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lunedì, agosto 04, 2014

vegetables corner

Lontana dal sole della Sardegna e dall'orto, ho deciso di non disperare e avviare una coltivazione casalinga, un orto né in balcone, neppure in terrazzo, ma in un angolo della camera: vegetables corner. 


ed ecco i primi nati
Ricordo ancora i miei primi giorni all'orto e la sensazione di sconfitta quando le cose da fare erano più di quelle fatte: mi sembrava di essere troppo piccola e l'orto troppo grande.
Come faceva mio nonno a tenerlo curato, praticamente da solo?!
Ormai sono in Islanda, a Reykjavík, da quasi un mese. Mi capita di ripensare ai due ettari di terra, al sole, al mare, alle verdure fresche, alla vita all'aria aperta, come mi mancano!
Addio primizie, non vedrò i miei pomodori diventare rossi, ne le angurie crescere, nei supermercati si trovano quasi esclusivamente verdure importate, soprattutto dall'Olanda, che è famosa per altro, non certo per le verdure!

Solo perché vivo in un appartamento in città, con poco spazio a disposizione, perché rinunciare a coltivare? Gli orti urbani sono molto popolari in Italia, qua ho visto tante erbe aromatiche dentro casa e una bellissima spirale delle spezie in una piazzetta vicino casa, in Bergstaðastræti, ho riconosciuto l'erba cipollina e la menta, le altre non so cosa siano, comprerò un libro di erbe islandesi.

spirale delle spezie a Reykjavik
Anche in spazi molto piccoli e con limitata luce solare, si può creare un giardino ricco di verdure, erbe aromatiche e frutti. Con qualche accorgimento e i giusti strumenti, posso trasformare il davanzale della finestra o il balcone di casa, in un "orto" di cui essere orgogliosa. 
Prima di partire con la semina, ci sono alcune cose da considerare.
Primo: per quante ore, casa tua, è baciata dal sole? Secondariamente, quante stanze della tua casa puoi dedicare all'orto? Hai lo spazio per vasi grandi o devi usare quelli piccoli? Rispondere a queste domande può aiutarti a capire quali piante puoi coltivare in casa, quali potrebbero crescere con buoni risultati. Se lo spazio a disposizione è ridotto, scegliere quali piante coltivare è fondamentale. Una fila di barattoli sul davanzale della finestra è un ottima soluzione per coltivare singole piante.

Le sacche porta scarpe, o le scarpiere, sono un'ottima soluzione per un orto verticale. Non lasciate che lo spazio vi limiti, ci sono diverse piante che si possono coltivare dentro casa.

fonte: Pinterest
Io proverò a far crescere delle insalate, una piantina di pomodori e le sempre amate aromatiche: basilico e prezzemolo. Inoltre ho quattro piantine di zucchine, temo che dovrò regalarne qualcuna perché sono un po' troppe per un angolo di una camera. Sono passata da un orto sovradimensionato a uno minuscolo, forse il terzo sarà della misura giusta, intanto mi godo le mie piantine e il mo angolo verde.

cedesi zucchini



martedì, febbraio 04, 2014

nostalgia del ghiaccio

Meno del 5% della popolazione dell'Islanda è impegnata in agricoltura. L'allevamento del bestiame, soprattutto pecore e la produzione di latticini sono le principali occupazioni .Circa un quinto della terra è arabile, la maggior parte utilizzati per il pascolo . Le serre sono comuni , soprattutto nella parte meridionale del paese . La produzione di carne e latticini è principalmente per il consumo interno . Le colture principali sono fieno , patate e altri ortaggi a radice . Coltivazione di altre colture , come l'orzo e avena , è aumentata rapidamente negli ultimi 10 anni. Sono stata in Islanda, l'anno scorso, a Reykjavik, per qualche mese. Certo, non c'è abbondanza di verdure, ma credo che andando a un passo dal Polo, non sia quella l'aspettativa. Ho mangiato tanti pomodori, funghi champignon, peperoni e cetrioli, insalate di vari tipi e patate. Mi sembra un elenco di tutto rispetto. Ortaggi e fiori vengono coltivati ​​principalmente in serre riscaldate con acqua geotermica e vapore. Una delle prime cose che il ragazzo, che ci faceva da cicerone, ci ha raccontato, è stata che l'Islanda, nel secondo dopoguerra, è stato il primo paese europeo esportatore di banane.


Ma nei market, non ho mai visto banane prodotte in Islanda. Le serre e le aziende agricole sono diffuse soprattutto nel sud del paese, che ha il clima più "temperato" rispetto al resto dell'isola. L'Islanda è praticamente autosufficiente in alimenti freschi e prodotti caseari , ma importa la maggior parte degli altri prodotti alimentari. 

L'ingeneroso confronto con la Sardegna

La Sar­de­gna è una terra fer­ti­le e con un clima vo­ca­to al­l’a­gri­col­tu­ra e al­l’al­le­va­men­to, ep­pu­re a se­con­da delle sta­gio­ni im­por­ta ogni anno dal 70 al­l’85% del cibo che si man­gia­ e l’a­gri­col­tu­ra rap­pre­sen­ta poco più del 4% del no­stro pro­dot­to in­ter­no lordo. Per in­cen­ti­var­la si in­ve­ste ap­pe­na lo 0,15% dei fondi re­gio­na­li e non si fa ab­ba­stan­za per dif­fon­de­re una cul­tu­ra ali­men­ta­re orien­ta­ta alla qua­li­tà lo­ca­le. Per que­sto nella spesa media dei sardi ci sono po­chis­si­mi pro­dot­ti sardi e nelle mense di ospe­da­li, scuo­le e fab­bri­che la quota di cibo fatto in Sar­de­gna è an­co­ra scar­sa. 

Queste poche righe, che bene descrivono la situazione sarda, sono prese dal sito di sardegna possibile. Hanno capito più cose loro in sei mesi, che i governi regionali che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, ma anche dal dopoguerra a oggi direi. Deve mettersi a riposo, una intera generazione che ci ha portato a questo punto, se volevano fare dell'agricoltura un'industria del cibo, non ne sono stati capaci, si accomodino alla porta. 
L'agricoltura del futuro sarà, di nuovo, quella fatte dalle famiglie, dai giovani agronomi e dagli appassionati contadini 2.0.

Avvertenza: in questo post è presente una dichiarazione di voto, a favore di Michela Murgia presidente.
#SAR2014 #sardegnapossibile #votoutilegiàdato



sabato, novembre 23, 2013

Il piano bi

Nel 2012 qualcuno parlava dei Maya, qualcunaltro parlava dell'anno nuovo come di un anno di cambiamenti. Grandi stravolgimenti. Forse mi sono lasciata trascinare da queste dicerie volendo cambiare completamente la mia vita e quella della mia compagna.

Nella primavera 2013 abbiamo chiuso il pastificio (Piano, non spingete), venduto la macchina di Iride, affittato/non affittato la casa di Iride, venduto tutto quello che non poteva venire con noi. Compresa l'attrezzatura del laboratorio, a una stronza. Il piano era lasciare al più presto l'Italia, considerato dai più un Paese di merda.
Dove abbiamo pensato di far progredire le nostre esistenze? In Islanda, a Reykjavik. Per dettagli sull'avventura, vi rimando al blog a Reykjavik con lo scotch. Diverse cose abbiamo capito e imparato in Islanda, che vivere senza verdure è brutto, ma brutto brutto. Quando le uniche verdure a chilometro zero sono il peperone, il pomodoro, il cetriolo, e i funghi champignon, vuoi solo una cosa: tornare a casa. Potrei iniziare ora un discorso su come il valore delle cose è direttamente proporzionale alla loro mancanza. Ma non lo farò.
Un'altra cosa di cui ci siamo rese conto è che il vento può uccidere, ma se sopravvivi può sempre farlo il freddo.

le oche selvatiche hanno il loro sistema
Il piano Bi.
Questa non è la storia di una vittoria, non è il tutorial su come fare soldi nel più breve tempo possibile. Al contrario è il blog di continui fallimenti, di perdite affettive e no.
Quando penso a persone che hanno perso e poi vinto e poi perso, nella loro vita, non posso non pensare a Scarlett O'Hara, la protagonista di Gone with the wind.
Cosa fa Scarlett O'Hara ad un certo punto di Gone with the wind, dopo averne già passato non poche? Torna a casa con ancora in corso la guerra, così abbiamo voluto fare noi. Abbiamo messo in pratica il piano B. Andare in Sardegna a fare l'orto, ed eccoci qua. Con in mano "Il mio orto biologico" siamo pronte a mangiare solo quello che riusciremmo a coltivare.

questi i nostri due ettari scarsi
La prima visita al terreno ci fa temere da subito che per l'inverno non mangeremo molto. Il posto è incolto da anni, noi siamo solo due, non sappiamo niente di agricoltura!
Siamo per fortuna in due, per fortuna esistono i libri su quali informarsi, e poi c'è il web, che pullula di agricoltori, anche Michelle Obama ha l'orto alla casa bianca.
Dopo il primo sopralluogo, su consiglio di anziani contadini tra i quali mia mamma, decidiamo di fare trattorare per liberarci più in fretta dell'erba.
L'avevo detto che era una storia di disastri, di cose fatte senza prestare la minima attenzione al proprio bagaglio d'esperienze.
Si può scegliere di cambiare vita ogni volta che lo si vuole, ma bisogna conoscere le proprie forze e i propri limiti.
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