pensano che siano molto lontani dalla tecnologia, che vivono isolati dalle comodità di una vita moderna.
Questi preconcetti sono ben lungi dall'essere veri, infatti gli agricoltori sono spesso desiderosi di affidarsi alla tecnologia, vedendola come un logico aiuto al progresso dell'agricoltura. Non solo, la tecnologia, rende la gestione agricola più semplice, veloce e portatile, ma alcuni allevatori, per esempio spendono un sacco di tempo a monitorare i loro animali. Ma oltre alla tecnologia gli agricoltori usano i social media.
Trovano utile i social media, perché possono lavorare insieme, e trasmettere suggerimenti e saperi, la propria esperienza su tematiche di attualità e di benessere degli animali. Ancora più importante, offre la possibilità di comunicare da un ambiente spesso isolato.
State seguendo su twitter l'hashtag #felfie? E il sito http://farmingselfie.com/
L'agricoltore britannico William Wilson ha lanciato l'iniziativa #felfie, su twitter, per dare un volto a quegli agricoltori che portano in tavola il nostro cibo. Una bella iniziativa che spazza via gli stereotipi sui contadini. Il farmer non è un anziano signore, vestito di una tutona in jeans, camicia di flanella, cappello di paglia, stivali di gomma e barba lunga. Nella gallery del sito farmingselfie mostra visi di giovani, di donne, di famiglie intere, tutti che si occupano e hanno a cuore l'agricoltura. I farmer britannici usano spesso degli hashtag per parlarsi e scambiarsi la propria esperienza agricola.
Voi cosa fate? Non vi sentite ispirati dalle foto su farmingselfie?

giovedì, gennaio 30, 2014

la campagna



Siamo consumatori di cibo.
Per Consumo Consapevole, si intende il prendere coscienza della necessità di acquistare prodotti che riducano al minimo le cause della sottoalimentazione e dei danni inferti all'ambiente, valutando, nel contempo, la sofferenza che talune scelte e abitudini infliggono agli altri animali.

Questa introduzione è per presentare un'idea: avviare, nella campagna di Tortolì, un progetto di riqualificazione di terre incolte e abbandonate. 
Mio nonno era un contadino, coltivava, con la mia famiglia, due ettari di terreno nella zona agricola nel comune di Tortolì, nei pressi dello stagno. Poi mio nonno è venuto a mancare. Alla mia famiglia è venuto a mancare chi sapeva progettare l'orto e curare le piante. Ora la terra è abbandonata del tutto. 

Questa cosa mi spezza il cuore. Per il momento mi serve un piccolo contributo per avviare il primo ciclo colturale primavera/estate 2014. Ho già seminato alcune colture invernali, come spinaci, patate, aglio, piselli e fave, per prendere confidenza con il terreno e le colture.

Le scelte individuali possono trasformarsi in grandi cambiamenti collettivi. Per il futuro di tutti noi.
Per questo ho bisogno di un piccolo aiuto, da parte di tutti quelli che hanno a cuore queste tematiche. Non è importante la cifra, è importante esserci.



Potrai seguire sempre i lavori nell'orto attraverso il blog, l'orto sarà un luogo aperto per tutti quelli che lo vorranno.



Vi aspetto!


giovedì, gennaio 09, 2014

nuovi agricoltori crescono

Da yourural.net:
Oggi è stato presentato al MiPAAF "AgrOsserva" l'Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell'agroalimentare italiano.
Scarica QUI comunicato stampa ed il primo rapporto di AgrOsserva relativo al III trimestre 2013.

Molto interessanti i dati presentati anche con riferimento alla tematica che ci interessa di più: quella legata ai giovani e sulle motivazioni che spingono ad intraprendere l'attività di imprenditore agricolo.

Nel primo semestre 2013 secondo i dati presentati il 9,8% delle nuove imprese italiane appartengono al settore agricolo.
Ecco il profilo-tipo del nuovo imprenditore agricolo:

  • è uomo (67%);
  • ha nazionalità italiana;
  • opera nel Mezzogiorno;
  • inizia la propria attività con meno di 5 mila euro (66%);
  • ha un diploma (38%);
  • ha un'età compresa tra i 51 e i 65 anni (26%) ed ha avuto precedenti esperienze professionali (in primis come operaio o apprendista, poi come impiegato e quadro e per il 13% come coltivatore diretto);
  • il nei imprenditore è stato spinto ad intraprendere questa professione per succedere ad un familiare 36% o per reaalizzarsi attraverso lo sviluppo di un'attività imprenditoriale (auto-realizzazione).
Vediamo se rientro nel nuovo imprenditore agricolo:
  • donna, 
  • nazionalità italiana, 
  • opero nel meridione insulare, 
  • ho iniziato con meno di 5000 euro, 
  • ho un diploma, 
  • direi che l'età è tra 35-40 (precedentemente ho fatto la sfoglina), 
  • cerco una realizzazione personale coltivando gli ortaggi, non mi sento imprenditrice.
Bèh! Quattro su sette, sono più del 50% posso considerarmi un nuovo imprenditore agricolo. Il più è fatto. 


Mio nonno, quando coltivava lui l'orto. Manca da tanti anni, io ero una ragazzina stupida quando è morto. Ma mi ricordo ancora i meloni e le pesche buonissime che coltivava. Così buone, le ho ritrovate solo da coltivazioni biologiche. 
L'ulivo dietro le tue spalle c'è ancora, nonno. Pure i tuoi mandarini e le tue arance, questa primavera ti risemino i meloni. 
Ciao.
 

sabato, gennaio 04, 2014

galline felici

Uno studente islandese, che ha lavorato in un allevamento di polli, ha denunciato le condizioni di vita disastrose, in cui sono costretti gli animali. Questo problema riguarda tutti i tipi di allevamento industriale, o intensivo. 

Nel luglio 2010 in California, il Governatore firmò una legge che tutelava maggiormente il benessere di polli e galline, nonché la salute dei cittadini, mettendo al bando le uova provenienti da galline stipate in gabbia. Per essere vendute in California, a partire dal 1° gennaio 2015, le uova intere dovranno obbligatoriamente provenire da galline che siano in grado di alzarsi, fare una giravolta e farla un’altra volta, stendere completamente gli arti, sdraiarsi e spiccare il volo senza toccarsi l’un l’altra.  
E ” ‘sti cazzi” direbbe qualcuno, mica che viviamo in California, tantomeno in Islanda. Per ovviare a questo inconveniente, possiamo imparare a leggere il timbro sull’uovo stesso, oppure comprare le uova dal contadino, o prenderci delle galline noi stessi. Dunque, leggere il timbro è abbastanza semplice: sul guscio, compaiono, per esempio, 0IT 045 TO 001. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 corrisponde all’allevamento biologico, 1 a quello all’aperto, 2 a terra, 3 in batteria. IT indica la nazione, in questo caso Italia.
Un saluto dalle mie ragazze!

lunedì, dicembre 30, 2013

piccole piantine crescono

Finalmente una bella mattinata di sole! Dispiace dirlo, ma assieme ai semi sono nate e cresciute delle erbe che forse non si possono mangiare. Così oggi ho passato la giornata a fare spazio alle piantine che timidamente stanno crescendo.
Signore e signori abbiamo: finocchi, spinaci, insalata, bietole da costa, patate, cime di rapa e aglio.

Ecco, una cosa che si impara, facendo l'orto, è la programmazione, e si fa l'abitudine alla lentezza, o a un tempo diverso diciamo.

Anche le arance e i mandarini, si prendono il loro tempo. Con calma. Un passo alla volta arriveremo anche al 2014, anche perchè ci siamo!
 
Privacy Policy