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venerdì, febbraio 09, 2018

10 pomodori incredibili da coltivare

Ecco un elenco di 10 varietà di pomodoro che incontrano i gusti di tutta la famiglia, dal costoluto per insalata, al perino giallo, passando per il San Marzano.

Quante volte ci siamo detti: "Ah se Colombo fosse morto in mezzo al mare, insieme a tutto l'equipaggio delle tre caravelle!" Forse sarebbero passati altri milleecinquecento anni prima della scoperta delle Americhe.
Le cose sarebbero andate diversamente, gli indiani sarebbero ancora vivi, le popolazione del centro e sud america pure, Trump sarebbe nato e cresciuto in Germania!
Andata cone è andata, dal 1700 coltiviamo pomodori in Europa, ma può anche essere che tu non li abbia mai coltivati e hai deciso di farlo quest'anno.

10 pomodori

Costoluto di parma

Il costoluto di Parma anche detto Riccio di Parma o anche Riccio Grosso o Rosso Grosso, fa la sua prima apparizione nei primi anni del secolo scorso, quando nel podere dei fratelli Cerdelli si mischiarono alcune varietà di pomodoro con la Nizzarda, prima varietà coltivata nel parmense. Negli anni successivi, il costoluto, divenne la varietà più diffusa nel centro-nord per la conserva.
Il costoluto di Parma è una varietà medio-precoce, una pianta vigorosa e alta, molto produttiva. I frutti si presentano in gruppi di due o tre appena schiacciati ai poli, belli rossi e grossi adornati da costolatura irregolare, pochi semi e molta polpa. La coltivazione di questa varietà era molto diffusa nelle province di Parma, Piacenza fino agli anni '60/'70 quando l'avvento delle macchine agricole e l'industrializzazione dell'agricoltura le ha fatto preferire varietà differenti. Negli ultimi anni si sta riscoprendo la coltivazione di questa varietà rimasta nel cuore e nel palato di orticoltori locali.

Costoluto genovese

Il costoluto genovese è una varietà dal frutto grande possono pesare anche 150 grammi e più, presenta coste irregolari, è adatto a insalate e salse, coltivato tipicamente nella riviera ligure. Si tratta di una varietà precoce (75 gg.), si trapianta con l'arrivo della bella stagione, la pianta è rigogliosa quindi ha bisogno di scacchiatura (tagliare ricacci ascellari) si consiglia di cimare dopo sei palchi floreali, per evitare che cresca in modo indeterminato, caratteristica di questa varietà.

Canestrino di Lucca

Il Canestrino di Lucca è una vecchia varietà che negli ultimi anni sta vivendo una riscoperta da parte dei coltivatori grandi e piccoli grazie alla sempre crescente attenzione, da parte dei consumatori, verso varietà locali e autoctone di pomodoro, è coltivato maggiormente nelle province di Lucca e Pisa. Il pomodoro Canestrino si coltiva bene anche in vaso, questi devono avere un diametro di 18-24 cm. Il terriccio è così composto: substrato a base di torba, fibra di cocco, pomice, perlite o miscugli di questi materiali. Il Canestrino si presenta con la forma a cestino, una polpa soda e non acquosa, pomodoro zuccherino, presenta una marcata collettatura verde e una pronunciata costolatura, ogni pianta produce 4,5 kg.

Il chilo della Garfagnana

Come il nome lascia presagire i frutti di questa varietà possono arrivare al chilo, sono anche detti bistecche perchè si taglia a fette e la polpa è soda e con pochi semi. Sono originari della zona tra il nord della Toscana e l'Emilia, detta appunto Garfagnana Il chilo della garfagnana, oltre ad essere enorme, è costoluto con una colorazione tra il rosa e il rosso quando arriva a maturazione, la buccia compatta. Resiste bene a irregolarità irrigue, non necessita frequenti innaffiature, si può coltivare in zone pedemontane o al Nord della penisola italiana, non per questo però va trascurato, anzi meglio concimiamo migliore sarà il nostro raccolto. Non è precoce ma nemmeno tardiva, la produzione migliore si ottiene tra Luglio e Agosto. Riuscire a metter via dei semi, per l'anno seguente, non è facile, ma non impossibile.

Il principe borghese

Il principe borghese è un pomodoro a grappolo da appendere e conservare in un posto fresco per tutto l'inverno, la resa a pianta è di circa 4-5 kg. Questa varietà arriva a maturazione dopo 90-120 giorni dal trapianto che si effettua ad Aprile, predilige zone soleggiate al riparo da venti. I frutti possiamo definirli a forma di goccia al contrario con in cima una puntina di colore rosso intenso. Prima del trapianto è bene concimare con sostanza organica, il terreno deve essere fertile, fresco e ben drenato, se compriamo varietà indeterminata abbiamo bisogno di tutori a cui legare la pianta, per quelle determinate no. Con questo pomodoro possiamo fare ottime salse o colorate insalate.

semina di principe borghese

Il cuore di bue

Il cuore di bue è un pomodoro dalla tipica forma a cuore e di grandi dimensioni (200-300 gr.), adatto a piccole produzioni di autoconsumo, diffuso in orti di famiglia è un prodotto di nicchia. Non è uniforme nel ciclo produttivo questo lo rende poco adatto alla commercializzazione di massa assieme ad altri difetti come, la buccia fine che lo rende fragile nel trasporto, una volta raccolto dura poco. I frutti sono di colore rosa-rosato, quelli più grandi presentano costolatura più visibile, hanno molta polpa e pochi semi. La pianta cresce in modo indeterminato quindi ha bisogno di tutori e di venir cimata, il ciclo è tardivo. La selezione più conosciuta è il cuore di bue ligure anche conosciuto come pomodoro di Albenga, i frutti sono più piccoli ma più regolari.

Il datterino e il ciliegino

Il datterino e il ciliegino sono varietà che producono frutti a grappolo, il primo a forma di dattero o oliva, i secondi anche detti cherry sono rotondi.
Queste varietà si adattano bene a una coltivazione in vaso, se parliamo di campo, si adattano a ogni tipo di terreno, neutri acidi o alcalini, dando risultati diversi. Le varietà possono essere determinate e indeterminate, in questo caso bisogna sostenerle con tutori e cimarle dopo il sesto palco di fiori.
Rispetto ai pomodori da mensa o ai costoluti la concimazione, l'irrigazione e l'allevamento sono diverse, ma come tutti gli altri sviluppano meglio in climi caldi. I trapianti sono da farsi nel mese di Aprile, la semina in ambiente protetto a Febbraio-Marzo, arriva a maturazione a fine Giugno-Luglio. Entrambi i frutti di queste varietà sono buoni da consumarsi in insalata o in salsa.

Il camone

Il pomodoro camone, originario del sud Sardegna, dove venne introdotto intorno agli anni '80 per resistere ad attacchi fungini, ha forma sferica regolare di piccola pezzatura, è caratterizzato dalla sua croccantezza, se ne apprezza di più il gusto, acidulo, mangiandolo crudo. Il colore va dal verde della zona chiamata spalla al rosso-arancio, dopo la raccolta può durare fino a 15-20 gg. I semi non sono facilmente reperibili, quelli in commercio si chiamano Kamonium, i frutti prodotti sono abbastanza simili al pomodoro camone che si trova in commercio. Ma secondo esperienze di vari orticoltori per hobby, il camone ottenuto nell'orto di casa non è come quello del sud Sardegna che è coltivato in serra e irrigato con acqua salina proveniente da pozzi naturali.

Il san marzano

Il san marzano è la varietà italiana coltivata soprattutto in Campania, tra Nocera, Sarno e San Marzano, ma conosciuta in tutto il mondo, i frutti sono di forma allungata irregolare, buccia fine e dal colore rosso vivo. Anche in questo caso la pianta va tenuta dritta coi sostegni, ma se si vuole la si può lasciare allungare a terra, ma rischiamo di perdere frutti per marcescenza. La pianta è vigorosa, procuce molte femminelle che vanno tolte per far si che la pianta si concentri sui frutti. Trapiantata in Aprile i frutti arrivano a maturazione a Luglio-Agosto, i san marzano maturi sono di un bel rosso vivo. Come tutte le varietà di pomodoro anche questa richiede concimazione, per avere frutti al massimo. Rimane la varietà migliore per salse, conserve e concetrato.

Il yellow submarine/perino giallo

Il perino giallo, simile a un sommergibile, per questo il nome yellow submarine, ha una forma a pera ed è di colore giallo anche quando arriva a maturazione. Molto produttivo e resistente produce frutti a grappoli, il sapore è dolce e poco acico, cresce in modo indeterminato, ricordiamoci di legare la pianta a un sostegno. Riesce un po' ovunque, possiamo seminarlo in semenzaio a Febbraio-Marzo e trapiantarlo da Aprile a Giugno, cresce anche in balcone.

Il pomodoro nero

Per far si che il nostro orto, o balcone, siano colorati dopo il pomodoro giallo possiamo seminare anche quello nero. Possiamo scegliere tra la varietà black cherry, nero di Crimea e sunblack . Sono pomodori dal gusto intenso e dalla forte presenza di licopene, un pigmento antiossidante presente in varia misura in tutte le varietà di pomodoro. Il nero di Crimea ha bacche di grandezza media un po' schiacciate dal peso si 100-150 gr. i black cherry invece sono i classici a grappolo, sferici e piccoli. Si coltivano come gli altri pomodori, anche questi si possono trapiantare in vaso se non abbiamo un orto, dobbiamo cimare se sono a crescita indeterminata, concimare e sfeminellare.

Queste sono i miei 10 pomodori incredibili da coltivare, qualsiasi varietà tu scelga, buon raccolto!
Per approfondire: come ottenere i pomodori più buoni

sabato, gennaio 16, 2016

7 strumenti che non devono mancare nel tuo orto

I 7 strumenti indispensabili per lavorare la terra. Abbiamo deciso di coltivare verdure in un aiuola nel cortile di casa ma non sappiamo da dove iniziare? Ecco un elenco degli strumenti che non devono mancare nel tuo orto.

A proposito di strumenti, chi non piace la musica! Vi ricordate con nostalgia le serate in saletta prove a suonare uno strumento? Avete voglia di riprendere in mano la chitarra, il basso o forse la batteria? Se suonavate lo xilofono va bene anche quello, l'importante è suonare! Soprattutto perchè la musica piace anche alle piante e agli animali, se avete un pollaio potete usare una radio per spaventare le volpi. Dovete tenere una radio a pile appesa nel pollaio sintonizata sulla vostra stazione preferita e assicurarvi che trasmetta 24 ore su 24, nessuna volpe o altro animale selvatico si avvicinerà sentendo delle voci, le galline invece balleranno tutta la notte, mettendo fine, una volta per tutta, al detto "vai a dormire con le galline".

Oltre alla radio, nel nostro orto non devono mai mancare alcuni attrezzi utili per compiere le nostre azioni quotidiane. Ecco un breve elenco di alcuni strumenti basilari da avere:

  • vanga per rivoltare la terra. La vanga veniva usata per rivoltare la terra, operazione che veniva ripetuta più volte l'anno, ma da quando si è scoperto che la fertilità risiede nei primi dieci centimetri di terra si è smesso di praticare la vangatura. Si può usare la vanga per incorporare letame o compost alla terra;
  • rastrello per appianare il terreno, raccogliere foglie o erba sfalciata, togliere sassolini;
  • forca per impiccarsi se il raccolto va male, scherzo perbacco, Dio non voglia! Anche detto forcone serve a spostare cumuli di fieno o altri sfalci d'erba secca;
  • zappa per smuovere la terra per togliere erba indesiderate, tracciare solchi, rincalzare piante, dissoterrare tuberi (patate) o anche solo per appoggiarsi al manico e ammirare il nostro orto compiaciuti;
  • cesoia o buone forbici per potare o tagliare piccioli di frutti maturi;
  • innaffiatoio a doccetta per innaffiare, compriamolo pensando al fatto che lo dobbiamo anche sollevare quando é pieno d'acqua. Se il nostro orto é grande possiamo attrezzarci con un tubo di gomma, o con altri sistemi d'irragazione, come quello a goccia per esempio;
  • uno spruzzino per spruzzare d'acqua i semenzai e tenere la terra sempre umida fino al germogliare dei semi.
Ogni attrezzo dovrà essere proporzionato alle nostre dimensioni, nel senso di altezza e peso, ma anche alle dimensioni dell'orto. Gli attrezzi diventano piccoli se avete da coltivare vasi in terrazzo e più grandi se avete da coltivare il cortile dietro casa, se poi volete esagerare compratevi un trattore, oppure dedicatevi a metodi di coltivazione che non prevedano l'uso di attrezzi, se non minimo, come il sinergico.
Solitamente, gli attrezzi da giardino hanno i manici di legno vanno perciò immersi nell'acqua per qualche ora in modo che il legno si gonfi e trattenga il pezzo in metallo. Non lasciamoceli tutto il giorno perchè il legno potrebbe marcire e addio zappa! Prima di comprare un tipo di zappa o vanga informiamoci dai nostri vicini di terreno su quali siano le più usate, perchè ne esistono di diversi tipi a seconda del tipo di terreno. Vanga a punta per terreni compatti, per esempio.
Attrezzi accessori sono: guanti, marsupio (anche se fuori moda), filo per tirare linee dritte, canapa o raffia per legare le piante ai tutori.

L'argomento attrezzatura da giardino non può certo esaurirsi qua, esistono molti tipi di vanga, zappa, rastrello eccetera, non ci resta che fare un giro nei negozi di giardinaggio e trovare il nostro, sempre se non l'avete già trovato!


mercoledì, ottobre 01, 2014

cosa e come conserviamo per l'inverno: il pomodoro

Quante volte hai sentito la storia della formica e della cicala, altrettante volte ti è stato chiesto se bevi, mangi e ti diverti come se non ci fosse un domani, oppure se metti via ogni briciola di pane per costruire il tuo futuro.
l'aperitivo della cicala!
A chi non piace fare la vita da cicala, almeno per quanto riguarda la parte del divertimento.
Vorresti poter mangiare pomodori a dicembre, condire la pasta con le zucchine a Gennaio, e servire melanzane grigliate la vigilia di Natale? Tutto questo senza muovere un dito? Stai fresco! Per quanto il clima stia cambiando, l'autunno è autunno e l'inverno è freddo, per fortuna!
Se scegli di mangiare prodotti locali, e di non tradire la stagionalità dei prodotti, diciamo che ti devi organizzare. Così, se a fine della stagione estiva, ci ritroviamo con un sacco di pomodori da sistemare, chili di melanzane che ci escono dalle orecchie, e all'ennesima cassetta di zucchine, i tuoi parenti urlano "BASTA!" Allora è tempo di preparare le scorte per l'inverno.

Allora conserviamo il pomodoro!

Il primo passo per dare il via alla fase "conservazione" è procurarsi molti vasetti di vetro col tappo, lavarli e sterilizzarli in acqua bollente, tappi compresi.
Ecco una ricetta semplice per sistemare i pomodori verdi, invece che friggerli a una fermata del treno.
Un altro modo di portarci i pomodori dentro l'inverno, è farli seccare col sale stesi al sole, per poi utilizzarli in brodi, impasti di pane e focacce, o per degli aperitivi.
La preparazione è semplice. Scegliamo i pomodori più rossi, laviamoli con cura, asciughiamoli e tagliamoli a metà. Ora li disponiamo su di una rete rigida, li cospargiamo di sale e facciamo in modo che prendano il sole per tutta la giornata, finché non avranno perso tutti i liquidi. La notte ricoveriamoli dentro casa. Una volta seccati possiamo metterli a strati dentro dei vasi di vetro puliti alternandoli a foglie di basilico o alloro, poi li riponiamo in un luogo buio e asciutto. Se preferite potete chiuderli in sacchetti e congelarli.

pomodori cosparsi di sale

Se avete qualche amico che vuole partecipare alla raccolta delle provviste potete fare la passata.
Raccogliete i pomodori più rossi che avete, oppure compratene una cassetta dal vostro verduraio, ma che siano biologici mi raccomando. Laviamo la verdura e mettiamo a bollire dell'acqua, immergiamoci i pomodori quando questa bolle. Aspettiamo una decina di minuti, il tempo che ci mette la pelle a separarsi dal resto. Scoliamoli e peliamoli, ora passiamoli nel passaverdure a manovella, versiamo la polpa che ne abbiamo ricavato in vasi di vetro o bottiglie inserendo alcune foglie di basilico. Facciamo bollire i vasetti riempiti col pomodoro, dopo questa operazione conserviamoli in un posto buio e asciutto.

Prossimamente vedremo alcune ricette per conservare le melanzane e le zucchine da mangiare durante il rigido inverno.
Voi vi fate le scorte di verdure? Conoscete altri sistemi? Lasciate la vostra ricetta nei commenti.

martedì, aprile 15, 2014

e vai col valzer dei trapianti!

Quando le piantine raggiungono un'altezza di 10-15 cm. sono pronte per il trapianto a terra, oppure in vaso. Ecco come fare i trapianti: ballando il valzer

Come Renato Pozzetto in "Il ragazzo di campagna" sono stata una settimana in città, per fare cose come: recuperare il credito presso una stronza (Relux s.r.l. di Brignano Gera d'Adda) che mi ha ritirato l'attrezzatura e si rifiuta di pagarmi, farsi dire dalla Procura di Bergamo che la denuncia contro la stronza è stata archiviata.
Una volta tornata in campagna ho strappato i finocchi dalla terra.

finocchi appena raccolti

Stronze a parte, siamo in piena primavera e la terra inizia a scaldarsi. Che ci piaccia o no, le piantine crescono e nel semenzaio ci stanno strette, se potessero, all'orto, ci andrebbero da sole. Perciò oggi ci siamo dedicate al trapianto dei pomodori. Ne ho seminate diverse varietà, il San Marzano, il Ciliegino, Yellow Submarine e nero di Crimea, tutte sementi biologiche (Arcoiris). Vorrei riuscire a far crescere un centinaio di piantine, questo primo trapianto riguarda una quarantina di piante.

piantine pronte per il trapianto
Abbiamo caricato il trattore in macchina, perché se lo lasci in campagna te lo rubano, la piaga dei furti persiste in Sardegna, ma forse un po' ovunque. Come ci sta un motozappa nella panda? Male, sporge, ed è molto pesante da caricare, ma ci siamo riuscite! 
Abbiamo ammorbidito la terra e interrato del letame maturo, con la zappa abbiamo fatto i solchi per le piantine. Ad un certo punto è partita la sigla di Beautiful e non abbiamo capito più niente, ci siamo trasformate in Brooke Logan e Ridge Forrester e fatto delle foto fashion.

Ecco le piantine di pomodoro alloggiate in pieno campo, come vicini di casa hanno le fave e le insalate.
Ho coccolato e accudito queste piantine da quando erano seme, solo la porta della veranda ci separava, hanno dormito vicino a me, la mattina uscivo e le avevo davanti agli occhi, è difficile separarsene quando crescono. Ma sono molto curiosa di vederle produrre dei pomodori.

trapianto avvenuto
E voi a che punto siete coi trapianti? Siete pronti a seminare angurie, meloni, fagioli e fagiolini?


lunedì, marzo 17, 2014

10 canzoni che parlano di altro, ma anche di piante e giardinaggio

Ci saranno dieci canzoni che hanno come argomento l'agricoltura, il giardinaggio, o anche solo un mercato ortofrutticolo? Un testo di una canzone che ci restituisca un emozione provata all'ombra di quel cipresso, o annusando quella rosa regalataci. Una musica che ci ricordi il gusto di quel particolare frutto, o che ci faccia pensare al colore di quel pomodoro, non un altro, proprio quello. La playlist del giardiniere, mi è venuta in mente cantando Il cielo in una stanza ai miei pomodori. Immaginandomi in una stanza le cui pareti fossero alberi infiniti? No di certo, ma piantine di pomodoro.
Perché, se non mancano libri ambientati in giardino, boschi, foreste o immersi nella natura in generale, dovranno pur esserci delle canzoni inneggianti la "cosa" verde

Galline pronte a scatenarsi!

1. Salirò, Daniele Silvestri

Se volete fuggire da un amore che non ricambiate più, è meglio avere a portata di mano un cespuglio di rose, per arrampicarvisi su, su, su e ancora più su.
Daniele Silvestri, Salirò.
E salirò salirò
Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo
Lontano.

2. Montagne Verdi, Marcella Bella

Un'idea di campagna un po' infantile e nostalgica, quella di Marcella Bella in Montagne verdi, con per amico un coniglio dal muso nero. Grazie a Marcella la vendita di conigli, come animali da compagnia, crebbe in modo esponenziale. I nostri genitori dovettero rinunciare al loro piatto preferito, mica si poteva mangiare coniglio avendone uno che dormiva in salotto. Dopo questo pezzo, fu chiaro a tutti che i bambini venivano rapiti dai treni, non dagli zingari.
Mi ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina,
con l'amico mio più sincero, un coniglio dal muso nero,
poi un giorno mi prese il treno, l'erba, il prato e quello che era mio,
scomparivano piano, piano e piangendo parlai con Dio.



3. Il Giardiniere, Niccolò Fabi

Il giardiniere come colui che cura le piante, che le sa valorizzare, che le fa risplendere, che cerca di non fargli mancare niente. Da questo punto di vista c'è chi si prende le proprie responsabilità, scegliendo di essere il giardiniere in un rapporto di coppia. Come non pensare alle storie finite perchè non siamo stati abbastanza giardinieri o perchè il nostro giardino non è stato curato. Quindi innaffia e e prenditi cura del giardino, anche del tuo per non aspettare che lo facciano gli altri.
Tu sei il giardino e io sono il giardiniere
tu sei la gioia e io sono il gioielliere
tu sei la stalla e io sono lo stalliere
tu sei la sedia...
Penso che dovrò annaffiare
i frutti dentro di te
Penso che dovrò coltivarti un po' di più


4. Strawberry fields forever, The Beatles


Il prossimo pezzo potrebbe essere il sogno di ogni agricoltore, pensare a un frutto che piace a tutti, e moltiplicarne i campi all'infinito. Una distesa infinita di campi di fragole! Oppure il peggior incubo di un agricoltore biologico, una coltivazione intensiva e infinita di fragole, AAAAAAAAAAHHHHH!!
The Beatles, Strawberry fields forever
Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry fields forever.
Strawberry fields forever.


5. Il Ragazzo della Via Gluck, Celentano

Della serie "una volta qua era tutta campagna", Celentano con Il Ragazzo della via Gluck. Un giovane che era vecchio prima di esserlo davvero, qualcuno potrebbe insinuare un anziano rompicoglioni. Ma ha anticipato il sogno moderno di tutti i milanesi, andare a vivere in una cascina.
Là dove c'era l'erba ora c'è 
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.


6. The New Timer, Bruce Springsteen

Basta scherzare ora. C'è un album ispirato al romanzo Furore di John Steinbeck, che affronta il tema della migrazione interna degli Stati Uniti negli anni della grande depressione, si tratta dell'album The gost of Tom Jod di Bruce Springsteen. Canta le disavventure dei migranti, di chi è costretto ad accettare ogni tipo di lavoro, pur di cambiare la propria condizione di ultimo della terra. Le canzoni sono quasi tutte ambientate lungo il confine col Messico, oppure nei campi della California, come questa, che allude a raccolta di pesche o barbabietole. Il brano in questione è 
The New Timer Bruce Springsteen,   
I hoed sugar beets outside of Firebaugh
I picked the peaches from the Marysville trees
They bunked us in a barn just like animals
Me and a hundred others just like me

We split up come the springtime
I never seen Frank again
'Cept one rainy night he blew by me on a grainer
Shouted my name and disappeared in the rain and wind



7. Piero tra la campagna e il cielo, Omar Pedrini 

Omar Pedrini ama la vita contadina e i cibi genuini, e io non lo sapevo. Nell'ultimo disco dedica ben due canzoni alla natura. Una è Piero tra la campagna e il cielo, l'altra è Nonna Quercia Folk Band, la prima dedicata a una persona che sceglie la vita contadina per passione, un individuo concluso e solido nella sua vita. La seconda è dedicata ad una quercia, si tratta di un albero monumentale che è stato salvato dall'abbattimento.
I primi versi ritraggono una scena assolutamente bucolica:
Piero
tra la campagna e il cielo
risuona il tuo pensiero
felice davvero
tua moglie sul sentiero
un figlio appeso al seno
di miele di fieno
ma ora tornerò là
la grande città
che non ha tempo e
non chiede mai come và

8. Desert Rose, Sting

Avrà le rose, nella sua villa tra i colli Toscani, Sting? Avrà fatto pace con la tanto bramata rosa? Sarà riuscito a realizzare il suo personale giardino dell'Eden? Probabilmente sì, fatto sta che un giorno cantava:
Sting, Desert Rose
Sweet desert rose
Each of her veils, a secret promise
This desert flower
No sweet perfume ever tortured me more than this
Sweet desert rose
This memory of Eden haunts us all
This desert flower, this rare perfume
Is the sweet intoxication of the fall 
 


9. Lo scrutatore non votante, Samuele Bersani 

Lo Scrutatore non Votante è un giardiniere che nessuno vorrebbe per vicino. Oppure sì ed avere la certezza che la sua erba, non sarà mai più verde della nostra.
Infatti:
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica


10. L'ultima giornata di sole, Cristina Donà


In questo brano l'autrice si fa fascio di grano ma anche prato fiorito, non vuole che l'estate passi portandosi via il calore di un innamoramento estivo. Potrebbe anche riferirsi all'alternarsi delle stagioni e a come tutto cambia, ed è questo il bello dell'orto e della vita.
portami ancora più in alto
ho un'anima a forma di prato
sorprendentemente fiorito
non aspetto e non voglio sprecare
l'ultima giornata di sole
l'ultima giornata di sole

torna la pioggia a cambiare le cose

Voi cosa cantate, in compagnia delle vostre piante? Lo sapete che ci sono centinaia di studi a dimostrare che le piante crescono meglio se ascoltano musica?

martedì, febbraio 18, 2014

Quali varietà seminare?

Il cibo che troviamo in vendita nei supermercati non è più sostenibile, l'enorme massa di cibo esposta si ottiene con grandi sacrifici e consumi d'acqua e altre risorse preziose.
Per questo è importante sceglire di coltivare in proprio le verdure che consumiamo.
Ecco la mia risposta a quali varietà seminare.
Questo è il micro-orto di casa, dove coltivo poche cose che possono servire in casa. Le aiuole sono fatte con legni e tavole recuperati. Ho seminato una fila di bulbilli di aglio rosso, una delle prime cose che ho piantato, i bulbilli si interrano a ottobre. Ho alcuni finocchi, che hanno fatto dei giorni di semenzaio e poi gli ho trapiantati a terra. Ho seminato una fila di piselli, ho seminato le cime di rapa mi sono rimaste tre piantine, da dieci che erano. Ho poi piantato una cipolla e, a destra in alto nella foto, potete notare una massa verde indefinita, si tratta di lenticchie.

micro-orto 

Il vaso bianco, è un piede di un lavandino, girato al contrario, una sorta di "fontana" di Duchamp.
Ci cresce dentro la salvia, e degli immortali bulbi di mia zia, interrati in ogni angolo di terra del nostro giardino. Fioriscono in primavera, muoiono in autunno, e poi rinascono, un continuo. Nel mentre, nei semenzai, ho pronte le piantine che daranno il cambio alle altre, che forse mi mangerò.

Semenzai.

A febbraio si inizia a progettare l'orto, tra le decisioni da prendere c'è, quali varietà utilizzare e far crescere nel balcone di casa, o nel nostro micro-orto in giardino. Le varietà (o cultivar) si possono paragonare alle razze di una specie animale: sono piante della stessa specie con caratteristiche differenti che sono trasmesse di generazione in generazione. In commercio si trovano due varietà: le "standard" e gli "ibridi", indicati con "F1". La differenza tra queste due varietà, risiede nel fatto che dai semi delle varietà standard si ottengono individui simili alla pianta madre, mentre dai semi ottenuti dagli ibridi, quando sono fertili, si sviluppano piante che hanno perso le caratteristiche agronomiche della pianta madre. Quindi non sono semi riutilizzabili.

cartelle di uova riciclate

Meglio scegliere varietà diffuse nella zona in cui coltiviamo, e sementi biologiche per una scelta democratica. Potremmo riprodurre sementi, e piante produttive uguali alla pianta madre. La riproduzione degli ibridi è riservata alle multinazionali.
Io, per ora, ho messo pomodori san marzano, pomodoro ciliegino, pomodoro yellow sub-marine. Melanzane, peperoni d'Asti, basilico viola e verde e il prezzemolo.

semenzaio da balcone

Poi, riciclando le cartelle delle uova, ho seminato la lattuga regina dei ghiacci e la cicoria palla rossa. Queste ultime andranno trasferite e diradate per farle crescere, appena sarà pronta l'aiuola. Il prezzemolo cresce nella cassetta di legno, dove l'ho seminato. Le confezioni delle uova sono utili in fase di germinazione. Questo inverno anomalo, ci ha regalato delle giornate con temperature primaverili, e le giovani piantine hanno goduto del tepore dei raggi solari e di abbondante luce.

I vantaggi di un'auto-produzione di ortaggi sono diversi, meno inquinamento. La certezza di godere di un cibo di buona qualità, coltivato e raccolto senza nuocere a nessun essere, umano o animale. Sono innumerevoli gli studi, secondo i quali, passare del tempo all'aria aperta, seminando e coltivando verdure, ci fa bene. Coltivare fa bene, più che andare in palestra!

E voi coltivate?


giovedì, gennaio 30, 2014

la campagna



Siamo consumatori di cibo.
Per Consumo Consapevole, si intende il prendere coscienza della necessità di acquistare prodotti che riducano al minimo le cause della sottoalimentazione e dei danni inferti all'ambiente, valutando, nel contempo, la sofferenza che talune scelte e abitudini infliggono agli altri animali.

Questa introduzione è per presentare un'idea: avviare, nella campagna di Tortolì, un progetto di riqualificazione di terre incolte e abbandonate. 
Mio nonno era un contadino, coltivava, con la mia famiglia, due ettari di terreno nella zona agricola nel comune di Tortolì, nei pressi dello stagno. Poi mio nonno è venuto a mancare. Alla mia famiglia è venuto a mancare chi sapeva progettare l'orto e curare le piante. Ora la terra è abbandonata del tutto. 

Questa cosa mi spezza il cuore. Per il momento mi serve un piccolo contributo per avviare il primo ciclo colturale primavera/estate 2014. Ho già seminato alcune colture invernali, come spinaci, patate, aglio, piselli e fave, per prendere confidenza con il terreno e le colture.

Le scelte individuali possono trasformarsi in grandi cambiamenti collettivi. Per il futuro di tutti noi.
Per questo ho bisogno di un piccolo aiuto, da parte di tutti quelli che hanno a cuore queste tematiche. Non è importante la cifra, è importante esserci.



Potrai seguire sempre i lavori nell'orto attraverso il blog, l'orto sarà un luogo aperto per tutti quelli che lo vorranno.



Vi aspetto!


lunedì, gennaio 27, 2014

non si butta via niente

In agricoltura biologica, i modi per nutrire il terreno sono due, con il letame oppure con il compost. Nel mercato si trovano sia l'uno che l'altro, ma vuoi mettere la soddisfazione di farti il compost in casa? Perciò da oggi non si butta via niente

Le piante hanno bisogno di azoto, fosforo e potassio, glielo si può fornire tramite la chimica, così come noi prendiamo le medicine quando siamo carenti di qualcosa, oppure glieli forniamo naturalmente.
Una delle prime cose che ho letto nel libro "Il mio orto biologico" è stato il capitolo che parla del compostaggio, e di come restituire al terreno, gli elementi di cui si nutrono le nostre colture. Sembra facile, in tre mesi potrai già avere i primi risultati. Allora cerchiamo la compostiera più adatta, qua un articolo completo di diverse compostiere reperibili sul mercato. Ma passeggiando nel web, ho trovato la compostiera definitiva, questa:


Con tanto di tutorial per potersela costruire. Nessuna compostiera vi piacerà più!
Al momento di iniziare a compostare ci chiediamo delle cose.
Cibo cotto si o no? Anche se verdura? Frutta si sempre? E i semi? Ho visto spuntare una pianta dalla mia compostiera, è possibile?
Il processo di compostaggio si svolge in due fasi:

  • bio-ossidazione: è caratterizzata da intensi processi di decomposizione delle componenti organiche più degradabili, induce un innalzamento termico tale da consentire l'igienizzazione della massa;
  • maturazione: questa fase, caratterizzata da ulteriori processi di trasformazione della sostanza organica e dalla formazione di sostanze umiche, permette la stabilizzazione e la maturazione del compost.

Il compost viene definito ammendante perché migliora le caratteristiche fisiche del terreno. Viene fatta un ulteriore distinzione a seconda delle materie usate per ottenerlo. Se è fatto solo di verde, oppure se è fatto da rifiuti organici degli RSU.

Se il compost non è maturo puzza, basta farlo arieggiare rivoltandolo fino a quando non perde l'odore sgradevole. Cosa possiamo compostare? Gli scarti non cotti della cucina, ovvero quello che rimane quando puliamo frutta e verdura. Niente croste di formaggio o avanzi di cibo che possano fare gola a piccoli roditori. La carta e il cartone se non hanno adesivi o altre plastiche. I fondi del caffè, e le bustine di te. I resti delle potature solo se ridotti in piccoli pezzi, se troppo grossi è meglio di no. Lo sfalcio dei prati sì. Sì anche per aghi di pino e foglie secche.
Nei mesi invernali la decomposizione rallenta, riprende velocità in primavera. Dobbiamo anche verificare il grado di umidità, prendiamo una manciata di compost, lo premiamo tra le mani e vediamo se si disfa o se perde acqua. Se ne perde troppa aggiungiamo materia secca, se è secco lo innaffiamo.

Per approffondire: Yes, we compost!
Voi avete dei trucchi per compostare? Lo fate da tanto?

lunedì, gennaio 20, 2014

collezione orto: primavera-estate 2014

Vediamo, ora, cosa indosserà il nostro orto nella stagione primavera-estate 2014

La prossima primavera-estate, il mio orto vuole essere femminile, romantico e glamour.

Ruolo chiave della collezione è senza dubbio la ricerca dei semi biologici, delle piante più adatte al tipo di terreno, tenendo conto delle consociazioni e successioni delle colture. I colori come protagonisti indiscussi di una stagione vitale come la primavera-estate. Ma non solo ortaggi nel nostro orto. Il must è il campo fiorito, se sono fiori di campo ancora meglio. Un campo che sia frivolo davanti, ma rigoroso dietro. Una materia prima dalla quale possiamo ottenere dell'ottimo foraggio, o arricchire una splendita compostiera.


La palette di colori va, dall'acceso rosso pomodoro al verde smeraldo dell'anguria, passando per le sfumature caraibiche dei peperoni, e infine tuffarsi nel viola melanzana.
Il pomodoro, un ortaggio forte e vitale, un colore da sempre simbolo di passionalità, ma che non rinuncia all’eleganza pur avendo una vita frenetica. Cosa indosserà, ancora il nostro orto? Le righe. Chi l'ha detto che le righe sono solo Black&White! Un'alternanza inusuale stimola la nostra creatività, accresce la nostra personalità, ci sfida ad accettare abbinamenti improbabili. L'orto è arte e in questo caso è superlativa. L'anguria striata dona all'orto freschezza e magrezza. Il frutto, e noi con lui, acquistiamo dinamismo, grazie alle linee verticali.
anguria lunga striata
Al ritmo di mambo, i peperoni sfoggiano con ironia la loro stoffa, quasi si trattasse di chiffon o raso pesante, dando un tocco divertente all'orto. La melanzana, quando la forma riesce a dare un significato semantico ad un concetto, che non potrebbe esprimersi altrimenti. Un colore, una forma, una texture che non può certo mancare nell'orto primavera-estate.
Come gran finale, celebrazione della famiglia delle cucurbitacee: le zucchine ammantate di mistero, ma non troppo, si decorano il capo con vistosi fiori giallo oro, le zucche ornamentali, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà.

Tutto questo e altro potrete ammirarlo nel mio orto quest'estate. Vi aspetto in Sardegna!

Nel gran finale, celebrazione degli abiti bianchi, con spose d’avanguardia, le uniche capaci di decidere che forma ha la propria libertà. - See more at: http://www.vogue.it/sfilate/commenti-quotidiani-alle-sfilate/2011/09/live-on-vogue-day-4#sthash.gPHwIDe1.dpuf

lunedì, gennaio 13, 2014

filiera corta

Alzi la mano chi ha già sentito parlare di filiera e anche di filiera corta.


In tanti. Ma chi sono quelli che riescono a fare la spesa a km0? Ci piace davvero avere un rapporto quasi esclusivo con il contadino? Forse è un idea un po' romantica? Ci sentiamo meglio se le arance che mangiamo, non sono raccolte da ragazzi malpagati e sfruttati? Io sì, francamente. Odio le zone adibite alla frutta e verdura dei grandi supermarket. Oggi ancora di più perchè tra tanta merce proveniente da coltivazioni intensive, c'è il finto biologico. Frutta e verdura che non avrà traccia di pesticidi, ma viene comunque da campi dove si coltiva sempre e solo la stessa cosa. Oltre al fatto che le aziende agricole che la forniscono sono ostaggio del pagamento del grande market. Il futuro si spera sia fatto da piccole aziende agricole biologiche che riescano a vendere i propri prodotti direttamente al consumatore.
Alzi la mano chi è stufo di sentir parlare di filiera corta e della sua importanza. 


Noooooooo, scherzate! Non ho ancora finito! Scegliere di fare la spesa seguendo il principio della filiera corta, non è una moda, ma una buona pratica diffusa, che speriamo si diffonda ancora di più. 
I G.A.S. ovvero i gruppi d'acquisto solidali, hanno contribuito alla sua diffusione, anche se non mancano voci critiche nei confronti di alcuni di essi. Anche la mia esperienza, coi G.A.S., non sempre è stata positiva. Per esempio, alcuni di essi non sempre si dimostrano solidali coi progetti degli imprenditori agricoli, ma ricercano solo il prezzo basso, o lo sconto. Ma si spera siano casi isolati, non pratiche consuete. A me piace avere dei rapporti diretti, con le persone alle quali vendo dei prodotti alimentari. Si capiscono meglio gusti, ci si scambia consigli, è più spontanea la condivisione di storie e problemi. 
Ecco, ora ho finito. Voi ci parlate con il vostro coltivatore diretto? 

domenica, gennaio 12, 2014

campagna family farming

Il 2014 sarà l'anno delle family farming, ovvero delle famiglie che coltivano vegetali, allevano animali, o pescano. Spesso, si tratta di famiglie dei Paesi in via di sviluppo, che si rivolgono alla terra per la sopravvivenza loro e della loro comunità. Si tratta di piccola agricoltura familiare, gli appezzamenti sono inferiori ai due ettari. Ma la loro diffusione è tuttaltro che irrilevante, visto che, secondo dati FAO, contribuiscono per i due terzi alla produzione alimentare mondiale.
Dal sito family farming campaign:
L'Anno Internazionale della Family farming 2014 è un'iniziativa promossa dal Forum Mondiale rurale e sostenuta da oltre 360 ​​società civili e delle organizzazioni degli agricoltori. Questa celebrazione in tutto il mondo, dichiarata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mira a diventare uno strumento per stimolare politiche attive per lo sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli basati su famiglie contadine, le unità comunali, gruppi indigeni, cooperative e famiglie di pescatori.


Tutto questo lavoro è stato fatto nell'ottica di combattere efficacemente la povertà e la fame, e la ricerca di uno sviluppo rurale basato sul rispetto dell'ambiente e la biodiversità.

Family Farming.

Il 43% della popolazione mondiale attiva è impiegata in agricoltura. La percentuale è aumentata al 53% nei paesi in via di sviluppo. Nell'Africa sub-sahariana, l'80% delle aziende sono di proprietà e vi lavora la famiglia. A livello mondiale 1,5 miliardi di case vivono di agricoltura.

Ma l'Agricoltura della famiglia è molto più di un modello di economia agricola: è la base della produzione sostenibile di alimenti, della gestione dell'ambiente e della sua biodiversità, una fontana di importanti dimensioni culturali di ogni popolo, un pilastro fondamentale nell'integrale sviluppo delle nazioni.

Le family farming devono affrontare una serie di sfide: la difficoltà di accesso alle risorse e materie prime, l'invecchiamento della popolazione e la mancanza di ricambio generazionale (abbandono della terra da parte dei ragazzi), la mancanza di commercializzazione, formazione e servizi finanziari , la volatilità dei prezzi, poca o nessuna partecipazione ai processi decisionali, ecc... Tutto questo riflette la mancanza di riconoscimento del ruolo strategico che svolge.
Il dato parla da solo: nei paesi in via di sviluppo tre su quattro persone povere, vive in aree rurali, e dipendono dall'agricoltura per la propria sussistenza. Le donne possiedono meno del 2% della terra e ricevono meno del 5% dell'assistenza tecnica fornita agli agricoltori.
La crisi alimentare, che abbiamo vissuto in questi ultimi anni, ha portato un cambiamento di tendenza, provocando un certo interesse internazionale nei riguardi delle Family farming. C'è un'occasione unica per rilanciare le family farming nel mondo.


Obiettivi.

  • Promuovere politiche a favore dello sviluppo sostenibile delle family farming attraverso l'adozione di misure e strategie concrete e operative, rendendo stanziamenti di bilancio.
  • Rinforzare la legittimità delle associazioni agricole, per rappresentare gli interessi della famiglia agricola ed essere ascoltati, e, cointeressato con la realizzazione di politiche agricole. 
  • Aumentare la sensibilizzazione della società civile e di tutti gli agenti sociali del ruolo della famiglia agricola.
  • Ottenere il riconoscimento del ruolo delle donne nelle family farming, e dei loro diritti specifici. 
  • Sostenere e difendere un'economia internazionale di prodotti alimentari sulla base di regole che favoriscono lo sviluppo e la sicurezza alimentare in tutti i paesi. 
  • Promuovere la ricerca associata con lo sviluppo rurale sostenibile dando risorse umane e finanziarie.

venerdì, gennaio 10, 2014

sei ancora disoccupata?

 spinaci
 arance
cime di rapa

Che bella soddisfazione vedere le verdure crescere. Oggi ho rincalzato le patate, coccolato il resto delle piantine. Un po' di pulizia, qualche goccia d'acqua. 
Hanno fatto capolino anche le fave. Fa bene passare delle ore all'aria aperta, al sole, al caldo anche se siamo a gennaio. Pensi che sarebbe bella un azienda agricola biologica. Ma sono in Sardegna, non in California. 
Mi fanno domande come questa: "Ah, ma tu sei ancora disoccupata?" Io ho risposto, che no, non sono disoccupata, ma coltivo la terra. Semino e faccio crescere i vegetali, le verdure, il cibo. Come è possibile che la gente non lo consideri un lavoro? Io passo all'orto molte ore, non è un lavoro di concetto, se dicessi: "faccio l'artista?" sarebbe diverso? Le reazioni vanno dal ridermi in faccia, al guardarmi sconsolati. Come hanno fatto queste persone a dimenticarsi che la terra è una risorsa, se ben utilizzata? Per questo mangiamo, cetrioli dall'Olanda, pere dal Cile e fave dalla Turchia. Ma porca miseria, con il clima che abbiamo possibile che non ci sia un piano di sviluppo rurale che ne tenga conto? Io ho la fortuna di avere l'orto, grazie a mio padre, perchè dovrei preferire fare la cameriera in un qualsiasi bar, ristorante o albergo d'Italia?
Se non fossi una persona educata, manderei tutti a quel paese!
Poi penso al giardino, a quante cose ci sono da fare, ed è lavoro anche quello, il mio lavoro futuro. 

giovedì, gennaio 09, 2014

nuovi agricoltori crescono

Da yourural.net:
Oggi è stato presentato al MiPAAF "AgrOsserva" l'Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell'agroalimentare italiano.
Scarica QUI comunicato stampa ed il primo rapporto di AgrOsserva relativo al III trimestre 2013.

Molto interessanti i dati presentati anche con riferimento alla tematica che ci interessa di più: quella legata ai giovani e sulle motivazioni che spingono ad intraprendere l'attività di imprenditore agricolo.

Nel primo semestre 2013 secondo i dati presentati il 9,8% delle nuove imprese italiane appartengono al settore agricolo.
Ecco il profilo-tipo del nuovo imprenditore agricolo:

  • è uomo (67%);
  • ha nazionalità italiana;
  • opera nel Mezzogiorno;
  • inizia la propria attività con meno di 5 mila euro (66%);
  • ha un diploma (38%);
  • ha un'età compresa tra i 51 e i 65 anni (26%) ed ha avuto precedenti esperienze professionali (in primis come operaio o apprendista, poi come impiegato e quadro e per il 13% come coltivatore diretto);
  • il nei imprenditore è stato spinto ad intraprendere questa professione per succedere ad un familiare 36% o per reaalizzarsi attraverso lo sviluppo di un'attività imprenditoriale (auto-realizzazione).
Vediamo se rientro nel nuovo imprenditore agricolo:
  • donna, 
  • nazionalità italiana, 
  • opero nel meridione insulare, 
  • ho iniziato con meno di 5000 euro, 
  • ho un diploma, 
  • direi che l'età è tra 35-40 (precedentemente ho fatto la sfoglina), 
  • cerco una realizzazione personale coltivando gli ortaggi, non mi sento imprenditrice.
Bèh! Quattro su sette, sono più del 50% posso considerarmi un nuovo imprenditore agricolo. Il più è fatto. 


Mio nonno, quando coltivava lui l'orto. Manca da tanti anni, io ero una ragazzina stupida quando è morto. Ma mi ricordo ancora i meloni e le pesche buonissime che coltivava. Così buone, le ho ritrovate solo da coltivazioni biologiche. 
L'ulivo dietro le tue spalle c'è ancora, nonno. Pure i tuoi mandarini e le tue arance, questa primavera ti risemino i meloni. 
Ciao.
 

martedì, gennaio 07, 2014

chi è la mucca nel campo?

piselli in fiore
Oggi ho fatto una nuova esperienza di pratica agricola, ho trovato i lombrichi (Lumbricus rubellus), anche detti vermi della terra, quelli che hanno un colore tra il rosso e il marrone. Mi sono ricordata di aver letto, che in un ettaro di terreno possiamo trovare fino a tre, quattro quintali di peso di lombrichi, è o no un dato rilevante? "Questo peso si avvicina a quello di una piccola mucca. Si parla quindi anche della “mucca nel campo” e si intende con questo il lombrico attivo nel terreno. Il lombrico mastica ininterrottamente durante il periodo vegetativo la terra e la rende in questo modo friabile e simile al composto; con la sua attività spinge sempre più terreno dal basso verso l’alto.
Schultz-Lupitz chiamò il lombrico un coltivatore instancabile e propose già nel 1891 la formazione di una “commissione speciale per lombrichi” nell’Associazione agricola tedesca."

Da "L’utilizzo delle erbe aromatiche in agricoltura" di Franz Lippert.


fiore dei piselli


Mi fa piacere sapere che questa "mucca" lavori alacremente sotto terra. Ma basta setacciare il compost quasi pronto, per trovarne a decine. Per sapere se ci sono basta avvicinare l'orecchio alla terra e sentirli masticare. Oppure verificare che nel campo sia presente l'ortica. La fertilità del terreno è direttamente proporzionale alla presenza del lombrico, più sono numerosi più il nostro terreno è fertile. Perché producono humus mangiando gli scarti organici, esistono dei metodi per allevarli: il "vermicompostaggio". Per iniziare la nostra coltivazione di vermi dobbiamo quindi procurarci un bidone da compostaggio e dei vermi.
I nostri lumbricus possiamo trovarli vicino a legni in decomposizione o in altre situazioni simili, ma possiamo comprarli anche in internet, comprandone almeno un chilo ci portiamo a casa circa 1000 unità. Ovviamente dovrete nutrirli tutti i giorni, con almeno un chilo di scarti della cucina, occorre un grande bidone per il compostaggio, così avrete terra fertile prodotta in casa.

La coltivazione va avanti e i piselli sono in fiore, così in primavera ci sarà qualcosa da mangiare, speriamo!
Questa mattina ho rincalzato le piantine, perchè erano tutte stese causa pioggia dei giorni scorsi. Domani sistemiamo i finocchi, può sembrare tardi, ma giuro che in Sardegna crescono bene anche ora. Il clima è così mite che potremmo produrre il cibo che consumiamo, invece la Sardegna importa il 70-80% del cibo che consuma. Come diffondere allora l'orticoltura, come far capire alle persone che anche un orto in cassetta può farti risparmiare?

In questi pensieri, delle volte, mi arrovello.   

venerdì, gennaio 03, 2014

scaglioni di fave

Oggi è stata ancora una giornata di semina. Ho seminato le fave. Tutto quello che faccio all'orto, lo faccio seguendo le indicazioni del libro "Il mio orto biologico". L'unica cosa che devo modificare sono i tempi di semina, perchè il mio terreno è al sud, e alcune cose si possono seminare anche in inverno. Per sempio le fave che si seminano a scaglioni. 
Ho iniziato a dicembre, mi son fermata per le feste (mie non delle fave), e a gennaio si riprende. Per avere fave fino ad aprile. 

Snocciolare argomenti sulle fave una sera a cena.
Mia cugina è fabica, sviene a contatto con un campo di fave, o con delle fave al mercato. Questo è quello che so su questa malattia. Diffusa solo nei paesi mediterranei, ma non ho certo le competenze per un post sul favismo. C'è un movimento pittorico con lo stesso nome, ma è scritto fauves ma si dice anche fauvismo. Se non rimorchiate con questi argomenti, non so cosa suggerirvi.

Aspettative.
Che smetta di farmi male la schiena, per soli due colpi di zappa. Che nascano e crescano belle rigogliose. Ho seminato un chilo di fave, spero di raccoglierne dai 25 ai 30 chili. Mmmmh fave fresche e pecorino! E fave con lardo? Ne vogliamo parlare? Forse la prossima volta. 


 

giovedì, gennaio 02, 2014

il venditore di droghe

Anche detto droghiere. Dal droghiere è possibile trovare tutte le erbe aromatiche, essicate, in vendita. Ma vuoi mettere il piacere che si prova a coltivarsele da se? 
In biblioteca ho preso in prestito alcuni titoli alla ricerca di dritte e consigli: "L'utilizzo delle erbe aromatiche in agricoltura" di Franz Lippert e "Il giardino degli aromi" quest'ultimo dal titolo suggestivo, no?
Il primo è molto interessante, parla dell'influenza del prato aromatico sull'agricoltura, ma anche nella dieta dei bovini. A questo proposito è ricordata una frase di Rudolf Steiner "Bisognerebbe fare attenzione a come dalle erbe profumate del prato derivi una reciproca stimolazione della vitalità anche per le piante circostanti".  
Vengono riportati degli esempi su come alcuni ortaggi cambino sapore in vicinanza di aromatiche. Il cavolo vicino alla salvia o alla menta. 
Per le rose sofferenti suggerisce l'aglio o il porro. Il piccante odore del rafano fa crescere bene le patate se posto ai lati dell'aiuola. Le aromatiche influenzano anche al fantasia guardate questo presepe.
Proverò a seguire questi e altri consigli di Franz Lippert. Se si vuole trovare un difetto, non ci sono fotografie.
Ne "Il giardino degli aromi" ci sono tantissime fotografie invece. Foto di giardini profumati che fanno molta invidia. Ora voglio a tutti i costi l'erba cipollina! 
Aspetto con ansia la primavera per seminare la borraggine.

E voi cosa fate? Le aromatiche, le utilizzate, le coltivate, ne avete una preferita? Oppure andate dal droghiere?

mercoledì, gennaio 01, 2014

propositi

I propositi per l'anno nuovo devono essere per forza buoni?
Cioè l'aggettivo buono si accompagna per forza a propositi? Oppure, invece che dimagrire, mangiare meglio e fare attività fisica, potrei ingrassare e mangiare sempre male, non fare mai e poi mai attività fisica?
Perchè è faticoso cercare di mangiare meglio! Mangiare, poi, quello che si riesce a coltivare, ha dei tempi da digiuno! Forse Pannella, quando digiuna, è perchè non gli è cresciuto niente nell'orto! Ho piantato le patate il mese scorso, cosa faccio fino a marzo? Attività fisica all'orto.
Ma il mio proposito per l'anno nuovo resta: mangerò solo quello che riuscirò a coltivare.

Come ho scritto da qualche altra parte, nell'anno 2013 ho praticamente perso tutto, inutile stare a dire per quale motivo, la crisi. Non si sente dire altro, ma io mi sento ancora fortunata. L'orto è diventato una via d'uscita, ma a questo punto un'ancora di salvezza.


I vostri propositi, invece come sono? 
Nell'attesa, Buon Anno a tutti.
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