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venerdì, febbraio 09, 2018

10 pomodori incredibili da coltivare

Ecco un elenco di 10 varietà di pomodoro che incontrano i gusti di tutta la famiglia, dal costoluto per insalata, al perino giallo, passando per il San Marzano.

Quante volte ci siamo detti: "Ah se Colombo fosse morto in mezzo al mare, insieme a tutto l'equipaggio delle tre caravelle!" Forse sarebbero passati altri milleecinquecento anni prima della scoperta delle Americhe.
Le cose sarebbero andate diversamente, gli indiani sarebbero ancora vivi, le popolazione del centro e sud america pure, Trump sarebbe nato e cresciuto in Germania!
Andata cone è andata, dal 1700 coltiviamo pomodori in Europa, ma può anche essere che tu non li abbia mai coltivati e hai deciso di farlo quest'anno.

10 pomodori

Costoluto di parma

Il costoluto di Parma anche detto Riccio di Parma o anche Riccio Grosso o Rosso Grosso, fa la sua prima apparizione nei primi anni del secolo scorso, quando nel podere dei fratelli Cerdelli si mischiarono alcune varietà di pomodoro con la Nizzarda, prima varietà coltivata nel parmense. Negli anni successivi, il costoluto, divenne la varietà più diffusa nel centro-nord per la conserva.
Il costoluto di Parma è una varietà medio-precoce, una pianta vigorosa e alta, molto produttiva. I frutti si presentano in gruppi di due o tre appena schiacciati ai poli, belli rossi e grossi adornati da costolatura irregolare, pochi semi e molta polpa. La coltivazione di questa varietà era molto diffusa nelle province di Parma, Piacenza fino agli anni '60/'70 quando l'avvento delle macchine agricole e l'industrializzazione dell'agricoltura le ha fatto preferire varietà differenti. Negli ultimi anni si sta riscoprendo la coltivazione di questa varietà rimasta nel cuore e nel palato di orticoltori locali.

Costoluto genovese

Il costoluto genovese è una varietà dal frutto grande possono pesare anche 150 grammi e più, presenta coste irregolari, è adatto a insalate e salse, coltivato tipicamente nella riviera ligure. Si tratta di una varietà precoce (75 gg.), si trapianta con l'arrivo della bella stagione, la pianta è rigogliosa quindi ha bisogno di scacchiatura (tagliare ricacci ascellari) si consiglia di cimare dopo sei palchi floreali, per evitare che cresca in modo indeterminato, caratteristica di questa varietà.

Canestrino di Lucca

Il Canestrino di Lucca è una vecchia varietà che negli ultimi anni sta vivendo una riscoperta da parte dei coltivatori grandi e piccoli grazie alla sempre crescente attenzione, da parte dei consumatori, verso varietà locali e autoctone di pomodoro, è coltivato maggiormente nelle province di Lucca e Pisa. Il pomodoro Canestrino si coltiva bene anche in vaso, questi devono avere un diametro di 18-24 cm. Il terriccio è così composto: substrato a base di torba, fibra di cocco, pomice, perlite o miscugli di questi materiali. Il Canestrino si presenta con la forma a cestino, una polpa soda e non acquosa, pomodoro zuccherino, presenta una marcata collettatura verde e una pronunciata costolatura, ogni pianta produce 4,5 kg.

Il chilo della Garfagnana

Come il nome lascia presagire i frutti di questa varietà possono arrivare al chilo, sono anche detti bistecche perchè si taglia a fette e la polpa è soda e con pochi semi. Sono originari della zona tra il nord della Toscana e l'Emilia, detta appunto Garfagnana Il chilo della garfagnana, oltre ad essere enorme, è costoluto con una colorazione tra il rosa e il rosso quando arriva a maturazione, la buccia compatta. Resiste bene a irregolarità irrigue, non necessita frequenti innaffiature, si può coltivare in zone pedemontane o al Nord della penisola italiana, non per questo però va trascurato, anzi meglio concimiamo migliore sarà il nostro raccolto. Non è precoce ma nemmeno tardiva, la produzione migliore si ottiene tra Luglio e Agosto. Riuscire a metter via dei semi, per l'anno seguente, non è facile, ma non impossibile.

Il principe borghese

Il principe borghese è un pomodoro a grappolo da appendere e conservare in un posto fresco per tutto l'inverno, la resa a pianta è di circa 4-5 kg. Questa varietà arriva a maturazione dopo 90-120 giorni dal trapianto che si effettua ad Aprile, predilige zone soleggiate al riparo da venti. I frutti possiamo definirli a forma di goccia al contrario con in cima una puntina di colore rosso intenso. Prima del trapianto è bene concimare con sostanza organica, il terreno deve essere fertile, fresco e ben drenato, se compriamo varietà indeterminata abbiamo bisogno di tutori a cui legare la pianta, per quelle determinate no. Con questo pomodoro possiamo fare ottime salse o colorate insalate.

semina di principe borghese

Il cuore di bue

Il cuore di bue è un pomodoro dalla tipica forma a cuore e di grandi dimensioni (200-300 gr.), adatto a piccole produzioni di autoconsumo, diffuso in orti di famiglia è un prodotto di nicchia. Non è uniforme nel ciclo produttivo questo lo rende poco adatto alla commercializzazione di massa assieme ad altri difetti come, la buccia fine che lo rende fragile nel trasporto, una volta raccolto dura poco. I frutti sono di colore rosa-rosato, quelli più grandi presentano costolatura più visibile, hanno molta polpa e pochi semi. La pianta cresce in modo indeterminato quindi ha bisogno di tutori e di venir cimata, il ciclo è tardivo. La selezione più conosciuta è il cuore di bue ligure anche conosciuto come pomodoro di Albenga, i frutti sono più piccoli ma più regolari.

Il datterino e il ciliegino

Il datterino e il ciliegino sono varietà che producono frutti a grappolo, il primo a forma di dattero o oliva, i secondi anche detti cherry sono rotondi.
Queste varietà si adattano bene a una coltivazione in vaso, se parliamo di campo, si adattano a ogni tipo di terreno, neutri acidi o alcalini, dando risultati diversi. Le varietà possono essere determinate e indeterminate, in questo caso bisogna sostenerle con tutori e cimarle dopo il sesto palco di fiori.
Rispetto ai pomodori da mensa o ai costoluti la concimazione, l'irrigazione e l'allevamento sono diverse, ma come tutti gli altri sviluppano meglio in climi caldi. I trapianti sono da farsi nel mese di Aprile, la semina in ambiente protetto a Febbraio-Marzo, arriva a maturazione a fine Giugno-Luglio. Entrambi i frutti di queste varietà sono buoni da consumarsi in insalata o in salsa.

Il camone

Il pomodoro camone, originario del sud Sardegna, dove venne introdotto intorno agli anni '80 per resistere ad attacchi fungini, ha forma sferica regolare di piccola pezzatura, è caratterizzato dalla sua croccantezza, se ne apprezza di più il gusto, acidulo, mangiandolo crudo. Il colore va dal verde della zona chiamata spalla al rosso-arancio, dopo la raccolta può durare fino a 15-20 gg. I semi non sono facilmente reperibili, quelli in commercio si chiamano Kamonium, i frutti prodotti sono abbastanza simili al pomodoro camone che si trova in commercio. Ma secondo esperienze di vari orticoltori per hobby, il camone ottenuto nell'orto di casa non è come quello del sud Sardegna che è coltivato in serra e irrigato con acqua salina proveniente da pozzi naturali.

Il san marzano

Il san marzano è la varietà italiana coltivata soprattutto in Campania, tra Nocera, Sarno e San Marzano, ma conosciuta in tutto il mondo, i frutti sono di forma allungata irregolare, buccia fine e dal colore rosso vivo. Anche in questo caso la pianta va tenuta dritta coi sostegni, ma se si vuole la si può lasciare allungare a terra, ma rischiamo di perdere frutti per marcescenza. La pianta è vigorosa, procuce molte femminelle che vanno tolte per far si che la pianta si concentri sui frutti. Trapiantata in Aprile i frutti arrivano a maturazione a Luglio-Agosto, i san marzano maturi sono di un bel rosso vivo. Come tutte le varietà di pomodoro anche questa richiede concimazione, per avere frutti al massimo. Rimane la varietà migliore per salse, conserve e concetrato.

Il yellow submarine/perino giallo

Il perino giallo, simile a un sommergibile, per questo il nome yellow submarine, ha una forma a pera ed è di colore giallo anche quando arriva a maturazione. Molto produttivo e resistente produce frutti a grappoli, il sapore è dolce e poco acico, cresce in modo indeterminato, ricordiamoci di legare la pianta a un sostegno. Riesce un po' ovunque, possiamo seminarlo in semenzaio a Febbraio-Marzo e trapiantarlo da Aprile a Giugno, cresce anche in balcone.

Il pomodoro nero

Per far si che il nostro orto, o balcone, siano colorati dopo il pomodoro giallo possiamo seminare anche quello nero. Possiamo scegliere tra la varietà black cherry, nero di Crimea e sunblack . Sono pomodori dal gusto intenso e dalla forte presenza di licopene, un pigmento antiossidante presente in varia misura in tutte le varietà di pomodoro. Il nero di Crimea ha bacche di grandezza media un po' schiacciate dal peso si 100-150 gr. i black cherry invece sono i classici a grappolo, sferici e piccoli. Si coltivano come gli altri pomodori, anche questi si possono trapiantare in vaso se non abbiamo un orto, dobbiamo cimare se sono a crescita indeterminata, concimare e sfeminellare.

Queste sono i miei 10 pomodori incredibili da coltivare, qualsiasi varietà tu scelga, buon raccolto!
Per approfondire: come ottenere i pomodori più buoni

domenica, luglio 27, 2014

Come costruire delle bombe di semi

image by Sara Dent
Se stai cercando una nuova via per propagare i fiori nella tua città, la migliore è creare delle bombe di semi. Conosciute anche come palle di semi, aiutano i semi a trasformarsi in piante sane e riducono l'uso di fertilizzanti nel terreno. Questo sistema è indicato per i terreni poveri, oppure per ricreare vegetazione in un terreno dove la flora è stata distrutta. Segui le istruzioni per confezionare le tue bombe di semi.

Ci vuole un motivo 

Bombarda le aiuole della tua città, se ti sembrano trascurate. Lungo la strada che ti porta da casa all'ufficio ti sarà capitato di vedere terreni devastati da cantieri abbandonati, o aiuole con fiori sofferenti, o ancora usate come pattumiere!
Imparare a fare le palle di semi è una bella attività anche per i bambini, divertente, facile da fare, e può essere facilmente adattata alle esigenze ambientali della comunità nella quale si vive. La ricetta delle bombe di semi può essere modificato semplicemente cambiando i semi. Vuoi piantare fiori selvatici lungo una strada rurale? Modifica i semi in sementi per uccelli, e avrai gli ingredienti per un giardino di cibo per uccelli. Trasforma un terreno abbandonato in città, in un paese delle meraviglie di erbe aromatiche, oppure in un campo di zinnie. Lasciate correre la vostra fantasia, non ponetevi dei limiti.

Perché proprio delle sfere?

Nelle zone aride, la forma della palla dà effettivamente abbastanza ombra per conservare l'umidità. I semi cominciano a germogliare e la palla si rompe. Il piccolo mucchio di briciole prevede l'inizio dello sviluppo per l'apparato radicale, ed è ancora abbastanza pesante per ancorare i semi emergenti a terra.
Le piccole foglie delle nuove piante forniscono ombra al suolo, per conservare l'umidità. Le piante poi maturare produrranno le proprie sementi e offriranno riparo ai semi di seconda generazione che cadranno a terra. Si verificherà semina e ricrescita continua fino al raggiungimento della completa copertura vegetale. Le palle di semi danno alla natura la spinta in più di cui ha bisogno per fare le cose per bene

Fase uno: Comprare i semi

Perché le tue, siano bombe di successo, assicurati di comprare semi di qualità, che crescono anche su terreni poveri. In altre parole, occorrono semi di piante che non vogliono troppa attenzione, o che non siano semi di infestanti. Se siete stanchi dei soliti semi, rivolgetevi a un vivaio a voi vicino, e fatevi consigliare. 

Fase due: bagnare i semi

Prima di andare a dormire, metti i semi in ammollo. Il mattino dopo controlla se ci sono dei semi a galla, buttali via perché sono "difettosi" e non cresceranno come dovrebbero.

Fase tre: preparare le bombe

Ci sono vari metodi per preparare le palle, il seguente viene indicato come il più efficace. Si trova in rete una vera e propria ricetta.
Ricetta per bombe di semi

  • 2 parti di terriccio
  • 5 parti di argilla (la si trova anche dove vendono articoli per ceramisti)
  • 1-2 parti di acqua
  • 1-2 parti di semi a vostra scelta

Una vasca dove mescolare gli ingredienti. Una scatola dove fare asciugare e conservare le bombe di semi.

Procedimento:
Mescolare accuratamente il terriccio con l'argilla e aggiungere man mano l'acqua. State attenti ai grumi. L'impasto deve essere malleabile come la creta. Aggiungere i semi. Impastare bene i semi, aggiungere acqua se necessario. Prendete piccoli quantitativi di impasto e iniziate a fare delle sfere grandi quanto una palla da golf. Le palline devono stare insieme facilmente, se sono friabili aggiungete acqua. Mettetele ad asciugare per 24/48 ore in un posto asciutto, in una scatola di cartone, non in un sacchetto di plastica.
Trascorsi i due giorni non vi resta che lanciare le vostre "bombe". Abbandonatele dove volete, non seppellitele e non bagnatele. Voi avete fatto il vostro, ora tocca alla natura.

Il mese propizio per lanciare le bombe è settembre.
C'è chi ha fatto della fabbricazione di bombe di semi una professione: kabloom.


Have a nice garden!

venerdì, maggio 02, 2014

la spirale delle spezie

Le erbe aromatiche, in cucina, sono quelle che si usano per insaporire i nostri piatti. L'idea di ricorrere al nostro vaso, all'occorrenza, piace a tutti. Raccogliere due foglie di basilico dal balcone sul davanzale, è molto più economico del basilico acquistato al super mercato, e anche più fresco. Ecco, se c'è una cosa a cui non posso rinunciare in cucina, sono i vasetti di aromatiche, e la schiumarola, per i fritti, si intende!
Perciò l'aiuola della veranda, da oggi, ospita una spirale per erbe aromatiche.

spirale delle erbe aromatiche

Cos'è una spirale delle spezie?!
Ahi ahi ahi! Non conoscete la spirale delle aromatiche?
Ecco qua un link per costruirvene una in giardino. Sono diversi i modi di fare una spirale, potete farla in muratura, in blocchetti di cemento, i mattoncini rossi, con dei tronchi di legno, con tutte quello che volete basta che sia una spirale. Ma se non avete il giardino potete farne una in miniatura in qualche aiuola, certo non vi ci potrà stare tutto il repertorio delle spezie, ma almeno le più utilizzate sì.
Io l'ho fatta in un'aiuola larga mezzo metro riciclando delle vecchie tegole. In cima ho seminato il rosmarino, a seguire ho seminato l'origano (non è ancora nato), poi la salvia, di seguito ho seminato timo e coriandolo, seguito dalla violetta. Quest'ultima un po' mortificata a dire il vero, se dovesse soffrire le cambierò posto.

basilico e crescione

Nell'ultimo gradino ho trapiantato il basilico, quello verde e quello viola, la menta e per concludere, la piantina coi fiori bianchi, il crescione, ben lieta di averne fatto la conoscenza questa primavera. La menta tende a diffondersi parecchio, quindi l'ho arginata con pezzi di tegola.
Ecco la spirale da un'altra angolazione.

la menta

la salvia appena trapiantata
E voi, dove avete messo le vostre aromatiche?

mercoledì, marzo 19, 2014

la primavera sfratta l'inverno

SECONDA META' DI MARZO?!!
La pagina bianca mi inibisce, nella pagina verde, invece, puoi sempre seminare qualcosa.
La primavera ha sfrattato l'inverno al grido di: "mezza stagione a chi?" Giunge il momento, per i giardinieri, di preparare aiuole, giardini, terrazzi o vasi. Questo include tutto, dal piantare nuovi semi alla cura del già presente e resistente nel giardino. Che dite, vi sentite già oppressi dal lavoro? Non sapete da dove iniziare? Niente paura, possiamo compilare una lista, per tenere tutto sotto controllo. Così da poter vedere cosa dobbiamo fare per ottenere il giardino dei nostri sogni.

giardino dei sogni, in miniatura è meglio!


1 . C'è vita nel vaso?

Di quello piantato in precedenza è rimasto qualcosa? Ci sono delle piante sopravvissute all'inverno, o ci sono dei rami secchi dentro quei vasi? Facciamo un inventario di quello che c'è e di quello che vorremmo. In caso di vegetali, togliamo definitivamente le colture invernali, che andremo a sostituire con quelle primaverili.

2 . Ci vorrebbe un bel letto.

Controlliamo lo stato delle aiuole. Procuriamo del letame maturo, oppure del compost organico maturo, per rivitalizzare la terra delle nostre aiuole.

3 . Liberiamoci dei rami secchi

Se non l'avete già fatto, ora è il momento giusto per liberarsi dai rami secchi. Facciamolo prima della fioritura, per non aggiungere stress alla pianta.

4 . Eseguire la manutenzione di base.

Possiamo dedicare alla manutenzione, circa un'ora al giorno. Le giornate si allungano, è piacevole stare all'aria aperta, possiamo liberarci dalle erbe infestanti, ripulire dai vasi rotti, dipingere le statue da giardino, sistemare le passerelle, qualche bordura d'aiuola. Sono quei lavori quotidiani, che richiedono poco impegno, se fatti tutti i giorni!

5 . Uno o più semenzai.

Possiamo, intanto, seminare in un ambiente a temperatura controllata, in un semenzaio. Quando le temperature saranno più miti, avremmo piantine pronte per il trapianto. Per far germinare i semi usiamo dei vasetti piccoli e un terriccio leggero, teniamoli in casa se possiamo, o su un davanzale soleggiato. Alcuni semi resistenti, possiamo farli germinare nel cotone inumidito.

6 . Largo alle verdure

Possiamo già piantare alcune verdure: patate, carote, insalate, cipolle e spinaci. In questa fase lunare va bene piantare tutte le verdure a radice, quelle che crescono sottoterra.

venerdì, febbraio 28, 2014

il pomodoro, c'è solo il pomodoro

Sua maestà il pomodoro. L'ortaggio più ricercato dell'estate, quello di cui facciamo più uso e che mangiamo in diversi modi, dal crudo al secco passando per la salsa. Ma come si coltiva?

Il pomodoro è un medio/grande consumatore d'azoto, ha basse esigenze di fosforo e potassio, gradisce il letame.

pomodori in semenzaio

Tipi 

Per scoprire quali varietà si sposano con il vostro clima e il vostro orto, bisognerà chiedere un po' in giro, ai nostri vicini d'orto, anche per sapere quali ci piacciono di più, ci dovremmo sottoporre a un duro esercizio, assaggiarli! Quando acquistiamo le sementi, controlliamo quanto tempo passa dalla semina al raccolto, ci sono specie che in due mesi ci danno i frutti, ma altre che ci mettono ottanta giorni. Per estendere la nostra stagione di raccolta, piantiamo semi di diverse varietà.
Molte cultivar standard sono adatte per una varietà di usi , tra cui panini (!), conserve e insalate. I pomodori San Marzano vanno bene per la cucina, le conserve e le salse. Esistono in commercio pomodori in una gamma di colori diversi e sono molto popolari per le insalate. Alcuni tipi: cuore di bue, tondo liscio, tipo costoluto, tondo rosso a grappolo, ciliegino, datterino, del piennolo, San Marzano, allungato, roma.

Rapporto con le temperature

La crescita del pomodoro si interrompe a 8-10° C resiste a -2°C, ma forse muore. Per la fecondazione dei fiori è necessario che la temperatura superi i 13-14°C. Sopra i 40°C i fiori cadono. Con temperature sopra i 30° C i frutti diventano molli e poco colorati. Insomma, questa pianta non è mai contenta. E meno male che dicono che è la più facile da coltivare! Farà in tempo ad acclimatarsi in primavera, per farsi poi sorprendere dal caldo torrido dell'estate e dare il suo meglio. Possiamo seguire le indicazioni sulle buste dei semi, a Febbraio in semenzaio, ad Aprile un bel trapianto in campo, o in vaso.
rosso a pera


Semina e trapianto

Vivai e garden center offrono una vasta gamma di varietà, ma se non avete abbastanza spazio scegliete i pomodori che consumate di più, 3-5 piante sono sufficienti per una famiglia di quattro persone. I semi non utilizzati sono validi per 3 anni. Seminiamo da metà febbraio a metà marzo, in semenzaio, I trapianti li facciamo da fine aprile, fino all'inizio di Giugno, con le piantine alte 10-15 centimetri. Tra le file teniamo distanze dagli 80-100 cm. lungo le file circa 30-50 cm. Ricordiamoci che i pomodori hanno bisogno di sostegni.

Fertilizzazione

Il pomodoro è un medio/grande consumatore di azoto, ama concimazioni con materia organica, ben umificata. I frutti migliorano la propria qualità organolettica se il terreno ha un'alta disponibilità di potassio. Prima del trapianto, prepariamo il terreno, o le aiuole, con del letame maturo (8 kg/mq), o del compost organico (3 kg/mq).

Cure colturali

Eliminando i germogli ascellari delle foglie anticipiamo la maturazione dei frutti, e un miglior arieggiamento della pianta. Sono pratiche che prendono il nome di scacchiatura e cimatura, servono anche a prevenire e diminuire malattie fungine. Per un maggior controllo delle infestanti è meglio pacciamare, in caso contrario la coltura richiede una rincalzatura per consolidare la piantina. Il pomodoro gradisce la compagnia del basilico anche in campo, non solo in tavola.

Irrigazione

Le irrigazioni devono essere poco frequenti (7-8 giorni), soprattutto appena trapiantata di modo che la piantina faccia camminare le radici in cerca d'acqua, questo fino alla comparsa dei frutti, dopo di che innaffieremo più spesso (3-4 giorni) e più abbondante. Stando attenti a non eccedere per evitare che nei frutti si verifichino delle spaccature. Va bene il suolo umido ma non zuppo d'acqua.

Queste erano delle indicazioni di massima per la coltivazione del pomodoro. Voi pensate di seminarli i pomodori? Quali sono i vostri preferiti?

lunedì, gennaio 27, 2014

non si butta via niente

In agricoltura biologica, i modi per nutrire il terreno sono due, con il letame oppure con il compost. Nel mercato si trovano sia l'uno che l'altro, ma vuoi mettere la soddisfazione di farti il compost in casa? Perciò da oggi non si butta via niente

Le piante hanno bisogno di azoto, fosforo e potassio, glielo si può fornire tramite la chimica, così come noi prendiamo le medicine quando siamo carenti di qualcosa, oppure glieli forniamo naturalmente.
Una delle prime cose che ho letto nel libro "Il mio orto biologico" è stato il capitolo che parla del compostaggio, e di come restituire al terreno, gli elementi di cui si nutrono le nostre colture. Sembra facile, in tre mesi potrai già avere i primi risultati. Allora cerchiamo la compostiera più adatta, qua un articolo completo di diverse compostiere reperibili sul mercato. Ma passeggiando nel web, ho trovato la compostiera definitiva, questa:


Con tanto di tutorial per potersela costruire. Nessuna compostiera vi piacerà più!
Al momento di iniziare a compostare ci chiediamo delle cose.
Cibo cotto si o no? Anche se verdura? Frutta si sempre? E i semi? Ho visto spuntare una pianta dalla mia compostiera, è possibile?
Il processo di compostaggio si svolge in due fasi:

  • bio-ossidazione: è caratterizzata da intensi processi di decomposizione delle componenti organiche più degradabili, induce un innalzamento termico tale da consentire l'igienizzazione della massa;
  • maturazione: questa fase, caratterizzata da ulteriori processi di trasformazione della sostanza organica e dalla formazione di sostanze umiche, permette la stabilizzazione e la maturazione del compost.

Il compost viene definito ammendante perché migliora le caratteristiche fisiche del terreno. Viene fatta un ulteriore distinzione a seconda delle materie usate per ottenerlo. Se è fatto solo di verde, oppure se è fatto da rifiuti organici degli RSU.

Se il compost non è maturo puzza, basta farlo arieggiare rivoltandolo fino a quando non perde l'odore sgradevole. Cosa possiamo compostare? Gli scarti non cotti della cucina, ovvero quello che rimane quando puliamo frutta e verdura. Niente croste di formaggio o avanzi di cibo che possano fare gola a piccoli roditori. La carta e il cartone se non hanno adesivi o altre plastiche. I fondi del caffè, e le bustine di te. I resti delle potature solo se ridotti in piccoli pezzi, se troppo grossi è meglio di no. Lo sfalcio dei prati sì. Sì anche per aghi di pino e foglie secche.
Nei mesi invernali la decomposizione rallenta, riprende velocità in primavera. Dobbiamo anche verificare il grado di umidità, prendiamo una manciata di compost, lo premiamo tra le mani e vediamo se si disfa o se perde acqua. Se ne perde troppa aggiungiamo materia secca, se è secco lo innaffiamo.

Per approffondire: Yes, we compost!
Voi avete dei trucchi per compostare? Lo fate da tanto?

mercoledì, dicembre 11, 2013

prove di sinergia: finalmente la paglia

Se orto deve essere, che orto sia! Non sapendo niente di come si coltiva il primo passo è leggere, leggere qualsiasi cosa su come coltivare. Così mi sono imbattuta in Emilia Hazelip e nell'agricoltura sinergica. Uno dei primi suggerimenti per avviare l'orto è conoscere e studiare l'area di terreno che si intende coltivare.


L'agricoltura sinergica.
Emilia Hazelip era un'agricoltrice spagnola che ha fatto suoi gli insegnamenti di Masanobu Fukuoka e del suo libro "La rivoluzione del filo di paglia" trovando la strada per un agricoltura sostenibile e produttiva. Secondo la sua esperienza e i suoi studi, le piante, durante il loro processo di crescita e produzione fertilizzano il terreno tramite le radici. La terra è un organismo vivente. Affascinata dai suoi studi ho deciso che avrò le mie aiuole sinergiche.

le mie aiuole sinergiche
I principi fondamentali dell'agricoltura sinergica sono quattro:
  • non lavorare il suolo;
  • non usare fertilizzanti;
  • non usare prodotti chimici di sintesi;
  • non compattare il suolo.

Per applicare questi principi realizziamo delle aiuole permanenti, anche dette bancali. Altro non sono che cumuli di terra a trapezio, larghi circa 120 centimetri e alti da 30 a 40 centimetri con la parte alta pianeggiante e i lati scoscesi, nella quale mettiamo a dimora le nostre piantine e i nostri fiori. I bancali vengono coperti con una pacciamatura organica permanente: la paglia.
Mi hanno regalato una balla di paglia con la quale sono riuscita a sistemare due aiuole, prima di pacciamare ho corredato il bancale di sistema di irrigazione a goccia.
Ma ecco un video che traduce in immagini queste poche righe: il giardino di Emilia Hazelip.

 

A che punto sono le altre piantine.

Germogliano e spuntano le prime piantine, le cime di rapa, i piselli, e qualche ciuffo di spinacio e poi ancora, insalate, cicoria palla rossa, broccoli. Quando si ha abbastanza spazio è bene coltivare anche le patate, io ho messo quelle a pasta gialla. Il clima mite delle coste sarde consente di coltivare patate tutto l'anno. 
le patate
Nei bancali seminerò fave e piselli, lungo i bordi l'aglio e i porri, le insalate e qualche fiore.
Ma altre idee mi frullano per la testa: spostare il pollaio, produrre compost, fare un laghetto, mettere piante da frutto, organizzare una mini serra.
Coltivare la terra richiede impegno e costanza, intanto con il metodo sinergico ci siamo tolti il disturbo di arare.

Non vedo l'ora di mangiare qualcosa del mio orto!


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