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giovedì, giugno 19, 2014

Yes, we compost!

Il compostaggio è un ottimo metodo per concimare la terra del nostro giardino e per riciclare alcuni scarti, può sembrare complicato, ma esiste un metodo che ce lo rende più semplice. 

Nel compost creiamo un habitat confortevole a microrganismi e batteri che accelerano il processo di decomposizione, vivono nel cumulo, mangiano si riproducono e muoiono, questo serve a creare un ricco concime per il nostro orto.

lombrico
Il compostaggio è un modo responsabile per tenere i rifiuti fuori dalle discariche, come gli avanzi di cibo e scarti della pulizia delle verdure, per un totale di circa il 20-30 % di ciò che scartiamo.
Per ottenere un buon concime dobbiamo seguire tre regole di base:
  •  i Marroni comprende materiali naturali come rami, ramoscelli e foglie morte 
  • i Verdi include erba tagliata , fondi di caffè , frutta e scarti vegetali
  •  l’Umidità è la giusta quantità di acqua che aiuta il processo di decomposizione
Un cumulo di compost deve sempre avere un uguale rapporto di marroni e verdi. I marroni forniscono necessario carbonio e i verdi forniscono l'azoto. L'acqua aiuta a rompere la materia organica. Il compostaggio a casa è semplice e non richiede molti materiali . Tutto quello di cui abbiamo bisogno sono un forcone per una adeguata miscelazione del cumulo di compost, e un tubo per l’acqua.

setacciare il compost
Ecco alcune indicazioni su come organizzare la compostiera:

1 . Scegli un'area asciutta, ombreggiata, vicino ad una fonte di acqua per la vostra compostiera o pila, non è necessario usare un contenitore, lo si può fare direttamente a terra. Scegli una zona poco frequentata ma accessibile. Se preferisci usare un bidone, non stare a comprarlo, puoi riciclare un secchio che non usi più, taglia però il fondo e pratica alcuni fori lungo le pareti. Ecco fatta la compostiera.

2 . Aggiungere materiali marrone e verde, assicurandosi che tutti i grandi pezzi vengano tagliati o triturati in piccole dimensioni. Usa tutti gli scarti della cucina che non sono stati cucinati o processati. I gusci delle uova, fondi di caffè, scarti di frutta e verdura.

3 . Mantenere l'umidità quando vengono aggiunti materiali secchi. Se ti sembra secco aggiungi pure dell'acqua.

4 . Una volta stabilito il tuo mucchio, mescola rifiuti verdi e l'erba, e seppellisci ogni frutta e scarti vegetali a circa 10 centimetri sotto la pila .

5 . Non è necessario, ma è consigliabile mantenere un telo sopra la pila per aiutare a mantenerla umida.

Quando il materiale nella parte inferiore del cumulo di compost è di un colore scuro, è pronto per l'uso. Questo, in genere, può richiedere dai due ai quattro mesi, ma se lo lasciate per più tempo non scade. Siate diligenti e controllate il cumulo per verificare che non ci siano roditori o cattivi odori. Il compostaggio è essenziale per il terreno , ricco di sostanze benefiche per il vostro giardino, che aumenta la sua capacità di trattenere l'acqua, e rinvigorisce piante e fiori con una moltitudine di sostanze nutrienti naturali e favorisce una crescita sana.
Ecco come si fa il compostaggio, vedrete gli effetti benefici che avrà sulle vostre piante e fiori, e per la vostra terra in generale.



mercoledì, aprile 16, 2014

come coltivare senza il giardino

Il giardinaggio può essere un hobby gratificante per voi la vostra famiglia, i vostri vicini e alcuni amici. Oltre ad essere gratificante per la mente e l'anima, è fisicamente salutare.

Essere in grado di far crescere il proprio cibo significa che si ha il controllo completo su ciò che si sta mettendo nello stomaco e in quello della vostra famiglia. Perciò compriamo semi biologici, usiamo concime naturale, compost o letame, salvaguardiamo la fertilità delle nostre terre.

piccole insalate crescono
La maggior parte dei prodotti che trovate nel supermercato, hanno fatto chilometri prima di arrivare nella vostra tavola. Lo sapevate che frutta e verdura fresca, perdono molte delle loro sostanze nutritive durante questo lungo viaggio? Per non parlare di tutte le risorse che ci vogliono, per farlo arrivare, questo cibo.
Coltivare in proprio alcuni ortaggi, ci consente di mangiare cibi ricchi di nutrienti e fa bene anche all'ambiente.

Se ognuno di noi adottasse delle pratiche sostenibili di giardinaggio, sarebbe incredibile! Questo, non solo ci porterebbe più vicino a diventare autosufficienti, ma ridurrebbe le emissioni provenienti dai grandi camion e aerei che trasportano questi prodotti. Vediamo cinque progetti di giardino per chi non ha il giardino!


1. Coltivare in casa

Grande notizia, se avete una finestra, è fatta! Alcune varietà di pomodori possono essere coltivate in casa anche in inverno, semplicemente le piantiamo in un vaso appeso davanti alla finestra che riceve molta luce solare. È inoltre possibile avviare un mini giardino di erbe aromatiche davanti alla vostra finestra o piantando erbe in piccoli contenitori. È inoltre possibile attaccare vasi di vetro a pezzi di compensato e fissarli alla parete per cominciare a coltivare erbe nei vasi, basta assicurarsi che la parete prenda molta luce solare.

riciclare vasi di vetro (fonte: greenme.it)


2 . Pallets o  giardini verticali

I pallets sono un ottimo sistema per organizzare un giardino verticale, anche un modo per riciclarli, se ve ne avanza uno. Oppure, se avete un armadio porta scarpe da buttare via, potete riciclarlo per coltivare le vostre insalate, o i pomodori.

3. Usa vasi e contenitori 

Ci sono molti diversi tipi di verdure che possono essere coltivate in un contenitore su un balcone, veranda, o in un piccolo cortile. Alcune di queste verdure sono: broccoli, carote, cetrioli, melanzane, pomodori, spinaci,  peperoni, insalate e anche patate. Per conoscere le tecniche di impianto corrette e le dimensioni dei contenitori da utilizzare per ogni tipo di verdura, clicca qui.

4 . Utilizzare davanzali e ringhiere

Davanzali e ringhiere dei balconi possono essere ottimi posti per mettere fioriere,  non prendono molto spazio e ricevono molta luce solare. Regalate delle verdure al vicino del piano di sotto per non avere rogne, oppure coinvolgete tutto il condominio. Un giardino verticale sulla parete del condominio non sarebbe male, no!

5 . Avviare o trovare un giardino da condividere. 

Potete coltivare il cortile condominiale, se la convivenza è pacifica e riuscite a parlare con gli altri condomini. Oppure potete cercare degli spazi pubblici abbandonati e occuparli con altri appassionati di giardinaggio. Potrete così scambiarvi le verdure, barattarle o venderle con le verdure dei vicini d'orto. In molte città italiane si parla di orti urbani, di recupero di spazi da dedicare alla coltivazione. 

In questo periodo, avere un orto in casa, controllare il cibo, la sua crescita, è estremamente importante. E' un modo di prendere la situazione nelle proprie mani e cominciare ad essere un po' meno dipendenti dai negozi di alimentari. Non dimenticate che, nella nostra società , sempre più auto-prodursi il cibo, è diventato il più radicale degli atti. E' veramente l'unica protesta efficace, che può e vuole rovesciare il potere costituito. Con il processo di lavoro direttamente in armonia con la natura,  facciamo la cosa più essenziale per cambiare il mondo, cambiamo noi stessi.

Allora guerrilla gardening!

martedì, aprile 15, 2014

e vai col valzer dei trapianti!

Quando le piantine raggiungono un'altezza di 10-15 cm. sono pronte per il trapianto a terra, oppure in vaso. Ecco come fare i trapianti: ballando il valzer

Come Renato Pozzetto in "Il ragazzo di campagna" sono stata una settimana in città, per fare cose come: recuperare il credito presso una stronza (Relux s.r.l. di Brignano Gera d'Adda) che mi ha ritirato l'attrezzatura e si rifiuta di pagarmi, farsi dire dalla Procura di Bergamo che la denuncia contro la stronza è stata archiviata.
Una volta tornata in campagna ho strappato i finocchi dalla terra.

finocchi appena raccolti

Stronze a parte, siamo in piena primavera e la terra inizia a scaldarsi. Che ci piaccia o no, le piantine crescono e nel semenzaio ci stanno strette, se potessero, all'orto, ci andrebbero da sole. Perciò oggi ci siamo dedicate al trapianto dei pomodori. Ne ho seminate diverse varietà, il San Marzano, il Ciliegino, Yellow Submarine e nero di Crimea, tutte sementi biologiche (Arcoiris). Vorrei riuscire a far crescere un centinaio di piantine, questo primo trapianto riguarda una quarantina di piante.

piantine pronte per il trapianto
Abbiamo caricato il trattore in macchina, perché se lo lasci in campagna te lo rubano, la piaga dei furti persiste in Sardegna, ma forse un po' ovunque. Come ci sta un motozappa nella panda? Male, sporge, ed è molto pesante da caricare, ma ci siamo riuscite! 
Abbiamo ammorbidito la terra e interrato del letame maturo, con la zappa abbiamo fatto i solchi per le piantine. Ad un certo punto è partita la sigla di Beautiful e non abbiamo capito più niente, ci siamo trasformate in Brooke Logan e Ridge Forrester e fatto delle foto fashion.

Ecco le piantine di pomodoro alloggiate in pieno campo, come vicini di casa hanno le fave e le insalate.
Ho coccolato e accudito queste piantine da quando erano seme, solo la porta della veranda ci separava, hanno dormito vicino a me, la mattina uscivo e le avevo davanti agli occhi, è difficile separarsene quando crescono. Ma sono molto curiosa di vederle produrre dei pomodori.

trapianto avvenuto
E voi a che punto siete coi trapianti? Siete pronti a seminare angurie, meloni, fagioli e fagiolini?


martedì, marzo 25, 2014

5 semine facili

5 semine facili ma che danno grandi soddisfazioni. Ecco 5 varietà che non richiedono molte cure ma che ci danno grandi soddisfazioni e buoni frutti.


Come possiamo vedere, il tempo è ancora incerto, la terra non è abbastanza calda per consentirci di piantare o seminare tutte le verdure primaverili. Il pericolo di gelate non è ancora passato, e Marzo può farci brutti scherzi.
Ma a seconda delle condizioni climatiche in cui viviamo, ci sono delle verdure che possiamo seminare a terra, magari coprendole con un tunnel basso, oppure in vasi da portare in un luogo riparato per la notte.

Utilizzare un tunnel basso ci consente di riscaldare il terreno e di proteggere la piantine da gelate tardive.
Piantare in vasi ci consente appunto di portarli dentro la notte, mettiamoci un promemoria per ricordarci! Oppure è il momento per seminare qualcosa nei vasi in balcone, o terrazza o nei davanzali delle finestre.

Io vivo nell'est della Sardegna, a pochi chilometri dal mare, il clima è mite e ho potuto seminare molte verdure, senza dover utilizzare il tunnel, stiamo mangiando spinaci dal mese di febbraio. Presto mangeremo anche le fave che ho seminato a dicembre, mentre i piselli stanno dando i loro frutti da un mese. Quando si coltiva, si è sempre molto impazienti di mangiare i frutti del proprio lavoro.

gli spinaci freschi hanno molte sostanze nutrienti, tra cui ferro, vitamina A e vitamina K. 
Ma stavamo parlando di quelle verdure che possiamo seminare adesso, cresceranno presto e ci daranno molta soddisfazione.

1. spinaci


Gli spinaci germogliano e crescono rapidamente, specie se protetti dal gelo. Possiamo mangiarli in vari modi, anche crudi in insalata. Ci sono un sacco di varietà di spinaci, possiamo comprarne diverse varietà per vedere quale meglio si adatta al nostro clima, o al nostro palato! Possiamo raccogliere le prime foglie a tre settimane dalla semina, è adatto anche per una coltivazione in vaso, quindi in terrazza o in balcone. Io li ho seminati a novembre e li coperti con paglia per farli svernare, hanno resistito molto bene.

2. bietola


La bietola è un ottimo ortaggio primaverile, si coltiva facilmente dal seme. Germoglia e cresce rapidamente se il clima gli è favorevole. Seguiamo le istruzioni scritte sulle confezioni, per quanto riguarda le distanze tra una pianta e l'altra. Anche di bietole esistono diverse varietà, se abbiamo poco spazio scegliamo la bieta da taglio. Alcune varietà di bietola possono essere raccolte 25 giorni dopo la semina. Le mie hanno attraversato l'inverno portandone addosso i segni, si stanno riprendendo adesso.
le insalate!


3 . lattuga


Alcune varietà di insalata non sono velocissime, ma una volta iniziata la crescita ci riforniranno d'insalata dalla primavera fino all'estate. Possiamo usare sementi chiamate mix misticanza, per avere più varietà, se le seminiamo molto vicine sarà anche più facile raccogliere le foglie ogni volta che vogliamo un'insalata fresca. In un paio di settimane possiamo avere già le prime foglie, possiamo piantare a intervalli di qualche giorno in modo da avere la produzione scaglionata. Io ho seminato la lattuga Regina dei ghiacci, a parte il bisogno d'acqua, non mi ha dato molto problemi l'ho trapiantata nell'aiuola e ora cresce felice. Ho seminato anche la cicoria palla rossa, vorrei provare anche con della valerianella, che garantisce una produzione a venti giorni dalla semina. Le varietà che ho provato hanno germinato rapidamente e una volta diradate in vasi singoli, sono cresciute rapidamente.


4. ravanelli


I ravanelli sono una delle verdure più veloci, in tre settimane si ha già il raccolto. Dalle mie parti si seminano a Novembre e si mangiano per Natale. Tutti noi conosciamo quelle rosse, ma ne esistono altre varietà, dal bianco al rosa, più o meno piccanti. I ravanelli sono anche l'ortaggio giusto per iniziare i bambini alla coltivazione, perché i semi sono grandi e, appunto, crescono rapidamente, si sfilano dal terreno una volta pronte. Sono adatte anche alla coltivazione in vaso.

5. piselli


I piselli sono un'altra verdura da piantare in primavera, non in Sardegna però, io li ho piantati a Novembre per averli a Febbraio. Anche perché in primavera le temperatura sono troppo alte per avere dei buoni frutti, sopra i 21° C, i semi induriscono. Mangiarli appena raccolti è una delle cose che mi piaceva fare da bambina, e mi piace ancora oggi. I piselli maturano in 50-65 giorni, esiste la varietà rampicante e quella nana, la rampicante ha bisogno di sostegni per svilupparsi in verticale, la varietà nana no. Si possono seminare anche in vaso, in balcone o in terrazza. Per ottenere i migliori tassi di germinazione, i semi di pisello dovrebbero essere messi a bagno in acqua per una notte prima della semina.

Per concludere potete comunque seminare tutte le aromatiche, dal basilico alla maggiorana, e perché no anche la borragine. Via libera anche per le talee da salvia e rosmarino, sempre utili in cucina.

Enjoy your gardening!




venerdì, marzo 21, 2014

citizen's pledge

In Sardegna chi coltiva in modo biologico, biodinamico o sinergico viene considerato una sorta di hippy fuori tempo massimo, o accomunato ad amanti della New-Age oppure, semplicemente, una persona strana. L'assenza di politiche agricole, di qualsiasi programmazione politica, sul tipo di società da far evolvere, ha prodotto chiusura mentale e pregiudizio. Il ridicolizzare atteggiamenti e modi di fare diversi, solo perché diversi, ha fatto si che le persone si crogiolassero nel già conosciuto rifiutando, a priori, l'utilizzo di nuove pratiche. Non esiste più nessuna cultura, quella contadina è sparita nel secondo dopoguerra, quella pastorale è stata mortificata dai luoghi comuni sui pastori.


In questo tessuto socio-culturale devastato, nessun progetto che ti chieda sacrificio, studio e impegno può attecchire.
Certo, non tutti sono così, ma io sono un po' stanca delle mosche bianche, dei miracolati, in un Paese, che per la sua totalità è di merda. Allora forse si può partire da alcune regole chiare e semplici da seguire, una dichiarazione d'impegno per migliorare la propria vita e quella della comunità nella quale si vive.
Io mi impegno a:
1. scegliere il cibo che viene coltivato e lavorato con metodi biologici, e pratiche sostenibili.
2. pagare un prezzo per il cibo che permetta agli agricoltori di sostenere le loro famiglie e la fattoria, e di pagare un salario ai lavoratori agricoli.
3. sostenere degli sforzi per mantenere i terreni agricoli.
4. ridurre i km fatti dal cibo, comprando da aziende agricole vicine, la provenienza del cibo della mia dieta sarà locale e/o regionale, mangiare con parsimonia cibo coltivato in stati lontani e importato.
5. acquistare cibo importato ma solo se proviene da mercati equi.
6. scegliere le varietà di ortaggi, frutta e carni per il loro valore nutrizionale e organolettico, non solo per l'aspetto estetico.
7. mangiare cibi di stagione.
8. sostenere le piccole aziende agricole, e le imprese che le sostengono.
9. Boicottare OGM, alimenti irradiati, carni clonate o carne da allevamento intensivo nutriti con l'ormone della crescita o mangimi con antibiotici.
10. equilibrio tra qualità e prezzo degli alimenti al momento di scegliere.
11. educare me stesso alla conservazione delle piante medicinali, compresa la produzione ecologica e farne usi appropriati.
12. quando possibile, dividere il rischio di produzione alimentare con gli agricoltori.
13. aderire alle pratiche etiche in tutta la mia attività che si occupa di sistema alimentare.
14. parlare chiaramente delle mie esigenze, rispettando le voci dei contadini, lavoratori agricoli e altre parti interessate nel sistema alimentare
15. conservare le risorse naturali:

  • utilizzando pratiche biologiche sul mio prato e giardino 
  • utilizzando acqua economicamente 
  • ridurre il consumo energetico con l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, andando a piedi, andando in bicicletta, con i mezzi pubblici ... 
  • utilizzando materiali di pulizia non tossici

16. sostenere legislatori che lottano per l'agricoltura sostenibile, piccole aziende e piccole imprese (compresi i lavoratori autonomi).
17. diffidare delle norme di "sicurezza alimentare", che vanno a vantaggio delle grandi aziende e a scapito delle piccole aziende agricole.
18. praticare misure di sicurezza alimentare nella mia cucina.
19. lavorare con gli agricoltori locali e la comunità vicina, per creare un modo di vita più sostenibile.

Questa lista è la citizen's pledge degli associati alla NOFA di New York. Fondata nel 1983, NOFA-NY è una organizzazione statale che riunisce in un unico movimento: agricoltori, consumatori, giardinieri, e le imprese impegnate a promuovere, cibo biologico locale sostenibile e l'agricoltura.
Forniscono l'istruzione, l'assistenza e il supporto a base regionale, agli agricoltori sostenibili per aiutarli a prosperare; educano i consumatori circa il valore di acquisto dei prodotti biologici locali; mettono a disposizione degli agricoltori, diverse professionalità per aiutarli in caso di bisogno. L'organizzazione promuove la gestione del territorio e delle vite che lo abitano. Comprende la redditività a lungo termine del nostro patrimonio di risorse naturali, la salute dei consumatori, le condizioni di lavoro degli agricoltori, delle loro famiglie e dei lavoratori, le esigenze delle comunità e il benessere degli animali da allevamento. Il Nordest Organic Farming Association di New York ritiene che gli agricoltori e i consumatori devono lavorare in armonia con le forze della natura e lasciare il piccolo pezzo di mondo, di cui hanno goduto, in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l'hanno trovato.
Come cittadino impegnato, mi impegno a mangiare cibo sano per il mio corpo e sano per il pianeta , mi prenderò la responsabilità per il mio cibo e quella della mia famiglia , restando informato sulle questioni alimentari .

lunedì, marzo 17, 2014

10 canzoni che parlano di altro, ma anche di piante e giardinaggio

Ci saranno dieci canzoni che hanno come argomento l'agricoltura, il giardinaggio, o anche solo un mercato ortofrutticolo? Un testo di una canzone che ci restituisca un emozione provata all'ombra di quel cipresso, o annusando quella rosa regalataci. Una musica che ci ricordi il gusto di quel particolare frutto, o che ci faccia pensare al colore di quel pomodoro, non un altro, proprio quello. La playlist del giardiniere, mi è venuta in mente cantando Il cielo in una stanza ai miei pomodori. Immaginandomi in una stanza le cui pareti fossero alberi infiniti? No di certo, ma piantine di pomodoro.
Perché, se non mancano libri ambientati in giardino, boschi, foreste o immersi nella natura in generale, dovranno pur esserci delle canzoni inneggianti la "cosa" verde

Galline pronte a scatenarsi!

1. Salirò, Daniele Silvestri

Se volete fuggire da un amore che non ricambiate più, è meglio avere a portata di mano un cespuglio di rose, per arrampicarvisi su, su, su e ancora più su.
Daniele Silvestri, Salirò.
E salirò salirò
Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo
Lontano.

2. Montagne Verdi, Marcella Bella

Un'idea di campagna un po' infantile e nostalgica, quella di Marcella Bella in Montagne verdi, con per amico un coniglio dal muso nero. Grazie a Marcella la vendita di conigli, come animali da compagnia, crebbe in modo esponenziale. I nostri genitori dovettero rinunciare al loro piatto preferito, mica si poteva mangiare coniglio avendone uno che dormiva in salotto. Dopo questo pezzo, fu chiaro a tutti che i bambini venivano rapiti dai treni, non dagli zingari.
Mi ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina,
con l'amico mio più sincero, un coniglio dal muso nero,
poi un giorno mi prese il treno, l'erba, il prato e quello che era mio,
scomparivano piano, piano e piangendo parlai con Dio.



3. Il Giardiniere, Niccolò Fabi

Il giardiniere come colui che cura le piante, che le sa valorizzare, che le fa risplendere, che cerca di non fargli mancare niente. Da questo punto di vista c'è chi si prende le proprie responsabilità, scegliendo di essere il giardiniere in un rapporto di coppia. Come non pensare alle storie finite perchè non siamo stati abbastanza giardinieri o perchè il nostro giardino non è stato curato. Quindi innaffia e e prenditi cura del giardino, anche del tuo per non aspettare che lo facciano gli altri.
Tu sei il giardino e io sono il giardiniere
tu sei la gioia e io sono il gioielliere
tu sei la stalla e io sono lo stalliere
tu sei la sedia...
Penso che dovrò annaffiare
i frutti dentro di te
Penso che dovrò coltivarti un po' di più


4. Strawberry fields forever, The Beatles


Il prossimo pezzo potrebbe essere il sogno di ogni agricoltore, pensare a un frutto che piace a tutti, e moltiplicarne i campi all'infinito. Una distesa infinita di campi di fragole! Oppure il peggior incubo di un agricoltore biologico, una coltivazione intensiva e infinita di fragole, AAAAAAAAAAHHHHH!!
The Beatles, Strawberry fields forever
Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry fields forever.
Strawberry fields forever.


5. Il Ragazzo della Via Gluck, Celentano

Della serie "una volta qua era tutta campagna", Celentano con Il Ragazzo della via Gluck. Un giovane che era vecchio prima di esserlo davvero, qualcuno potrebbe insinuare un anziano rompicoglioni. Ma ha anticipato il sogno moderno di tutti i milanesi, andare a vivere in una cascina.
Là dove c'era l'erba ora c'è 
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.


6. The New Timer, Bruce Springsteen

Basta scherzare ora. C'è un album ispirato al romanzo Furore di John Steinbeck, che affronta il tema della migrazione interna degli Stati Uniti negli anni della grande depressione, si tratta dell'album The gost of Tom Jod di Bruce Springsteen. Canta le disavventure dei migranti, di chi è costretto ad accettare ogni tipo di lavoro, pur di cambiare la propria condizione di ultimo della terra. Le canzoni sono quasi tutte ambientate lungo il confine col Messico, oppure nei campi della California, come questa, che allude a raccolta di pesche o barbabietole. Il brano in questione è 
The New Timer Bruce Springsteen,   
I hoed sugar beets outside of Firebaugh
I picked the peaches from the Marysville trees
They bunked us in a barn just like animals
Me and a hundred others just like me

We split up come the springtime
I never seen Frank again
'Cept one rainy night he blew by me on a grainer
Shouted my name and disappeared in the rain and wind



7. Piero tra la campagna e il cielo, Omar Pedrini 

Omar Pedrini ama la vita contadina e i cibi genuini, e io non lo sapevo. Nell'ultimo disco dedica ben due canzoni alla natura. Una è Piero tra la campagna e il cielo, l'altra è Nonna Quercia Folk Band, la prima dedicata a una persona che sceglie la vita contadina per passione, un individuo concluso e solido nella sua vita. La seconda è dedicata ad una quercia, si tratta di un albero monumentale che è stato salvato dall'abbattimento.
I primi versi ritraggono una scena assolutamente bucolica:
Piero
tra la campagna e il cielo
risuona il tuo pensiero
felice davvero
tua moglie sul sentiero
un figlio appeso al seno
di miele di fieno
ma ora tornerò là
la grande città
che non ha tempo e
non chiede mai come và

8. Desert Rose, Sting

Avrà le rose, nella sua villa tra i colli Toscani, Sting? Avrà fatto pace con la tanto bramata rosa? Sarà riuscito a realizzare il suo personale giardino dell'Eden? Probabilmente sì, fatto sta che un giorno cantava:
Sting, Desert Rose
Sweet desert rose
Each of her veils, a secret promise
This desert flower
No sweet perfume ever tortured me more than this
Sweet desert rose
This memory of Eden haunts us all
This desert flower, this rare perfume
Is the sweet intoxication of the fall 
 


9. Lo scrutatore non votante, Samuele Bersani 

Lo Scrutatore non Votante è un giardiniere che nessuno vorrebbe per vicino. Oppure sì ed avere la certezza che la sua erba, non sarà mai più verde della nostra.
Infatti:
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica


10. L'ultima giornata di sole, Cristina Donà


In questo brano l'autrice si fa fascio di grano ma anche prato fiorito, non vuole che l'estate passi portandosi via il calore di un innamoramento estivo. Potrebbe anche riferirsi all'alternarsi delle stagioni e a come tutto cambia, ed è questo il bello dell'orto e della vita.
portami ancora più in alto
ho un'anima a forma di prato
sorprendentemente fiorito
non aspetto e non voglio sprecare
l'ultima giornata di sole
l'ultima giornata di sole

torna la pioggia a cambiare le cose

Voi cosa cantate, in compagnia delle vostre piante? Lo sapete che ci sono centinaia di studi a dimostrare che le piante crescono meglio se ascoltano musica?

lunedì, marzo 03, 2014

Trucchi per far germogliare i semi: in cotone umido o semenzaio?

Alcune indicazioni su come far germogliare anche i semi più ostinati.

La natura ha i propri metodi e processi di rivitalizzazione dei semi. In tempi antichi (una volta qua era tutta campagna!) si preparavano i semi con escrementi animali e secrezioni in determinate diluizioni e miscugli. Il cosiddetto bagno di colaticcio e calcio, usato contro malattie fungine e danneggiamenti da uccelli nelle semine. Questo trattamento si è conservato fino a oggi, in alcune aziende: colaticcio di maiale mischiato a calce in cui vengono immersi i semi per un certo periodo prima della semina.


Lo scrittore agricolo romano Petrus Crescentius consiglia succo di abrotano. In antiche istruzioni per la coltivazione del lino è scritto: "far riposare il seme il terzo anno, per due anni ininterrottamente, mischiato con aglio e canfora, per ricevere nuove forze"  e ancora.
"Dopo la trebbiatura meno di cento libbre di semi, asciugati accuratamente, vanno mischiati con un'oncia di canfora, 3-4 once di aglio, due manciate di fiori di sambuco, due manciate di tanaceto e conservati in una botte in un solaio né troppo asciutto né troppo umido". Anche in questo caso, dopo averli fatti riposare, si setacciano e sono pronti per la semina.

Pare che con l'utilizzo di sostanze fortemente odorose si ha una resistenza maggiore ai parassiti. Quindi è fondamentale l'utilizzo di piante medicinali selvatiche, la pianta officinale è un valore insostituibile per lo sviluppo vegetale delle piante, dice il saggio Franz Lippert.
Per questo la coltivazione industriale e mono-colturale ha bisogno di sostegni chimici e fertilizzanti, perché non cresce nient'altro vicino ai loro tristi campi monocolturali.
Le bordure di erbe selvatiche e di piante officinali, come di aromatiche, sono fondamentali nell'orto, non sono solo ornamentali, ma partecipano al processo produttivo. Ne giovano gli insetti utili, per esempio, e di conseguenza le nostre piante.
Un altro modo per trattare i semi, prima della semina, comporta l'uso di preparati biodinamici, dei quali è comprovata l'azione vitale nei bagni di sementi e talee. Per esempio il preparato 500 va bene per inumidire (per 24-48 ore) i semi di carota prima della semina, che nel caso delle carote può farsi direttamente in campo, o in un vaso profondo. C'è anche chi fa fare il bagno nella camomilla, la quale non gli fa dormire, bensì ne stimola la germinazione. Chi l'avrebbe mai detto!

Il metodo scottex

Per alcuni è una reminiscenza scolastica, per altri un tentativo fatto per coltivare la cannabis. Sia come sia. Alcuni semi possiamo seminarli direttamente in semenzaio, come i pomodori, per altri invece è utile un passaggio nello scottex oppure nel cotone, per esempio: peperoni, melanzane e peperoncini. Io metto anche i semi dell'anguria. Cosa serve per il metodo scottex?

semi d'anguria germogliati

Occorre una piccola scatoletta di plastica, per esempio quella dei cotton-fioc, se sono finiti. Si ritagliano tre fogli di carta assorbente (tipo scottex), della grandezza della base della nostra scatola. Adagiamo i fogli sul fondo della scatola, inumidiamoli bene, mettiamo dentro dai quattro ai cinque semi, copriamo con un altro foglio di carta. Chiudiamo la scatola e mettiamola in un posto caldo, va bene una temperatura di 25°C. Controlliamo tutti i giorni che la carta rimanga umida, appena i nostri semi germogliano, gli spostiamo nel semenzaio. Al posto della carta si può usare il cotone.

Voi che tecnica preferite? Semenzaio subito o scottex/cotone?

venerdì, febbraio 28, 2014

il pomodoro, c'è solo il pomodoro

Sua maestà il pomodoro. L'ortaggio più ricercato dell'estate, quello di cui facciamo più uso e che mangiamo in diversi modi, dal crudo al secco passando per la salsa. Ma come si coltiva?

Il pomodoro è un medio/grande consumatore d'azoto, ha basse esigenze di fosforo e potassio, gradisce il letame.

pomodori in semenzaio

Tipi 

Per scoprire quali varietà si sposano con il vostro clima e il vostro orto, bisognerà chiedere un po' in giro, ai nostri vicini d'orto, anche per sapere quali ci piacciono di più, ci dovremmo sottoporre a un duro esercizio, assaggiarli! Quando acquistiamo le sementi, controlliamo quanto tempo passa dalla semina al raccolto, ci sono specie che in due mesi ci danno i frutti, ma altre che ci mettono ottanta giorni. Per estendere la nostra stagione di raccolta, piantiamo semi di diverse varietà.
Molte cultivar standard sono adatte per una varietà di usi , tra cui panini (!), conserve e insalate. I pomodori San Marzano vanno bene per la cucina, le conserve e le salse. Esistono in commercio pomodori in una gamma di colori diversi e sono molto popolari per le insalate. Alcuni tipi: cuore di bue, tondo liscio, tipo costoluto, tondo rosso a grappolo, ciliegino, datterino, del piennolo, San Marzano, allungato, roma.

Rapporto con le temperature

La crescita del pomodoro si interrompe a 8-10° C resiste a -2°C, ma forse muore. Per la fecondazione dei fiori è necessario che la temperatura superi i 13-14°C. Sopra i 40°C i fiori cadono. Con temperature sopra i 30° C i frutti diventano molli e poco colorati. Insomma, questa pianta non è mai contenta. E meno male che dicono che è la più facile da coltivare! Farà in tempo ad acclimatarsi in primavera, per farsi poi sorprendere dal caldo torrido dell'estate e dare il suo meglio. Possiamo seguire le indicazioni sulle buste dei semi, a Febbraio in semenzaio, ad Aprile un bel trapianto in campo, o in vaso.
rosso a pera


Semina e trapianto

Vivai e garden center offrono una vasta gamma di varietà, ma se non avete abbastanza spazio scegliete i pomodori che consumate di più, 3-5 piante sono sufficienti per una famiglia di quattro persone. I semi non utilizzati sono validi per 3 anni. Seminiamo da metà febbraio a metà marzo, in semenzaio, I trapianti li facciamo da fine aprile, fino all'inizio di Giugno, con le piantine alte 10-15 centimetri. Tra le file teniamo distanze dagli 80-100 cm. lungo le file circa 30-50 cm. Ricordiamoci che i pomodori hanno bisogno di sostegni.

Fertilizzazione

Il pomodoro è un medio/grande consumatore di azoto, ama concimazioni con materia organica, ben umificata. I frutti migliorano la propria qualità organolettica se il terreno ha un'alta disponibilità di potassio. Prima del trapianto, prepariamo il terreno, o le aiuole, con del letame maturo (8 kg/mq), o del compost organico (3 kg/mq).

Cure colturali

Eliminando i germogli ascellari delle foglie anticipiamo la maturazione dei frutti, e un miglior arieggiamento della pianta. Sono pratiche che prendono il nome di scacchiatura e cimatura, servono anche a prevenire e diminuire malattie fungine. Per un maggior controllo delle infestanti è meglio pacciamare, in caso contrario la coltura richiede una rincalzatura per consolidare la piantina. Il pomodoro gradisce la compagnia del basilico anche in campo, non solo in tavola.

Irrigazione

Le irrigazioni devono essere poco frequenti (7-8 giorni), soprattutto appena trapiantata di modo che la piantina faccia camminare le radici in cerca d'acqua, questo fino alla comparsa dei frutti, dopo di che innaffieremo più spesso (3-4 giorni) e più abbondante. Stando attenti a non eccedere per evitare che nei frutti si verifichino delle spaccature. Va bene il suolo umido ma non zuppo d'acqua.

Queste erano delle indicazioni di massima per la coltivazione del pomodoro. Voi pensate di seminarli i pomodori? Quali sono i vostri preferiti?

lunedì, febbraio 17, 2014

un orto per quattro

In 300 mq di orto, un orticoltore esperto può produrre ortaggi per una famiglia di quattro persone, compresa la parte destinata alla conservazione. A un orticoltore servono, di media, 2 ore di lavoro a metro quadrato coltivato, all'anno. Le due ore, sono un dato medio, questo significa che il nostro orto, in alcuni periodi dell'anno, per esempio da maggio ad agosto, avrà bisogno della nostra presenza per più di due ore. Poi, certo, se è il nostro unico lavoro, non avremo problemi a dividerci le giornate tra casa e orto.

Dividere l'orto in aiuole

Per avere un orto ordinato, è utile dividere il terreno in aiuole, lasciando i sentieri minori e il sentiero maggiore, larghi abbastanza per passarci con la carriola o con altri mezzi.
Una volta prese le misure del perimetro, lo riproduciamo in carta e tracciamo le nostre aiuole. Partiamo da quella centrale, in modo da avere sentieri, all'inizio e alla fine, larghi uguali. Le aiuole devono essere larghe dai 60 ai 120 centimetri e lunghe non più di sei metri. Possiamo anche scegliere di farle rialzate o proteggerne il perimetro con tavole o altri materiali.

Rivestiamo i sentieri con la paglia o altri materiali, cartone per esempio, se vogliamo tenere sotto controllo le erbe spontanee. Nell'orto è sempre utile avere spezie fresche, riserviamo un po' di spazio alla spirale delle spezie, nella quale seminerete, basilico, rosmarino, menta, salvia, peperoncino, timo e origano.
Per suoli sabbiosi, l'orientamento delle aiuole è est-ovest, per quelli argillosi nord-sud. Una volta disegnate su carta, tracceremo le nostre aiuole da coltivare su terra. Servono quattro paletti, o quattro canne, e della cordella metrica. Iniziamo da quella centrale, piantiamo il primo paletto, vi leghiamo la cordella e mettiamo gli altri paletti alla distanza che abbiamo deciso, così via per tutte le altre.
Per fare del nostro orto un posto bello, nel quale trascorriamo piacevolmente del tempo, possiamo abbellirlo secondo il nostro gusto e le nostre disponibilità, oltre alle opportunità che ci offre l'ambiente circostante. Sarebbe utile realizzare una siepe, a nord, bordure per i fiori. Se abbiamo a disposizione dello spazio, possiamo fare un pergolato dove riposarci e godere della vista del nostro lavoro.

Un orto autosufficiente

Anche un orto di 80 mq può offrire un buon assortimento di verdure a una famiglia di quattro persone, escludendo le patate, per le quali occorre più spazio. Nel libro "Il mio orto biologico" (dal quale ho riassunto tutte queste informazioni) c'è uno schema tipo, con una trentina di ortaggi da dividere in primo e secondo raccolto, con le quantità degli ortaggi e i metri quadrati richiesti. Si tratta di un esempio e le colture si possono cambiare a seconda dei gusti e delle abitudini alimentari della famiglia
PRIMO RACCOLTO:
Aglio 2 mq n°50 bulbilli
Cipolla 6 mq n°160 piante
Sedano 1 mq n°10 piante
Fagiolo 5 mq semina
Fagiolino 4 mq semina
Pisello 9 mq semina
Pomodoro 4 mq n°12 piante
Peperone 4 mq n°12 piante
Melanzane 4 mq n°8 piante
Bietole 4 mq n°36 piante
Cavolo cappuccio 2 mq n°6 piante
Cetriolo 2 mq n°4 piante
Zucchino 5 mq n°5 piante
Lattuga da taglio 4 mq semina
Carote 5 mq semina
Lattuga 5 mq n°55 piante
prezzemolo 1 mq n°16 piante
basilico 1 mq n°16 piante  

SECONDO RACCOLTO
radicchio 6 mq n°66 piante
scarola 3 mq n°24 piante
valerianella 4 mq semina
spinacio 9 mq semina
zucchino 3 mq n°3 piante
cavolo cappuccio 4 mq n°12 piante
cavolfiore o broccolo 4 mq n°12 piante
finocchio 4 mq n°32 piante
sedano 1 mq n°10 piante
porro 2 mq n°40 piante
lattuga da taglio 3 mq semina
cavolo verza 6 mq n°18 piante
fagiolino 6 mq semina

mercoledì, febbraio 05, 2014

il mio babbo natale (l'unica cosa fuori stagione nel mio orto)

le sementi biologiche appena arrivate
Come a Natale, mi sono svegliata sapendo di non ricevere nessun regalo. Nemmeno lo festeggio il natale, io odio il natale! Un po' puffo brontolone, eh?
Invece oggi, TAA-DAAAN!! Tutta una scatola di sementi per me, che gioia, che allegrezza la vista delle bustine. Ho quasi pianto per i semi d'anguria, perché mio nonno era un abile agricoltore, e le angurie gli venivano sempre bene. Poi abbiamo i pomodori yellow submarine, i san marzano nano, il peperone rosso e giallo, i peperoncini ciliegia, il melone retato <3, il pomodoro ciliegino, la MELANZANA!
Ora, guanti in pugno, la sfida è iniziata!
Chi è da semenzaio, finirà nel semenzaio, gli altri aspetteranno che la terra si scaldi.
Andiam, andiam, andiamo a lavorar!

lunedì, febbraio 03, 2014

invasioni barbariche




Vi capita mai di non entrare in camera di vostro figlio per qualche giorno? Oppure di non pulire la macchina per qualche tempo? Vi è mai capitato di assistere alla discesa degli studenti da un pullman dopo ore di viaggio? Se li vedeste direste che sono arrivati i barbari! Eccoli, disordinati, distratti, urlanti, sbraccianti.

Tutto questo è successo oggi all'orto.

Dopo diversi giorni di pioggia e freddo, sono riuscita a mettere il naso fuori casa.

Cosa ho trovato in campo? I barbari!

Un'unica distesa verde, si distinguono solo cime di rapa e patate perché sono le più alte. Quasi gli spinaci non si vedono più, le biete sono sommerse da erbe barbare, così pure i finocchi. Dove sono i bei ciuffi di spinaci, che pochi giorni fa splendevano solitari nel campo. Dove, le biete, fiere di vincere la loro sfida, e crescere fuori stagione. Che fine hanno fatto i le teste dei finocchi? Non si distinguono dalle altre erbe, che evidentemente fanno di tutto per assomigliare ai finocchi. Malnate! Sarà vero che le erbe barbare crescono più in fretta di quelle che semini, ma così direi che c'è stato un bel recupero.

Quindi, armata di zappetta e rastrello, sono saltata da un'aiuola all'altra, per liberare i miei poveri ortaggi, soccombenti ai barbari. Colta da fame ho raccolto e mangiato le prime cime di rapa! Agli spinaci voglio concedere ancora una settimana. Per i finocchi invece ci vorranno i mesi, ancora. Ma ho seminato un po' tardi rispetto agli altri agricoltori. Purtroppo, mi sono ritrovata l'orto per le mani nel mese di ottobre, spero di riuscire a recuperare per l'estate. Daje!

Nuove ma vecchie amicizie.
Sono anche passata a trovare le galline. Una in particolare mi riconosce, infatti corre da una parte all'altra, cerca di volare via, canta. Purtroppo l'ultima volta che le avevo fatte uscire, era caduta vittima di una cagnetta, dalla quale ero riuscita a salvarla. Dopo qualche spavento, mi si era piantata tra i rametti di un olivo, dopo essere riuscita a districarla dai rametti, si era messa a correre infilandosi come una freccia in un buco. Dovrebbe odiare il cane non me, evidentemente non aveva capito, chi inseguiva cosa.



  
Io lo so che si vorrebbero libere, per mangiarsi tutti i vermi dell'orto. Ma i vermi rendono il terreno fertile, vogliamo mica fare il gioco "chi è più utile nell'orto?" "chi è nato prima, l'uovo o la gallina?" 

Vi lascio con queste massime, speriamo che durante la notte, non crescano troppo le erbe barbare!

grazie

venerdì, gennaio 31, 2014

giardinorto

Mentre continua il maltempo, chiusa in casa, penso a come sfruttare la veranda e il giardino di casa. Sono arrivata alla conclusione che farò un giardinorto. Perché avere solo i fiori in casa, e non anche piante di ortaggi? 
Ho individuato un'aiuola che ha tutta l'aria di essere stata trascurata negli ultimi anni. Prendo in mano paletta e secchiello e giochiamo con la terra.

Preparazione aiuola
Nell'aiuola c'è dentro un po' di tutto. Gerani, gli unici che riconosco in mezzo a varie erbe, simpatiche, ma poco curate. 
Ho intenzione di svuotarla e riempirla di nuova terra per poi seminarci degli ortaggi, deciderò poi quali. 
Quindi inizio a svuotarla, sposto i gerani in un vaso per poterli poi spostare nel balcone o in zone più soleggiate della veranda,  per il resto si tratta di infestanti, o bulbi dei quali mia zia ha riempito il giardino di casa, grazie alla Bakker! 
Togliendo la terra la metto comunque in un secchio perché posso sempre mischiarla ad altro terriccio. Per fare in modo che questa terra ritorni produttiva uso l'humus della compostiera. Setaccio la terra della compostiera, verifico che abbia un buon profumo di bosco e che non vi siano pezzetti di plastica, o altri materiali  non degradabili. Controllo che ci siano, abbondanti, i vermi della terra. Anche grazie alla loro attività, la terra può dirsi fertile. Sul fondo dell'aiuola dispongo dei sassolini di fiume, alla terra aggiungo anche della sabbia.

Intanto nel semenzaio
Mentre nella terra, i miei belli (ovvero quei simpatici vermoni rosso-marrone) fanno il loro fondamentale lavoro, nel semenzaio hanno fatto la loro comparsa i germogli dei pomodori.


Immagino che Dio abbia provato una soddisfazione maggiore con l'uomo, io mi accontento dei semi di pomodoro, anche se fanno tutto loro, io al massimo innaffio.
Ora devo solo aspettare che le piantine raggiungano un'altezza di dieci quindici centimetri, per fare poi il trapianto nell'aiuola. Ho anche pensato che metterò dei tutori verso il basso, perché l'aiuola si trova a un metro d'altezza. 
Nella stessa aiuola ci metterò il basilico, perché il pomodoro cresce più saporito quando ha vicino la sua erba aromatica preferita. 
Il trasferimento delle piantine, potrebbe avvenire già a fine Marzo. 
Veder spuntare e crescere le piante è sempre meraviglioso, sono un po' romantica o forse è il pre-mestruo. Magari con poche gocce risolvo!

mercoledì, gennaio 29, 2014

non avrai altra terra all'infuori di me

- AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH! Non c'è più benzina!! 
- Vai a comprarla.
- Non posso, è finita pure quella del distributore, è finito il petrolio!
- AAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!

Questo dialogo avverrà prima o poi. E lo sentiremo in una cittadina italiana. Perché proprio in Italia? Perché il nostro governo non fa niente per affrontare in modo programmatico le cose, ma aspetta sempre che il fenomeno abbia proporzioni catastrofiche, ovvero quando ne subiamo le conseguenze. 
Ma parliamo d'altro.
Il petrolio prima o poi finirà e questo lo sanno tutti. La conseguenza peggiore, della fine del combustibile fossile, sarà lo svuotarsi degli scaffali dei supermercati. Finché si tratta di diritti civili degli omosessuali, basta un gay-pride, la notizia a fine TG, un hashtag simpatico, e il lunedì si riprende con il solito tran-tran. Ma se milioni di individui hanno fame, è più difficile tenerli buoni. 
Per questo i governi di alcune nazioni da anni promuovono l'auto-produzione alimentare e non solo.
Gli interventi che i governi, da qualche anno, intraprendono quasi ovunque sono:
  • Incoraggiare la produzione ed il consumo del cibo locale offrendo supporto alle strutture a questo scopo necessarie come i mercati contadini (farmers' market).
  • Inserire all'interno del sistema di gestione dei rifiuti installazioni per la raccolta dei residui di cibo da convertire in compost, biogas e mangime animale, da fornire a contadini e allevatori locali.
  • Richiedere che una percentuale minima degli acquisti di cibo per scuole, ospedali, basi militari e carceri sia approvvigionata entro un raggio di 100 km.
  • Creare una normativa sulla sicurezza alimentare in base alla scala di  produzione e distribuzione, in modo che un piccolo produttore che vende i suoi prodotti direttamente non sia soggetto alle stesse onerose regole di una multinazionale. 

Dal 2008 si è iniziato a parlare di transizione agroalimentare, ovvero le aziende agricole devono riconvertire la loro dipendenza dai combustibili fossili. Devono rivolgersi anche a un mercato interno, non solo puntare sulle esportazioni. Puntare ad essere autosufficienti per quanto riguarda i beni di prima necessità. L'approvvigionamento di cibo di una comunità, non può dipendere in modo massiccio dalle importazioni, col rischio appunto di penuria dello stesso, in caso di crisi energetica. 
Le grandi multinazionali sono ovviamente molto grate alla globalizzazione, ha portato abbondanza sulle nostre tavole, e nelle loro tasche, ma oggi è la stessa che ci fa perdere i posti di lavoro. Ce ne freghiamo dei lavoratori del Bangladesh, perché vogliamo comprare le magliette a 5 euro. Ma se nostro padre perde il lavoro per lo stesso motivo (perché la multinazionale vuole risparmiare) ce ne lamentiamo, e giustamente.
Col cibo è successa la stessa cosa. L'Europa, ma anche USA e Cina, hanno esportato in tutto il mondo il modo di produzione agricola basato sulla produzione intensiva di una coltivazione sola, con conseguenze gravissime sul clima, e sulla vita delle persone dei Paesi colonizzati.
Oggi ci accorgiamo che per mangiare melanzane a Gennaio dobbiamo pagare un prezzo troppo alto, non è più sostenibile questo modo di consumare.

In Italia queste tematiche non le porta avanti il governo, troppo occupato a discutere di leggi elettorali, e di cosa, boh?! Questo governo è in carica da un anno, e non ho ancora capito cosa ha fatto, se non togliere e mettere l'imu tre volte. 
Ma parliamo d'altro.
Come per molte cose nel nostro paese, i cambiamenti avvengono grazie alle persone comuni. Tematiche quali sostenibilità, cibo prodotto biologicamente, auto-produzioni, mercatini di quartiere, le portano avanti amministrazioni comunali illuminate o GAS oppure associazioni ambientaliste. Slow-food per esempio, nasce dall'associazionismo arci, da un gruppo di amici che aveva e ha a cuore il cibo buono e locale.

Questo non è catastrofismo, ma consapevolezza. In futuro ci litigheremo un pezzo di pane? L'importante è che siate stati voi a farlo. Comunque dipende da noi, possiamo ancora cambiare se usiamo la testa per fare la spesa. Per carità, basta fragole a Dicembre, se non vengono dal vostro orto! 


domenica, gennaio 26, 2014

Una messicana nana

C'era una volta l' Euphorbia Pulcherrima, ella era originaria del Messico, e la sua famiglia abitava intere colline. Alcuni membri della sua famiglia raggiungevano i due metri d'altezza. Il loro colore rosso incantava chiunque passasse per il Messico. Euphorbia viveva felice con la sua famiglia, appena germogliata guardava dal basso i suoi fratelli, già molto cresciuti, e anche lei non vedeva l'ora di raggiungere i due metri. Anche i suoi genitori riponevano grandi aspettative in lei. Per la giovane pianta, il Messico, era il paese ideale dove nascere, vivere e crescere. Clima mite, sole splendente, ma grado d'umidità perfetto, per non soffrire la sete. Tutto scorreva bene, Euphorbia cresceva, come nel migliore dei mondi possibili.


Ma un giorno, passò di li Joel Robert Poinsett, ambasciatore degli Stati Uniti in Messico. Joel Robert Poinsett vide questa pianta e ne rimase folgorato, un giorno che viaggiò fino a Taxco e visitò la Chiesa di Santa Prisca, ornata appunto con la Euphorbia, anche detta stelle di Natale. Joel vide Euphorbia e fu amore. Non ci fu niente da fare, Joel non pensava ad altro, non dormiva più, non mangiava più. La vita per lui non aveva più senso senza Euphorbia. Joel confessò il suo amore alla giovane pianta, peccato però, che l'amore non era corrisposto, ed Euphorbia proprio non ne voleva sapere, di trasferirsi lontano dalla sua famiglia, e dai suoi fratelli che lei amava tanto. Ma non ci fu niente da fare.

Al rifiuto di Euphorbia, Joel si infastidì non poco, la sradicò con forza e la chiuse in un sacco, portandola via con se.
La portò nella sua casa, nel villaggio di Greenville, nella Carolina del Sud, per coltivarla nelle serre, per poi diffonderla tra gli amici orticoltori e farla conoscere a molti giardini botanici degli Stati Uniti e dell'Europa. Euphorbia non fu più la stessa, inizio a soffrire il freddo, la fame, e la sete. Venne sottoposta a dei trattamenti con ormoni chimici artificiali per nanizzarla, smise di crescere. Non divenne più alta di cinquanta centimetri. 
Dovette dire addio al sogno di diventare alta come i suoi fratelli. Visse per soli tre anni, sognando il Messico e odiando Joel Robert Poinsett.

Euphorbia (anche detta stella di natale), negli Stati Uniti e negli altri paesi anglofoni, è chiamata Poinsettia Pulcherrima, in onore e ricordo di Poinsett, oltre il danno, la beffa.

Ho preso in affido una giovane Euphorbia, ho letto diversi modi, secondo i quali, è possibile coltivarla e farla tornare ad essere un arbusto di almeno due metri. Euphorbia ti vendicherò!

Voi cosa fate? Le salvate le stelle di natale?

mercoledì, gennaio 22, 2014

giardinaggio domestico

 
 

Sono in pochi a non saperlo, ma negli ultimi anni non c'è aiuola in città che non sia coltivata, è diventato normale, vedere i pomodori pendere dal balcone del vicino del piano di sopra. Intere aree di verde pubblico sono coltivate da volenterosi cittadini, l'attività dei quali prende il nome di agri-civismo. Così viene definito, il neologismo, dalla Treccani.

Agri-Civismo Neologismi (2008)
agri-civismo s. m. Impegno civico a tutela delle aree verdi urbane. ◆ Il «Bioregionalismo» - l’idea che l’urbanistica debba seguire la logica dei fattori naturali - preconizzato dal biologo Patrick Geddes, può servire da modello di riferimento urbanistico, così come l’«agri-civismo» - la possibilità di preservare le aree verdi delle città facendole «appartenere» all’abitato, quindi responsabilizzandone la salvaguardia - può generare un nuovo impegno civico.
 
Ma non è di orti diffusi, o collettivi che volevo parlare. Ma dei vostri orti in balcone o in vaso, di quei micro orti in casa che vivono in simbiosi con noi, tanto che per curarli usiamo attrezzi nati per altri usi. In un monolocale dove ho vissuto ci abbiamo portato dentro almeno due sacchi da 20 chili di terra, ne abbiamo riempito contenitori e insalatiere della cucina. Ci sono una serie di utensili per il giardinaggio domestico quali: coltelli e cucchiai che spariscono dal cassetto delle posate, piatti che diventano sottovasi, bottiglie di plastica che diventano innaffiatoi, portauovo di cartone che si prestano da semenzaio. Per non parlare dei semi in dispensa, io quest'anno ho seminato le lenticchie che avrei dovuto mangiare a capodanno! Questa primavera userò invece i semi di lino che ho in dispensa per il pane. Ma ho letto che tengono lontana la dorifora dalle patate, quindi il lino mi aiuterà nell'orto.
Il sito “Fatti per Coltivare” descrive il progetto di Simone Simonelli e Stefano Citi. Gli stessi, così descrivono il loro progetto:

Noi vogliamo aprire una finestra su questo mondo. Vogliamo creare un bacino di informazione aperto a tutti. Per usare la terminologia informatica, un sistema open source, cioè di partecipazione diretta dell’utilizzatore. Un luogo che raccolga un vasto assortimento di tecniche, metodi ed istruzioni sul come costruire ed utilizzare certi utensili specifici per il giardinaggio domestico. Siamo interessati a conoscere i vostri utensili da giardino, gli oggetti ai quali siete più affezionati, autoprodotti, costruiti o ereditati da vostro padre, quel vecchio cucchiaio che usa la nonna per i gerani, quella bottiglia di plastica forata che fa da perfetto annaffiatoio.

Se parliamo di utensili ereditati, a me son capitate le pistole di legno d'ulivo per fare le postarelle per seminare, ma vanno bene anche per il trapianto delle piantine.

Voi avete degli oggetti di casa che prestate alla voglia di giardinaggio?

domenica, gennaio 19, 2014

vocazione contadina

Riscoprire la vocazione contadina.
Il boom economico ha portato via i nostri genitori, o i nostri nonni, dai campi, la nostra generazione (penso ai 30-40 enni) ci sta tornando. Chi può coltiva nel giardino di casa, altri il balcone, chi proprio non ha spazio coltiva le aiuole in città, ci si appropria di spazi pubblici. Questi sono gli orti urbani. Nascono spontaneamente, qualche volta per mano di anziani abitanti di quartieri periferici, ma sempre più spesso anche da giovani.


Ma la realtà degli orti urbani è una materia complessa, che merita di venir raccontata. Lo fanno Filippo Perfido e Michele Comi gestendo il progetto orto e mezzo, una tv, un sito, un programma televisivo su la effe, un tumblr. Tra qualche tempo anche un libro, che racconta la realtà degli orti urbani in giro per l'Italia, con una ricostruzione storica degli orti, della loro origine. Nel sito raccontano di persone che hanno deciso di coltivare un orto urbano, pubblicano tutorial su pratiche colturali, intervistano anziani proprietari di orti urbani. Organizzano incontri, fanno didattica. Con lo stesso intento didattico c'è Growtheplanet, che si occupa di orti, cibo e benessere. Una community dove si può caricare virtualmente il proprio orto, fare amicizia, scambiarsi idee e consigli, dei contadini 2.0 a tutti gli effetti. Una community inclusiva che tende ad ampliarsi con scambi di ricette, news e consigli su come stare meglio. 
Un altro progetto interessante è Miraorti. Nasce con l'intento di riqualificare un territorio dal basso, con la regolamentazione degli orti urbani spontanei, creati in zona Mirafiori. Una progettazione di orti che si inserisce in un'idea più ampia di gestione di verde pubblico e parchi. Degli orti più condivisi, viitabili, con vocazione didattica.

Crediamo in bio.
Spesso negli orti urbani si seminano piante biologiche, con metodi di coltivazione naturali, vocati al biologico. Questo fa sì che si inneschi una produzione di semi amatoriale a salvaguardia della biodiversità, a favore di una diffusione di semi senza marchi di fabbrica o brevetti.
Che dire, la trasmissione LineaVerde in tv ha sempre avuto il suo pubblico. La tv però ha il solito difetto che non si condivide, ma si subisce. Nei blog e nei social media la condivisione è immediata e spontanea, se non hai capito una cosa, puoi sempre fartela rispiegare. Quindi ben venga la conoscenza condivisa, anche quella agricola. Più persone consapevoli fanno una società progredita.



venerdì, gennaio 10, 2014

sei ancora disoccupata?

 spinaci
 arance
cime di rapa

Che bella soddisfazione vedere le verdure crescere. Oggi ho rincalzato le patate, coccolato il resto delle piantine. Un po' di pulizia, qualche goccia d'acqua. 
Hanno fatto capolino anche le fave. Fa bene passare delle ore all'aria aperta, al sole, al caldo anche se siamo a gennaio. Pensi che sarebbe bella un azienda agricola biologica. Ma sono in Sardegna, non in California. 
Mi fanno domande come questa: "Ah, ma tu sei ancora disoccupata?" Io ho risposto, che no, non sono disoccupata, ma coltivo la terra. Semino e faccio crescere i vegetali, le verdure, il cibo. Come è possibile che la gente non lo consideri un lavoro? Io passo all'orto molte ore, non è un lavoro di concetto, se dicessi: "faccio l'artista?" sarebbe diverso? Le reazioni vanno dal ridermi in faccia, al guardarmi sconsolati. Come hanno fatto queste persone a dimenticarsi che la terra è una risorsa, se ben utilizzata? Per questo mangiamo, cetrioli dall'Olanda, pere dal Cile e fave dalla Turchia. Ma porca miseria, con il clima che abbiamo possibile che non ci sia un piano di sviluppo rurale che ne tenga conto? Io ho la fortuna di avere l'orto, grazie a mio padre, perchè dovrei preferire fare la cameriera in un qualsiasi bar, ristorante o albergo d'Italia?
Se non fossi una persona educata, manderei tutti a quel paese!
Poi penso al giardino, a quante cose ci sono da fare, ed è lavoro anche quello, il mio lavoro futuro. 

lunedì, gennaio 06, 2014

disegnino dell'orto

La coltivazione è un hobby divertente che può darci molte soddisfazioni, ma occorre un minimo di progettazione. Ci sono delle tempistiche da rispettare, delle regole da seguire, se vogliamo ottenere dei risultati: ovvero verdure da mangiare!



Nel mio orto, per ora, ci sono queste aiuole e queste verdure che crescono. Mi resta da scoprire se sono ortaggi ad alto, medio o basso consumo di azoto, in modo da fargli succedere ortaggi che crescano bene.
In primavera seminerò: zucchine, melanzane, peperoni (i grandi classici), le zucche, i cetrioli le cipolle e le carote, i pomodori, il melone e l'anguria, il sedano. I peperoncini naturalmente.
La regola fondamentale è, mai la stessa coltura nello stesso posto prima di tre anni. Questo sembra semplice. Ma se nello stesso anno, nella stessa aiuola si succedono colture diverse, puoi ricoltivare la stessa dopo quattro cicli colturali.
Così parla, quello che è diventato la mia bibbia, "Il mio orto biologico". Proseguendo con la lettura mi elenca vari criteri per progettare la rotazione degli ortaggi nel proprio orto.

Il metodo legato al consumo d'azoto degli ortaggi. Per esempio le patate consumano molto azoto, le mettiamo nella categoria medio-alta, le fave sono basse consumatrici di azoto.

Oppure lo facciamo secondo gli insegnamenti della biodinamica, teniamo conto della parte dell'ortaggio che verrà consumata. Cioè radici, frutti, foglie o fiori. Per esempio aglio, carota, barbabietola sono da radice, cetrioli, fave melanzane, peperoni sono da frutto. Non mi è ben chiaro però chi succede a chi, e non mi sento pronta per il biodinamico.

Cerco informazioni anche in internet. Miraorti indica un terzo criterio, rotare gli ortaggi secondo l'appartenenza a famiglie diverse per evitare che vengano sottratti sempre gli stessi elementi nutritivi dal terreno, così ad una leguminosa potrà succedere una crucifera, quindi una solanacea, un ombrellifera e così via. In questo file sono ben spiegati i diversi criteri, meglio di come l'abbia fatto io!
Quindi ora non mi resta che tornare alla mia ricerca, chi consuma più azoto?


lunedì, dicembre 30, 2013

piccole piantine crescono

Finalmente una bella mattinata di sole! Dispiace dirlo, ma assieme ai semi sono nate e cresciute delle erbe che forse non si possono mangiare. Così oggi ho passato la giornata a fare spazio alle piantine che timidamente stanno crescendo.
Signore e signori abbiamo: finocchi, spinaci, insalata, bietole da costa, patate, cime di rapa e aglio.

Ecco, una cosa che si impara, facendo l'orto, è la programmazione, e si fa l'abitudine alla lentezza, o a un tempo diverso diciamo.

Anche le arance e i mandarini, si prendono il loro tempo. Con calma. Un passo alla volta arriveremo anche al 2014, anche perchè ci siamo!
 

giovedì, dicembre 26, 2013

arancione mandarinetto

L'arancione ha un nome didascalico, non trovate? Io, sì. 
Piove, tira vento e fa freddo. Cos'altro. C'è in giro la tempesta di natale, che verrà a trovarci tutti i natali, immagino. 
Allora si resta in casa, si ci alza tardi, si fa colazione con crepe e marmellata d'arancia alle undici e mezza, con un bel caffè caldo. Ma non un caffè beverone, un caffè ristretto. 
Chi è fortunato ha molti agrumi in casa, in questo periodo, o forse se li può comprare. Io li raccolgo dalle piante.
Cosa ci faccio con questi mandaranci? Un bel mandarinetto no! 
Presto, cerchiamo la ricetta del mandarinetto. Non so voi, ma io, quando cerco una ricetta su internet scarto, il blog giallozafferano non li sopporto proprio. Preferisco dare una prima occhiata ai risultati proposti da google, poi se non mi piacciono, vado nei foodblog che già conosco.
La ricetta del mandarinetto l'ho presa da kittyskitchen e non mi pare si discosti tanto dalle altre, trovate in rete. Oggi ho messo a macerare le bucce, tra quindici giorni inizia la seconda fase, e dopo altri 20 giorni la terza: berlo!

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